Produttori come Laterlite, Soprema, Starplast, Terreal e T2D si sono confrontate sul palco del Convegno YouTrade per spiegare la strada scelta per produrre senza danneggiare l’ambiente. Dal fotovoltaico al risparmio di energia, ecco le soluzioni adottate.

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Laterlite, Soprema, Starplast, Terreal si sono confrontate sul palco del convegno Youtrade

Tecnologia e sostenibilità sono due macrotrend che attraversano l’economia in modo trasversale, coinvolgendo anche il settore delle costruzioni. Per fare il punto sul tema, durante il XVI Convegno YouTrade sono intervenute cinque aziende che, ciascuna a suo modo, hanno affrontato il cambiamento e l’impegno nei confronti dell’ambiente, applicando diverse strategie.

A partire da Laterlite, specializzata nella produzione di argilla espansa, premiscelati leggeri e isolanti per massetti, sottofondi e calcestruzzi, e sistemi integrati per il consolidamento, che ha deciso di investire nello sviluppo del processo produttivo puntando sulle energie rinnovabili. Grazie agli impianti fotovoltaici installati negli stabilimenti di Rubbiano (Parma), Trezzo sull’Adda (Milano) ed Enna, l’azienda mira ad autoprodurre il 100% del proprio fabbisogno energetico entro il 2027.

Come ha spiegato l’amministratore delegato Gian Domenico Giovannini: «Siamo un’azienda energivora, sia in termini di energia termica che elettrica, e il problema dei consumi è particolarmente sentito. Negli anni abbiamo fatto tanti investimenti sostituendo i combustibili fossili e oggi il 96% dell’energia termica dei nostri forni deriva da materiali di recupero. Per quanto riguarda l’energia elettrica, il percorso è lungo, ma ci sono ottime opportunità: gli investimenti in energie rinnovabili hanno ritorni economici molto più veloci rispetto al passato e, a livello di regolamentazioni, ci sono condizioni che aiutano molto le aziende».

Mediamente negli ultimi anni, la società ha utilizzato 24 milioni di kWh, che sino al 2022 erano prodotti per meno del 10% con energia solare. «Quest’anno», ha proseguito Giovannini, «abbiamo investito 4 milioni e mezzo di euro per arrivare ad autoprodurre 6 milioni di kWh, cioè circa il 23% dell’energia che ci occorre. Il prossimo anno investiremo altri 6 milioni di euro per arrivare a 67 milioni di kWh, il 60% della nostra produzione».

Tra i progetti innovativi che coinvolgono l’azienda c’è anche la realizzazione di uno dei primi impianti pilota agrivoltaici d’Italia.

L’impianto sarà realizzato su un’area di 8 ettari intorno allo stabilimento di Rubbiano (Parma), sfruttando la norma Solar Belt (finalizzata all’individuazione di aree immediatamente idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici che possano anche beneficiare di iter autorizzativi semplificati nei pressi delle aree industriali).

E senza intaccare la produzione agricola della zona dedita alla produzione di foraggio per le mucche impegnate nella produzione del latte per il Parmigiano.

«Con questi investimenti risparmieremo circa 5.800 tonnellate di emissioni annue di Co2, migliorando anche l’Epd dei nostri prodotti».

Domenico Giovannini, amministratore delegato Laterlite
Domenico Giovannini, amministratore delegato Laterlite

Consumi elettrici

Specializzata nella produzione di materiali per impermeabilizzazione di alta qualità per coperture, isolamento termico e acustico, sistemi fotovoltaici, tetti verdi e giardini pensili, Soprema è costantemente focalizzata su uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.

«La nostra produzione consuma circa 35 milioni di kWh all’anno. Siamo un’azienda energivora e da tre anni a questa parte ci siamo resi conto di quanto il costo della componente energia incida sui nostri prodotti», ha commentato Bruno Broccanello, amministratore delegato di Soprema Italia.

«L’industria per essere competitiva nei confronti del mercato e dei clienti finali deve assolutamente poter contare su costi fissi, quindi in questo senso l’autoproduzione energetica diventa una priorità. Per questo motivo abbiamo un piano di investimenti, partendo dalla trigenerazione al fotovoltaico, di circa 35 milioni di euro. Purtroppo, ci troviamo di fronte anche a numerosi ostacoli dovuti alla burocrazia che a volte bloccano gli investimenti».

Anche quello della produzione del laterizio è un settore altamente energivoro, come ha spiegato l’amministratore delegato di T2D, Alberto Colleoni. Attraverso un modello economico circolare, T2D riesce a coniugare in ogni progetto tecnologia e sostenibilità, offrendo prodotti dalle elevate performance tecniche e dal basso impatto ambientale.

Ma non solo: «La sostenibilità non è un tema legato solo all’aspetto ambientale, ma coinvolge anche gli aspetti sociali e di governance delle aziende. La realtà è che oggi clienti e società sono poco sensibili al tema della sostenibilità: è difficile trovare qualcuno disposto a pagare di più per un prodotto realmente sostenibile. Si va in quella direzione, però oggi difficilmente si trova riscontro», ha aggiunto Colleoni.

«Tuttavia, nel giro di pochi anni tutti saremmo portati a confrontarci con dichiarazioni non finanziarie, per cui l’esercizio per le aziende è quello di cominciare a entrare nel mondo Esg (Environmental, Social e Governance, le tre dimensioni fondamentali per misurare l’impegno in termini di sostenibilità di una impresa, ndr) proprio per non trovarsi scoperti in futuro. È necessario cominciare a farsi domande su aspetti delle nostre attività imprenditoriali che normalmente non prendiamo in considerazione, come la gestione dei dipendenti o la solidità della governance».

Alberto Colleoni, amministratore delegato T2D
Alberto Colleoni, amministratore delegato T2D

Gestione delle acque

Sostenibilità significa anche gestione delle acque. Impegnata nello sviluppo di impianti di gestione delle acque, Starplast offre un’ampia gamma di prodotti e servizi nell’ambito del trattamento delle acque reflue e degli impianti a esso collegati, perseguendo la continua ricerca di soluzioni progettuali personalizzate e performanti.

«La nostra azienda è nata alla fine del 2007 e per poterci inserire sul mercato abbiamo sempre pensato in termini di innovazione», ha sottolineato l’amministratore unico Stefano Grandicelli. «Sostenibilità è ambiente e ambiente è acqua. Tutti i giorni ci dedichiamo a sensibilizzare le opinioni dei nostri clienti e degli utenti finali, e colloquiamo con i distributori affinché possano dare il loro contributo alla sostenibilità».

Sempre legata al mondo dei fluidi, al XVI Convegno YouTrade è intervenuta anche Fitt, società benefit dal 2011, specializzata nella produzione di tubi e sistemi completi in materiale termoplastico per il trasporto di sostanze liquide, gassose e solide.

Ma che cosa vuol dire società benefit? «Lo scopo dell’azienda non è più esclusivamente quello di generare profitto, ma si amplia agli aspetti di impatto sociale e ambientale», ha spiegato Davide Pauletto, direttore della divisione building di Fitt. «L’impatto è molto concreto perché comporta una serie di obblighi per l’azienda, in primis quello di redigere il bilancio di sostenibilità, rendendo trasparenti tutti gli aspetti che riguardano il fare impresa, che non si limitano solo all’ambito produttivo».

Ma non solo. «Diventando società benefit abbiamo attivato da subito un approccio alla sostenibilità di tipo olistico: non parliamo solo di energia o di ciclo di vita del prodotto, ma una visione a 360 gradi, che tutte le imprese prima o poi saranno obbligate ad applicare in maniera strutturata. Ne è riprova che il mondo finanziario comincia a chiedere non solo covenant di tipo finanziario, ma anche legate a parametri di sostenibilità, quali misurazioni energetiche e di ottimizzazione delle materie prime. Anticipare i tempi vuol dire anche creare cultura su queste tematiche. La prima cosa che abbiamo imparato è l’importanza della misurazione: abbiamo scoperto centinaia di dati che in passato non tracciavamo, abbiamo cominciato a mappare i singoli prodotti nel loro intero ciclo di vita e valutarne l’impatto, abbiamo iniziato a dare evidenza delle loro performance, impegnandoci fattivamente nel migliorarle di anno in anno».

Stefano Grandiceli, amministratore unico Starplast
Stefano Grandiceli, amministratore unico Starplast

Le previsioni

Sostenibilità e innovazione sono dunque al centro delle strategie delle aziende per il prossimo futuro. Ma quali sono le previsioni per il prossimo anno? «Bisogna molto differenziare: tutto ciò che è legato al superbonus 110% andrà a morire, mentre i lavori
legati al Pnrr restano ancora un punto di domanda.

Sicuramente dal punto di vista delle infrastrutture sarà un anno di ripresa importante. L’edilizia residenziale subirà una flessione, mentre il mercato della ristrutturazione avrà ancora una buona tenuta», è stato il commento di Giovannini.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Broccanello: «Sono d’accordo sul buon andamento dei lavori di ristrutturazione. L’anno prossimo per quanto riguarda il mercato italiano ci sarà sicuramente una leggera flessione, ma non sono così pessimista».

Moderatamente preoccupato si è detto Colleoni di T2D: «I dati che arrivano dall’Europa sono da brividi e le previsioni sono difficilmente positive. Mi sembra che in generale l’edilizia, settore abituato ad alti e bassi, stia andando verso una fase di maturazione, ma ci sono tutta una serie di indicatori che fanno presagire che il tonfo non sarà così drammatico. La preoccupazione c’è, ma il mercato, anche quello della distribuzione, sicuramente è più solido e maturo rispetto al passato, per cui le preoccupazioni, anche da un punto di vista finanziario e creditizio, sono ridimensionate rispetto a 15 anni fa, quando si veniva da un ciclo positivo molto più lungo e nessuno era obiettivamente pronto alla crisi che si sarebbe aperta nella fase successiva». «Vediamo una sostanziale stabilità», ha aggiunto Pauletto.

«Il settore è più maturo, ci sono realtà più strutturate e anche il tema finanziario, che ci preoccupava fino a qualche mese fa, pur non essendo completamente risolto, viene affrontato in maniera più solida. Ci aspettiamo, dunque, una buona continuità, senza grosse sorprese».

In controtendenza Grandicelli, che per il 2024 vede un anno in crescita, soprattutto per quanto riguarda il settore della gestione delle acque e delle risorse idrogeologiche. «L’Italia è molto indietro rispetto al resto dell’Europa», ha evidenziato. «C’è tanto lavoro da fare per adeguarci agli obiettivi europei al 2030. Per questo motivo, nonostante sarà un anno difficile, il 2024 sarà positivo dal punto di vista del settore ambientale».

Bruno Broccanello, amministratore delegato Soprema
Bruno Broccanello, amministratore delegato Soprema

di Veronica Monaco

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