Al IV Convegno YouTrade Sud Anna Rotondo, esperta in finanza agevolata e rappresentante di Confimi Servizi per le province di Bari, Bat e Foggia, ha illustrato le modalità di accesso e opportunità della Zona Economica Speciale (Zes).


Cos’è la Zona Economica Speciale ZES e perché è strategica

Nata nel 2017 e operativa dal 2018, dal 2024 la ZES è stata estesa a tutto il territorio del Mezzogiorno, con un’apertura ulteriore nell’ultima legge di Bilancio anche a Umbria e Marche. «La Zes è nata per stimolare la crescita delle imprese del Mezzogiorno e diventare una sorta di strumento attrattivo per le imprese che vogliono investire anche con nuovi impianti», ha esordito l’esperta.

«La Zes consente alle aziende di mettere insieme opportunità, strategia e innovazione per raggiungere obiettivi di crescita. Per determinate attività consente di accelerare le autorizzazioni attraverso una semplificazione amministrativa, senza passare per il Suap (Sportello Unico per le Attività Produttive) o tramite altri uffici pubblici», ha spiegato la relatrice.

La Zes è stata costruita su un piano strategico che punta al potenziamento di alcuni asset che hanno come obiettivo cinque filiere strategiche da consolidare (agroalimentare e agroindustria, turismo, elettronica e Ict, automotive e Made in Italy di qualità), quattro filiere da rafforzare (navale e cantieristica, aerospazio, ferroviario, chimica e farmaceutica) e tre tecnologie chiave da promuovere (tecnologie digitali, cleantech e biotech).

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Anna Rotondo, esperta in finanza agevolata e rappresentante di Confimi Servizi per le province di Bari, Bat e Foggia

Semplificazione amministrativa: il ruolo dello Sportello Unico Digitale

In sostanza cosa fa la Zes? «Funziona attraverso uno Sportello unico digitale (S.U.D.), che ha competenza in relazione a procedimenti amministrativi che riguardano le attività economiche o produttive, interventi edilizi, compresi quelli di natura anche pubblica, e realizzazione, ampliamento e ristrutturazione di strutture pubbliche-private dedicate a pubblico spettacolo», ha chiarito Rotondo.

Lo Sportello è il riferimento per richiedere l’autorizzazione unica per due o più titoli abilitativi necessari a un progetto di investimento in area Zes.

L’autorizzazione unica «non viene rilasciata nel momento in cui i progetti sono soggetti a Scia unica o condizionata, nel momento in cui dovessero riguardare opere e attività di competenza territoriale degli aeroporti, investimenti di rilevanza strategica e attività commerciali largamente considerate», ha chiarito l’esperta.

L’autorizzazione unica consente di sottoporre un’anteprima del progetto allo sportello unico digitale e ottenere preventivamente un orientamento. Per effettuare la richiesta è necessario presentare titoli abilitativi, documentazione tecnico edilizia e un business plan.

Credito d’imposta ZES: come funziona e requisiti

La Zes Unica è anche territorio ricco di opportunità agevolative che spaziano dai crediti d’imposta, gestiti dall’Agenzia delle Entrate, a sgravi per l’assunzione di personale, fino a misure dedicate dalle programmazioni regionali che sfruttano i fondi STEP, JTF, FESR, e che concedono sostegni con aliquote variabili a seconda della dimensione aziendale e del territorio di intervento.

«Per quanto riguarda il credito di imposta per investimenti nell’area Zes, in legge di Bilancio 2026 la dotazione finanziaria è ripartita negli anni 2026, 2027 e 2028 in maniera distinta. Questo però comporta l’esigenza di rispondere praticamente per ogni annualità ai requisiti di accesso alla misura», che si determinano in investimenti di importo almeno pari a 200 mila euro per:

  • macchinari,
  • impianti,
  • attrezzature,
  • immobili attraverso la realizzazione di un nuovo impianto,
  • l’ampliamento della capacità produttiva di una sede esistente,
  • la diversificazione della produzione per ottenere prodotti o servizi non fabbricati o forniti in precedenza,
  • il cambiamento fondamentale del processo di produzione.

«Speriamo che si estenda, come succedeva nel vecchio Bonus Sud, la possibilità di frazionare gli investimenti, considerando come periodo agevolabile l’intero triennio 2026-2028, altrimenti le imprese potrebbero avere difficoltà a pianificare gli investimenti», ha commentato la relatrice.

Agevolazioni e aliquote: quanto si può ottenere

A proposito dell’ambito territoriale, «dal punto di vista del credito d’imposta, la norma europea impone l’ammissibilità solo per i territori delle regioni classicamente definite del Mezzogiorno.

Sono ammissibili anche alcuni comuni delle regioni Abruzzo, Umbria e Marche, a cui sono destinate aliquote agevolative più basse, dal 35 al 50%, mentre in alcune zone, come Taranto in Puglia o il Sulcis Iglesiente in Sardegna, essendo finanziate dal Just Transition Fund, si riescono ad ottenere maggiorazioni delle aliquote, arrivando fino al 70% di agevolazione compensabile in F24».

Quali sono le spese ammissibili? Acquisizioni, anche in leasing finanziario, tra gennaio e il 31 dicembre di ciascuna annualità nel triennio 2026-2028, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, terreni e immobili strumentali (acquisto, costruzione o ampliamento di volumetria esterno) ammissibili fino al 50% del totale di progetto.

«Gli immobili sono agevolabili anche se sono usati, ma non devono essere acquistati da soggetti con cui gli amministratori e i soci delle aziende hanno legami di parentela, di coniugio, di affinità entro il terzo grado, e attraverso soggetti, anche giuridici, che hanno rapporti di controllo o collegamento. La stessa cosa vale per quelle imprese che vengono considerate associate. Quindi fondamentalmente non è possibile effettuare operazioni infragruppo», ha chiarito Rotondo.

E ha aggiunto: «Il credito di imposta Zes è cumulabile con altri aiuti di Stato fino alla concorrenza massima dell’aliquota applicabile all’azienda. Il cumulo è possibile anche con il nuovo iperammortamento, ma a differenza di quello che succedeva prima con Transizione 4.0, è obbligatorio da quest’anno utilizzare il cosiddetto concetto della nettizzazione. Quindi, su un milione di investimento, di cui 600 mila euro finanziati dalla Zes, posso calcolare l’iperammortamento sui restanti 400 mila euro».

Tempistiche e procedura per ottenere il credito d’imposta

Le imprese possono prenotare il credito di imposta dal 31 marzo al 30 maggio 2026 per gli investimenti realizzati dal primo gennaio al 31 dicembre dello stesso anno. Stessa procedura andrà effettuata nel 2027 e nel 2028.

«Nel gennaio dell’anno successivo a quello di realizzazione degli investimenti bisogna rendicontarli all’Agenzia delle Entrate, tramite Entratel, attraverso una dichiarazione sostitutiva delle spese effettivamente sostenute», ha sottolineato la relatrice, spiegando che «un’azienda può fruire del credito nel momento in cui il fornitore accompagna il bene in azienda con un documento di trasporto. Quindi non è necessario pagare e saldare tutto l’importo del bene in un unico esercizio, ma è importante che il bene sia fisicamente presente o presso l’impresa o presso il magazzino del fornitore. Nel momento in cui insiste la traslazione della proprietà, si ha diritto a fruire del credito».

L’Agenzia delle Entrate, preso atto degli investimenti sostenuti, pubblica poi un provvedimento con l’assegnazione delle risorse. «Tutti saranno beneficiari in quota parte rispetto a quello che sarà il calcolo fatto dall’Agenzia. Se l’importo dell’agevolazione è superiore a 150 mila euro, vengono richieste le verifiche antimafia su tutti i soggetti presenti in visura camerale. Successivamente, viene rilasciata la ricevuta di fruibilità. Nel momento in cui le risorse sono disponibili sul cassetto fiscale, non prima, è possibile iniziare a portare in compensazione il credito, che non ha limitazioni temporali. Si può liquidare in un’unica soluzione oppure portarlo in compensazione per i successivi 10 anni».

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Altre agevolazioni disponibili nell’area ZES

La relatrice ha concluso il suo intervento esplicitando le altre agevolazioni potenzialmente utilizzabili all’interno dell’area Zes:

  • il bando Step Puglia,
  • i Contratti di Sviluppo Basilicata, «un’agevolazione estremamente interessante e poco sfruttata che finanzia anche le attività commerciali»,
  • la legge 181/89 per il rilancio delle aree colpite da crisi industriale e di settore,
  • il FRI Calabria
  • l’Isi Inail 2025.

Ultimo suggerimento dell’esperta ai distributori in sala è quello di «provare a utilizzare lo strumento della finanza agevolata come leva per le vendite, cosa che già fanno molte aziende in tantissimi settori. Potete tranquillamente strutturare delle partnership con società di consulenza competenti e fornire ai vostri clienti e imprese quel tipo di supporto che non potrà che aumentare ulteriormente la vostra credibilità sul mercato».

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