Analisi sul primo trimestre di compravendite del mercato residenziale: aumentano le operazioni.
Il gruppo Ipi, società di servizi immobiliari, ha pubblicato un report sul mercato immobiliare residenziale. Nel primo trimestre 2026 le compravendite sono state 179.654, in crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’incremento interessa tutte le macroaree nazionali, sebbene con intensità differenti.
Dopo la fase di rallentamento osservata nel 2023 e il successivo recupero avviato nel 2024, osserva Ipi, il mercato è entrato in una fase di consolidamento caratterizzata da ritmi di crescita più moderati e da una crescente differenziazione tra territori. Il ritorno del credito ha contribuito al rafforzamento della domanda, con la quota di acquisti assistiti da mutuo salita al 47,8%. Parallelamente permane una significativa dipendenza dallo stock esistente: le nuove costruzioni crescono più rapidamente del mercato ma rappresentano ancora una quota limitata degli scambi. In questo contesto il principale elemento di attenzione riguarda la disponibilità di prodotto adeguato per qualità, efficienza e livello di prezzo, soprattutto nei principali mercati urbani. Le prospettive per il 2026 restano positive, pur all’interno di uno scenario di progressiva normalizzazione.

Nord Ovest e Sud evidenziano le variazioni più elevate (+5,1%), mentre il Nord Est mostra una dinamica più contenuta (+2,2%). Le superfici scambiate crescono del 4,9%, leggermente al di sopra dell’incremento delle compravendite. Le nuove costruzioni registrano una crescita del 14,6%, ma rappresentano soltanto il 6% delle compravendite complessive. Il mercato continua, pertanto, a dipendere prevalentemente dallo stock esistente, confermando una disponibilità ancora limitata di prodotto moderno nei principali contesti urbani. L’analisi dei principali capoluoghi monitorati conferma il ruolo dominante di Roma e Milano per dimensione del mercato. Torino si consolida come terzo mercato urbano del campione analizzato, mentre Genova, Napoli, Bologna, Firenze, Bari e Padova evidenziano caratteristiche e dinamiche differenti in funzione della struttura economica locale e dei livelli di accessibilità.
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