In una situazione di emergenza, il comportamento delle persone dipende in larga parte dalle informazioni che ricevono nei primi istanti. Un segnale acustico generico (sirena) può allertare, ma non sempre è sufficiente a guidare azioni corrette. È in questo contesto che i sistemi Evac possono assumere un ruolo rilevante nella strategia di sicurezza di determinati tipi di edifici o attività. Laddove un classico sistema di allarme acustico può al più segnalare la presenza di un pericolo, un sistema Evac (acronimo che sta per Emergency Voice Alarm Communication, ossia sistemi di allarme vocale per scopi di emergenza) è un impianto di diffusione sonora progettato specificamente per trasmettere informazioni vocali intelligibili, guidando il comportamento delle persone mediante istruzioni chiare e tempestive.
I rischi
Questo aspetto assume contorni cruciali in edifici complessi utilizzati da persone non addestrate e che non conoscono l’edificio (centri commerciali, impianti sportivi, terminal aeroportuali, grattacieli) oppure nelle strutture sanitarie in presenza di persone che potrebbero essere impossibilitate a mettersi in salvo autonomamente e per le quali deve essere posta in atto una adeguata strategia di evacuazione che coinvolga il personale della struttura e che nel contempo non allarmi inutilmente i degenti. Il sistema Evac tipicamente (ma non obbligatoriamente) si integra con l’impianto di rivelazione e allarme incendio (Irai), costituendone un’estensione che traduce in parole (e quindi in azioni) l’input proveniente dalla rivelazione di un principio d’incendio in una o più delle aree da esso sorvegliate.
Il quadro normativo
Dal punto di vista legislativo, l’impianto Evac è visto come un presidio antincendio, poiché il decreto ministeriale 1 settembre 2021 (Decreto Controlli) lo inserisce in un elenco che comprende anche le reti idranti, gli impianti di rivelazione e allarme incendio, gli impianti sprinkler. L’obbligatorietà dell’inserimento di un impianto Evac nell’ambito di una attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi dipende dagli esiti della progettazione antincendio di quell’attività. La progettazione, in base alla tipologia di attività, può essere svolta alternativamente secondo specifiche regole tecniche di prevenzione incendi oppure attraverso il Codice di Prevenzione Incendi (insieme di regole tecniche orizzontali e verticali allegate al decreto ministeriale 3 agosto 2015, che ne definisce il campo di applicazione).
Norme UNI
Come gli altri presidi antincendio, l’impianto Evac deve essere visto come una misura che risponde a una necessità: più elevato è il rischio (per via della tipologia di persone che frequentano l’attività, delle operazioni che esse svolgono nell’ambito di essa, del quantitativo di materiali combustibili) e più la strategia antincendio prevede l’implementazione via via crescente di provvedimenti gestionali e impianti tecnologici. La progettazione, la messa in opera, il collaudo e la manutenzione degli impianti Evac devono essere effettuati , secondo quanto previsto dal Decreto Controlli, in conformità con la norma tecnica Uni Cen/Ts 54-32 o Uni Iso 7240-19 o con la Uni 11988 (quest’ultima per impianti progettati e realizzati con la recente norma Uni 11988 – fine 2025 – che ha sostituito la precedente Uni Iso 7240-19). Anche la scelta dei componenti è regolata da norme tecniche in quanto un impianto Evac per essere conforme deve essere realizzato utilizzando esclusivamente componentistica a norma. In questo senso, le varie parti della serie di norme tecniche di prodotto Uni En 54 riportano i requisiti dei singoli componenti di un impianto Evac realizzato a norma; tra di esse si distinguono la Uni En 54-16 (requisiti per le Centrali Evac) e la Uni En 54-24 (requisiti degli altoparlanti per sistemi di allarme vocale).
Udibilità e intelligibilità
La distinzione tra udibilità e intelligibilità dei messaggi verbali è di fondamentale importanza nell’ambito dei sistemi Evac al fine di comprenderne l’utilità e il funzionamento. L’udibilità è riferita alla semplice capacità di percepire un suono, mentre l’intelligibilità richiede anche che il contenuto del messaggio vocale sia compreso in modo da poter essere poi messo in atto.
Se per un segnale di allarme tradizionale (come una sirena) è sufficiente garantire l’udibilità, per un sistema Evac l’intelligibilità diventa invece il parametro cruciale. Un messaggio vocale udibile, ma non intelli¬gibile può essere addirittura controproducente, finendo per generare confusione anziché fornire indicazioni di salvaguardia della vita. Nel contempo, l’udibilità è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per l’intelligibilità: non è infatti possibile ottenere intelligibilità se non si vi è quantomeno l’udibilità del segnale vocale. Per questo motivo, le normative stabiliscono requisiti stringenti sia per quanto attiene al livello sonoro (cioè al volume), in rapporto al rumore tipico di quello specifico ambiente sia, soprattutto, requisiti stringenti per quanto attiene l’intelligibilità del parlato.
Fattori decisivi
L’intelligibilità di un messaggio vocale in un ambiente è influenzata in modo particolare da due fattori che devono essere attentamente considerati in fase di progettazione. Il riverbero (ossia quella sensazione che viene comunemente descritta come rimbombo all’interno degli ambienti chiusi) rappresenta uno degli elementi più critici. In ambienti con superfici acusticamente riflettenti (e quindi con tempi di riverberazione elevati), le riflessioni del suono si sovrappongono al messaggio diretto rendendo difficile distinguere le parole. Le prime riflessioni, che arrivano entro 50 millisecondi dal suono diretto, possono essere benefiche rinforzando il messaggio, ma riflessioni tardive degradano significativamente l’intelligibilità.
Il rumore ambientale (ossia il rumore intrinsecamente caratteristico di un determinato ambiente in base a chi lo popola e alle attività che sono svolte all’interno di esso) costituisce un altro fattore determinante poiché laddove la differenza di livello tra il segnale di allarme vocale e il rumore ambientale non sia sufficientemente marcata, il secondo sortisce effetto di disturbo nei confronti del primo a scapito dell’intelligibilità. In pratica un rumore di fondo troppo alto può sovrapporsi al messaggio di allarme, coprendolo e rendendolo poco comprensibile.

I requisiti
Le normative stabiliscono valori minimi precisi per l’intelligibilità, misurata attraverso l’indice Sti (Speech Transmission Index). Per chi è curioso approfondiremo il concetto di intelligibilità in un articolo specifico. Sintetizzando, l’indice Sti può variare tra zero (intelligibilità nulla) a uno (intelligibilità perfetta). Un impianto Evac deve rispettare specifici requisiti:
- Il valore medio aritmetico dei valori dell’indice Sti rilevati in varie posizioni all’interno di ogni singolo ambiente deve essere ≥ 0,50.
- Il valore minimo rilevato in qualsiasi punto di ogni singolo ambiente non deve scendere sotto 0,455.
Questi valori corrispondono a un’intelligibilità classificata come discreta, sufficiente per garantire la comprensione dei messaggi di emergenza.
Per situazioni particolari dove questi valori risultano tecnicamente non raggiungibili (ambienti industriali molto rumorosi o spazi con riverberazione estrema), è possibile adottare, previa debita valutazione nell’ambito della strategia antincendio complessiva, misure compensative come segnalazioni visive supplementari, segnalatori vibranti.
Come si progetta
In fase di progettazione, le normative prevedono due approcci distinti per garantire l’intelligibilità del sistema Evac: il metodo prescrittivo e il metodo dettagliato.
Il metodo prescrittivo è applicabile solo in ambienti acusticamente semplici, caratterizzati da un rumore intrinseco basso e da un riverbero non troppo elevato. Il metodo fornisce delle regole in termini di interassi tra altoparlanti e di distanze massime tra altoparlanti e ascoltatori (interassi e distanze variabili per altoparlanti mono o bidirezionali) e un livello di pressione sonora minimo che gli altoparlanti devono produrre.
Il metodo dettagliato, necessario per tutti gli ambienti complessi e caratterizzati da elevato rumore intrinseco e/o da elevata riverberazione, necessita di una modellazione adeguatamente sofisticata di ambienti e impianto, tipicamente svolta mediante utilizzo di software specialistici. Attraverso questi, il progettista può sviluppare modelli tridimensionali degli ambienti, inserendo le caratteristiche di assorbimento/riflettenza acustica, diffusione, etc. delle superfici e i livelli di rumore ambientale attesi.
L’impianto è progettato posizionando virtualmente all’interno del modello software gli altoparlanti, modificando il volume in uscita dai medesimi e/o le caratteristiche delle superfici che delimitano l’ambiente (o degli arredi al suo interno) fino a verificare che l’indice Sti previsto rispetti i requisiti normativi.
Approfondimenti collegati
Questo articolo fa parte del dossier dedicato alla correzione e all’isolamento acustico. Per completare il percorso di lettura, è utile approfondire anche:
- Una necessità invisibile e sottovalutata
- Nuove regole per l’isolamento acustico
- Quei bollini blu che aumentano anche il valore
- Contro il disturbo un diritto a tutto volume
- È un problema se l’edificio si dà una mossa
- Troppi decibel possono frenare i lavori in corso
- Meglio accertarsi se il suono diventa rosso
- L’agenda per un corretto risultato
- Errare è umano ma fa anche molto rumore
- Se nel menu c’è anche troppo rumore
- Parole chiare o confusione a tutto volume
- Suoni e parole da lasciare inascoltati
- Il rumore che scaccia il rumore
- Note dolenti per chi non isola il proprio studio
- Come eliminare il fastidio dei passi di troppo
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