Architetto, in Sika da quattro anni, Giuseppe Di Terlizzi è business development manager Sika per le linee di prodotto specifiche per il rinforzo strutturale, il ripristino e il consolidamento di opere in calcestruzzo e murature.

Nella proposta di Sika ci sono anche prodotti per il rinforzo strutturale. Quali sono le soluzioni?
Il tema dei sistemi di rinforzo strutturale in Italia si inizia a sviluppare dopo il sisma di Assisi del 1997, per intervenire con sistemi compositi e leggeri, basati non più su acciaio e calcestruzzo, che vanno a rinforzare l’esistente.
Sika da molti anni propone prodotti e sistemi per il rinforzo strutturale. Tutti i sistemi hanno ottenuto le certificazioni, sia in Italia che in Europa, per la loro commercializzazione e il loro utilizzo nei cantieri.
Le soluzioni sono molteplici e coprono tutte le soluzioni previste dalle Norme Tecniche delle Costruzioni 2018, ora in revisione, sia su costruzioni in calcestruzzo che in muratura o struttura mista, per opere di edilizia civile privata o pubblica e costruzioni infrastrutturali.
Le soluzioni Sika sono presenti su prezzari nazionali e regionali e si dividono in sistemi Frp, Frcm, Crm, Frc. A questi si aggiungono i presidi sismici o strutturali, come il sistema antisfondellamento dei solai laterocementizi e l’antiribaltamento dei tamponamenti. Altre soluzioni per il futuro sono sempre in fase di sviluppo.
Quali sono le caratteristiche dei sistemi di rinforzo?
Le soluzioni di rinforzo riportano ad acronimi:
- Frp (Fiber Reinforced Polymers) raggruppa i sistemi di rinforzo con tessuti in fibre di carbonio e resina;
- i sistemi Frcm (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) utilizzano reti composite a maglia stretta e malta a spessore sottile;
- i sistemi Crm (Composite Reinforced Mortar) si compongono di reti in composito a maglia larga monolitiche fornite in rotoli, con angolari e connettori e malta ad alto spessore con la tecnica dell’intonaco armato.
Non per ultimo, per il rinforzo di solai e il ringrosso di pilastri e travi e altri elementi strutturali, viene utilizzato il sistema Frc (Fiber Concreted Reinforced) con una malta colabile ad altissime prestazioni che contiene fibre metalliche rigide uncinate. Questo sistema ha ottenuto il Cvt di riferimento per il rinforzo, oltre alla marcatura CE.
Come presidi all’azione sismica a tutela del costruito e della vita umana, non possiamo non citare il sistema antisfondellamento dei solai e il sistema antiribaltamento dei tamponamenti negli edifici.
Come divulgate le vostre tecnologie?
Vorrei ricordare che attualmente per normativa, come sistemi di rinforzo, si intendono sistemi compositi applicati su strutture e su edifici esistenti. I sistemi compositi hanno avuto utilizzo e diffusione ormai da 30 anni e questa esperienza è il patrimonio che portiamo avanti in Sika non più come prodotti sperimentali ma come prodotti di utilizzo comune, grazie a normative dedicate, con tutti gli accorgimenti tipici di un prodotto strutturale.
Abbiamo molti strumenti di divulgazione delle nostre tecnologie, dall’assistenza alla progettazione, fino alla formazione dei tecnici commerciali presenti in tutto il territorio nazionale, sia per le rivendite che per le grandi opere. Il personale Sika, con la presenza di manager commerciali e tecnici, diffonde e risponde costantemente alle esigenze degli operatori; oltre a questo, su richiesta, l’azienda è disponibile per offrire assistenza tecnica in cantiere.
Abbiamo sviluppato software di calcolo per ogni tecnologia di rinforzo molto utile per progettisti, e altri software e app più semplici per la quantificazione dei prodotti per la vendita, molto utilizzate dai distributori e dai venditori. Inoltre, quaderni tecnici dedicati e manuali applicativi dettagliati sono il segno palpabile del nostro impegno per queste tecnologie.
I prodotti sono certificati?
Certo. In Italia abbiamo due strade: la marcatura CE per i sistemi strutturali e il CVT, il certificato di valutazione tecnica rilasciato dal ministero delle Infrastrutture. Questa è la base per produrre e commercializzare i prodotti nel nostro Paese.
Non solo Sika ha certificato tutti i sistemi di rinforzo e i prodotti che li compongono, ma ha anche effettuato test ulteriori presso centri e laboratori universitari, con documentazione a corredo. Per esempio, abbiamo effettuato test importanti presso il Politecnico di Milano, per Sika Safe R, sistema antisfondellamento a secco composto da rete in fibra di vetro e fissaggi meccanici, e Sika Safe RM, che aggiunge la malta fibrorinforzata alla rete in fibra di vetro e ai fissaggi meccanici.
In quali casi si utilizza la colla per il rinforzo strutturale?
Colla potrebbe essere un termine fuorviante. I sistemi di rinforzo devono collaborare con le strutture per ricevere i carichi statici e dinamici, gravitazionali e sismici. Quindi, si deve parlare di adesione e trasmissione delle tensioni.
I casi sono tanti a seconda delle strutture da rinforzare e alla scelta dei sistemi utilizzati. In alcuni rinforzi la sola forza di adesione data dalla resina epossidica, per esempio Sikadur, è sufficiente a trasmettere le tensioni tra struttura e tessuti in composito per garantire tale tenacità. In altri casi, vengono utilizzati per i sistemi di rinforzo altre matrici (malte cementizie o a base calce). In alcuni casi si utilizzano dei connettori SikaWrap (corde o connettori rigidi), opportunamente impregnate e rese solidali alle strutture con resine in cartuccia Anchorfix. I rinforzi sono studiati da Sika per non staccarsi mai dalle strutture.
Quali sono gli aspetti più interessanti rispetto ad altri prodotti?
Sika propone i rinforzi con linee di prodotti dedicati, che prendono il nome di SikaWrap per i sistemi in tessuto e Carbodur per le lamine di carbonio, con le varie desinenze.
Per quanto riguarda tessuti con fibre di carbonio e resina, chiamato sistema di rinforzo Frp, che in Italia è il più diffuso e direi anche il più performante, Sika ha sviluppato una resina epossidica che funge da primer, impregnazione e incollaggio dei tessuti, per semplificare l’applicazione e ridurre le tempistiche con risultati eccellenti. Tutti gli altri competitor devono utilizzare due o tre tipi di resina, con tempi di attesa molto più lunghi e possibili errori nell’applicazione. Oltre a questa caratteristica unica sul mercato, Sika utilizza una serie di prodotti per ottenere maggiore efficacia per il consolidamento delle strutture e dei fabbricati.
Inoltre, per le lavorazioni preliminari per la preparazione dei supporti spesso si utilizza una malta cementizia: il prodotto principale è una malta tixotropica di tipo R4 che può essere applicata anche per la protezione e rasatura delle strutture e protezione delle armature. Questo prodotto, che può essere applicato in unica mano, da 2 millimetri a 5 centimetri, si chiama Sika Monotop 440 Agile, ad azione semirapida, e 410 Agile, ad azione rapida. Per le murature, questo prodotto è utile anche per creare l’alloggiamento delle fibre di carbonio.
Come siete arrivati a mettere a punto questi prodotti?
Anni di ricerca, di esperienza, di studio, capacità dei laboratori di dare concretezza alle idee e alcune volte l’intuito e la capacità dei dipendenti e collaboratori Sika di vedere al futuro. Oltre all’utilizzo in questi anni dei sistemi di rinforzo, intesi come sistemi compositi applicati su strutture e su edifici esistenti, ricordo anche che Sika produce un prodotto da sempre presente nei capitolati con il termine malta tipo Emaco, che oggi l’azienda riporta col nome di SikaGrout S55.
Per quali opere di rilievo sono stati applicati?
L’elenco delle opere in cui Sika ha fornito prodotti è veramente lunghissima, dalle abitazioni civili alle grandi infrastrutture, ma anche scuole, ospedali, case di riposo e tanti edifici pubblici, come il comparto Ospedaliero del Policlinico di Bari.
I prodotti possono essere applicati anche in edifici d’epoca?
Assolutamente sì. Anzi, si ha conoscenza dei rinforzi in Italia proprio dalla ricostruzione degli edifici storici del centro Italia dopo il sisma di Assisi del 1997. Tra gli interventi più prestigiosi su edifici storici posso citare il rinforzo preventivo dei sistemi voltati degli Uffizi a Firenze. Un altro lavoro rilevante riguarda l’intervento di rinforzo al Ponte di Rialto a Venezia, a cui si aggiungono tanti altri interventi sul patrimonio storico italiano.
Inizialmente era difficile far accettare questi sistemi dalle Sopraintendenze, perché composti con resina epossidica. Poi nel 2007, dopo la pubblicazione delle linee guida del ministero dei Beni Culturali che accettavano anche questo tipo di prodotti, poiché eventualmente rimovibili a posteriori dalle strutture, questi sistemi si sono diffusi.
Quali sono le indicazioni di utilizzo?
Non ci sono indicazioni specifiche da osservare, se non per il fatto che essendo interventi strutturali è importante conoscere sempre le modalità applicative. Proprio per questo Sika ha pubblicato manuali applicativi dettagliati di molte pagine ma di facile lettura, quaderni tecnici riassuntivi, tavole e disegni esplicativi e contenenti le fasi di lavorazione e applicazione. Tutto pensato per agevolare e rendere sicuro il lavoro di applicatori, posatori, installatori e facilitare il compito delle rivendite e clienti.
Tutto è scaricabile dalla sezione Documentazione del sito internet dell’azienda. Inoltre, per alcuni sistemi abbiamo pagine dedicate, come per il sistema antisfondellamento e per le malte 440 e 410 Agile. Infine, citando il solo prodotto di riferimento, in rete si trovano facilmente numerosi video applicativi.
Ci sono aspetti particolari da osservare nell’applicazione?
I rinforzi sono efficaci se ben applicati. Oltre ai manuali, cerchiamo di essere presenti in tutti i cantieri e fare corsi specifici: organizziamo periodicamente giornate dedicate nella nostra sala prove, corsi per rivendite e applicatori e per chi è interessato a conoscere i dettagli delle tecnologie di rinforzo in un ambiente più cordiale ma che resta pur sempre un luogo dedicato ai tecnici.
Sono prodotti compatibili con i Cam?
Certo, per tutti i prodotti che necessitano di Cam e punteggi di riferimento sono a corredo documentazioni specifiche. Inoltre, Sika utilizza anche altri parametri ancora più restrittivi per avere prodotti che tutelano le risorse sempre più limitate, già dalla fase di produzione.
Come sono distribuiti questi prodotti?
Tutti i sistemi di rinforzo sono distribuiti attraverso le rivendite e i magazzini edili, e questo comporta una forte attenzione al mercato. Oltretutto alcuni sistemi sono commercializzati solo attraverso i magazzini edili e la distribuzione con un listino dedicato. Per il rinforzo infrastrutturale, invece, a volte interloquiamo direttamente con l’impresa.
Avete in programma iniziative per la promozione sui punti vendita?
Durante l’anno incontriamo i nostri clienti e organizziamo giornate dedicate presso i punti vendita, sia per il personale in magazzino sia per le imprese edili che si rivolgono ai rivenditori. Gli incontri si articolano tra informazioni semplici su sistemi complessi, esempi di lavori già seguiti e dimostrazioni pratiche.
Che cosa deve sapere il distributore per sottolineare le caratteristiche di questi prodotti?
La fiducia è alla base di ogni collaborazione: la fiducia in Sika, nei suoi prodotti e nelle persone, nei suoi collaboratori commerciali che hanno alla base un’importante formazione tecnica, ma attualmente direi anche una predisposizione di Sika alla semplicità, alla risposta immediata, alle soluzioni opportune. Crediamo nella trasparenza e nel dialogo, le nostre proposte sono sempre motivate, sicure, solide e comprovate.
Quale impatto state riscontrando dal Pnrr?
Il Pnrr sta avendo un impatto importante su tutta la filiera delle costruzioni, non solo in termini economici ma anche strategici, di sviluppo aziendale, di azioni quotidiane. Anche per Sika è stato così, ma oggi vogliamo già vedere oltre: il Pnrr insieme all’intelligenza artificiale sta creando scenari inimmaginabili anche nel mondo delle costruzioni. Vedrete e vedremo delle belle novità.
In questa gamma, quali sono i prodotti più richiesti?
Indubbiamente i rinforzi strutturali Frp con fibre di carbonio sono stati i primi e i più performanti. Sono richiesti in maniera esponenziale rispetto a qualche anno fa, proprio grazie alla cultura sviluppata negli anni dei bonus da parte di tutti gli operatori delle costruzioni, e non solo dell’ingegneria italiana.
Nei tessuti di carbonio tra i parametri principali ci sono grammatura e modulo elastico, possono essere unidirezionali o quadriassiali. I fiocchi di carbonio, molto utilizzati nel periodo del superbonus, sono adatti per il rinforzo dei nodi trave-pilastro insieme ai quadriassiali.
Inoltre, abbiamo visto in uso anche i sistemi Frcm, perché si lavorava principalmente sull’esterno dell’edificio. Oggi, invece, tornando ad agire con il Pnrr anche all’interno degli edifici, si sta diffondendo l’utilizzo di sistemi di rinforzo dei solai Frc.
L’edilizia è cresciuta in due anni di superbonus. Come vedete il futuro?
Il superbonus e il bonus al 50%,che sarà ancora attivo almeno per tutto il 2026, sono il campo in cui si sono formati tecnici, rivendite, operatori del settore. Questa grande esperienza diffusa in Italia è un patrimonio che porteremo avanti ancora per molto.
Con il superbonus abbiamo rinforzato pilastri, travi e nodi in calcestruzzo armato e strutture murarie, solitamente solo dall’esterno in quanto gli edifici continuavano a essere abitati durante i lavori. Attualmente i lavori si sono spostati anche all’interno dell’involucro edilizio, oltretutto si sono aggiunti edifici pubblici e la rigenerazione del patrimonio esistente.
Passando all’interno degli edifici, credo che le malte duttili, con certificato Cvt per il rinforzo strutturale, come Sika Emaco S445 FR, sono la soluzione ottimale per il rinforzo dei solai per evitare onerose demolizioni.
Che risposta dà Sika sul fronte della manutenzione del patrimonio infrastrutturale?
Il patrimonio infrastrutturale in Italia è tra i più importanti in Europa. Ci sono interventi in gallerie, ponti, viadotti, porti, opere energetiche. Con il Pnrr questo settore è cresciuto in modo esponenziale. Sika ha linee specifiche di prodotti che derivano dall’acquisizione di MBCC Group e del marchio Emaco, tra cui la malta SikaGrout S55 per l’inghisaggio e la manutenzione stradale, che conta in più di 50 anni di storia più di un miliardo di chilogrammi in vendite.
Che cosa prevedete per il 2026?
Il 2025 è stato un anno più stabile dei precedenti: si sono completati i progetti e i prezzi sono rimasti abbastanza invariati. Il mercato però è sempre in evoluzione perché è complessa la nostra società: cambiano le esigenze dei fabbricati in cui dobbiamo vivere e lavorare e le infrastrutture con le quali dobbiamo muoverci. La cultura del costruire a regola d’arte ha bisogno di persone formate e decisioni pensate. Abbiamo fiducia nel 2026 in quanto le nuove normative faranno emergere chi ha le qualità per affrontare pienamente il futuro.
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