L’innovazione nel settore delle costruzioni è in costante evoluzione e le aziende produttrici sono fortemente impegnate nella ricerca e sviluppo di nuovi materiali e nuove tecnologie per risolvere problemi sempre più specifici e rispondere a livelli prestazionali sempre più elevati.

Tutto questo comporta una sfida anche per gli applicatori e per le aziende di macchine e attrezzature per il cantiere, come Imer Equipment, divisione di Imer Group dedicata alle macchine edili, tra cui quelle per il mescolamento e la spruzzatura di malte e premiscelati e quelle per il trasporto di sottofondi tradizionali e massetti autolivellanti, materiali che hanno conosciuto uno sviluppo importante negli ultimi anni.

Da sempre attenta alle novità del mercato e alle sue evoluzioni, Imer Equipment collabora attivamente con i produttori al fine di progettare macchine e allestimenti sempre più funzionali per massimizzare resa e produttività in cantiere. Ne parliamo con Franco Borsatto, specialista senior Linea Proiezione e Trasporto di Imer Equipment.


Intervista a Franco Borsatto, specialista senior Linea Proiezione e Trasporto di Imer Equipment

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Lei segue direttamente le attività di collaborazione con i produttori di materiali. Quando un nuovo materiale arriva sul mercato, qual è il percorso tecnico che porta a verificarne la compatibilità con le macchine Imer?

Il primo step è cercare il contatto con il produttore del materiale per comprendere qual è la reale innovazione introdotta e quali vantaggi offre all’utenza finale. Spesso si tratta di prodotti con caratteristiche meccaniche migliorative (peso, resistenza meccanica), in altri casi i prodotti nascono con il proposito di ridurre e semplificare i tempi di posa spesso anche riducendo il numero degli elementi strutturali necessari all’intervento di risanamento nel caso di materiali da ripristino strutturale.

Per noi è importante comprendere l’idea del produttore del materiale, per poter adattare il più possibile le nostre macchine (pompe o mescolatori) e semplificare al massimo la fase di posa in opera dei prodotti.

Sempre più spesso il mercato richiede sistemi completi piuttosto che singole macchine. Come vengono definiti gli allestimenti affinché ogni materiale possa esprimere il massimo delle proprie prestazioni in termini di resa, qualità applicativa e produttività?

La richiesta da parte dei clienti oggi è sempre più mirata a macchinari polivalenti, ossia macchine in grado di effettuare più tipologie di applicazione: dalle iniezioni di consolidamento al pompaggio di sottofondi autolivellanti, spruzzatura di rasanti per rivestimenti a cappotto, intonaci normali o malte strutturali, prodotti impermeabilizzanti.

Questo è il motivo per cui le macchine oggi devono essere corredate da una serie di accessori che le adattano a più applicazioni, senza cercare la soluzione di compromesso ma rendendo la macchina specifica per quel determinato tipo di applicazione.

Esistono materiali particolarmente complessi o innovativi che hanno richiesto lo sviluppo di soluzioni dedicate oppure l’adattamento delle macchine esistenti? Quali sono oggi le principali sfide tecniche che affrontate in questo ambito?

Negli ultimi anni si sono molto diffusi i prodotti strutturali base calce per il rinforzo strutturale per sistemi antiribaltamento di tamponature e presidio antisfondellamento. Spesso questi prodotti contengono inerti di dimensioni generose.

Queste tipologie di prodotti si applicano a spruzzo con le intonacatrici e mettono a dura prova tutti gli organi elettromeccanici. Specialmente le intonacatrici monofase, che notoriamente lavorano con minore potenza elettrica, sono state evolute per adattarsi a questa tipologia di prodotti sempre più tecnici.

Altra tipologia di prodotti in forte espansione negli ultimi anni sono i betoncini cementizi fibrorinforzati con fibre metalliche di consistenza fluida, molto utilizzati per il ripristino, rinforzo e adeguamento sismico di strutture in calcestruzzo armato ed elementi orizzontali. Sono composti da malte autocompattanti e un’elevata presenza di fibre in acciaio che possono essere a forma uncinata o ad ago e possono raggiungere i 3,5 centimetri di lunghezza.

Sono prodotti che necessitano di attenzione ai dosaggi delle loro componenti (acqua, polvere, fibre), ai tempi di mescolazione necessari per sviluppare l’azione delle componenti chimiche in essi contenute. La posa risulta semplice e veloce, quando il personale utilizzatore è ben formato.

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Intonacatrice Koine Dual

 

Qual è la sfida legata a questa tipologia di prodotti?

Questa tipologia di prodotto richiede mescolatori potenti e veloci, in modo da ridurre il più possibile i tempi di mescolamento. Dal lato pompaggio è stato necessario evolvere le macchine introducendo nuove pompe a vite eccentrica, con camere di spinta dimensionalmente maggiori rispetto al passato, e introducendo tubazioni in acciaio per il trasporto del materiale.

La grande sfida è stata trovare il giusto compromesso per offrire al mercato una pompa non specifica per il solo pompaggio del betoncino fibrato con acciaio, ma che fosse capace di effettuare anche tutta una serie di lavorazioni collegate al ripristino strutturale dei calcestruzzi, tipo la spruzzatura di malte di rinforzo, pompaggio di calcestruzzi e malte autocompattanti, sostituendo con semplicità poche componenti, ad esempio tubazioni e gruppo di pompaggio.

Da qui è nata la nuovissima Prestige CL, un’evoluzione dell’affidabile macchina classica, a cui sono state modificate molte componenti idrauliche e strutturali.

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Pompa a vite eccentrica Prestige CL

Un tema centrale è il trasferimento delle competenze. Quanto è importante formare agenti, rivenditori e operatori affinché sappiano individuare il corretto abbinamento tra materiale, macchina e modalità applicativa?

È fondamentale mantenere informata tutta la rete distributiva e la rete di assistenza riguardo ai progressi nelle tecniche costruttive e l’introduzione dei nuovi prodotti sul mercato.

Per un commerciale è necessario saper individuare la miglior soluzione applicativa in base all’esigenza del cantiere o in base alle esigenze del cliente. Un’impresa potenziale cliente che opera specificatamente nel restauro in aree residenziali ha esigenze completamente diverse dall’impresa che si occupa di risanamento strutturale di opere pubbliche.

Ogni cantiere ha le sue particolarità quando si parla di restauro e di ripristino strutturale. Il nostro compito è di saper individuare la giusta soluzione per ogni singola richiesta, cosa impossibile se non c’è un minimo di conoscenza sui sistemi applicativi, dei prodotti e delle macchine. Senza un minimo di conoscenza daremmo ai nostri clienti il consiglio per noi più facile, mai quello più corretto.

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Pompa intonacatrice Step 120 con mescolatore

 

Lavorare con i prodotti premiscelati significa semplicità di applicazione, velocità di esecuzione e garanzia di qualità sul prodotto. Dobbiamo però fare attenzione che l’applicazione sia effettuata nel modo corretto, rispettando
le indicazioni di chi ha prodotto il materiale in modo attento.

La formazione degli operatori in cantiere al rispetto delle indicazioni fornite dal produttore del materiale e dal produttore della macchina è fondamentale per operare senza inghippi che porterebbero a ritardi nella costruzione, ma soprattutto a delle fatiche aggiuntive evitabili per gli operatori stessi.

Guardando ai prossimi anni, quali evoluzioni si aspetta nel mercato dei materiali e quali caratteristiche dovranno avere le macchine per rispondere efficacemente a queste nuove esigenze?

Il futuro vede l’introduzione di materiali sempre più performanti, con tempi di lavorazione e maturazione sempre più brevi e conformi ai criteri ambientali minimi. Betoncini e malte fibrorinforzate saranno sempre più diffusi nel rinforzo strutturale. Sarà sempre più importante sviluppare e mantenere aggiornata la nostra rete di distribuzione e la rete di assistenza che ha il contatto diretto con i clienti utilizzatori.

Nel futuro continueremo a mantenere uno stretto rapporto con i produttori di materiali, seguendo le loro evoluzioni, solo questo ci consente di adattare passo a passo le macchine al mercato.

Consulenza e formazione per il migliore utilizzo delle macchine

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Riccardo Giannettoni, direttore commerciale Imer Equipment

Nuove formulazioni, premiscelati sempre più performanti, materiali per il ripristino strutturale, sistemi per l’efficientamento energetico e l’antisismica richiedono modalità applicative specifiche.

«I materiali che oggi vengono proposti sono sempre più performanti e il loro mescolamento e applicazione rivestono un ruolo fondamentale per le prestazioni finali del prodotto stesso», ricorda Riccardo Giannettoni, direttore commerciale Imer Equipment.

Per questo motivo «attraverso lo specifico abbinamento macchina–materiale, è fondamentale fornire una procedura semplice e ripetibile in cantiere, che eviti possibili variazioni applicative legate all’operatore».

L’azienda, che da sempre segue con attenzione lo sviluppo di materiali e nuove tecnologie di costruzione, collabora fattivamente con le aziende produttrici con l’obiettivo «di proporre un sistema prodotto-macchina per un’applicazione corretta che garantisca le prestazioni definite dal produttore del materiale», spiega Giannettoni.

«È naturale offrire il nostro know-how attraverso personale esperto e prove presso i nostri stabilimenti, oppure presso gli stabilimenti delle aziende produttrici, allo scopo di ottimizzare il connubio materiale-macchina. L’attività di sviluppo prodotto di Imer è da sempre orientata alla meccanizzazione dei processi di costruzione per migliorare sia le tecnologie applicative, sia la sicurezza degli operatori, attraverso la costruzione di macchine che coniughino facilità di applicazione dei prodotti, riducendo i tempi di lavorazione, gli sforzi fisici della manodopera e incrementando la sicurezza in cantiere»», commenta il direttore commerciale di Imer Equipment, azienda che opera anche fuori dall’Italia in mercati caratterizzati da tecniche costruttive e materiali diversi.

«Le macchine prodotte da Imer devono sempre adattarsi ai materiali. Le attività collaborative con i produttori vengono svolte anche fuori dell’Italia, sfruttando le filiali estere dell’azienda dove operano tecnici in grado di fornire il supporto sul territorio. Ovviamente tutte queste attività sono coordinate dal quartier generale in Italia per ottimizzare le attività pratiche sui singoli mercati».

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Pompa per calcestruzzo stazionaria Booster 15 in cantiere

In tutto questo scenario, un ruolo di primo piano è svolto dalla distribuzione, chiamata sempre più spesso a proporre non soltanto un prodotto, ma una soluzione completa.

«Imer ha sempre creduto, e continuerà a farlo, che una rete di rivendite specializzate nel fornire un servizio completo per l’applicazione di materiali, utilizzando macchine corrette, sia un pilastro fondamentale», afferma Giannettoni.

«Il cliente finale è l’applicatore, che deve garantire alla committenza la corretta esecuzione di un processo costruttivo: questo obiettivo si può raggiungere solamente con uno stretto legame tra i rivenditori e Imer fornendo all’impresa una corretta informazione sulle tecnologie applicative. Il team dei rivenditori Imer è presente per fornire all’impresa un’attività di consulenza, dalla fornitura del materiale sino alla sua applicazione in cantiere, facendo anche formazione in situ agli operatori sul corretto metodo applicativo del prodotto-macchina. Tale attività contribuisce in maniera fondamentale a salvaguardare il corretto profitto dell’impresa, evitando successive demolizioni e rifacimenti di opere che non sono state realizzate secondo la regola dell’arte per mancanza di macchine corrette, oppure per mancanza di una corretta formazione».

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