Prima lo stupore e poi il sollievo: i visitatori ci sono stati e anche più del previsto. Non era scontato dato il clima d’incertezza. E, invece, i timori che hanno segnato l’inizio della Design Week nei padiglioni del Salone del Mobile 2026 a Rho Fiera Milano si sono dissolti velocemente di fronte alla moltitudine di persone in giro tra gli stand.

Certo, se le preoccupazioni cederanno il posto all’euforia, dipende da quanto le visite si trasformeranno in contratti. Ma lo stato d’animo degli espositori è stato di un moderato ottimismo. Un segnale incoraggiante è stata la presenza dei buyer americani, cresciuta dell’8,8% rispetto all’anno precedente, nonostante i dazi imposti da Donald Trump. Non solo dagli Usa, ma anche dalla Cina, dall’Asia e persino dal Medio Oriente coinvolto nel clima bellico: il numero dei visitatori dell’edizione 2026 ha superato la soglia dei 300 mila ingressi. Insomma, sembra proprio che l’industria italiana del design resista. Sarà perché tra instabilità politica e crisi energetica si viaggia meno e s’investe di più nella casa.


Le novità e i trend dal Salone del Bagno 2026

Si investe nella casa, a cominciare dal bagno, dove tecnologia e sostenibilità si fondono in un ambiente che non è più solo funzionale, ma di relax, un luogo intimo dove prendersi cura di sé, collegato al resto della casa. Una tendenza colta dalle aziende più reattive che, invece di limitarsi a presentare i prodotti, ora propongono la loro visione, molto personale:

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Andrea Lupi, ad antoniolupi

«Al posto di un allestimento tradizionale, dove intorno ai prodotti si costruisce lo stand, quest’anno ho voluto fare il percorso inverso», racconta Andrea Lupi, amministratore delegato e art director di Antoniolupi, che in 900 metri quadrati ha ricostruito una domus romana in chiave contemporanea, con cinque ambienti organizzati intorno a un nucleo centrale. «Spazi aperti, che mostrano il rapporto tra bagno e living ciascuno con una propria anima che si combina con le altre».

A fare da filo conduttore due materiali: il rovere Evo, una finitura che mantiene inalterato il colore naturale del legno e al tatto è molto piacevole, e il marmo botticino. Altra novità è l’implementazione per vasca e doccia nella collezione Lineadacqua dei sensori che regolano temperatura e potenza dell’acqua senza bisogno di rubinetteria ma semplicemente avvicinando la mano.

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Lineadacqua Sensor – antoniolupi

La materia che diventa progetto è una delle altre tendenze notate al Salone, come nei lavabi ottagonali in marmo Rosso San Marco e Ceppo di Sicilia disegnati da Luca Nichetto per Kreoo, che riprendono la forma dei pozzi veneziani e possono essere accoppiati nella specchiatura delle facce esterne con lamelle di legno colorato in una nuance Ral della breccia.

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Lavabi ottagonali in marmo Kreoo, Design Luca Nichetto

 

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Davide Bellini, responsabile marketing Ceramica Cielo

E, ancora, la ceramica in forme inedite per dimensioni, spessori, superfici e colori: «Tanti bagni dalle dimensioni reali per dare l’idea di come potrebbe essere il risultato finale: abbiamo allestito lo stand in modo tale da mostrare al visitatore l’impatto dei nostri prodotti in una casa», spiega Davide Bellini, responsabile marketing di Ceramica Cielo, che quest’anno non solo reinterpreta il suo best seller Catino in forma rettangolare, ma punta sulle forme arrotondate e sulle diverse dimensioni per soddisfare sia il target residenziale che contract.

Un ritorno al gusto degli anni Settanta, allo stile Bauhaus con la paglia di Vienna, alle forme ellittiche degli anni Trenta: dal lavabo allo specchio, al portasciugamani, tutto è progettato per essere combinato insieme e l’azienda del distretto viterbese dell’argilla, conosciuta per la gamma dei colori delle sue ceramiche, quest’anno propone una nuova variante, il cioccolato caldo.

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Nuova variante cioccolato per il bagno di Ceramica Cielo

Quella del marrone avvolgente è una delle tonalità di tendenza viste al Salone del Mobile, ma anche i toni terrosi come terracotta, argilla, ocra che sono rassicuranti e richiamano la natura e i concetti di sostenibilità e durabilità.

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Cristiano Crosetta, ad Tubes

Temi declinati in versione design anche nel segmento del termoarredo: «Terre, disegnato da Sebastian Herkner, è un radiatore elettrico realizzato in terracotta con un’anima in alluminio riciclato all’85%, che ottimizza performance e consumi. L’uso di questo materiale argilloso come elemento riscaldante è sicuramente un’innovazione che intendiamo seguire nella nostra produzione», racconta Cristiano Crosetta, amministratore delegato di Tubes.

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Alberico Crosetta, ad Antrax

Un altro produttore che è riuscito a conciliare consumi e design è Alberico Crosetta, amministratore delegato di Antrax It: «Ormai i bagni necessitano una potenza termica molto più bassa per essere scaldati e questo ha influito su tutta la gamma prodotti, permettendo una maggiore creatività, perché costruire un prodotto esteticamente bello, ma con una grande potenza termica, il risultato non è scontato», spiega il Ceo, che ha presentato in fiera Pypeline, un termoarredo modulare grazie alla ripetizione di un elemento cilindrico esteso su due lunghezze, una da 140 e una da 50 centimetri e configurabile in verticale come appendi asciugamano o in orizzontale come porta salvietta e declinato in cromie e finiture differenti. Insomma, nella sala da bagno, ogni elemento, dalle superfici ai dettagli tecnici, contribuisce a costruire un’esperienza coerente.

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Antrax_Pypeline

Le tendenze di Eurocucina 2026

Linee curve, linee fluide, volumi morbidi e angoli arrotondati, superfici materiche con marmi naturali e ceramiche effetto pietra, colori delicati dal nude al verde salvia, al borgogna, addio al minimalismo dei toni grigi degli anni passati, le finiture fredde dell’acciaio lucido lasciano il posto all’alluminio opaco purché dia un senso di calore. Ecco le tendenze di EuroCucina, la manifestazione biennale che si conferma una delle attrazioni
principali del Salone.

E, soprattutto, addio agli spazi circoscritti: tra design e tecnologia d’avanguardia la cucina è sempre più integrata al living. Praticamente senza confini. «È un elemento di grande attrazione, un hub di elettrodomestici e design dove passano la maggior parte dei consumi della famiglia, un ecosistema modulare e personalizzabile nei minimi dettagli», afferma Edi Snaidero, presidente dell’omonima azienda friulana, che festeggia quest’anno gli 80 anni dalla fondazione con la quarta riedizione della cucina Ola, progettata da Pininfarina, il cui modello originale è riprodotto sul francobollo celebrativo emesso per l’occasione dal ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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Edi Snaidero presenta la quarta edizione di Cucina Ola

La libertà compositiva passa anche dal Sistema Snaidero, dove tra le diverse proposte spicca lo stile di Elementi, con l’anta dalla presa integrata. Il comparto delle cucine secondo i dati di Federlegno, di cui Snaidero è il referente all’interno dell’associazione, valeva oltre 3 miliardi di euro, nel 2025, e non a caso i padiglioni della fiera dedicati a questo segmento sono stati i più affollati, ma non mancano le ombre:

«I dazi hanno influito sui mercati nordamericani, nordeuropei e inglesi, rallentando gli investimenti del settore contract. Si sono visti meno buyer degli Emirati, un mercato che l’hanno scorso ha registrato un incremento del 38% rispetto al 2024. Per fortuna in Unione Europea è stato fatto un accordo di libero scambio con la Cina e con l’Australia che in parte compensa l’incertezza, mentre gli scambi commerciali del Mercosur purtroppo non ci toccano perché non hanno tagliato i dazi del settore del mobile che sono pesantissimi. Ed è uno dei motivi per cui è molto difficile fare affari in America Latina, un peccato perché sarebbe un mercato perfetto per i produttori europei», continua Snaidero, che è anche presidente della Confederazione Europea delle industrie del mobile (Efic). Che conclude con una previsione: «Un rimbalzo positivo ci sarà, ma è probabile che le aziende debbano abituarsi a convivere con le situazioni di crisi continua».

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Elementi di Sistema Snaidero

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