Ripartenza: potrebbe essere questa la parola d’ordine del mercato dell’isolamento. Dopo le forti crescite del biennio 2017-2018 nel 2019 l’isolamento ha rallentato la sua corsa, ma i bonus energetici, oggi aumentati nella potenzialità dal superbonus 110%, stanno già dando nuove prospettive di crescita per il futuro.
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In questo momento le dinamiche produttive non riescono a soddisfare completamente la domanda, non solo per la carenza di materie prime, ma soprattutto per il forte aumento della richiesta in questa prima parte dell’anno, data dall’avvio, finalmente, dei cantieri legati al superbonus del 110%.
È una domanda che mese dopo mese cresce e traina alcuni mercati e prodotti verso una ripartenza molto veloce, dopo lo stop pandemico del 2020 che, nel caso dell’isolamento, segue il quasi stop di mercato del 2019.

L’aumento della domanda è testimoniato da alcuni segnali, come gli incrementi a due cifre di alcuni produttori in questo primo trimestre 2021, ben rappresentato dai dati delle prime trimestrali a disposizione. E, soprattutto, dall’allungamento dei tempi di attesa dei prodotti che, se ordinati, oggi necessitano da otto a nove settimane di attesa per essere consegnati.
Dunque lo stop biennale del 2019 e del 2020 è un buon trampolino di lancio per il settore, che in questo momento deve non solo guardare alle dinamiche di breve periodo, ma anche definire le proprie strategie di lungo periodo, che possono essere definite anche in base ad alcune riflessioni relative alle dinamiche recenti del settore.
Infatti, dopo le forti crescite delle dinamiche di mercato del 2017 e del 2018, anni nei quali le analisi del Centro Studi YouTrade realizzate a partire dai bilanci camerali hanno evidenziato crescite del giro d’affari delle aziende monitorate rispettivamente del 15,2% e del 6,2%, il 2019 è stato un anno che rappresenta un consolidamento del mercato, con una dinamica di crescita di minore impatto, anche se pur sempre positiva, a +1,0%.
Isolamento: la classifica dei principali produttori
La classifica dei principali produttori, elaborata sulla base delle classifiche pubblicate nell’annuale analisi di YouTrade, propone una top 50 nella quale l’andamento complessivo del fatturato delle 50 aziende considerate, ovvero quelle con oltre 4 milioni di euro di fatturato, presentano una crescita complessiva pari a +1,1%, con forti differenze non solo a livello delle diverse aziende, anche in base alle classi dimensionali delle imprese.

È significativo, infatti, che le migliori performance di crescita di mercato le abbiano fatte registrare le aziende con oltre 100 milioni di euro di fatturato, con un aumento doppio di quello della media della top 50, ovvero +2,2%, seguite dalle aziende del segmento da 20 a 50 milioni di euro, con +1,7%.
Le altre classi, quella da 50 a 100 milioni di euro e fino a 20 milioni, hanno confermato complessivamente il valore di fatturato dell’anno precedente. Questa diversa dinamica esprime già un primo elemento di analisi, legato alla dimensione di impresa e alla capacità delle imprese di alcune classi di fatturato di essere più adatte ad affrontare le sfide del mercato stesso.
Il 2019 è stato un anno positivo per l’edilizia e, dunque, il fatto che alcune classi dimensionali, al di là delle singole variazioni aziendali non abbiano seguito il trend generale, forse potrebbe significare che le strategie adottate per affrontare il mercato possano subire modifiche in ragione proprio della dimensione aziendale e delle scelte operative.
Questa ipotesi può essere confutata analizzando l’andamento di altri indicatori di bilancio in relazione alle dinamiche di mercato.
Valore aggiunto
In termini di valore aggiunto, per esempio, il confronto tra i dati degli ultimi due bilanci di esercizio disponibili evidenziano che le migliori crescite di questo indicatore che misura effettivamente la ricchezza prodotta indica che l’incremento maggiore in termini dinamici è stato registrato dalle imprese di minore dimensione, +9,6%, seguite dalle classi maggiori, con la classe da 20 a 50 milioni di euro a +8,9%, quella da 50 a 100 milioni con +5,6% e con la classe maggiore a +2,4%. La media complessiva del campione delle top 50 dell’isolamento è pari a +5,9%, ma l’altro dato interessante è il peso del valore aggiunto sul fatturato: una misura della capacità dell’impresa di creare ricchezza.
In questo ambito la classe inferiore è quella che presenta il dato migliore, pari a +23,5%, mentre sono quelle da 50 a 100 milioni di euro a segnare il valore inferiore, +17,0%, e su valori intorno a +19,5% sono collocate le altre due classi dimensionali.
Margine operativo lordo
Analizzando altri numeri relativi a indicatori di esercizio, il dato relativo al margine operativo lordo evidenzia che complessivamente la top 50 dell’isolamento propone un incremento complessivo del Mol del 12%, un valore decisamente molto interessante, che deriva da una crescita del +5,0% per le imprese oltre i 100 milioni di euro, mentre sale fino al +20,8% per le imprese di minore dimensione.
Osservando il peso del Mol sul fatturato emerge complessivamente una redditività lorda del 7,0%, valore che sale all’8,4% per le imprese da 20 a 50 milioni di euro, per scendere a +7,4% per quelle con oltre 100 milioni e a +6,7% per quelle di minore dimensione, con la classe da 50 a 100 milioni con il valore minore, pari a +5,8%.
Gli utili
Analizzando, infine, l’altro indicatore di redditività delle imprese, quello relativi agli utili, il dato più significativo, forse anche di più della dinamica del fatturato (come abbiamo sempre evidenziato), è quello della crescita complessiva degli utili consolidati della top 50, con una dinamica sul 2018 a +37,3% e con alcune classi, in particolare quella di minore dimensione, a +57,2%, mentre la classe maggiore si ferma a un pur ottimo +27,7%.
Queste crescite portano complessivamente la top 50 a far segnare un peso degli utili pari al 3,0% rispetto al fatturato, con le classi inferiori a 4,2% e 3,5% e la classe da 50 a 100 milioni di euro che si ferma a +2,1%.

Inerzia dimensionale
La lettura incrociata di questi dati, queste dinamiche e questi pesi, indicano in generale che le imprese di maggiori dimensioni hanno una loro dinamicità, che si esprime in primo luogo in una «inerzia dimensionale» che garantisce ottime performance di mercato. E dove le variazioni non sono significativamente più elevate di quelle delle altre classi, o quando sono inferiori, comunque fanno riferimento a valori assoluti di grande rilevanza. Basti pensare che le quattro imprese ai primi posti per dimensione di ricavi rappresentano il 36,6% del fatturato complessivo della top 50, ovvero 639 milioni di euro su un totale di 1,75 miliardi.
Molto dinamica appare la situazione delle imprese di minore dimensione, con crescite significative soprattutto della redditività lorda e netta, segno di una ricerca di competitività sorretta da ottime capacità a livello gestionale, pur in una dinamica stagnate dal punto di vista della crescita di mercato.
Colpiscono in questo senso le ottime performance in termini di aumento del Mol e degli utili a fronte di una crescita zero del fatturato, con dinamiche rispettivamente quadruple e più che doppie rispetto alla classe maggiore.
Diverso, invece, il discorso per le imprese da 50 a 100 milioni di fatturato: un segmento che si trova in una fascia probabilmente meno performante, ovvero dimensionalmente ancora non abbastanza competitiva in quanto non ancora ottimizzata e tarata ad esempio sulle modalità organizzative e di mercato delle prime della classe.
Ovviamente queste analisi considerano le imprese del segmento nel loro insieme e dunque esulano dalle analisi puntuali delle singole aziende, che possono essere lette nel loro posizionamento grazie ai dati relativi a ciascuna impresa.
Certo è che analizzando le singole aziende della top 50 dell’isolamento emergono realtà capaci di incrementi di fatturato consistenti, sia nella parte alta che in quella bassa della classifica per fatturato, ma se si creassero altre classifiche, per esempio per incremento del Mol o degli utili ci sarebbero anche interessanti sorprese.
Uno dei dati più interessanti è certamente quello relativo ai risultati di redditività: evidenziano che anche se un mercato non cresce in modo rilevante, +1,1% il fatturato, le imprese di questo settore riescono a mettere in campo azioni e strategie che fanno crescere i margini del 12,0% e gli utili del 37,3%, portandoli rispettivamente al 7,0% e al 3,0 del fatturato.
Queste strategie e queste azioni vanno consolidate anche in futuro, con il rafforzamento strategico che l’isolamento potrà avere dalle politiche costruttive legate al contenimento energetico, sia nella nuova costruzione che soprattutto nel recupero. E sfruttando la straordinarietà del superbonus come trampolino di lancio per la ripartenza e per il consolidamento dell’attività delle aziende, vera sfida del futuro.
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