Prevenire è meglio che curare. È una massima semplice, cresciuta all’ombra dell’esperienza e del buon senso, ma nella progettazione edilizia assume un valore tecnico preciso: ridurre il rischio, limitare le conseguenze di un incendio e rendere più sicuri edifici, ambienti e persone.

I progetti si formano e si sviluppano anche nello sforzo di ricercare la massima adattabilità o reversibilità, per evitare al cliente costi eccessivi quando l’involucro edilizio deve adeguarsi alle crescenti esigenze della società in cui viviamo.

Questo approccio progettuale deve essere applicato trasversalmente in tutte le branche dell’attività professionale. Ma come si riflette nel campo della prevenzione incendi in edilizia?

In sintesi

La prevenzione incendi non riguarda un solo prodotto, un solo impianto o una singola norma. È un sistema integrato che coinvolge progettazione, materiali, impianti, sistemi costruttivi, corretta posa in opera, manutenzione e aggiornamento normativo.

I sistemi antincendio possono essere ricondotti a due grandi ambiti:

  • protezione attiva, cioè impianti e sistemi che intervengono direttamente sull’incendio;
  • protezione passiva, cioè materiali, prodotti e soluzioni costruttive che contribuiscono a contenere il fuoco e i suoi effetti.

A questi due livelli si aggiunge oggi un’attenzione crescente verso temi specifici come facciate, impianti fotovoltaici e gallerie stradali, dove materiali, sistemi e norme tecniche incidono in modo determinante sulla sicurezza antincendio.

Prevenzione incendi: proteggere vite, ambienti ed edifici

La pietra d’angolo della prevenzione incendi è sempre la protezione della vita umana. Questo obiettivo viene perseguito attraverso un insieme di misure di prevenzione, prima, e di protezione, poi.

Se è vero, come è assodato e certo, che il rischio zero non esiste, è altrettanto vero che la normativa esistente, il buon senso e le capacità del singolo tecnico antincendio devono considerare non solo gli effetti che un incendio può avere sull’uomo, ma anche quelli che può generare sull’immobile.

L’obiettivo prioritario della protezione della vita umana non può infatti diventare un pretesto per disinteressarsi dell’edificio  e del patrimonio costruito.

È ammissibile che un incendio possa radere al suolo un edificio storico, un teatro, una struttura pubblica, un’infrastruttura o un complesso produttivo? È ovvio che la risposta sia no.

Fortunatamente il legislatore, anche se in tempi relativamente recenti, è intervenuto con una serie di decreti ministeriali e regole tecniche specifiche per le diverse attività. In questo quadro si inserisce anche il Codice di prevenzione incendi, introdotto dal DM 3 agosto 2015, che rappresenta oggi uno dei riferimenti principali per la progettazione antincendio.

Protezione attiva e protezione passiva: il doppio binario della sicurezza

La normativa, però, da sola non offre tutti gli strumenti utili alla corretta realizzazione di un progetto di adeguamento antincendio.

Si rivela fondamentale l’utilità dei sistemi di protezione dall’incendio, che consentono di contenere, limitare o ridurre gli effetti dell’evento.

Per semplicità, possiamo identificare due macrocategorie:

  • sistemi di protezione attiva;
  • sistemi di protezione passiva.

Queste due categorie non devono essere considerate alternative, ma complementari. La prevenzione incendi funziona quando protezione attiva e passiva vengono progettate in modo coordinato, tenendo conto della destinazione d’uso dell’edificio, dei materiali impiegati, degli impianti presenti, dell’esodo degli occupanti e delle condizioni operative dei soccorritori.

Sistemi di protezione attiva contro l’incendio

La protezione attiva antincendio comprende tutti i sistemi e gli impianti che intraprendono azioni dirette, in modo automatico o su apposita sollecitazione umana.

In questa categoria rientrano principalmente sistemi di tipo impiantistico, come:

  • reti di idranti o naspi;
  • sistemi sprinkler;
  • impianti di soppressione a gas;
  • sistemi di rivelazione e allarme;
  • dispositivi di controllo e gestione dell’emergenza.

Sono sistemi sicuramente efficienti, ma presentano anche una maggiore complessità progettuale e realizzativa. Richiedono attenzione nella scelta, nella posa, nel collaudo e nella manutenzione, oltre a un maggiore impegno economico.

La loro efficacia dipende quindi dalla corretta integrazione con il progetto antincendio complessivo e con le caratteristiche dell’edificio.

Sistemi di protezione passiva al fuoco

I sistemi di protezione passiva al fuoco sono invece quei prodotti e quelle soluzioni che, senza bisogno di alcuna azione diretta o indiretta dell’uomo, sono in grado di contenere un eventuale incendio e le sue conseguenze.

Si tratta principalmente di:

  • elementi da costruzione, come mattoni, pannelli isolanti, cartongessi speciali e silicati;
  • prodotti, come schiume sigillanti, collari per tubazioni, sacchetti termo-espandenti e vernici intumescenti per elementi strutturali;
  • sistemi di chiusura, come porte tagliafuoco, serrande per condotte e tendaggi termici.

Il compito principale di questi sistemi è il contenimento dell’incendio, sia nello spazio sia nel tempo.

La protezione passiva contribuisce infatti a garantire un deflusso più sicuro degli occupanti prima che l’incendio si sviluppi fino a pregiudicarne la sicurezza e, allo stesso tempo, aumenta la probabilità di conservazione dell’edificio.

Materiali antincendio, certificazioni e corretta applicazione

Negli ultimi anni, anche a causa di noti fatti di cronaca, l’attenzione si è rivolta in modo particolare ai materiali, siano essi isolanti o da costruzione.

Da qui si è verificato, come spesso accade in reazione a grandi eventi di interesse mediatico, il proliferare di circolari, norme di prodotto, certificazioni e omologazioni. I produttori nazionali e internazionali sono stati chiamati ad allineare la propria filiera per garantire prestazioni specifiche nei confronti del fuoco, come una ridotta produzione di fumi tossici o un contenuto gocciolamento in caso di fusione.

Passando alla pratica odierna, l’uso ormai consolidato di facciate ventilate e cappotti isolanti obbliga il professionista a controllare sempre che i materiali previsti siano provvisti di adeguate caratteristiche di reazione al fuoco e presentino un basso grado di infiammabilità, meglio ancora se incombustibili.

I materiali attualmente in commercio, per poter essere venduti sul territorio nazionale e impiegati in ambito antincendio, devono essere testati da laboratori di prova autorizzati dal Ministero dell’Interno e provvisti di un rapporto che indichi chiaramente la loro classe secondo la codifica europea e le modalità di esecuzione della prova effettuata.

Per essere tranquillo, il professionista antincendio deve porre attenzione non solo alla scelta del materiale, ma anche al suo impiego secondo le specifiche indicate dal produttore e in accordo con il relativo certificato.

Se ciò non avviene, il prodotto può risultare non idoneo all’applicazione specifica, a prescindere dalla buona fede e dalla perizia del progettista.

Facciate e rischio incendio

Uno degli ambiti più delicati nella prevenzione incendi riguarda le facciate.

Le facciate moderne sono sistemi complessi, nei quali convivono materiali isolanti, rivestimenti, intercapedini, membrane, guarnizioni, sistemi di fissaggio, elementi vetrati e componenti strutturali. In caso di incendio, il comportamento delle facciate può incidere sulla propagazione del fuoco, sulla sicurezza degli occupanti e sull’intervento dei soccorritori.

Per questo la sicurezza antincendio delle facciate non può essere valutata solo considerando il singolo materiale, ma deve tenere conto del comportamento dell’intero sistema.

Tra gli aspetti da considerare rientrano:

  • tipologia di facciata;
  • materiali isolanti e rivestimenti;
  • presenza di cavità o intercapedini;
  • geometria dell’edificio;
  • aperture, balconi e aggetti;
  • sistemi ETICS e cappotti assemblati;
  • barriere tagliafiamma;
  • fasce di separazione;
  • prove al fuoco;
  • normativa sulle chiusure d’ambito.

Chiusure d’ambito e normativa antincendio

Il tema delle facciate è strettamente collegato alla normativa sulle chiusure d’ambito degli edifici civili.

Con il Decreto del Ministero dell’Interno 30 marzo 2022 è stata emanata la Regola Tecnica Verticale dedicata alle chiusure d’ambito, nota come RTV V.13. La norma definisce requisiti e criteri di sicurezza antincendio per facciate e coperture degli edifici civili soggetti al Codice di prevenzione incendi.

La RTV V.13 interviene su aspetti come:

Si tratta di un ambito particolarmente importante perché collega progettazione architettonica, scelta dei materiali, sicurezza dell’edificio e rispetto delle prescrizioni normative.

Prevenzione incendi negli impianti fotovoltaici

Anche gli impianti fotovoltaici rappresentano oggi un tema centrale nella prevenzione incendi, soprattutto quando sono installati su coperture, facciate o a servizio di attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco.

La progettazione e l’installazione devono ridurre i rischi di innesco, propagazione e ostacolo all’esodo, tenendo conto delle caratteristiche dell’impianto, della sua posizione, delle distanze di sicurezza, della presenza di sistemi di accumulo e del rapporto con l’edificio su cui viene installato.

Gallerie stradali e sicurezza antincendio

La prevenzione incendi non riguarda solo gli edifici, ma anche infrastrutture complesse come le gallerie stradali.

In questi contesti, la sicurezza dipende da un insieme coordinato di elementi: vie di esodo, ventilazione, sistemi di comunicazione, segnaletica, centro di controllo, sorveglianza, rivelazione incendi, impianti idrici antincendio, alimentazione elettrica di sicurezza, illuminazione e piani di emergenza.

Il DM 20 giugno 2025 ha introdotto una regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio delle gallerie stradali non appartenenti alla rete stradale transeuropea.

Dalla prevenzione alla progettazione consapevole

La prevenzione incendi non può essere considerata una speranza né un adempimento da affrontare a valle del progetto.

Deve essere parte integrante della progettazione, della scelta dei materiali, della definizione dei sistemi costruttivi, della verifica normativa e della gestione dell’edificio o dell’infrastruttura nel tempo.

Il doppio binario della sicurezza antincendio passa quindi da una visione integrata: proteggere le persone e proteggere l’edificio, unendo protezione attiva, protezione passiva, materiali idonei, corretta applicazione e aggiornamento tecnico-normativo.

Solo in questo modo la prevenzione incendi può diventare un criterio progettuale concreto, misurabile e realmente utile per operatori, progettisti, imprese e utenti finali.

Dossier prevenzione incendi: facciate, fotovoltaico e gallerie

Il dossier antincendio proposto nel numero 162 di YouTrade approfondisce tre ambiti critici:

  • facciate;
  • tetti con pannelli fotovoltaici;
  • gallerie.

Materiali, normative e best practice rendono questi temi centrali per gli operatori del settore, perché permettono di leggere la prevenzione incendi non come un semplice adempimento, ma come parte integrante della progettazione e della gestione della sicurezza.

In questa prospettiva, la prevenzione incendi diventa un percorso articolato, nel quale ogni ambito richiede competenze specifiche ma dialoga con gli altri.

testo basato su un articolo
di Federico Belardo, Politecnico di Milano

Percorso di lettura consigliato

Per approfondire i principali temi collegati alla prevenzione incendi in edilizia e nelle infrastrutture, è possibile seguire questo percorso:

Approfondimenti sui materiali edili antifuoco

Per completare l’informazione dedicata all’antincendio ecco una serie di approfondimenti dedicati ai materiali.

Ogni articolo analizza prestazioni, comportamento al fuoco, requisiti certificativi e ambiti applicativi, offrendo un vademecum pratico che collega il quadro regolatorio alle soluzioni costruttive realmente utilizzabili in progetto e in cantiere.

  • Le soluzioni Ytong in calcestruzzo aerato autoclavato garantiscono elevate prestazioni antincendio: pareti, tramezze e architravi sono certificati fino a EI/REI 240 anche senza intonaco, con spessori ridotti e sistemi completi per aperture.
  • Amonn, con il marchio Amotherm, sviluppa soluzioni di protezione passiva dal fuoco basate su test rappresentativi. Amotherm Brick WB e Concrete WB offrono certificazioni estese per pareti e solai in laterizio, cemento armato e precompresso secondo norme europee.
  • Le nuove chiusure tagliafuoco scorrevoli OD di Hörmann, in acciaio e acciaio inox, garantiscono protezione da fuoco e fumi. Certificate CE, disponibili in vari livelli EI e versioni S, offrono movimentazione rapida e sicura con motorizzazioni dedicate.
  • Siguria, fondata nel 2016, distribuisce tende tagliafuoco e tagliafumo e evacuatori di fumo del Gruppo Testa. Il mercato cresce grazie ai vantaggi architettonici e funzionali rispetto ai portoni tradizionali, ancora poco conosciuti dai progettisti.
  • L’aumento dei fotovoltaici e degli eventi estremi richiede coperture impermeabili e resistenti al fuoco. Polyglass propone le membrane XFire e i manti sintetici Mapeplan T, entrambi classificati Broof, sicuri, durevoli e adatti anche a cool roof ed esigenze antincendio.
  • CISA presenta Multitop Matic Exit, controserratura multipunto certificata per porte antipanico tagliafuoco‑fumo. Chiusura automatica, riarmo istantaneo, apertura sempre garantita e versione motorizzata integrabile nei sistemi di controllo accessi.
  • Caoduro ha riqualificato tre capannoni industriali a Cremona installando 30 evacuatori naturali di fumo e calore Smoke Out con cupole in policarbonato M125 Fx, basamenti in vetroresina e box di comando, garantendo sicurezza antincendio e conformità normativa.
  • Offire di Starplast è un sistema antincendio interrato che integra riserva idrica e pressurizzazione in un’unica struttura compatta. Con portate fino a 120.000 l/h e pompe vertical turbine conformi UNI/TR 11438, garantisce efficienza, spazio e piena conformità normativa.
  • Knauf presenta il Manuale Antincendio 2025, guida completa con quadro normativo e oltre 250 soluzioni certificate. Include sistemi a secco per pareti, contropareti, controsoffitti e protezioni di impianti e strutture, garantendo compartimentazione e sicurezza antincendio.
  • Protherm Light di Edilteco è un intonaco leggero termoisolante certificato EN e ETA, che incrementa la resistenza al fuoco di acciaio, laterizio e calcestruzzo. Le perle di EPS sublimano migliorando lo smaltimento del calore; leggero, durevole e con consumi ridotti.
  • Rockwool sviluppa pannelli in lana di roccia a doppia densità: strato esterno rigido per resistenza meccanica e fissaggi, interno soffice per adattabilità e acustica. Non combustibili, migliorano la resistenza al fuoco in coperture e facciate, garantendo durabilità e sicurezza.
  • AN Camini offre 35 modelli di canne fumarie certificati CE, anche EI 30‑60‑120, resistenti al fuoco interno ed esterno. Prodotti leggeri, durevoli e ad alta tenuta, con rete vendita nazionale, filiali dedicate e piattaforma B2B per gestione ordini e configurazioni.
  • Le facciate degli edifici sono aree critiche nella propagazione degli incendi. I blocchi Normablok Più di Danesi, certificati B‑s1,d0, garantiscono elevata sicurezza e resistenza al fuoco, anche in facciate ventilate, rispettando la RTV 2022 e le norme antincendio più recenti.
  • La diffusione del fotovoltaico richiede coperture sempre più sicure. Il sistema Zintek in zinco-titanio ha ottenuto la classificazione Broof (t3), confermando elevata resistenza al fuoco esterno e qualità progettuale. Un tema approfondito nei Quaderni Tecnici Zintek.

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