L’analisi della situazione economica italiana induce Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, a una riflessione piuttosto negativa.
I conti presentati dall’Istat, secondo l’economista, sono come tavole della legge ed evidenziano che, rispetto al primo semestre del 2019, in termini reali e al netto dell’inflazione, quindi per potere d’acquisto, nel primo semestre del 2025 il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto rispettivamente del 4% e, del 6,1%. Nessun impoverimento, quindi, in sei anni per il reddito da lavoro dipendente.
È una narrazione diversa in confronto a quanto si legge quotidianamente sui bassi salari e sulla disuguaglianza in aumento. E le pensioni dei più poveri, sempre secondo i numeri mostrati da Bella, sono 17 milioni, ma sono cresciute del 10% in termini reali. Un quadro che potrebbe ricordare vagamente l’annuncio del governo in carica qualche anno fa: «Abolita la povertà».

In realtà, se si analizzano i componenti del reddito disponibile, rincara il direttore ufficio studi Confcommercio, si scopre quanto davvero sono variate le risorse a disposizione delle famiglie. E i consumi non dipendono solo dal reddito corrente, ma anche dalla ricchezza accumulata e dallo stato di salute del patrimonio famigliare.
Per esempio: se raddoppia lo stipendio, ma se la casa per qualche ragione valesse la metà, la propensione al consumo non potrebbe crescere, ragiona Bella. E l’economista sostiene, appunto, che la ricchezza finanziaria è cresciuta, mentre quella immobiliare è scesa in termini reali, a dispetto delle alte quotazioni al metro quadrato in molte città.
L’analisi della congiuntura economica presentata alla platea di Angaisa ha considerato anche la fiducia strutturale degli italiani, ma non quella che rileva l’Istat e che oscilla di mese in mese. Quella calcolata da Bella è scesa negli ultimi sei anni del 28%. Ma anche facendo la tara su queste scarse aspettative per il futuro, secondo Bella i consumi non ne hanno risentito come si vuole far credere.
Gli italiani sono più ricchi, o meno poveri di quanto credono. Secondo la Banca Centrale Europea, in Italia lo scarto tra quelli che sottovalutano il loro vero reddito disponibile e quelli che lo sopravvalutano è eccezionalmente elevato: 10-15 punti sopra la media europea, indica l’economista.
In altre parole, in Italia sembra che anche se aumentano gli stipendi, ci sono i rinnovi contrattuali e i vari bonus, ci si accorga di meno degli aspetti positivi rispetto a quanto accade negli altri Paesi. Per questo, secondo Bella, la lamentela è diventata veramente uno status fondativo della cittadinanza. La soluzione? Recuperare una pratica più orientata al benessere, alla crescita, al profitto. E gli imprenditori sono funzionali a questo obiettivo, perché se tengono aperta l’azienda è perché sperano di guadagnare.
Articoli correlati
Agosto 17, 2026
Progettazione showroom: come trasformare lo spazio vendita in uno strumento strategico
Uno showroom non è soltanto un luogo fisico dove presentare prodotti. È una dichiarazione di posizionamento.…
Agosto 10, 2026
KPI di magazzino: i 10 indicatori fondamentali per misurare e migliorare le performance
I KPI di magazzino aiutano aziende e responsabili logistici a misurare le performance operative. Ecco i 10…
Agosto 3, 2026
Montagna Luigi: dalla lattoneria alla distribuzione di materiali edili, puntando su territorio, servizio e partnership
Nata come lattoneria, la rivendita Montagna Luigi è diventata una piattaforma di distribuzione per…



