Malte premiscelate sempre più richieste dal mercato: anche nell’anno pandemico le maggiori imprese hanno dribblato la crisi con una performance migliore rispetto ad altri settori. E con il boom del 2021 sono ulteriormente decollate. Ecco i bilanci.

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Il 2021 delle malte premiscelate è stato frizzante, trainato dall’andamento del mercato dell’edilizia. Anche perché sotto la definizione malte premiscelate c’è un intero mondo: si tratta di prodotti commercializzati con elementi predosati con precisi rapporti in fase di preparazione e pronti all’uso, basta aggiungere acqua e impastare.

Da tempo le aziende produttrici, quindi, hanno saputo rispondere alle richieste di progettisti e imprese costruttrici, che utilizzano questa soluzione in una varietà di impieghi, dal sistema tetto alle murature.

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A oggi, però, è difficile tradurre in numeri la performance, dato che al momento in cui scriviamo le imprese non hanno ancora depositato i bilanci 2021. È possibile, invece, analizzare com’è andato il 2020, anno pandemico e del lockdown. È da queste basi, infatti, che si è avviato l’anno del riscatto, chiuso nel dicembre scorso.

È utile, insomma, esaminare da vicino le analisi di bilancio che il Centro Studi YouTrade svolge ogni anno per la consueta pubblicazione sui conti e con le classifiche dei vari settori produttivi della filiera delle costruzioni (pubblicazione allegata a YouTrade).

Analisi bilanci 29 aziende di malte premiscelate

Da quelle classifiche abbiamo selezionato 29 aziende di primo piano che propongono e producono malte premiscelate. Ovviamente i dati si riferiscono al totale delle voci di bilancio delle imprese scelte. Pertanto, fanno riferimento a tutti i prodotti e servizi offerti dalle imprese e non solo al comparto delle malte premiscelate. Ma la proxy è molto interessante per analizzare questo subcomparto di imprese estratto dal più ampio settore dei prodotti chimici e degli intonaci per l’edilizia.

Il 2020 per le 29 imprese prese in esame è stato un anno ovviamente difficile come per tutti i settori dell’edilizia, anche se in misura minore della media complessiva, che ha fatto registrare ricordiamo per le costruzioni una flessione del -5,9% contro una diminuzione del Prodotto interno lordo italiano dell’8,9%.

Dunque, se da un lato le costruzioni hanno perso meno del trend economico generale, il settore delle malte premiscelate ha fatto registrare una dinamica ancora migliore, misurata sul campione di 29 aziende, nell’ordine del -2,6%. Il campione rappresenta poco meno di 1,96 miliardi di fatturato.

La dinamica del valore della produzione mette in evidenza una diminuzione leggermente più consistente, nell’ordine di -3,3%, ma la buona notizia è che gli altri indicatori economici hanno fatto registrare performance comunque positive, a partire dal valore aggiunto, in aumento del 3,5% e, soprattutto, del margine operativo lordo e degli utili.

Queste due voci, infatti, presentano valori assolutamente positivi e molto interessanti, a partire dal Mol medio rilevato, che complessivamente è risultato in crescita del 10,9% rispetto al 2019, arrivando a pesare il 12% sul fatturato, mentre altro indicatore molto positivo e stabile è quello degli utili, che complessivamente rappresentano in media il 7,5% sul totale dei ricavi. 

Analisi per classi di fatturato

Analizzando gli andamenti per dimensione di impresa, dunque per classi di fatturato, emergono elementi interessanti di analisi. Primo fra tutti: in un anno difficile come quello dell’avvio della pandemia e del lungo lockdown primaverile, le imprese di maggiori dimensioni hanno presentato andamenti in flessione più marcata di quelle di medie dimensioni, mentre quelle di minori dimensioni hanno fatto registrare nella media un aumento del fatturato.

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Produttori di malte premiscelate. Variazione % del fatturato per classi dimensionali delle imprese – Anno 2020 su 2019

Infatti, la classe di imprese fino a 10 milioni di euro di ricavi ha fatto segnare nella media +3,4% di incremento, con un aumento del valore della produzione del 4,7%, del valore aggiunto del 10,7% e margine operativo lordo dell’11,1% con utili al 5%.

Confrontando questi dati con quelli della classe dimensionale maggiore, relativa alle aziende con oltre 100 milioni di euro di fatturato, emergono alcuni elementi interessanti di confronto. Mentre il fatturato scende del -3,1% e il valore della produzione del -4,2%, il valore aggiunto è in aumento solo del 3,2%, ma con margine al 13,0% e utili all’8,7%. 

Queste percentuali indicano che se da un lato le piccole aziende hanno saputo attivare azioni sul mercato positive, dal punto di vista dei risultati operativi le aziende maggiormente strutturate hanno saputo riorganizzare le proprie attività, riuscendo a garantire margini e utili superiori alle medie del segmento produttivo.

Un discorso simile si può fare per le aziende con fatturato compreso tra 50 e 100 milioni di euro, che presentano un andamento simile a quello delle aziende di maggiori dimensioni, con alcuni punti in meno rispetto alle performance, comunque positive in termini di margini e utili.

Sostanzialmente stabili, invece, i risultati di mercato della classe da 10 a 50 milioni di euro di fatturato, che registrano miglioramenti dei margini e degli utili nonostante un fatturato complessivo di poco inferiore a quello del 2019.

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Andamenti dei principali indicatori economici dei produttori di malte premiscelate per classi di fatturato delle imprese

Analisi dei risultati finanziari

Sul fronte dei risultati finanziari si rilevano dati che comunque fanno emergere come le aziende che producono malte premiscelate e altri prodotti per l’edilizia nel 2020 hanno saputo mantenere complessivamente una competitività che garantisce loro ritorni positivi a livello finanziario.

Infatti, con un Roe (ritorno sul capitale proprio) del 7,2%, un Roa (ritorno sul totale degli asset aziendali) del 4,4% e un Ros (ritorno sulle vendite) in crescita dal 4,3% del 2019 al 5,7% del 2020, si evidenzia tutta la capacità delle imprese di far fronte alla dinamica di flessione del mercato agendo a livello finanziario attraverso il miglioramento delle performance gestionali aziendali e, dunque, recuperando competitività.

Ciò si deve in gran parte alla buona se non ottima indipendenza finanziaria di molte aziende, che nella media è pari al 45,8%, e al livello dell’indice di liquidità (acid test), che nella media è superiore a 1,2 e rappresentando un buon stato di salute delle aziende anche dal punto di vista della capacità di far fronte a necessità di liquidità immediata.

Dinamiche delle singole aziende produttrici

Ovviamente le dinamiche delle singole aziende produttrici sono molto diverse, sia sotto il profilo dell’andamento economico sia di quello finanziario.

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Dal punto di vista economico, nel 2020 si registrano crescite di fatturato per dieci imprese, tra le quali si segnalano le ottime performance di Draco Italiana (+56,4%), Miniera San Romedio (+12,2%) e Litokol (+10,3%).

Ma analizzando l’andamento dei margini emerge che 13 aziende hanno avuto incrementi dei margini operativi lordi, alcune con crescite particolarmente rilevanti vicine o superiori al raddoppio rispetto al valore registrato nel 2019, come nel caso di Draco Italiana (+155,4%), Miniera san Romedio (+144,7%), Sika Italia (+128,6%) e del leader Mapei (+98,2%).

Dodici aziende presentano un valore del margine operativo lordo superiore alla media complessiva del 12,0% sul fatturato, segno di ottime capacità organizzative e gestionali in un anno difficile come il 2020, con percentuali variabili dal 21,8% di Kimia al 12,1% di Fornaci Calce Grigolin, con in mezzo le ottime performance di Opera, Laterlite, Kerakoll, Miniera San Romedio, Vimark, Fassa, Gras Calce, Unicalce, Cugini e Ferri.

Dal lato degli utili e delle perdite, un’altra buona notizia è che solo due aziende hanno fatto registrare perdite: Torggler e Vaga, con un andamento comunque positivo per la prima, che riduce le perdite rispetto all’anno precedente e negativo invece per la seconda.

In tutti gli altri casi si registrano utili, con nove aziende sopra la soglia media del 7,5% sul fatturato, nel dettaglio Opera (13,2%), Mapei (12,0%), Litokol (11,3%), Laterlite (10,3%), Kimia (9,9%), Kerakoll (8,8%), Sika Italia (8,3%), Gras Calce (8,2%) e Vimark (8,0).

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Infine, dal punto di vista finanziario sono 16 le aziende con Roe superiore a quello medio del campione, con un ottimo risultato per Naici (31,6%) e anche per Master Builders Solutions Italia (18,7%), Kimia (16,2%) e Miniera San Romedio (14,4%) che presentano un Roe pari o superiore al doppio della media del campione (7,2%).

Dal punto di vista del Roa, indicatore che esprime il rendimento lordo dell’intero investimento aziendale e preferibile al Roi, vi sono 12 aziende con valori superiori a quelli medi del campione (4,4%), alcune con livelli molto performanti, come nel caso di Kimia, Roefix, Kerakoll e Opera, superiori al 10%.

Il ritorno sulle vendite, come abbiamo visto in crescita media dal 4,3% del 2019 al 5,7% del 2020, evidenzia ottime performance per 13 aziende e in particolare per Opera, Kerakoll, Kimia, Laterlite e Vimark, con valori superiori anche in questo caso al 10%.

Cash flow positivo per 27 aziende su 29, con una percentuale media dell’11,9% e ottimi indici di indipendenza finanziaria per 14 aziende (Torggler, Opera, Vimark, Fornace Sberna, Laterlite, Litokol, Roefix, Fassa, Cugini, Fornaci Calce Grigolin, Kimia, Chryso Italia, Unicalce, Kerakoll) con valori superiori al 50%. Infine sono ben 21 le aziende che presentano un indice di liquidità immediata superiore a 1,2, un altro segno positivo in un anno non particolarmente felice per il settore.

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Il 2020 dunque è stato un anno difficile ma tutto sommato non in modo particolare per le aziende che producono malte premiscelate, al di là di pochi e isolati casi, evidenziando una capacità reattiva elevata alla contrazione del mercato e presentando soprattutto indici finanziari molto positivi che fanno ben sperare per il futuro, con il boom della ripresa 2021 e prospettive comunque positive anche per l’anno in corso.

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