Quando entriamo in un ambiente (una casa, un ufficio, un hotel, una scuola) la prima cosa che notiamo è la luce, l’architettura, i materiali, i colori, le finiture. Ma c’è qualcosa che non vediamo e, anche senza rendercene conto, percepiamo: è il suono. È un comfort invisibile, ma potentissimo. Quando c’è, non si nota. Quando manca, diventa impossibile ignorarlo.

Da come il suono si muove in un ambiente, o tra un locale e l’altro, si determina il comfort acustico per gli utilizzatori. Vi capita mai di non capire il vostro interlocutore quando state parlando, per esempio in un ristorante affollato? Vi capita mai di sentire chiaramente o parzialmen­te i discorsi dall’ufficio del collega a fianco? O di percepire i passi del vicino sopra di voi o ancora la sua televisione? O di essere in un’aula o sala conferenza e dovervi sgolare per farvi capire e chi ascolta non com­prende distintamente le vostre parole? Se la vostra risposta è si, be, vi siete risposti da soli: gli ambienti in cui vi siete immedesimati non sono acusticamente confortevoli.

La colpa

Non è colpa vostra, ma una colpa però c’è. Qualcuno non ha progettato e/o realizzato correttamente quegli ambienti. Non per costi eccessivi, non per difficoltà tecniche, ma solo per ignoranza, intesa nel non sapere che cosa andava fatto e come, perché la cosa bella dell’acustica è che basta davvero poco, pochissimo, per ottenere ambienti confortevoli peraltro a costi generalmente estremamente bassi e a volte nulli. Bisogna sapere e conoscere, ed è per questo che vogliamo accompagnarvi con gli arti­coli che seguono nel trasferivi la conoscenza, o almeno le informazioni principali, per sapere e governare la realizzazione dei vostri prossimi ambienti ed edifici.

Non è semplice far passare dei concetti di buona prassi costruttiva e, soprattutto, far capire quale sarà il risultato. Anzi, quest’ultimo aspetto è la cosa più complessa, ma chi lavora nel nostro campo di progettazione acustica e soprattutto chi ha molta esperienza di misure e collaudi dopo la realizzazione, ha ben in mente quali saranno i benefici in termini di comfort acustico.

Le domande

Chi acquista o utilizza un edificio raramente parla subito di acustica, ma se ci sono difetti in tal senso basta poco tempo perché vengano percepiti e divengano prioritari. Soprattutto per chi si ritrova scottato da disturbi di rumore, quando andrà in uno spazio nuovo si porrà alcune domande:

  • Riuscirò a dormire bene?
  • Sentirò i vicini, gli ascensori, gli impianti?
  • Potrò lavorare o concentrarmi senza distrazioni?
  • La mia privacy sarà davvero garantita?
  • Questo ambiente mi farà sentire rilassato o sotto pressione?
Pannelli fonoassorbenti
Pannelli fonoassorbenti

Sono domande semplici, quasi istintive. Eppure, dietro ciascuna di esse, si nasconde una complessa interazione tra architettura, materiali, impianti e progettazione acustica. Il comfort acustico non è solo assenza di rumore. È la sensazione di equilibrio sonoro che permette alle persone di vivere, lavorare, riposare e comunicare senza sforzo. Di poter svolgere le proprie attività senza timore di disturbare il vicino o che esso capisca quello che viene detto. Facile e dirsi e facile a farsi (sì, avete letto bene, facile a farsi, se si sa che cosa si sta facendo).

Il comfort

Un ambiente acusticamente confortevole è quello in cui:

  • i rumori esterni restano fuori;
  • i suoni interni non si propagano dove non dovrebbero;
  • la voce è chiara, intelligibile, mai invadente;
  • il silenzio, quando serve, è davvero tale.

Che cosa si aspettano gli utenti

Negli ultimi anni, le aspettative sono cambiate profondamente. Le persone non cercano più solo spazi a norma, ma spazi che funzionano bene per la vita reale:

  • abitazioni in cui il confine tra pubblico e privato sia netto anche dal punto di vista sonoro;
  • uffici che favoriscano concentrazione e collaborazione senza rumore di fondo costante;
  • hotel in cui il riposo sia autentico, non solo promesso;
  • scuole e spazi collettivi in cui ascoltare e capire non sia una fatica;
  • ristoranti dove il tema primario sia il buon cibo, e non il mal di testa dovuto alla confusione e frastuono dei commensali che parlano e delle stoviglie che rintuonano nella sala.

In altre parole: ambienti che rispettino la dimensione umana del suono.

Libro difetti nella progettazione acustica degli edifici
Libro difetti nella progettazione acustica degli edifici

Il ruolo del progettista

Qui entra in gioco la progettazione acustica. Un lavoro spesso poco visibile, ma decisivo, che inizia molto prima della fine del cantiere, ma che si sentirà una volta completato l’edificio. Il progettista acustico non si limita a misurare o a verificare. Ascolta le esigenze, interpreta gli usi degli spazi, anticipa i problemi e propone soluzioni concrete:

  • scelta consapevole delle stratigrafie;
  • controllo dei percorsi di trasmissione del rumore;
  • integrazione tra architettura e impianti e tra architettura ed estetica-design;
  • attenzione ai dettagli costruttivi, determinanti in acustica;
  • verifica finale delle prestazioni reali dell’edificio.

L’obiettivo non è solo il rispetto di un requisito tecnico, ma la qualità percepita dagli utenti.

Parlare di comfort acustico

Parlare di comfort acustico significa parlare di benessere, di qualità della vita, di valore degli edifici nel tempo. Un edificio silenzioso, equilibrato, acusticamente curato è un edificio che:

  • si vive meglio;
  • si apprezza di più;
  • mantiene il suo valore (non parleremo di svalutazioni in caso di immobili che non rispettano i limiti normativi, ma sappiate che sono in molti casi notevoli le riduzioni di valore);
  • riduce conflitti e contenziosi;
  • migliora la salute e la produttività delle persone.

In un mondo sempre più rumoroso, il vero lusso non è aggiungere qual­cosa, ma togliere il superfluo. Restituire spazio al silenzio, alla chiarezza, all’equilibrio sonoro. Questa è la chiave di lettura con cui affrontare il tema dell’acustica edilizia: non come disciplina tecnica fine a sé stessa, ma come strumento per progettare luoghi migliori.

Oggi è richiesto da chi acquista?

Che sia richiesto vi diciamo subito di sì, almeno in buona parte dei casi l’acquirente chiede anche informazioni in ambito acustico. Il problema è che non sanno come chiederlo e chi vende non sa come spiegarlo. Soprat­tutto non esiste una legge che definisca come informare il cliente finale della qualità acustica dell’edificio. Esiste, in verità, una norma tecnica (Uni 11367) che ha definito le modalità di classificazione acustica degli edifici e permette, analogamente a quanto avviene per la certificazione energetica, di indicare in che classe di qualità acustica rientra l’edificio.

Tale norma prevede l’esecuzione di misure strumentali per verificare le performance acustiche dell’edificio (isolamento al rumore dall’esterno, isolamento tra unità immobiliari, rumore di impianti, rumore di calpestio, etc.), e per tale motivo è particolarmente interessante, in quanto fornisce indicazioni reali di come veramente è stato non solo concepito ma anche realizzato l’edificio (vedremo nei prossimi articoli quanto la posa sia importante per ottenere un buon risultato). La norma definisce diverse classi acustiche, dalla I (prima – migliore) alla IV (quarta – peggiore), con cui ogni unità immobiliare viene classificata. Con tale informazione un potenziale acquirente sarebbe maggiormente tutelato nell’acquisto.

Numeri e classi

Mancherebbe in realtà un’ultima informazione, ovvero come correlare i numeri (o le classi) all’effettivo comfort. Su questo, altri standard co­struttivi (non italiani), sono più all’avanguardia, e, ad esempio, forniscono anche tabelle di correlazione tra il numero o la classe acustica e quello che l’utente si può aspettare. Per esempio, introducono delle indicazioni di questo tipo: se il valore di isolamento acustico risulta di X dB significa che parlando a voce normale in un locale nel locale contiguo si percepisce distintamente la voce, ma non si comprende che cosa sia detto o, meglio ancora, non si percepisce nemmeno la voce.

Questo è quello che chiedono i committenti: capire come realizzare un edificio o un ambiente e che cosa le diverse scelte progettuali e costrut­tive daranno come risultato in termini di qualità acustica. Nei seguenti articoli entreremo nel merito di come tutto questo si traduce in scelte progettuali, soluzioni costruttive e casi reali. Perché il comfort acustico non è un’opzione.

È una promessa che ogni edificio dovrebbe garantire.

Testi a cura di Renzo Sonzogni


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