In un anno sono sbarcati a Londra e dintorni 44mila italiani, con un aumento del 66% sull’anno precedente. La stragrande maggioranza (l’80%) ha meno di 34 anni. Non sono stati gli unici. C’è una vera corsa alla Gran Bretagna, anche se gli arrivi non sono con i barconi, ma con aerei low cost. L’Ufficio di Statistica nazionale britannico ha contato 532mila persone che sono arrivate in Gran Bretagna nei 12 mesi tra il settembre 2012 e il settembre 2013, 218mila dei quali studenti o, perlomeno, che si sono dichiarati tali. Nello stesso periodo il numero di persone che ha lasciato il Paese è sceso di 23mila unità a 320mila. L’immigrazione netta è quindi salita a 212mila unità dalle 154mila dell’anno precedente. Non sono servite, in sostanza, i provvedimenti adottati dal governo di Londra per limitare l’immigrazione dai Paesi extra-europei: certo, il numero totale di arrivi è calato da 269mila a 244mila. Ma la riduzione è stata annullata dall’aumento dell’immigrazione dalla Ue. 
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