Il settore del fissaggio registra un costante incremento, come nel resto d’Europa, legato ai nuovi sistemi costruttivi a secco e ai materiali isolanti. E la corsa, con aumenti di fatturato a due cifre, dovrebbe proseguire anche nei prossimi anni

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I nuovi sistemi costruttivi hanno modificato, e lo faranno sempre di più in futuro, il mercato di molti materiali. La crescita delle soluzioni di costruzioni a secco, unita alle esigenze di rigenerazione energetica degli edifici, dove i sistemi di fissaggio occupano un ruolo fondamentale per l’ancoraggio, per esempio sia dei sistemi a cappotto sia dei pannelli fotovoltaici sui tetti, rappresentano dei driver di grande importanza per il settore.

In questi anni, non solo a livello nazionale, ma anche a livello globale, il fissaggio presenta e presenterà tassi di crescita assolutamente rilevanti anche per il futuro. Secondo i dati presentati alla recente fiera internazionale dedicata all’industria della viteria, bulloneria e sistemi di fissaggio, che si è tenuta dal 21 al 23 marzo a Stoccarda, la dimensione del mercato globale degli elementi di fissaggio industriali è valutata pari a 88,4 miliardi di dollari nel 2021 e si prevede che tale volume d’affari si espanderà a un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 4,5% dal 2022 al 2030.

fissaggio

I FATTORI

Il mercato a livello mondiale è guidato da molti fattori, dalla crescita della popolazione agli elevati investimenti nel settore delle costruzioni e la crescente domanda di elementi di fissaggio industriali nei settori automobilistico e aerospaziale.

A livello mondiale il mercato dei sistemi di fissaggio vede i principali ambiti di domanda divisi per un 30% circa nell’automotive, per il 12% circa nel settore aerospaziale, mentre edilizia e costruzioni assorbono un ulteriore 13% di prodotti, le macchine industriali un altro 14% e l’8% circa è legato alla casa e al fai-da-te.

A livello nazionale uno dei settori che in questi anni sta dando una forte spinta al comparto è certamente quello delle costruzioni, nel quale i sistemi di fissaggio sono tra i protagonisti di quel cambiamento epocale governato dall’introduzione di nuovi sistemi costruttivi, processi produttivi e nuove tecnologie e soluzioni adatte al mercato delle ristrutturazioni e rigenerazione energetica degli edifici, nei quali questi sistemi sono parte integrante e strategica del prodotto edilizio, secondo un approccio sempre più circolare alla costruzione stessa, grazie alla possibilità di assemblare e disassemblare in futuro i componenti costruttivi.

CRESCITA

Non stupisce quindi che i principali produttori di sistemi di fissaggio in Italia negli ultimi anni abbiano fatto registrare dinamiche di crescita assolutamente rilevanti e più consistenti di quelle medie relative a tutti i settori della filiera delle costruzioni.

Confrontando le dinamiche economiche, basate sulle analisi dei bilanci delle principali imprese di produzione di sistemi di fissaggio, emerge come tra il 2020 e il 2021 mentre l’insieme della filiera delle costruzioni, dopo l’anno del lockdown, ha fatto registrare un incremento del fatturato complessivo del 25,1%, i produttori di sistemi di fissaggio hanno avuto una performance del 28,2%, un valore che sale a +29,0% nel caso del valore della produzione, contro +25,2% medio dell’insieme della filiera.

Dove si notano incrementi ancora più consistenti e con un maggior scarto è nella dinamica del valore aggiunto, che per il fissaggio è stata pari a un aumento del +32,8% a fronte di una crescita del 21,2% a livello di filiera, e nella capacità di crescita a livello di margini operativi (+47,7% contro +39,7%) e soprattutto degli utili, dove in particolare i produttori hanno fatto registrare tra il 2020 e il 2021 un aumento del 66,4%, contro il 42,3% registrato a livello complessivo di filiera delle costruzioni.

Molto interessante è vedere la crescita di margini e utili nel settore che, confrontata con quella del sistema nel suo complesso, evidenza una maggiore dinamicità del fissaggio, con Mol passato dall’8,2% al 9,3% sul valore della produzione e utili cresciuti dal 4,6% al 6,0% sul fatturato.

I BILANCI

Questi risultati, di carattere economico, sono rafforzati dai principali indicatori finanziari desumibili dalle analisi dei bilanci. Il campione di imprese prese in esame presenta infatti valori degli indici finanziari molto più elevati di quelli della media della filiera delle costruzioni, segno che il fissaggio è un settore in forte crescita ed espansione anche perché permette redditività e remuneratività che consentono di rendere sempre più competitive le aziende produttrici.

Nel caso del Roe, il ritorno sul capitale proprio, lo scarto tra fissaggio e media delle costruzioni è molto rilevante, superiore a 12 punti percentuali, con il Roe del fissaggio fissato, si perdoni il gioco di parole, a 16,4% contro il 4,2% della media complessiva.

Scarti un po’ più contenuti ma sempre molto rilevanti anche per il Roa, il valore che calcola il ritorno su tutti gli asset finanziari aziendali, pari al 10,7% per il fissaggio contro il 3,3% della media complessiva.

Infine, anche il Ros, l’indice che calcola il ritorno sulle vendite, mostra una performance migliore di quella comunque buona della media complessiva, con un 7,4% contro un 5,4%.

Dove si vedono miglioramenti molto interessanti è anche in altri due indicatori gestionali e operativi, ovvero quelli relativi alla gestione del cash flow aziendale, passati dal 7,1% all’8,2% sul fatturato, dato nel 2021 migliore di quello medio nazionale, e nel rendimento del personale, ovvero nel fatturato per addetto, cresciuto da 224 mila euro a 276 euro, distante da quello medio complessivo, anche se in questo caso il confronto dovrebbe tener conto anche delle diverse tipologie produttive dei diversi settori.

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LE DINAMICHE

Queste buone notizie sono anche riscontrabili nelle dinamiche e nei valori che il campione di produttori analizzato evidenzia sulla base dei singoli dati di bilancio. Gli 11 competitor analizzati evidenziano complessivamente un fatturato superiore a 1 miliardo di euro, per il 63% tuttavia dovuto alla presenza al primo posto di Würth, la cui offerta copre un’ampia categoria di prodotti a catalogo, nel quale i sistemi di fissaggio rappresentano un comparto tra i tanti.

Gli altri dieci produttori rappresentano un fatturato di circa 400 milioni di euro, in crescita del 29,2% rispetto al 2020, dunque con uno scarto di 1,5 punti percentuali rispetto alla crescita del 27,7% realizzata da Würth.

Fischer Italia si trova saldamento al secondo posto, di fatto un leader nel fissaggio, con oltre 150 milioni di euro di fatturato e una crescita del 35% rispetto al 2020, ma soprattutto con un valore molto consistente del Mol e degli utili, questi ultimi al 10% del fatturato.

Segue Itw Construction Products Italy, con 72,4 milioni, in crescita come nella media di settore e anch’essa con un valore molto consistente dell’utile netto (10,7%), valore che si riscontra anche nella quarta azienda analizzata per dimensione di fatturato, Friulsider, che presenta un fatturato di 57,6 milioni di euro e utili al 10,7%.

Scendendo di scala queste performance di redditività si riducono, ma restano molto interessanti alcune dinamiche di crescita che evidenziano la grande dinamicità di questo mercato, come nel caso di Tecfi, G&B Fissaggi, Bossong, Mungo e Edilferro, tutte aziende con aumenti di fatturato superiori a quelli medi di settore.

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REDDITIVITÀ

Dal punto di vista delle migliori performance relative ai singoli indicatori, emerge come nella dinamica del valore aggiunto sia Bossong a rappresentare la migliore crescita, +48,9%, seguita da Mungo con +47,1 e dal leader, Würth, con +38,9%.

Per quanto riguarda il margine operativo lordo, al di là delle crescite anno su anno, è molto interessante notare come non siano spesso le aziende di maggiori dimensioni a mostrare i valori più elevati. È ad esempio il caso di Tecfi, che fa registrare il valore più alto, pari a un 18% sul valore della produzione, di soli 0,5 punti percentuali inferiore a quello di Itw Construction Products Italy, che presenta il valore più elevato (18,5%). Per quanto riguarda gli utili abbiamo già detto, mentre è interessante notare come tutte le aziende presentino valori positivi degli indicatori nel 2021, con miglioramenti in alcuni casi molto consistenti.

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Dal punto di vista degli asset aziendali, certamente le aziende dal 2° al 4° posto in classifica sono quelle meglio strutturate, ma non va dimenticato l’ottimo risultato del Roa per Leviat (17,2%). In relazione alla gestione del cash flow, ottima performance emerge per Tecfi, con un valore di 0,5 punti percentuali superiore a Friulsider.

Molto positivi, infine, gli indicatori relativi all’indipendenza finanziaria e all’indice di liquidità immediata (acid test), che nella media complessiva indicano come il sistema dei prodotti di fissaggio sia un sistema di aziende solide e oggi meglio strutturate e più competitive del passato, tutti segnali importanti e positivi per il futuro.

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