I desideri di chi acquisterà o cambierà casa nei prossimi cinque anni, nella fascia tra 20 e 40 anni, vedono al primo posto terrazzo o balcone, luminosità e internet veloce, assieme a una serie di servizi condominiali di lusso. Ma all’elenco manca…
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Costruttori e rivenditori, state attenti: i proprietari di abitazioni di domani hanno le idee ben chiare. E non è detto che coincidano con quelle di chi, in passato, ha acquistato un immobile. D’altra parte, è inevitabile: l’edilizia si adegua a quella che è la cultura, il modo di vivere e, naturalmente, la disponibilità economica.
Basta osservare come è cambiato il metodo costruttivo negli ultimi 20 anni oppure pensare a come si edificavano le case negli anni Cinquanta, cioè l’altro ieri da un punto di vista della tecnica e dell’economia.
Quindi, lo sapete che cosa vogliono le nuove generazioni, quelle che hanno appena comprato casa o la acquisteranno domani?

Un provvidenziale assist arriva da diverse ricerche e analisi di mercato. Facciamo subito spoiler per evidenziare i dati comuni: i giovani vogliono tecnologia e vivibilità, unita al concetto di compatibilità ambientale. Sono questi i driver che accompagneranno l’edilizia dei prossimi anni. Ma, per la verità, sono anche concetti un po’ generici. Quindi, che cosa vogliono, nello specifico, i giovani?
La casa dei giovani di domani
Alcune risposte arrivano dalla ricerca intitolata La casa dei giovani di domani, realizzata da Scenari Immobiliari in collaborazione con Coima, uno dei gruppi più attivi nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari.
L’analisi ha uno spettro temporale piuttosto vicino: indica, in sostanza, le preferenze degli acquirenti nell’arco del prossimo quinquennio, sia per chi compra la prima casa, sia per chi ce l’ha e la vuole cambiare.
L’aspetto più sorprendente, forse, è che in contrasto con l’opinione diffusa, che indica i giovani confusi nella nebbia dei social network, per quanto riguarda la loro abitazione sembrano avere le idee piuttosto chiare. E questo è un aspetto di cui tenere conto, dato che una opinione precisa è già l’indicazione di scelte prese in modo consapevole o meno.
In ogni caso, la ricerca ha preso in esame le richieste dei giovani in sette città italiane: Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. L’analisi ha stimato l’offerta di unità abitative per locazione e acquisto, con particolare attenzione alle tipologie preferite da chi ha un’età compresa tra i 20 e i 40 anni, cioè gli attuali e i potenziali proprietari di immobili.

L’identikit di questa generazione indica che circa il 60% di chi è in questa fascia di età non vive più con la famiglia di origine e abita già oggi in una casa di proprietà. Almeno la metà ha prevedibilmente fatto ricorso a un mutuo, mentre il 23% usufruisce di un’abitazione in uso alla famiglia e il 20% ha acquisito casa con mezzi propri e/o con l’aiuto dei familiari.
I giovani che vivono in locazione, invece, abitano principalmente da soli (circa il 34%) o con due o più coinquilini. Per questa fascia d’età, ha stabilito la ricerca di Scenari Immobiliari, la futura domanda potenziale annuale di abitazioni al 2030 è di circa 160 mila unità immobiliari per la locazione e 230 mila per l’acquisto.
LE RICHIESTE
Ma il punto è: che cosa chiedono, davvero, gli attuali o i futuri proprietari di un’abitazione? Un grande soggiorno? Un bagno con idromassaggio? Una postazione fitness? Niente di questo è al primo posto nei desideri.
Le generazioni più giovani desiderano, invece, prima di tutto un balcone o un terrazzo. Mettere il naso fuori casa, restando in casa, è il desiderio prevalente. È un’eredità del quasi dimenticato lockdown? Forse. Ma resta il fatto che un balcone a cui affacciarsi, un terrazzo che consenta di prendere il sole e uno spazio aperto dove far crescere qualche pianta è preferito persino rispetto a un giardino a uso esclusivo.

Anche perché un balcone o terrazzo è collegato con un’altra predominante richiesta: la luminosità dell’appartamento. La luce e lo spazio aperto sono legati al concetto di vivibilità, di contatto con la natura, con la salute.
Se balconi e luminosità sono due delle richieste predominanti, ce n’è una terza che, probabilmente, è ormai trasversale per ogni fascia d’età ma che è una condizione dirimente per i più giovani: una connessione internet a banda larga, valutata indispensabile. Televisione, smartphone e computer devono poter viaggiare in rete senza lungaggini, anche perché ora una gran parte del tempo libero è legata alla possibilità di poter scaricare file di grandi dimensioni, a partire dai film delle varie piattaforme. Se, poi, qualcuno lavora anche da casa, la necessità di un collegamento veloce è imprescindibile.
Terrazzi e internet veloce non sono gli unici sogni. Forse un po’ a sorpresa, un altra richiesta ricorrente è quella di un impianto integrato di aria condizionata. Sarà l’effetto del riscaldamento globale? Chissà. E, certo, i tempi attuali, con le bollette dell’energia elettrica gonfiate dalla guerra scatenata da Putin, non sono proprio un incentivo all’uso dell’aria condizionata. Ma, probabilmente, le risposte in merito alla climatizzazione non sono state collegate con la cronaca di questi difficili mesi.
D’altra parte, la climatizzazione non è considerata un lusso, ma una necessità, forse dettata anche dal sempre maggior numero di persone che lavora da casa, dove trascorre quindi anche l’intera giornata.
ACQUISTO O AFFITTO
Un altro aspetto di cui tenere conto sono, inoltre, le differenze di prospettiva d’uso dell’abitazione. La ricerca, per esempio, ha rilevato che a Milano i giovanissimi pensano di affittare un appartamento invece di acquistarlo, probabilmente perché scoraggiati dai prezzi stellari della città lombarda.
Tra l’altro, forse proprio per questo Milano è diventata anche una città pilota per esperimenti abitativi nuovi, alcuni dei quali mutuati da esperienze all’estero: la città nei prossimi anni sarà interessata da una serie di progetti residenziali in locazione, sia nelle aree centrali che in quelle periferiche.
Le residenze vicino al Scalo di Porta Romana gestite proprio da Coima, per esempio, potrebbero costituire uno dei progetti più interessanti per studenti e giovani lavoratori. Il progetto residenziale, infatti, ha l’obiettivo di favorire il senso di comunità, con servizi e opportunità di svago per i residenti, buon livello di innovazione tecnologica ed efficienza energetica: comprende un campus per studenti integrato con il quartiere in edilizia residenziale sociale, un’infrastruttura accessibile per i giovani con circa 1.400 posti letto riconvertiti dal Villaggio Olimpico di Milano-Cortina 2026. Nelle altre città, invece, i giovani puntano invece a una casa in proprietà, preferibilmente grande.
LUSSI E SOGNI
Se terrazzi e internet sono al primo posto, non significa che la lista dei desideri si fermi qui, anche se, nella realtà, si entra in un’altra dimensione, dorata, di servizi condominiali che sono probabilmente non troppo in sintonia con il reddito medio di un giovane.

Dalla ricerca emerge che sarebbe gradito un servizio di portineria 24 ore al giorno, probabilmente fino a quando non arriva il resoconto delle spese condominiali. L’elenco dei desideri, da questo punto di vista, cioè quando sognare è gratis, comprende anche la gestione quotidiana degli ingressi e degli spazi comuni, un giardino verde condominiale, una zona per il deposito di consegne a domicilio e un’area fitness.
Tutti benefit che, però, sono riservati (e non sempre) agli immobili di lusso. Interessante, accanto al sogno di palestra e piscina condominiale, l’interesse di spazi dedicati al b: insomma, lavorare a casa, ma in compagnia.
Discorso diverso per soluzioni come il coliving, improntato sul concetto di comunità e condivisione, e il multifamily, destinato principalmente a famiglie con figli e coppie. Qui è difficile comprendere se siano modelli dettati dalla necessità di abbattere le spese, specie in città come Milano che sono diventate carissime, oppure siano esperimenti che ricordano il periodo delle comuni sperimentato mezzo secolo fa durante il periodo hippy (e poi abbandonato).

IL LATO GREEN
La ricerca di Scenari Immobiliari-Coima, però, lascia una perplessità: possibile che la giovane generazione non chieda un appartamento meno energivoro? Nessun interesse per la sostenibilità? Il problema delle bollette è ignoto a chi ha meno di 40 anni? Un vuoto che, francamente, lascia perplessi.
Eppure edifici meno energiveri e più rispettosi dell’ambiente sono un driver che ormai dovrebbe essere conosciuto da tutti. In ogni caso, non è l’unica ricerca sui trend del mercato del real estate. E un’altra analisi è stata messa a punto da Assoimmobliare, Associazione nazionale dell’industria immobiliare che fa capo a Confindustria, mette l’accento sulla casa verde.

Secondo questo report, il trend di edilizia e mercato residenziale dei prossimi anni si riassume in tre parole, rigorosamente in inglese, com’è nel costume attuale: environmental, social, governance. Possiamo dirlo anche in italiano: ambiente, sociale, conduzione o gestione.
Le tre parole in inglese hanno, però, il vantaggio di essere riassunte con l’acronimo Esg, noto a livello internazionale. Secondo l’associazione, il concetto di Esg va ormai applicato anche in ambito immobiliare ed è un trend inarrestabile.
Anche perché l’Italia ha un patrimonio residenziale con quasi il 70% degli immobili che ha più di 50 anni e che il 75% degli edifici è nelle classi energetiche E, F e G. Assoimmobiliare ha quindi condotto una ricerca tra i propri associati focalizzata sul trend che lega gli immobili alla sostenibilità, secondo cui il 48% degli interpellati considera la sostenibilità ambientale un valore per la propria azienda e il 36% pensa che i temi sociali siano una chiave sempre più fondamentale di lettura degli investimenti.
Il costruire in modo sostenibile non è una novità, certo. Ma è interessante vedere come si traduce nella pratica questo trend. Secondo i dati aggiornati al 2020, per esempio, a Milano, nel 2020 gli edifici green erano circa 3.204, il 60% in più rispetto all’anno precedente. Un trend che interessa anche gli uffici: gli immobili di classe A con una o più certificazioni ambientali, sempre a Milano, sono almeno il 20% del totale concentrati nelle location centrali e semicentrali della città.
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