La ricetta di IdroLab per la distribuzione: raccolta puntuale dei dati relativi ai prodotti in catalogo per sfruttare le opportunità aperte dai nuovi sistemi software, capaci di utilizzare le informazioni nascoste nel business delle aziende.

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In un’epoca dove ogni progresso tecnologico diventa sempre più pervasivo, l’Intelligenza Artificiale emerge come protagonista di una rivoluzione pari a quella di internet.

Ma, a differenza della rete, ha impiegato solo sette mesi a diffondersi tra il 25% della popolazione americana: un tempo risibile se confrontato con i 30 e 15 anni che rispettivamente televisione e i computer hanno impiegato per conquistare la stessa fetta di pubblico.

Il segreto di questa rapida ascesa lo ha spiegato Massimo Minguzzi, ceo di IdroLab, società specializzata in servizi e applicazione per l’automazione dei processi di gestione delle informazioni di prodotto nei settori chiave di idrotermosanitario, elettrico, edile e ferramenta, presente al convegno autunnale di Angaisa.

«Grazie all’infrastruttura abilitante già pronta e alla disarmante semplicità di utilizzo: accendere un telefonino e attingere all’Intelligenza artificiale è diventato un gesto facile e in alcuni casi quotidiano. Certo, si tratta di un tipo di Intelligenza artificiale, quella generativa, capace di aggregare in pochi istanti su base matematica e logica, usando sinapsi digitali, contenuti preesistenti su  internet che, sebbene possa comporre canzoni o poesie in pochi secondi, si basa su elementi già presenti in rete, senza concepire idee totalmente nuove».

Dagli sconti ai prezzi

La vera svolta è l’approccio a questa potente tecnologia: utilizzarla come un alleato, un supporto pronto a valorizzare le informazioni esistenti. Dopo anni di investimenti massicci, le risorse economiche delle big tech, e non solo, puntano sulle applicazioni: software che sfruttino al massimo l’Intelligenza artificiale generativa per estrarre valore dai dati aziendali per arrivare all’elaborazione della scontisca, alla comparazione dei prezzi e all’ottimizzazione di processi, come il supporto alla forza vendita, inventario, Crm, automazione del marketing, contabilità:

«Tutto per rendere l’azienda migliore, più redditizia e più vicina ai clienti», ribadisce Minguzzi Insomma, in un mondo sempre più connesso, l’Intelligenza artificiale emerge come una forza inarrestabile, pronta a ridefinire le regole del gioco e a plasmare il futuro delle interazioni B2B e B2C.

Nel corso del 2020, si contavano oltre 400 applicazioni di Ia dedicate a ottimizzare i processi aziendali, fornendo esempi tangibili di impiego diretto di questa tecnologia avanzata. Qualche esempio? Si parte da ChatGpt, pioniere nel campo delle intelligenze artificiali generative, che si è affermato come uno strumento ampiamente conosciuto e utilizzato, seguito da Adobe Fire Firefly, un’applicazione online che trasforma descrizioni testuali in opere visive.

E, ancora, Wrangler Works, che collega fogli elettronici precedentemente isolati nei team aziendali, consentendo interrogazioni avanzate. Un altro esempio è rappresentato da Proton AI, dedicata a supportare la forza vendita.

Segmentare i clienti

Minguzzi sottolinea l’importanza di una strategia mirata nelle offerte commerciali, ma evidenzia come oggi la maggioranza dei distributori presenti ancora i propri prodotti senza una segmentazione accurata dei clienti che, invece, potrebbe essere declinata su categorizzazioni come arredobagno, riscaldamento e climatizzazione.

E poiché il cervello umano è capace di filtrare le informazioni e di concentrarsi su ciò che è rilevante, dati come età, localizzazione tipo di attività, marche preferite, tipologia di prodotto acquistata e fascia di prezzo consentono di generare un modello per ottimizzare l’offerta: il cliente la percepisce come qualcosa che rispecchia i suoi desideri e, quindi, può avere una altissima percentuale di vendita.

Nel contesto della distribuzione, l’intelligenza artificiale svolge un ruolo cruciale per analizzare dettagliatamente tutte le attività nei sistemi B2B.

Questo include non solo le vendite effettuate, ma anche la visualizzazione di articoli, gli  oggetti non acquistati e le interazioni al banco.

Ogni prodotto, indipendentemente dal fatto che sia stato lasciato sullo scaffale o acquistato, porta con sé informazioni vitali come il marchio, le specifiche tecniche, il momento dell’acquisto e il modello. L’efficacia della personalizzazione è direttamente proporzionale alla precisione delle informazioni raccolte.

Specifiche Etim

Proprio per questo, un aspetto altrettanto fondamentale è la necessità di dati accurati sui prodotti per garantire il futuro della distribuzione, come l’identificazione articolo, i dettagli per l’ordine, le misure, il peso, le caratteristiche del confezionamento, i prezzi, le specifiche Etim e gli articoli correlati, nonché gli asset digitali.

Secondo il relatore, affinché l’intera filiera funzioni correttamente, è essenziale che anche i produttori contribuiscano garantendo specifiche di prodotto conformi alle linee guida del mercato e agli standard: «Spesso i produttori rimandano alle informazioni presenti sul loro sito, ma per un operatore con numerosi fornitori diventa difficile consultare ciascuno di essi individualmente».

La piattaforma domusparte.it risolve questo problema, offrendo milioni di articoli italiani ed esteri con informazioni strutturate secondo la classe Etim (il modello internazionale di conferimento delle caratteristiche tecniche di prodotto).

Inoltre, è collegata al nodo B2B di Angaisa, e garantisce un controllo preventivo sulla validità dei codici durante la trasformazione dell’ordine per evitare errori.

Certo, il produttore deve essere presente su domusparte.it per essere rilevato, ma sono disponibili servizi di supporto sia per i distributori sia per i produttori, con lo scopo di facilitare la gestione e la distribuzione delle informazioni di prodotto in conformità agli standard, così come la loro ricezione e utilizzo.

«Quindi l’intelligenza artificiale è applicabile? Non è un problema di tecnologia, è un problema di strategia, ma soprattutto è un problema di informazioni per arricchire l’offerta e per arricchire l’analisi verso la proposizione della vendita», ha concluso Minguzzi.

Ma i costi si tagliano con Edi

Accanto all’Intelligenza artificiale, è già disponibile la soluzione hi-tech per tagliare i costi di produttori e distributori: si chiama Edi, acronimo che sta per Electronic Data Interchange.

Si tratta di uno scambio elettronico di documenti automatizzato tra i diversi gestionali delle aziende. La tecnologia è disponibile da una trentina d’anni, ma in passato era utilizzata solo da grandi imprese. Oggi è accessibile anche a realtà di piccole dimensioni.

Il punto di partenza, che necessita di una implementazione precisa, riguarda una corretta catalogazione delle caratteristiche dei prodotti trattati o in magazzino, sia in uscita sia in entrata.

A quel punto, grazie al servizio di aziende come Sefin, i documenti come bolle e fatture possono essere scambiati in automatico e con zero errori. Una soluzione che consente di tagliare radicalmente costi e tempi di lavoro.

Il presupposto, però, è quello di rendere in partenza disponibili con assoluta precisione i dati relativi ai propri prodotti.

Un lavoro che può essere preso in carico da IdroLab che, in partnership con Sefin, può rendere accessibili gli identikit dei prodotti catalogati con la classificazione Etim, per il sistema Edi. A quel punto, lo scambio di documenti per via elettronica si svolge istantaneamente in automatico.

Di Monica battistoni

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