Durante i convegni YouTrade si aprono le porte alle esperienze del mondo della distribuzione edile estera, che rappresentano interessanti spunti di riflessioni e best practice per rivenditori e produttori nazionali. A Bari il protagonista è stato Jasmin Hošo, ceo di Ehodach, gruppo bosniaco con 30 anni di storia che ha sviluppato un concetto multibrand con 16 marchi internazionali e due marchi propri.
Strategie aziendali in un mondo instabile: velocità e adattamento
«Oggi siamo tutti concentrati sul business e su che cosa fare domani. Dal punto di vista geopolitico non è facile fare impresa, ma possiamo riuscirci. La domanda per il futuro del business è: che cosa possiamo fare meglio? Come restare rilevanti?», si è chiesto il relatore.
«Oggi si parla di narrative economics. Le sfide sono continue: Ebola, crisi finanziarie, coronavirus. Ogni pochi anni affrontiamo crisi. Dobbiamo trovare la strada giusta per sopravvivere. In futuro ci saranno due tipi di aziende: quelle veloci e quelle morte. Velocità e agilità saranno tutto. Dobbiamo agire e pensare rapidamente».
La storia Tondach–Ehodach
La storia dell’azienda inizia nel 1996 con Tondach, un’impresa familiare operante nel mercato delle tegole e delle coperture per tetti. Nel 2006 la società diventa protagonista nel mercato della Bosnia Erzegovina, costruendo la sua reputazione sulla qualità e sulla fiducia.
Nel 2014 la collaborazione con l’azienda wienerberger apre le porte a nuovi segmenti di vendita e nel 2022 nasce il concetto multibrand con 16 marchi internazionali e due marchi propri. Nello stesso anno l’azienda si trasferisce in una nuova sede.
Nel 2025 Tondach diventa Ehodach, modello di distribuzione che opera nel segmento premium offrendo prodotti e soluzioni accuratamente selezionati.
«Durante la guerra in Jugoslavia, mi sono trasferito in Germania con la mia famiglia. Nel 1996 siamo tornati in Bosnia-Erzegovina e abbiamo fondato un’azienda con un partner austriaco basata sull’offerta di un solo prodotto. Ma concentrarsi su un solo prodotto è rischioso: il mercato cambia, le generazioni cambiano, le tendenze cambiano», ha raccontato Hošo.
«Dopo anni di negoziazioni, ho deciso di rilevare le quote di un grande partner. Avrei potuto guadagnare milioni e ritirarmi, ma qual era il futuro? Così ho deciso di continuare ed evolvere. Questo significa trasformare il business, rompere qualcosa per creare qualcosa di nuovo».
Diversificazione del portafoglio: una strategia per ridurre il rischio
«Dipendere da un solo prodotto o partner è rischioso, così abbiamo ampliato il nostro portafoglio. Siamo ripartiti da zero, abbiamo creato nuovi marchi e nuove strategie, ispirandoci anche all’esclusività e ai prodotti di nicchia», ha aggiunto l’imprenditore.
«Non bisogna restare nella propria comfort zone. Il business è un ciclo: bisogna evolversi continuamente e trovare le persone giuste. Questa è una sfida: in Italia, come in Bosnia-Erzegovina, manca la forza lavoro e bisogna motivare le nuove generazioni. Servono passione e scopo. Senza questi elementi, è difficile sopravvivere».
In un mercato dalla concorrenza altissima, Ehodach ha saputo creare partnership strategiche con aziende europee. «Anche le tendenze cambiano: sempre meno persone vogliono case singole, preferiscono appartamenti. L’ispirazione è fondamentale: dobbiamo provare a cambiare mentalità, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale. C’è però un problema: le nuove generazioni pensano diversamente, dobbiamo ripartire da zero, e creare valore. Ma il valore economico senza componente umana non è nulla».

Il modello VRIO: come costruire un vantaggio competitivo sostenibile
Come fare dunque per attrarre i clienti? «Serve qualcosa di diverso. Esiste il modello Vrio: valore, rarità, imitabilità, organizzazione. Tutti offrono valore, ma la differenza è nell’organizzazione, cioè nelle persone. Noi siamo la differenza, non l’intelligenza artificiale», ha affermato Hošo.
«Abbiamo creato i nostri marchi private label, producendo in Italia, Grecia e Germania per i Balcani. Questo ha aumentato i ricavi e ci ha dato identità. Usiamo vendite digitali e tradizionali, ma servono persone coinvolte e motivate».
Come ultimo spunto il manager ha toccato il tema dell’inverno demografico che sta colpendo anche il suo Paese: «In Bosnia-Erzegovina la popolazione sta diminuendo. Il Pil pro capite è molto più basso rispetto all’Italia. I giovani emigrano. Chi sarà la futura forza lavoro? Viviamo in un mondo incerto», ha concluso il ceo di Ehodach, invitando gli imprenditori presenti in sala a non arrendersi mai ed essere pazienti, empatici e disciplinati per creare valore per il futuro.
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