Che il Piano Casa sia importante appare ovvio. Che susciti speranza nella filiera dell’edilizia emerge dal sondaggio istantaneo organizzato durante il Primo Convegno YouTrade Roma. L’instant poll è ormai una consuetudine (che vanta numerosi tentativi di imitazione) dell’evento organizzato da Virginia Gambino Editore. L’interesse è diffuso non per caso: si tratta di scoprire qual è l’opinione della selezionata platea di partecipanti, un panel ideale e rappresentativo di quella che è soprattutto la distribuzione di materiali e servizi per l’edilizia, ma anche di una forte rappresentanza di produttori.


Piano Casa

Il primo quesito sottoposto ai votanti ha riguardato proprio il Piano Casa: inciderà sul mercato dell’edilizia. Le aspettative dei partecipanti sono state chiare: il 53% ha espresso l’idea che il provvedimento sarà di sicuro positivo. Oltre la metà dei consensi, quindi. Anche se non mancano gli scettici: circa un quarto dei rispondenti ritiene che, al momento, si tratti solo di un annuncio, mentre il restante 15,3% solleva altri dubbi: sulla durata di dieci anni dell’impatto, come previsto dal Piano Casa, per finire con il 7,2% dei voti decisamente pessimista sugli effetti pratici.

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Bonus fiscali

Per restare in tema di politica economica applicata all’edilizia, la seconda domanda del sondaggio ha preso in esame i bonus fiscali, quelli che restano, cioè il 50% per la prima casa e il 36% per gli altri immobili. Bonus che hanno come data di scadenza il 31 dicembre, quando saranno tutti ridotti al 36%. Il governo dovrebbe, al contrario confermarli? Anche qui la risposta è stata plateale: quasi la metà (48,7%) ha risposto affermativamente e, in più, il 26% ha sostenuto che andrebbero estesi a un maggior numero di anni. Non solo: oltre il 20% ha alzato il tiro con l’obiettivo di restaurare l’ecobonus al 65%. Solo il 4,3% si è espresso su un impatto neutro degli incentivi per il business dell’edilizia.

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Mercato edilizia

Il terzo quesito ha riguardato, invece, un altro argomento caldo: lo stato di salute dell’edilizia. Qual è il sentiment degli operatori? Anche in questo caso una risposta ha coagulato buona parte dei consensi e non si tratta di un’opinione positiva: il 46% ritiene che il settore dia segni di rallentamento e il 14,4% pensa siano necessari interventi del governo per alimentare la domanda. Eppure, il 25% sostiene che il mercato sia «abbastanza positivo», anche perché aiutato da Pnrr e rigenerazione urbana (14,4%).

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Previsioni

Collegata con questa domanda è stata la conseguente richiesta sulle aspettative, espresse in percentuale, per l’intero 2026. Qui le risposte sono state sintetiche ed equamente divise: il 32,7% vede un anno in moderata ripresa, con un fatturato oltre l’1%, mentre una parte equivalente si aspetta un mercato sostanzialmente fermo. Non mancano i pessimisti, circa il 28%, che si attende un’edilizia in calo almeno dell’1%, non troppo bilanciata dai super ottimisti secondo cui i bilanci chiuderanno con un aumento di oltre il 3%. Vedremo.

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Intelligenza artificiale

Infine, l’instant poll si è chiuso con un risultato che, forse, può apparire sorprendente (probabilmente a chi non conosce bene il settore della distribuzione edile). La quinta domanda riguardava l’intelligenza artificiale: un’ipotesi di lavoro oppure solo un’opportunità teorica? La risposta è stata quasi bulgara: oltre il 67% sta già sperimentando l’utilizzo dell’Ai. Un altro 28%, invece, ne riconosce l’importanza, ma ritiene che sia ancora presto per utilizzarla in azienda. Percentuali omeopatiche, invece, per gli scettici.

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