La pubblicazione delle nuove norme Uni 11175, che fissano le linee guida per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici, ha introdotto criteri più stringenti per quanto riguarda l’insonorizzazione. E i bonus possono concorrere a un miglioramento

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La fine del 2021 ha portato per il settore dell’isolamento acustico alcune novità in merito all’utilizzazione dei materiali. La prima è arrivata a fine novembre, il 25 per la precisione,  con la pubblicazione delle nuove norme Uni 11175, denominate Linee guida per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici, divise in due parti.

La prima si intitola Metodo di calcolo semplificato basato su grandezze a numero unico e descrive il modello da utilizzare per i calcoli previsionali di isolamento ai rumori aerei tra ambienti interni, livello di rumore da calpestio e isolamento acustico di facciata.

La seconda si intitola Dati di ingresso per il modello di calcolo e fornisce indicazioni in  merito al reperimento e al corretto utilizzo dei dati da inserire nel sistema descritto nella Parte 1.

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Questi due documenti sostituiscono il rapporto tecnico Uni Tr 11175 Guida alle norme serie Uni En 12354 per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici – Applicazione alla tipologia costruttiva nazionale, ormai datato 2005, e nonostante siano in gran parte basati sulle indicazioni delle norme Uni precedenti (Uni En Iso 12354, versione 2017) comprendono alcune indicazioni specifiche per le soluzioni tecniche costruttive nazionali da applicarsi ad ambienti abitativi residenziali e ambienti assimilabili.

Queste norme sono l’esito di una profonda opera di revisione delle norme precedenti e guideranno la progettazione acustica dei prossimi anni. Vediamo come.

Le novità delle linee guida per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici

La Parte 1 rappresenta una importante novità, in quanto presenta un modello di calcolo e l’applicazione dello stesso alle tecniche costruttive italiane. In sostanza, introduce un processo di qualificazione acustica quanto mai rispondente e adatto alle caratteristiche degli edifici costruiti sul suolo nazionale, che vanno correttamente analizzati dal punto di vista acustico nel loro complesso.

La Parte 2, invece, fornisce indicazioni su dove recuperare e come utilizzare i dati di ingresso del modello matematico descritto nella sezione precedente.

La novità più  interessante di queste nuove norme, ovvero di questa revisione di quelle vecchie, sta nell’ampio e articolato database di dati riferiti alle tipologie edilizie tradizionalmente presenti in Italia, un repertorio informativo che verrà aggiornato e ampliato in virtù  dei dati sempre più disponibili nelle diverse banche dati del settore.

Un elemento fondamentale per tarare in modo efficace le prestazioni acustiche nei progetti di nuova costruzione, ma anche utile nei progetti di ristrutturazione nei quali la dimensione acustica rappresenta sempre più un valore significativo del valore immobiliare stesso dell’edificio.

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I parametri di calcolo acustico

I parametri di calcolo riguardano solai, pareti, infissi, massetti (compresi quelli flottanti) e i piccoli elementi, ma la novità forse più  interessante riguarda facciate complesse e fessure e dei giunti.

I sistemi sempre più articolati relativi alle facciate di nuova costruzione, per esempio quelle realizzate con piani geometrici multipli, presentano notevoli criticità nella corretta definizione dei parametri prestazionali dal punto di vista acustico, con conseguenze dirette su scelta e posa in opera dei materiali e soluzioni più adeguate per l’isolamento acustico.

A questo proposito la nuova norma Uni ha introdotto un criterio, peraltro già esistente e previsto dalla norma Uni En 16283-3: che riguarda l’identificazione del campo sonoro che incide sulla facciata. È in funzione di questo campo sonoro che si schematizzano e studiano le soluzioni adatte alle diverse superfici e piani geometrici coinvolti.

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Un altro parametro importante nel calcolo, introdotto dalla nuova norma, riguarda il cosiddetto fattore Rs.k, ovvero il potere fonoisolante in decibel dell’elemento k, riferito alla fessura o al giunto oppure ai sistemi di sigillatura, che con questa innovazione entrano direttamente nel calcolo dell’isolamento acustico.

Ovviamente questi sono parametri strategici nella definizione dell’isolamento acustico delle facciate continue, dove giunti, sigillanti e fessure rappresentavano spesso in passato un ostacolo alla corretta misurazione delle prestazioni acustiche degli edifici.

Isolamento acustico e superbonus

Una corretta misurazione è utile anche per rispettare i riferimenti legislativi nelle pratiche legate ai bonus fiscali, e in particolare al superbonus. Perché la seconda importante novità di fine anno è che la legge di Bilancio 2022 ha apportato varie modifiche agli articoli 119, 121 e 122-bis del decreto Rilancio (DL 34/2020) in relazione al superbonus 110%, alla scelta delle opzioni alternative e ai nuovi adempimenti per contrastare le frodi fiscali.

Il provvedimento ha prorogato i termini del superbonus e, con essi, anche le opportunità derivanti dagli interventi di rigenerazione energetica e statica (antisismica) degli edifici. La legge di Bilancio, infatti, ha prorogato anche, riducendone la portata dal 90% al 60% il bonus facciate e ha introdotto il nuovo bonus barriere architettoniche.

Gli interventi di isolamento acustico non beneficiano del superbonus, ma possono accedere ai normali bonus ristrutturazioni (defiscalizzazione del 50%). Ma c’è un altro elemento che, invece, li mette in relazione con il superbonus: la prestazione acustica dell’edificio in seguito a un intervento si modifica e, dunque, è necessario anche per gli interventi realizzati con il 110% valutare la prestazione di insonorizzazione dell’edificio.

Il punto chiave, come ha fatto di recente notare Annachiara Castagna su Logical.it, è che gli interventi di riqualificazione realizzati con il superbonus 110% devono comunque rispondere all’obiettivo del miglioramento dell’efficienza energetica secondo i requisiti richiesti dai decreti ministeriali, soddisfacendo allo stesso tempo i requisiti acustici passivi previsti dal Dpcm del 1997.

Come sanno i lettori di Condominio Sostenibile e Certificato, rivista dedicata al settore residenziale, il rumore è una delle cause più frequenti di contenziosi.

Considerando che per accedere al superbonus bisogna comunque eseguire almeno un intervento trainante, sia esso isolamento termico e cambio del’impianto di riscaldamento, secondo il già citato Dpcm 05/12/1997, questi interventi rientrano negli obblighi di valutazione degli indici di impatto acustico, in quanto i requisiti acustici passivi devono essere rispettati anche nel caso di ristrutturazioni che prevedano è il rifacimento anche parziale di impianti tecnologici e/o di partizioni orizzontali o verticali (solai, coperture, pareti divisorie) e/o delle chiusure esterne dell’edificio (esclusa la sola tinteggiatura delle facciate).

Per esempio, un intervento di riqualificazione energetica che preveda l’installazione di un cappotto all’edificio modifica le prestazioni acustiche delle pareti e dunque si rende necessario assoggettare l’intervento anche al miglioramento degli indici di potere acustico fonoisolante.

ristrutturazione

Inoltre non va dimenticato che ciò che vale per l’intero edificio vale anche per le singole unità abitative, e dunque nei condomini, come da parere dell’ex ministero dell’Ambiente (oggi ministero della Transizione Ecologica) dell’8 luglio 2020, negli interventi di ristrutturazione anche parziale degli edifici e degli alloggi va sempre assicurato il miglioramento o il mantenimento dei requisiti acustici passivi preesistenti.

Sempre secondo questo parere, solo gli edifici costruiti prima del 1997 hanno la possibilità di derogare. E a tal proposito vi sono alcune regioni che in tema di ristrutturazioni hanno definito standard acustici non derogabili.

Si veda a tal proposito l’articolo 1 della legge regionale 12 del 2001 della Regione Lombardia. Va da sé che qualunque intervento di riqualificazione modifica le prestazioni acustiche e dunque esse vadano migliorate o garantite almeno pari a quelle preesistenti.

La grande opportunità dell’isolamento acustico

Dunque, non deve stupire che l’isolamento acustico oggi possa essere messo al pari di altri requisiti fondamentali di un edificio e/o di un alloggio, in quanto rappresenta una delle caratteristiche sulle quali si gioca il valore dell’edificio o dell’alloggio stesso.

Un edificio rumoroso o un alloggio con disturbo sonoro hanno valori di mercato molto più bassi di equivalenti ben isolati. Inoltre il combinato disposto tra le nuove norme Uni e le opportunità  di associare l’isolamento acustico ai nuovi bonus per l’edilizia, mette l’isolamento acustico di fronte a nuove opportunità di mercato.

Ricordiamo peraltro che tra le pratiche relative alle detrazioni fiscali prevedono conformità  documentali che fanno riferimento a norme urbanistiche per le quali l’acustica è uno dei requisiti da rispettare.

Dunque, che si tratti di nuova costruzione o ristrutturazione con beneficio fiscale del 50% o del 110% (ovviamente se trainato), l’isolamento acustico oggi, grazie anche alle nuove norme Uni e alla maggiore specificità che esse comportano nel calcolo dei parametri, è una opportunità da cogliere per migliorare il nostro patrimonio edilizio, non solo energivoro ma anche molto spesso poco isolato acusticamente e dunque rumoroso.

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