Le normative europea e italiana non approfondiscono a sufficienza le potenzialità dell’uso del laterizio nell’ambito del risparmio energetico e del miglioramento prestazionale. Ma anche della sua flessibilità nell’impiego assieme ad altri materiali.

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Sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni: dalla direttiva 2002/91/Ce al Life Cycle Thinking Approach

Sono passati 20 anni dalla direttiva 2002/91/Ce sul rendimento energetico in edilizia, che ha innescato un radicale mutamento nell’approccio al risparmio energetico nel settore building.

Il primo tagliando all’impianto normativo sovranazionale è stato effettuato attraverso la direttiva 2010/31/Ue, nota anche come Epbd2 (Energy Performance Building Directive 2), a sottolineare la conseguenzialità con la precedente. La direttiva ha introdotto l’acronimo nzeb (near-zero energy buildings), identificativo di quegli edifici dal fabbisogno energetico molto basso, soddisfatto mediante l’approvvigionamento da fonti rinnovabili.

Ultimo traguardo fissato dall’Europa, mediante la direttiva 2018/844/Ue è la riqualificazione energetica dell’intero parco immobiliare entro il 2050, abbattendo fino al 95% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Tali linee di indirizzo presentano meriti indiscutibili.

Il mutato approccio alla sostenibilità ambientale nel settore delle costruzioni ha visto il progressivo contemperare i principi del Life Cycle Thinking Approach all’interno delle valutazioni sui consumi energetici. Inoltre, l’ultima direttiva ha introdotto l’indicatore di predisposizione alla smartness degli edifici, quale parametro in grado di determinare la capacità di adattarsi alle esigenze degli utenti.

Tuttavia, anche a causa delle motivazioni che hanno spinto a tale radicale mutamento di approccio delle politiche energetiche mondiali, si persevera nel considerare la transizione verso la smart city come una questione di mero risparmio energetico.

Oltretutto, proprio l’ultima direttiva si propone di incrementare la diffusione dell’automazione negli edifici in relazione al monitoraggio elettronico dei sistemi impiantistici, attraverso una domotica closedsource, priva di interoperabilità, economicamente insostenibile e fortemente energivora.

Ristrutturazioni: non solo cappotto

Tra i forti meriti delle direttive europee rientra il grande impulso verso le ristrutturazioni edilizie, caratterizzato da incentivi di natura fiscale di varia entità e differente efficacia, come il cosiddetto Superbonus 110%, con le critiche e le perplessità che lo accompagnano.

In questa sede è più interessante evidenziare uno degli aspetti meno trattato, legato alla definizione delle tipologie di intervento sul patrimonio esistente che vincolano la ristrutturazione degli involucri a poche azioni possibili, prescindendo dalle condizioni al contorno e limitando le potenzialità di innovazione che norme di così ampio respiro potrebbero innescare. 

ristrutturazione

Per dovere di cronaca, né la circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, né il cosiddetto decreto Rilancio (convertito dalla legge n. 77 del 17 luglio 2020) descrivono interventi specifici, come il cappotto termico. Tuttavia, a meno di casi molto particolari, è parsa l’unica soluzione in grado di contemperare le esigenze di efficienza di cantiere e di controllo dei costi, con le vincolanti richieste di salto di classe energetica previste dalla normativa.

Assieme ai tanti dubbi che molti tecnici e giuristi sollevano sulla norma, e ai tempi contingentati che prevedeva il decreto nella sua forma natia, ha di fatto impedito che si operasse una vera e propria ricerca sulle potenzialità di altre tecnologie di ristrutturazione che prendessero in considerazione i molteplici requisiti che l’involucro deve possedere e le potenzialità di materiali e prodotti, come quelli in laterizio, in grado di raggiungere specifiche di prestazione verificabili e confrontabili.

Sia nel caso della nuova edificazione, sia nel caso delle ristrutturazioni, ampliare le indagini all’intero sistema involucro/impianto consente di scoprire le potenzialità di innovazione che anche un materiale della tradizione come il laterizio possiede.

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Potenzialità del laterizio per una progettazione eco-efficiente

I prodotti in laterizio più evoluti, nonostante siano in commercio da qualche decennio, consentono ormai di rivoluzionare le pratiche costruttive, essendo diventate regola dell’arte in molti cantieri.

Inoltre, la molteplicità di prodotti differenti consente di soddisfare un ventaglio prestazionale che nella contemporaneità è sempre più ampio, volto al soddisfacimento di una serie di requisiti che troppo semplicisticamente si tende a risolvere mediante soluzioni solo apparentemente più semplici, di certo non sempre ambientalmente o economicamente sostenibili.

Come descritto in precedenza, i riferimenti normativi nazionali e internazionali hanno teso a circoscrivere il problema ambientale del settore delle costruzioni (ristrutturazioni e nuove edificazioni) all’ambito del contenimento dei consumi energetici in fase di esercizio, con attenzione quasi esclusiva a quelli invernali, in relazione non sempre percepibile con la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Significativamente più visionario sarebbe un approccio in grado di stimolare la progettazione eco-efficiente, ovvero orientata a contenere i costi di materiali e prodotti evoluti in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza, migliorandone la qualità della vita, riducendo tutti gli impatti e consumando risorse in maniera compatibile con il carico ambientale. 

Non a caso si utilizza il termine evoluto, in luogo di innovativo, in relazione al prodotto in laterizio: in generale con il laterizio si dà luogo a prodotti non complessi (blocchi o mattoni) caratterizzati dalla possibilità, mediante combinazione con altri prodotti, di realizzare soluzioni tecnologiche dal differente grado di complessità. In tal senso, è possibile coniugare la tradizione di un materiale millenario con l’innovazione multiprestazionale che è richiesta a qualsiasi elemento tecnico contemporaneo.

Tale attitudine, propria del laterizio e di nessun altro materiale di largo impiego nell’edilizia, caratterizza i prodotti in laterizio di un grande potenziale intrinseco. Tuttavia, per scardinare la tradizionale regola dell’arte, esso necessita di un innesco dirompente, quali le linee di indirizzo del normatore.

È il caso del progressivo abbandono di soluzioni di tamponamento a cassa vuota, tipiche degli anni Settanta, non più considerate performanti per gli standard previsti a seguito delle crisi energetiche del periodo.

Allo stesso modo, le pareti monostrato riescono a garantire la multiprestazionalità delle pareti pluristrato, riconoscendo al laterizio in quanto tale una serie di requisiti, e alle morfologie semplici e complesse che esso può assumere, la possibilità di creare elementi che riescano a fornire il substrato ideale per esaltare la prestazionalità integrata di altri materiali. 

È il caso dei blocchi a isolamento diffuso, che possono essere impiegati anche con funzione strutturale e che riescono a realizzare un abaco di soluzioni multiprestazionali in cui il laterizio è il protagonista.

L’indubbio vantaggio di blocchi che integrano l’isolante termico al loro interno, risiede nel fatto che l’elemento di supporto in laterizio costituisce paramento di chiusura e integra le prestazioni che altrimenti dovrebbero essere demandate alla successione stratigrafica, riducendo significativamente la possibilità di errore di cantiere e garantendo la continuità degli strati funzionali, a tutto vantaggio della multiprestazionalità, ma anche della rapidità di esecuzione, della riduzione di interferenze in fase di posa e della manutenibilità dovuta all’omomatericità dei fili esterni.

Muratura-armata-con-cappotto-termico

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Tuttavia, le prestazioni integrabili sono di ogni genere e spaziano dalla capacità di resistere a importanti sollecitazioni orizzontali come quelle sismiche, fino alla possibilità di garantire  comfort acustico, benessere igrometrico e qualità dell’aria interna.

Oltre ai requisiti intrinseci del laterizio, che spaziano dalla durevolezza alla prestazione termica e acustica, la capacità di relazionarsi con altri materiali dalla struttura chimico-fisica profondamente differente, conferisce al laterizio grande flessibilità: è pertanto possibile combinare le differenti prestazioni dei materiali a cui il laterizio fornisce supporto, esaltando le caratteristiche di ciascuno. Questo consente di superare la concezione costruttiva legata alla giustapposizione di strati e agevola l’innovazione.

Parete-monostrato-in-blocchi-a-isolamento-diffuso-con-incastro-MF

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Parete-monostrato-in-blocchi-a-setti-sottili-con-incastro-MF

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Pertanto, anche il normatore ha il dovere di confrontarsi con evoluzioni materiche e prestazionali ormai collaudate, senza limitarne lo sviluppo prediligendo soluzioni altrettanto adeguate, sempre basate sull’impiego del laterizio, ma che non ne esaltano la multiprestazionalità, chiudendo, di fatto, le strade della ricerca e dello sviluppo. 

In definitiva, appare doveroso porsi innanzi a un orizzonte legislativo nazionale e internazionale slegato dalla mera efficienza energetica, improntato all’apertura di un ventaglio prestazionale che implichi sistemi tecnici volti a logiche di integrazione complessa. 

Tali scenari verrebbero recepiti dalla pratica costruttiva in pochissimo tempo, poiché basati sul laterizio, la cui diffusione indiscussa ne fa uno dei materiali della regola dell’arte in moltissimi Paesi del mondo: la strada degli incentivi è quella giusta, anche se la contemplazione di un percorso partecipativo che includa i suggerimenti del settore della produzione del laterizio che non ha mai smesso di investire in ricerca e sviluppo nemmeno durante la crisi, sarebbe più che auspicabile.

di Arch. PhD Antonio Magarò, assegnista di Ricerca, Dipartimento di Architettura Università degli Studi Roma Tre (da YouTrade n. 121)

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PER SAPERNE DI PIÙ

Baratta, A. [2008]. Pareti leggere e stratificate in laterizio. Il progetto e la qualità delle pareti di divisione, separazione e tamponamento, Andil, Roma.

Baratta, A.; Calcagnini, L.; Magarò, A.; Piferi, [2018a]. Manufatti in laterizio a isolamento diffuso dalle alte prestazioni termoacustiche, Costruire in Laterizio, 185, pp. 68-75.

Baratta, A.; Calcagnini, L.; Magarò, A.; Piferi, [2018a]. L’evoluzione dei prodotti in laterizio. I blocchi a isolamento diffuso per murature armate, Costruire in Laterizio, 186, pp. 76-81.

Campioli, A. [2014]. N-Zeb e Life Cycle Thinking, Costruire in Laterizio, 159, pp. 14-15.

Magarò, A.; Baratta, A.; Finucci, F. [2020]. Intelligent Domestic Ecosystems: Innovative housing models for fragile elderly, European Journal of Creative Practices in Cities and Landscapes, 2, 3, pp. 70-88. Schmidheiny, S. [1992]. Changing Course, World Business Council for Sustainable Development, Mit Press, Cambridge, Massachusetts (Usa).

 

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