Quanto vale il settore delle costruzioni? Dipende.

Quando si leggono le valutazioni dei diversi centri studi si scoprono cifre assai mutevoli. Uno dei motivi è che quando si parla di costruzioni ed edilizia si tende a considerare solo alcuni aspetti dell’attività connessa. Il cantiere, certo, poi la distribuzione. Ma dove mettiamo la progettazione, la produzione di materiali, la logistica annessa, l’impiantistica?

Questo ragionamento, ovviamente, vale per tutti: invece di considerare un settore esclusivamente per l’aspetto finale della sua operatività, bisognerebbe analizzare tutto quello che concorre.

Ed è questa idea al centro del nuovo rapporto Osservatorio 4.Manager: prendere in considerazione l’insieme di fattori che contribuiscono a formare una filiera produttiva. Il risultato dell’analisi si focalizza sulle filiere a elevata rilevanza sistemica, considerate su dati Istat.

Rispetto al Pil nel complesso, questi ambiti generano oltre il 56% del valore aggiunto nazionale e il 67% dell’export. Ma il dato più interessante riguarda la filiera delle costruzioni, che risulta quella con il maggiore peso in assoluto.

Secondo l’Osservatorio, le costruzioni generano un valore della produzione di 361 miliardi di euro, con un forte riflesso sull’occupazione, visto che la filiera impiega 2,2 milioni di addetti.

E, al contrario di quanto si possa immaginare, le costruzioni nel complesso contribuiscono anche all’export, visto che generano una non trascurabile cifra di 33,8 miliardi di merci vendute oltrefrontiera.

Per dare un’idea, l’unica filiera che si avvicina a quella delle costruzioni è l’agribusiness, con un valore della produzione di 315 miliardi, 2,3 milioni di occupati, ma maggiore export (60 miliardi), visto che l’alimentare italiano è apprezzato in tutto il mondo.

Nella classifica, per la cronaca, seguono a distanza i settori dei servizi (226 miliardi) e dell’energia (211 miliardi), il sistema moda (168 miliardi) e automotive (153 miliardi), che risulta quindi meno della metà delle costruzioni. Eppure, sul declino delle fabbriche di auto in Italia si spendono molte più parole rispetto ai problemi dell’edilizia.