Le previsioni Unicmi 2024 dell’associazione delle imprese dei serramenti mostrano che le costruzioni stanno a +0,3% nel 2024, c’è un calo per le ristrutturazioni, ma per gli involucri ci sarà ancora crescita.

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Un rallentamento, ma non una caduta. Il boom del mercato dell’edilizia, secondo l’Ufficio Studi Economici di Unicmi, equivale piuttosto a un arresto, che però a grandi linee significa anche tenuta. Cioè, non si registra un forte arretramento nonostante lo stop al superbonus, ma un ridimensionamento che avviene però sulle basi della corsa pregressa degli scorsi anni.

Rapporto sul mercato dell’involucro edilizio 2024 Unicmi

L’aggiornamento semestrale del Rapporto sul mercato dell’involucro edilizio 2024 di Unicmi contiene anche le previsioni sull’intero 2024 e le proiezioni per il 2025, sempre relative al mercato italiano dei serramenti e delle facciate continue, che inevitabilmente confermano lo stop.

«Con l’esaurirsi del superbonus e la cancellazione di sconto in fattura e cessione del credito, il calo di aliquota al 36% del bonus casa dal 2025 e il probabile mancato rinnovo dell’ecobonus, non possiamo che aspettarci una progressiva correzione del mercato residenziale. I prezzi, almeno nel primo semestre, hanno tenuto, per questo siamo relativamente ottimisti per il secondo semestre», commenta Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’Ufficio studi Unicmi.

«Ci sono tuttavia due dati significativi, molto importanti per il comparto del metallo: un andamento positivo per i serramenti in alluminio, che risentiranno relativamente meno della cancellazione dell’ecobonus, e una domanda sostenuta per le facciate continue che garantirà una buona crescita anche nel 2025».

Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, Unicmi prevede una crescita del Pil italiano a +0,9% per il 2024 e +1,1% per il 2025, con inflazione in forte calo.

E mentre l’occupazione ha un trend positivo, l’indice della produzione industriale registra una contrazione, principalmente per i cali produttivi registrati nell’ambito dell’automotive.

Presentazione UNICMI tendenze degli ordini e piani di costruzione dell'impresa nei prossimi tre mesi - Saldo
Presentazione UNICMI tendenze degli ordini e piani di costruzione dell’impresa nei prossimi tre mesi – Saldo
Presentazione UNICMI investimenti nelle costruzioni non residenziali
Presentazione UNICMI investimenti nelle costruzioni non residenziali
Presentazione UNICMI Domanda serramenti e facciate (milioni euro)
Presentazione UNICMI Domanda serramenti e facciate (milioni euro)
Presentazione UNICMI Quote di mercato nei serramenti (Residenziale e non residenziale)
Presentazione UNICMI Quote di mercato nei serramenti (Residenziale e non residenziale)

Rallentano le costruzioni

Dopo un 2023 di crescita per il settore delle costruzioni (+4,2%) grazie agli incentivi fiscali, il trend rallenta, con un incremento nominale dello 0,3% nel 2024 e di 0,9% nel 2025.

Quello che si ferma è il settore del recupero (ristrutturazioni) residenziale, con una flessione pari al 4% nel 2024, trend che continuerà anche nel 2025 con -3%. Si muove, però, il settore degli edifici non residenziali, soprattutto per quanto attiene le nuove costruzioni che cresceranno del 4% nel 2024 e del 3% nel 2025.
Mercato serramenti in contrazione dell'1,1

Serramenti a -1,1%

Le previsioni Unicmi indicano per il 2024 un mercato dei serramenti in contrazione dell’1,1%, che nel 2025 diventerà -0,5%. Nel segmento residenziale la domanda di serramenti subirà una discesa del 2,9% nel 2024 e del 2,5% nel 2025.

Continuano, invece, le buone performance dei serramenti in allumino, che cresceranno del 1,4% nel 2024, sottraendo quote di mercato al Pvc, che subirà una contrazione del 2,6% direttamente legata alla nuova normativa sugli incentivi fiscali nel mercato del recupero residenziale.

Il mercato dei serramenti e delle facciate continue nel segmento non residenziale crescerà complessivamente del 2,9% nel 2024 e del 2% nel 2025.

Nel mercato delle facciate continue si registra una notevole dinamica di crescita con un 2,9% atteso per il 2024 e 2,4% per il 2025.

di Alessandro Bonvicino

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