La formazione in edilizia sostenibile rappresenta oggi uno dei principali strumenti per accompagnare la decarbonizzazione del patrimonio immobiliare italiano.
La sfida di trasformare il settore delle costruzioni in un comparto a emissioni zero è ancora più che mai attuale e urgente. Ma per poterla vincere servono competenze trasversali tra i professionisti della filiera, che siano aggiornate, ben definite e, soprattutto, riconosciute su larga scala.
Con il progetto europeo Skills2Decarb, avviato ufficialmente a febbraio 2026, Green Building Council Italia si pone l’obiettivo di colmare l’urgente divario di competenze su sostenibilità e digitalizzazione rivolgendosi sia ai professionisti, progettisti e consulenti, sia al personale tecnico di cantiere. L’aggiornamento delle competenze e delle figure professionali avverrà rigorosamente secondo standard europei, spiegano Valentina Marino e Federico Manca, Area Innovazione di Gbc Italia, assieme alla collega Cristiana Guida, area Formazione di Gbc Italia.
di Valentina Anghinoni
Skills2Decarb: il progetto europeo che punta sulle competenze
Da poco ha preso il via Skills2Decarb, un progetto interamente dedicato alla formazione in Italia. Di che cosa si tratta e come sta andando?

Federico Manca. Skills2Decarb è un progetto LIFE (il principale strumento finanziario della Ue per la tutela dell’ambiente e per il clima, ndr) da poco avviato: è partito a febbraio 2026 e durerà tre anni. È interamente dedicato a un nodo cruciale per il nostro Paese: l’aggiornamento delle competenze dei professionisti e delle maestranze del settore edile a supporto della decarbonizzazione del patrimonio immobiliare italiano.
È un progetto tutto italiano, che riunisce sette realtà tra centri di ricerca, organizzazioni di settore e imprese, con Gbc Italia tra i protagonisti. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: senza le giuste competenze, gli obiettivi europei di ristrutturazione e riqualificazione energetica rischiano di rimanere sulla carta.
Skills2Decarb parte, quindi, da una mappatura dei fabbisogni reali, su efficienza energetica, circolarità, digitalizzazione e tecnologie smart, per poi sviluppare percorsi formativi su misura, riconosciuti formalmente e allineati al Quadro europeo delle qualifiche.
Quali sono le tappe di questo progetto?
Federico Manca. La formazione viene erogata in due ondate: prima si formano i formatori, poi questi raggiungono professionisti e lavoratori in cantiere, con un approccio che combina aula, partecipazione da remoto e formazione direttamente sul campo, attraverso hub distribuiti su tutto il territorio nazionale, da Rovereto a Napoli.
Siamo nei primissimi mesi, quindi è la fase di analisi e impostazione. In questo periodo il consorzio sta completando lo studio dei fabbisogni tecnologici e formativi, la mappatura delle qualifiche esistenti e la definizione del quadro metodologico che guiderà tutto lo sviluppo dei contenuti. È il lavoro meno visibile ma più importante, è qui che si costruiscono le fondamenta perché la formazione, quando partirà nel concreto, risponda davvero ai bisogni del settore e non si limiti a ripetere ciò che già esiste.
Perché è importante la formazione sulla sostenibilità in edilizia e quali sono le nuove figure professionali richieste?

Cristiana Guida. La concezione di sostenibilità sta evolvendo da tema esclusivamente legato all’ambito tecnico specialistico, a criterio che definisce processi, responsabilità e professionalità, e la formazione assume un ruolo sempre più strategico nel settore dell’edilizia sostenibile.
Nuovi obblighi normativi, criteri ambientali, strumenti di valutazione e obiettivi di decarbonizzazione richiedono infatti competenze capaci di collegare prestazioni energetico-ambientali, analisi del ciclo di vita, circolarità, qualità progettuale e gestione dell’opera nelle diverse fasi del suo sviluppo.
Ne derivano figure professionali emergenti sempre più richieste dal settore: dall’esperto energetico-ambientale al professionista Lca per la valutazione del ciclo di vita, dall’esperto di fisica tecnica dell’edificio al Circularity Expert orientato a durabilità, adattabilità e decostruibilità, fino al ruolo dell’esperto di sostenibilità nella fase di costruzione dell’opera.
Qual è l’offerta formativa di Gbc Italia e a quali profili è rivolta?
Cristiana Guida. Grazie al know-how maturato nei diversi ambiti dell’edilizia sostenibile a livello nazionale e internazionale e alla consolidata esperienza nell’attività didattica, Gbc Italia propone un catalogo articolato dedicato all’aggiornamento e alla specializzazione sui temi delle costruzioni green, con iniziative pensate per operatori del settore, imprese e pubbliche amministrazioni.
L’offerta formativa di Gbc Italia viene aggiornata periodicamente per recepire l’evoluzione normativa, le innovazioni tecnologiche e le trasformazioni del mercato delle costruzioni, integrando nuove proposte, strumenti e approcci didattici. L’obiettivo è supportare tutti gli attori coinvolti nella filiera nello sviluppo di competenze applicabili lungo l’intero ciclo di vita degli edifici. L
e attività formative rivolte al mondo professionale si articolano in una vasta gamma di livelli e contenuti: dai moduli introduttivi sui principi del green building e sui principali sistemi di certificazione, fino a programmi strutturati per l’ottenimento di qualifiche riconosciute LEED, WELL e GBC.
Quali sono le principali caratteristiche e differenze tra questi protocolli?
Cristiana Guida. Ottenere le certificazioni LEED Green Associate (Ga) e LEED Accredited Professional (Ap) rappresenta una scelta strategica per il posizionamento del professionista. Il sistema LEED è infatti il protocollo di certificazione green più diffuso al mondo: i corsi forniscono una qualifica riconosciuta a livello globale, con un processo di certificazione che segue lo standard Iso 17024, garantendo la verifica delle competenze da parte di un ente terzo indipendente. Il superamento degli esami permette anche l’accesso a reti di networking dedicate e al programma di aggiornamento continuo Cmp (Credential Maintenance Program, la formazione continua completata dai professionisti Leed per mantenere le attuali conoscenze sull’edilizia sostenibile e su LEED, ndr).
La certificazione WELL Accredited Professional (Well Ap) approfondisce un approccio che mette l’individuo al centro del processo progettuale: Human-Centric Design. Il sistema WELL è il primo protocollo al mondo focalizzato esclusivamente sull’impatto degli edifici sulla salute umana: la formazione specifica è multidisciplinare e considera un ampio set di requisiti. Anche questa certificazione rispetta lo standard Iso 17024 e offre significative opportunità di connessione e aggiornamento scientifico.
Che cosa altro?
Cristiana Guida. Abbiamo avviato anche corsi per progettisti dedicati ai Criteri Ambientali Minimi: durante questi appuntamenti le principali modifiche introdotte dai nuovi Cam verranno illustrate sia dal punto di vista teorico, sia pratico. Frequentare un corso specifico sui Criteri Ambientali Minimi permette di trasformare un vincolo burocratico in una opportunità di mercato, gestire sapientemente tutti gli aspetti più complessi del progetto e dialogare correttamente con le stazioni appaltanti. Cicli di approfondimento e moduli di specializzazione avanzata, inoltre, sono finalizzati allo sviluppo di ulteriori competenze tecniche e metodologiche.
Quali sono le modalità di fruizione dei corsi? È previsto il riconoscimento di crediti formativi per i partecipanti?
Cristiana Guida. L’erogazione avviene in modalità flessibile, sia online sia in presenza, per garantire accessibilità e adattabilità alle diverse esigenze operative. Per gli architetti è prevista l’assegnazione dei crediti formativi professionali, mentre per le altre categorie viene rilasciato un attestato di frequenza, a supporto della rendicontazione individuale delle competenze.
L’attività formativa di Gbc Italia ha già coinvolto oltre 12 mila professionisti del settore. Gbc Italia ha inoltre sviluppato percorsi specifici per le aziende: i principi del green building, le politiche nazionali e internazionali, i sistemi di rating e i framework europei per la valutazione e la rendicontazione, oltre alle metodologie e agli approcci innovativi per l’edilizia sostenibile. Sono previste proposte di formazione di base e specialistica, con strutture modulari e contenuti adattati al livello e alle competenze dei partecipanti.
Gbc Italia affianca, poi, le Pubbliche Amministrazioni con percorsi formativi specifici per la gestione dei processi di appalto in chiave green. I corsi sono costruiti sulle esigenze dell’ente e affrontano gli argomenti dallo specifico punto di vista di chi deve gestire le procedure ai sensi del Codice degli Appalti. Dall’inquadramento del contesto e delle politiche dell’edilizia sostenibile alla gestione del processo dell’appalto pubblico e alla sostenibilità delle opere, per arrivare all’applicazione di metodologie e strumenti per la valutazione e rendicontazione.

Quali sono le altre vostre iniziative per la formazione attualmente attive in Italia e in Europa?
Cristiana Guida. Oltre all’offerta formativa basata su corsi in house e in collaborazione con esperti e aziende del settore edile, rivolti ai principali attori del processo edilizio, a livello nazionale Gbc Italia ha avviato un ciclo di eventi formativi sul territorio nazionale, in particolare a Napoli lo scorso 29 aprile si è parlato di Case Green, Deep Renovation e nuove competenze per il costruito sostenibile, e il 25 Giugno a Palermo si è parlato di Green Jobs, sostenibilità applicata e nuove professionalità per la filiera dell’edilizia sostenibile. Il prossimo appuntamento sarà a Bari, il prossimo 29 settembre, e si parlerà di come Progettare nell’era dell’intelligenza artificiale (https:// gbcitalia.org/eventi/seminario-formativo-bari/).
A livello internazionale Gbc Italia sta collaborando con alcuni Green Building Council della rete Europea di World Green Building Council e con altri partner italiani e esteri, per sviluppare alcuni progetti collaborativi finanziati dal programma Life della Commissione europea, al fine di interpretare i nuovi bisogni formativi del settore delle costruzioni e tradurli in programmi di training volontario e formazione permanente. Oltre al già citato progetto Skills2Decarb, Gbc Italia è coinvolta anche nei progetti Top CLeveR e Bus United.
Quali sono oggi le principali sfide della decarbonizzazione e della circolarità per le costruzioni?

Italia
Valentina Marino. Riguardo la decarbonizzazione ci sono almeno due sfide importanti, la prima è la misura delle emissioni di un edificio, la seconda è la disponibilità di dati.
Il tema della misura viene affrontato nel Regolamento delegato 52/2026 dell’Epbd IV, fornendo agli Stati Membri delle regole generali per sviluppare delle metodologie nazionali di calcolo dell’indicatore sulle emissioni di carbonio degli edifici nel ciclo di vita (Global Warming Potential – Gwp) e per definire una tabella di marcia per target progressivi di riduzione delle emissioni da applicare agli interventi edilizi di nuova costruzione.
L’allineamento delle metodologie tra paesi è fondamentale per assicurare la comparabilità dei risultati. Tuttavia, la complessità del calcolo prevede l’individuazione di numerosi dati e assunzioni che necessariamente devono basarsi sulle economie locali collegate ai prodotti da costruzione, ai sistemi energetici, alle norme e alle pratiche di trattamento dei rifiuti da C&D etc.
In questo ambito saranno i ministeri con il supporto degli enti di ricerca e delle università a fornire il supporto normativo e regolatorio necessario per adottare la misura della decarbonizzazione. Noi di Gbc Italia ci stiamo già lavorando con il progetto Indicate LIFE.
E per quanto riguarda i dati?
Valentina Marino. La disponibilità dei dati è strettamente collegata all’opportunità, o meno, di svolgere delle analisi degli impatti ambientali nel ciclo di vita degli edifici che siano il più realistiche possibile e rappresentative del contesto nazionale, ad esempio, relativamente i prodotti da costruzione presenti in Italia e/o realmente individuati in fase di progettazione esecutiva.
L’aumento della richiesta di dati ambientali rispetto ai prodotti da costruzione sta orientando il mercato verso una maggiore attenzione alla sostenibilità, con un crescente numero di aziende che stanno dotandosi di Epd per le principali linee di prodotto che mettono in commercio.
Anche la formazione per gli operatori del settore edile è un tema di grande importanza e attualità. Dal vostro punto di vista a che punto siamo in Italia rispetto agli altri Paesi del vostro network?
Federico Manca. Tutte le principali iniziative europee convergono su una criticità identica: il problema non risiede nella carenza di offerta formativa, bensì nell’assenza di un riconoscimento formale delle competenze acquisite.
Il progetto LIFE Top CLeveR, coordinato da Gbc Italia, ha evidenziato come l’accreditamento e la validazione delle qualifiche rappresentino la vera sfida strategica emersa dalla mappatura dei programmi esistenti. Allo stesso modo, Bus United, iniziativa che mira a consolidare una rete paneuropea di esperti dell’edilizia attraverso sette Community of Practice focalizzate sull’energia sostenibile, riserva a questo tema un gruppo di lavoro specifico.
Nel contesto italiano, l’elevata frammentazione tra le diverse Regioni e i numerosi enti coinvolti rende l’iter di certificazione particolarmente oneroso. È ormai evidente che non siano più sufficienti interventi isolati; occorre invece definire un ecosistema integrato capace di connettere stabilmente i percorsi formativi, le qualifiche riconosciute e le reali dinamiche di mercato. È esattamente questo il traguardo che intendiamo raggiungere attraverso l’azione sinergica di LIFE Top CLeveR, Bus United e Skills2Decarb.
Infine, la decarbonizzazione del settore delle costruzioni è ancora un obiettivo raggiungibile nei tempi prestabiliti, viste le turbolenze geopolitiche in atto nel mondo?
Valentina Marino. Sicuramente la situazione internazionale mette a dura prova il mercato dell’edilizia e per l’economia globale in generale. Tuttavia, ci rende più consapevoli della scarsità delle risorse, non solo energetiche, ma anche idriche e di materiali grezzi che caratterizzeranno gli anni a venire.
La strada che Gbc Italia propone è scritta nella nostra Roadmap di decarbonizzazione, circolarità e resilienza dell’ambiente costruito, che definisce obiettivi e azioni per raggiungere la visione secondo cui al 2050 ogni cittadino in Italia vive e partecipa a un ambiente costruito totalmente decarbonizzato, circolare, inclusivo, salubre e resiliente che favorisce un’elevata qualità di vita.
Nel documento Gbc Italia propose un percorso progressivo su questi temi, e pone l’attenzione su un aspetto fondamentale: la collaborazione dell’intera filiera edilizia. Se ogni attore della filiera assumerà la responsabilità degli impatti del proprio business rispetto alla decarbonizzazione, circolarità e resilienza e agirà per neutralizzarli, sarà possibile realizzare insieme gli obiettivi di sostenibilità.
Il riconoscimento delle competenze: la vera sfida europea
Oltre a Skills2Decarb, Gbc Italia è coinvolta anche nei progetti internazionali Top CLeveR e Bus United:
Top CLeveR: formazione europea per l’edilizia circolare
La sigla sta per Training and Outreach Programmes for a Circular and Level(s) based Revolution, è partito nel 2024 ed è finanziato dal programma europeo LIFE Build Up Skills. Coinvolge sei Green Building Council europei (Italia, Slovenia, Spagna, Ungheria, Croazia e Polonia) nella costruzione di percorsi formativi dedicati ai professionisti dell’edilizia.
L’obiettivo primario è quello di potenziare le competenze di professionisti e operatori dell’edilizia per affrontare le sfide della transizione sostenibile del settore, includendo l’implementazione di approcci whole-life carbon e di circolarità lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio e la valutazione secondo Level(s), il quadro di riferimento comune dell’Ue per gli indicatori in materia di sostenibilità degli edifici.
Particolare attenzione è rivolta alla preparazione dei giovani talenti alla futura carriera nel settore edile e alla promozione della parità di genere per promuovere le possibilità di lavoro femminile nel settore. I materiali sviluppati verranno condivisi anche attraverso una piattaforma globale, favorendo un coordinamento sempre più stretto tra i diversi Paesi.
Bus United: una rete europea per le competenze green
È un progetto che riunisce enti, centri di formazione e università. L’obiettivo di questa iniziativa europea è duplice: da una parte creare roadmap nazionali dedicate all’incremento delle competenze per un’edilizia sempre più attenta all’ambiente e ai temi energetici, dall’altra ideare nuovi percorsi formativi transnazionali.
Tutti i partner sono anche coordinatori di altri progetti: per questo il responsabile di Bus United è stato incaricato di riunire i vari coordinatori, con l’obiettivo di fare il punto sulle attività attualmente in corso e programmare le priorità per i prossimi anni. L’iniziativa sta quindi costruendo dieci Community of Practice che riunisce stakeholder europei chiamati ad affrontare questioni decisive come i fabbisogni formativi della filiera edilizia, le possibilità di finanziamento, la generazione di domanda di competenze e la definizione di un’offerta formativa chiara e adeguata alle esigenze del mercato.
In questo contesto, Gbc Italia è l’unico rappresentante della rete dei Gbc europei presente nel progetto e svolge un ruolo di portavoce, contribuendo a posizionare il nostro Paese in modo anticipato rispetto ad altri enti nazionali.
Domande frequenti
La formazione in edilizia sostenibile comprende percorsi di aggiornamento dedicati a progettisti, imprese, tecnici e professionisti del settore delle costruzioni. L’obiettivo è sviluppare competenze su efficienza energetica, decarbonizzazione, economia circolare, digitalizzazione, analisi del ciclo di vita degli edifici (LCA) e applicazione dei principali protocolli di certificazione ambientale.
La decarbonizzazione richiede competenze specifiche per progettare, costruire e gestire edifici a basse emissioni. La formazione permette ai professionisti di applicare metodologie di valutazione ambientale, utilizzare strumenti digitali, conoscere la normativa europea e adottare soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale del patrimonio edilizio.
Skills2Decarb è un progetto finanziato dal programma LIFE dell’Unione europea e avviato nel 2026. Coordinato da un partenariato italiano di cui fa parte GBC Italia, punta a ridurre il divario di competenze nella filiera delle costruzioni attraverso percorsi formativi riconosciuti secondo gli standard europei e rivolti a professionisti, imprese e operatori di cantiere.
Tra i principali percorsi formativi figurano le certificazioni LEED Green Associate (GA), LEED Accredited Professional (AP) e WELL Accredited Professional (WELL AP). GBC Italia organizza inoltre corsi dedicati ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) e ad altri temi strategici dell’edilizia sostenibile.
Top CLeveR e Bus United sono iniziative finanziate dall’Unione europea dedicate allo sviluppo delle competenze per la transizione sostenibile del settore delle costruzioni. Entrambi i progetti promuovono nuovi percorsi formativi, la collaborazione tra Paesi europei e il riconoscimento delle competenze professionali in materia di edilizia sostenibile.
L’evoluzione normativa e gli obiettivi europei di decarbonizzazione stanno favorendo la nascita di nuove professionalità, tra cui l’esperto energetico-ambientale, il professionista LCA, il Circularity Expert, l’esperto di fisica tecnica dell’edificio e il consulente per la sostenibilità nella fase di costruzione.
La transizione ecologica e digitale richiederà competenze sempre più specialistiche in ambiti come efficienza energetica, decarbonizzazione, economia circolare, analisi del ciclo di vita degli edifici (LCA), Building Information Modeling (BIM), digitalizzazione dei processi, gestione dei dati ambientali e applicazione dei protocolli di certificazione della sostenibilità. Saranno inoltre sempre più richieste capacità interdisciplinari che integrino progettazione, normativa, innovazione tecnologica e gestione dell’intero ciclo di vita degli edifici.
Per diventare un professionista dell’edilizia sostenibile è fondamentale affiancare alla formazione tecnica un percorso di aggiornamento continuo sulle normative ambientali, sui sistemi di certificazione e sulle tecnologie innovative. Frequentare corsi specialistici, conseguire certificazioni riconosciute a livello internazionale, come LEED e WELL, approfondire i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e acquisire competenze in materia di valutazione ambientale e decarbonizzazione permette di rispondere alle nuove esigenze del mercato e di accrescere la propria competitività professionale.
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