Anche per il 2022 sono previsti sostanziosi incrementi di fatturato per le aziende del settore laterizi, dopo i dati largamente positivi dell’anno precedente, con un aumento del 12,1%. A trainare il comparto sono soprattutto le imprese del Nord Est
[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”2,4,5″ ihc_mb_template=”1″ ]
La ripresa del mercato dei laterizi è definitiva e consistente. I dati di bilancio relativi all’andamento delle principali imprese produttrici italiane testimoniano una forte crescita del mercato che, nelle prime analisi dei bilanci 2022, sono ulteriormente confermate da alcune crescite molto consistenti.
Non avendo ancora a disposizione tutti i dati 2022, che saranno disponibili solo verso la fine dell’anno, ma grazie ad alcune anticipazioni di due grandi imprese di produzione (T2D +80%, Stabila2 +40%) emerge una netta e consistente inversione di rotta rispetto al passato, quando il settore ha visto ridurre la propria capacità produttiva in ragione dei mutamenti del mercato.
Non va dimenticato che questo settore è uno di quelli che più ha sofferto la lunga crisi delle costruzioni nel dopo 2008 e la fase di riconfigurazione e trasformazione del mercato, che ha avuto necessità di una riconversione anche dei laterizi alle nuove esigenze della produzione edilizia.
La sensazione che esprimevamo lo scorso anno relativamente al raggiungimento di una soglia base dalla quale il settore avrebbe potuto ripartire per delineare le prospettive future di investimento era dunque corretta.

L’industria italiana dei laterizi nel 2021
Infatti, dopo anni di cali continui, l’industria italiana dei laterizi nel 2021, secondo i dati pubblicati nell’indagine statistica nazionale di Confindustria Ceramica, ha decisamente invertito la rotta.
Nel 2021 la produzione del settore ha registrato un incremento del 12,1% rispetto all’esercizio precedente, attestandosi a 4,46 milioni di tonnellate e ritornando ai livelli del 2019.
Tutte le tipologie di prodotto sono risultate in crescita, con i mattoni e blocchi normali per murature che sono cresciuti del 20,6%, i blocchi alleggeriti del 4,9%, la produzione di blocchi da solaio del 4,8% e i fondelli di un ottimo 28,2%. In aumento anche la produzione di forati e tavelle (+8,9%), coperture (+26,9%) e mattoni faccia a vista (+8,9%).
Lo scenario generale di settore vede attive sul territorio 62 aziende produttrici in 78 siti produttivi dando lavoro a circa 3 mila addetti.
In termini di performance regionali, il Nord Ovest registra un aumento della produzione totale del 17,8%, mentre nel Nord Est l’incremento è del 22,5%. La crescita della produzione al Centro è del 11,4%, mentre la produzione totale al Sud subisce una flessione del 13,4% rispetto al 2020.
Sempre secondo l’indagine di Confindustria Ceramica, su 78 impianti attivi 42 operano al Nord, dove sono stati prodotti nel 2021 oltre 2,4 milioni di tonnellate di laterizio. I rimanenti 36 impianti, localizzati nel Centro e nel Sud, hanno prodotto nel 2021 circa 2,1 milioni di tonnellate.

Fatturati primi 25 produttori di laterizi
Questi dati, molto positivi, sono confermati dalle analisi dei bilanci dei primi 25 produttori (ovvero di quelli con oltre 5 milioni di euro di fatturato) che nel 2021 complessivamente hanno prodotto un fatturato di 453 milioni di euro, in crescita del 36,9% rispetto al 2020. Questo risultato segue la crescita del 2020 sul 2019, +7,6%, e conferma il trend positivo del 2019, quando i bilanci erano lievitati del 4,7%.
Dunque, i laterizi sono in controtendenza, ma con dinamiche diversificate a livello territoriale. Dal punto di vista produttivo, le aziende della top 25 sono localizzate al 64% al Nord, con 16 imprese, mentre quattro sono insediate nelle regioni del Centro, e cinque al Sud.
Questa ripartizione, associata alla dimensione delle aziende, è uno dei principali motivi della diversa distribuzione del fatturato per area geografica produttiva, con le imprese del Nord Est a segnare la maggiore quota di affari, pari al 51,0% del fatturato complessivo, seguite dalle imprese del Centro con il 19,5%, da quelle del Nord Ovest con il 19,2%, quelle del Sud con il 10,3%.
Come già evidenziato lo scorso anno, in ragione del numero di imprese e della dimensione del fatturato emerge una taglia media molto diversificata. Le aziende del Nord Est presentano un fatturato medio per azienda superiore a 21 milioni di euro (erano 16 nel 2020), e sale a 22 milioni quello delle aziende del Centro (era 13,5 nel 2020). Aumenta a 17,4 quello delle aziende del Nord Ovest (era 12,9 nel 2020) e a 9,3 quello delle imprese del Sud (era 6,9 nel 2020). Ricordiamo che questi valori sono riferimenti medi che descrivono solo in parte il settore, ma evidenziano alcune grandi differenze esistenti nelle diverse aree produttive del Paese in termini di modelli produttivi.
Dal punto di vista della dimensione d’impresa, un altro elemento molto particolare emerge analizzando gli andamenti complessivi del fatturato negli ultimi tre anni a disposizione (triennio 2019-2021), per i quali si evidenzia una crescita del 7,6% nel 2020, che porta la crescita complessiva biennale a +47,3%.
Certamente confrontando i dati di crescita della produzione, come espressi dal rapporto Confindustria Ceramica, con quelli di fatturato evidenziano quanto l’effetto prezzi abbia giocato un ruolo rilevante in questa dinamica.
Molto interessante, inoltre, appare rispetto allo scorso anno la dinamica della redditività e la sua consistenza. Se nel 2020 la redditività complessiva delle aziende, valutata con il rapporto tra utili e fatturato, era pari all’1,4%, nel 2021 questo valore sale al 3,9%, un valore decisamente molto più consistente. Ma anche in questo caso confrontando i valori riferiti alle diverse aree geografiche emerge la capacità delle aziende produttrici del Nord Est di realizzare il dato più elevato di questo indicatore, pari a 5,3%, contro il 3,3% delle aziende del Centro, il 2,4% delle aziende del Nord Ovest e dello 0,3% delle aziende del Sud.
Clicca sulla tabella per ingrandire
La redditività sembra dunque stare a Nord Est, e soprattutto risiedere nelle aziende di maggiore dimensione. Le due imprese con oltre 50 milioni di euro di fatturato presentano una redditività del 4,5%, così come quelle tra 10 e 25 milioni di euro, mentre scende di poco, a 4,2%, la redditività di quelle tra 25 e 50 milioni. Per le imprese di minori dimensioni, invece, la redditività media scende al 2,2%, segno ancora una volta che la dimensione garantisce anche maggiori economie di scala e certamente anche una migliore produttività.
Clicca sulla tabella per ingrandire
Oltre al dato sulla redditività, anche le performance di crescita dal punto di vista del fatturato evidenziano una migliore capacità delle imprese di grande dimensione di agire sul mercato, con le imprese oltre i 50 milioni di euro in aumento del 48,1% sul 2020, mentre le altre sono comprese tra il +26% di quelle tra 10 e 25 milioni di euro e il 36,4%-36,5% delle altre due classi.
La classifica
Analizzando i bilanci 2021 delle 25 aziende considerate, emerge un trend molto positivo per alcune realtà, con crescite di fatturato superiori al 50% per T2D, Vincenzo Pilone, Ala e, in particolare, di Stabila2, che fa segnare l’incremento maggiore, pari a +70%.
Leader di settore per il 2021 è sempre Fornaci Briziarelli Marsciano con oltre 65,7 milioni di euro di fatturato e in crescita del 46,1%, seguita da T2D con 52,4 milioni e in crescita del 50,6%. Al terzo posto Wienerberger con oltre 39,4 milioni e con una performance del +41,1% sul 2020. Quarto posto per Fornaci Laterizi Danesi, con 36,3 milioni in crescita del 37,5% e quinto posto per Industrie Cotto Possagno con 29,2 in crescita del 32,7%. Chiudono la top ten Terreal Italia, Fornace Sant’Anselmo, Stabila 2, Gruppo Industriale Tegolaia e Scianatico Laterizi.
Clicca sulla tabella per ingrandire
Dal punto di vista della redditività Wienerberger e Stabila2 sono le aziende che fanno segnare valori superiori al 10%, con Stabila addirittura al 15,6%.
Lo scorso anno commentavamo che non si poteva non riconoscere al settore una capacità produttiva e di mercato altamente positiva in un anno altamente negativo. Il 2021, anno della ripresa, evidenzia come il 2020 per i laterizi sia stato di fatto il primo salto sul trampolino per poi spiccare il vero salto dal quale fare un grande tuffo verso una forte ripresa di mercato, che può contare su solide imprese e su un sistema produttivo oggi rafforzato, perché chi ha saputo superare prima la lunga crisi edilizia e poi la pandemia oggi ha le carte in regola per competere nel mercato dei prossimi anni.
[/ihc-hide-content]
Articoli correlati
Agosto 24, 2026
Case in legno o tradizionali: confronto, sostenibilità e futuro
Le case in legno e le costruzioni tradizionali offrono prestazioni diverse in termini di efficienza,…
Agosto 24, 2026
Costo case in legno 2026: prezzi reali e valutazioni utili
Il costo di una casa in legno varia in base a finiture, impianti, fondazioni e opere incluse. Il prezzo al…
Agosto 24, 2026
Case in legno: efficienza, isolamento e sicurezza
Le case in legno uniscono materiali naturali, progettazione energetica e tecnologie moderne. Se ben…



