Mettetevi comodi a casa vostra o nel vostro ufficio. Spegnete televisore, radio e ogni altro macchinario. Zitti. Non parlate. Percepite il silenzio oppure vi capita di sentire il vostro vicino parlare o i suoi passi provenire dall’alloggio sovrastante? Sentite tirare lo sciacquone? Se avete risposto «no», siete tra i fortunati ad abitare in un edificio acusticamente efficiente (o avere dei vicini particolarmente quieti). Se avete risposto «sì», allora meglio leggere queste righe (e se siete progettisti e costruttori di leggerle con attenzione). Sono alcuni degli spunti tratti dal libro Difetti nella progettazione acustica degli edifici (Maggioli) che troverete pratici e finalizzati ad assicurare che i vostri edifici siano acusticamente rispettosi dei limiti e anche migliorativi e permettano agli acquirenti di dormire sonni tranquilli e farli dormire anche a voi senza preoccuparvi di potenziali contenziosi per difetti re¬lativi ai requisiti acustici passivi della costruzione. Con veramente pochi e spesso gratuiti accorgimenti è possibile ottenere edifici acusticamente efficienti. Come si dice: si impara dagli errori. Ed è meglio che siano quelli degli altri. Per questo motivo riportiamo un elenco di errori riscontrati negli anni in contenziosi giudiziari regalandovi anche la soluzione.
1 Distribuzione architettonica
Il primo accorgimento riguarda la corretta distribuzione architettonica degli ambienti, cercando di mantenere lontani tra loro locali con desti¬nazioni d’uso rumorose da altre che richiedono quiete, posizionare gli impianti meccanici e idrici presso ambienti tecnici e cavedi, possibilmente non transitanti in locali abitativi, e mettendo in opera le giuste attenzioni di corretta esecuzione che, a costo pressoché nullo, hanno una sensibile incidenza nel far crescere il valore del comfort acustico dell’edificio. Un edificio acusticamente scarso, ma con le destinazioni d’uso coerentemente distribuite risulta spesso percepito come migliore di uno acusticamente discreto ma con distribuzioni d’uso incompatibili tra loro. Un esempio banale è rendere confinante camera con camera, soggiorno con soggiorno, bagno con bagno.

2 Ponte acustico, coperture leggere
Le coperture leggere in legno generano un ponte acustico se la partizione tra unità immobiliari non prosegue al di sopra dell’intradosso di coperture. Le criticità potenziali sono legate alle tre modalità di passaggio del suono, esemplificate nell’immagine. La freccia D rappresenta il percorso diretto attraverso la partizione, non riducibile se non modificando la stratigrafia della partizione. La freccia A rappresenta la trasmissione prevalentemente aerea del rumore attraverso gli strati coibenti che compongono la copertura. La freccia V rappresenta la trasmissione vibratoria attraverso gli strati della copertura, assito, travetti, travi portanti. Nello schema di sinistra la partizione divisoria si arresta all’intradosso della copertura e il contributo acustico dei percorsi A e V può essere quantitativamente paragonabile, se non addirittura molto superiore, a quello del percorso diretto D, riducendo drasticamente l’isolamento acustico complessivo. Per limitare il ponte acustico la partizione va fatta proseguire oltre l’intradosso di copertura. L’assito e le strutture portanti di ciascuna unità immobiliare si arrestano alla partizione. La trasmissione attraverso le vie A e V risulteranno diminuite, permettendo se correttamente realizzata la correzione del ponte acustico e l’incremento dell’isolamento acustico, con conseguente rispetto dei limiti normativi. Riportiamo alcune immagini di schemi grafici bidimensionale e tridimensionale e la fase di realizzazione del medesimo dettaglio di taglio acustico della copertura realizzato in presenza di partizione in cartongesso, il cui completamento è avvenuto dall’interno dei locali. È importante sottolineare che tale aspetto va definito già in fase di progetto poiché interagisce anche con gli aspetti strutturali, in quanto molto spesso l’assito viene considerato utile come controventatura dagli strutturisti.
3 Calpestio e Ponti acustici
Un tipico sistema per limitare la trasmissione del rumore da calpestio dei solai si basa sul disconnettere il massetto su cui poggia la pavimentazione da tutto ciò che lo circonda, realizzando una vasca in materiale resiliente, ovvero morbido, che contiene l’intero massetto e il pavimento, confinando (nei limiti del possibile) la vibrazione al solo massetto. Tale tipologia costruttiva è denominata pavimento galleggiante. Lo strato resiliente viene spesso chiamato anche materassino anticalpestio. Uno degli errori da evitare è che si creino rotture e lacerazioni dovute a frequente camminamento, spostamento di attrezzi, manufatti pesanti e spigolosi, ferri e reti in metallo, fissaggi degli impianti al solaio o passaggi di impianti con sovrapposizioni o dimensioni eccessive rispetto allo spessore di massetto che li ricoprirà, e che potrebbero rovinare il materassino anticalpestio o produrre ponti acustici, ancorché puntuali. Un esempio di passaggio impianti che per via della sovrapposizione di tubazioni ha visto sacrificare una fascia intera di materassino anticalpestio, rovinando la prestazione acustica è riportato nell’immagine. Un esempio sempre di errata posa e due esempi di corretta posa sono invece riportati nella immagine. La figura A riporta uno scarico wc senza rivestimento resiliente, con formazione di ponte acustico, mentre le immagini B e C evidenziano una corretta posa, con fasciatura resiliente delle tubazioni che si ricollega sotto al materassino anticalpestio, permettendo la continuità dello strato che andrà a garantire il controllo del rumore di calpestio.
4 Calpestio – pareti verticali
Un errore frequente è legato alla mancata cura della disconnessione laterale, che a volte è completamente o parzialmente disattesa da riconnessioni rigide che portano a ridurre notevolmente la prestazione anticalpestio. Un errore è l’eliminazione della bandella laterale prima di posare la pavimentazione. Oggi è difficile che tale errore sia presente, ma in alcuni casi l’errore che riscontriamo è il taglio della bandella resiliente prima della posa del pavimento. La fotografia mostra una posa errata, in cui la bandella è stata tagliata prima della posa del pavimento e lo stucco delle fughe del pavimento è permeato anche nello spazio tra parete e piastrelle, riconnettendo in pratica il pavimento alle strutture contigue. Nell’altra fotografia fortunatamente è stato subito fermato il piastrellista e spiegato che lo stacco fisico era fondamentale per evitare la trasmissione della vibrazione prodotta dal calpestio alla parete e da essa al solaio, inficiando il trattamento anticalpestio. È buona prassi che la bandella laterale sia ritagliata solo dopo la posa del pavimento finito. La bandella laterale deve seguire tutto il perimetro del massetto di pavimento e adattarsi perfettamente alla sagoma degli elementi. Per tale motivo molti produttori forniscono bandelle presagomate a L, con pezzi speciali per angoli concavi o convessi, anche autoadesivi. La corretta posa, con la fascia perimetrale che disconnette completamente il massetto di pavimento dalle strutture circostanti, è riportata nella immagine.
5 Calpestio – massetti
Un errore meno critico, ma che se evitato migliora la performance acustica generale, è legato alla riconnessione rigida delle pareti con i massetti. Oggi si inserisce sotto le pareti uno strato elastomerico, tipicamente della gomma o altri materiali morbidi per disconnettere parete e solaio e limitare la trasmissione di vibrazione e di conseguenza rumore, ma si tralascia una via di trasmissione delle vibrazioni data dal ricollegamento rigido tra il massetto copri‑impianti e le pareti stesse. Peccato che così si inficia la funzionalità della disconnessione data al piede della parete e diventa inutile aver introdotto la fascia elastica sottomuro. Il recente aggiornamento della norma sulla posa dei sistemi anticalpestio (Uni 11516) del 2025 ha invece precisato l’importanza di una corretta esecuzione, che prevede anche il risvolto verticale della parete. Nella figura, la posa errata è visibile nella fotografia di sinistra, mentre nella fotografia di destra è visibile la modalità di posa corretta. Nella fotografia di destra è infatti presente lo strato di disconnessione (bandella morbida) su tutto il perimetro degli elementi verticali, che evita al massetto copri impianti di creare una connessione rigida con questi elementi. Per rendere maggiormente chiaro il concetto si riportano due schemi esplicativi. Nel concetto si cela buona parte dell’acustica edilizia.


6 VMC delocalizzate
Ogni elemento che funge da collegamento tra esterno e interno è un potenziale ponte acustico per la facciata. Recentemente ha preso piede l’impiego di sistemi di ventilazione meccanica controllata delocalizzati, chiamati anche puntuali. Numerosi sono i contenziosi sull’isolamento acustico di facciata in presenza di tali tipologie di sistemi. I sistemi di tipo puntuale per funzionare devono essere a servizio del locale che necessita dei ricambi d’aria. Di conseguenza sono normalmente instal¬lati in facciata. Nell’immagine, un esempio di sistema di ventilazione meccanica puntuale, il relativo scambiatore e l’analisi con fono-camera durante i collaudi acustici in cui all’esterno era attiva la sorgente sonora. È molto difficile che sistemi di questo tipo permettano alla facciata di rispettare i limiti di legge, anche se sul mercato negli ultimi anni sono giunti sistemi con condotti a labirinto fonoassorbente, che migliorano la prestazione di isolamento acustico del sistema. Alcuni produttori forniscono anche dei valori di isolamento acustico dei prodotti con relativi certificati di laboratorio. Il consiglio spassionato è di evitarle per ambienti abitativi, ma se proprio sono necessarie scegliere modelli con labirinto fonoassorbente ad alto valore di isolamento acustico (occorre valutare un parametro denominato Den,w che il progettista acustico potrà impiegare per i suoi calcoli previsionali) e valutare con attenzione, magari anche mediante un collaudo acustico su elementi campione, l’effettiva efficacia delle stesse.

7 Coperture leggere
Le coperture realizzate con stratigrafie pesanti, come solette in cal¬cestruzzo pieno, solai in latero-cemento, in predalles, hanno poteri fonoisolanti sufficientemente elevati e tali da garantire il rispetto dei limiti normativi dell’isolamento acustico di facciata. Possibili criticità si hanno con coperture leggere, per esempio con coperture lignee e utilizzo di isolamenti termici a bassa densità e/o a celle chiuse, come ad esempio poliuretani o polistireni espansi, che hanno prestazioni di isolamento acustico particolarmente scarse. Queste tipologie vanno evitate (non fosse altro per le altrettanto scarse prestazioni termiche in regime estivo). In caso di coperture leggere è necessario da un lato aumentare la massa superficiale, ricorrendo ad isolanti termici di tipo fibroso e, se possibile, incrementare il numero di strati presenti, andando in pratica a realizzare dei sistemi a sandwich assimilabili a sistemi massa molla massa.

acustica dell’intero serramento
8 Posa dei serramenti
Ogni minima carenza nella realizzazione e nella posa del serramento influisce fortemente sulla prestazione acustica della facciata. Scelto il serramento adeguato, la posa deve garantire l’assenza di fessure e ponti acustici. In aiuto vengono le norme tecniche Uni 12296 e la Uni 11673, che riportano criteri di posa del serramento e richiedono che vi sia un progetto del dettaglio di posa.
9 Impianti e riconnessioni vibratorie
È interessante notare come dei semplici punti di fissaggio rigido di appa¬recchiature che di loro non producono rumorosità aerea particolarmente elevata possano apportare un contributo di rumorosità significativo e disturbante quando sono collegati a strutture edilizie (pareti, pavimenti) che con una minima attenzione di posa in opera potrebbe essere evitato. Parliamo della disconnessione degli impianti rispetto agli elementi edilizi. Questo è un aspetto fondamentale. Pompe, ventilatori, ogni macchinario che può potenzialmente vibrare deve rimanere staccato da elementi edilizi. Quando è necessario fissarli o appoggiarli su pavimenti diventa fonda¬mentale impiegare soluzioni che riducano la trasmissione di vibrazioni. La pompa trasmetteva la vibrazione alla parete che riemetteva un rumo¬re fastidioso nella camera stessa. In questi casi è importante utilizzare appositi connettori antivibranti. Questo non solo per le macchine, ma anche per le tubazioni ad esse collegate. Nella immagine, si riporta un esempio di elementi di supporto antivibranti, con presenza di molle o elementi elastomerici atti a smorzare la trasmissione di vibrazioni.
10 Scarichi idrici
Sempre per lo stesso motivo del punto precedente, poiché le tubazioni di scarico contengono acqua che si muove creando turbolenze e vibrazione, se le tubazioni vengono a contatto con elementi edilizi le vibrazioni trasmesse agli elementi edilizi si trasformano in rumore successivamente percepito negli ambienti. Le tubazioni devono essere disconnesse dalle strutture edilizie, come murature, solai, massetti, mediante guaine e rivestimenti elastici, quali polietileni espansi o similari. Una connessione diretta, anche di limitata lunghezza, crea ponti acustici che trasmettono la vibrazione del fluido transitante nelle tubazioni alle strutture edilizie e da queste con facilità agli ambienti contigui. Nell’immagine, alcuni esempi di errato rivestimento di tubazioni. Con le frecce A e B si nota una mancanza di rivestimento puntuale, con conseguente contatto rigido della tubazione con i massetti copri impianti o i solai. La freccia C evidenzia invece una tubazione completamente senza rivestimento. Questi sono errori che possono costare caro, anche perché la loro sistemazione postuma prevede la demolizione di pavimento, massetto e quanto ci va dietro.
Approfondimenti collegati
Questo articolo fa parte del dossier dedicato alla correzione e all’isolamento acustico. Per completare il percorso di lettura, è utile approfondire anche:
- Una necessità invisibile e sottovalutata
- Nuove regole per l’isolamento acustico
- Quei bollini blu che aumentano anche il valore
- Contro il disturbo un diritto a tutto volume
- È un problema se l’edificio si dà una mossa
- Troppi decibel possono frenare i lavori in corso
- Meglio accertarsi se il suono diventa rosso
- L’agenda per un corretto risultato
- Se nel menu c’è anche troppo rumore
- Parole chiare o confusione a tutto volume
- Suoni e parole da lasciare inascoltati
- Il rumore che scaccia il rumore
- Le regole per i suoni salvavita
- Note dolenti per chi non isola il proprio studio
- Come eliminare il fastidio dei passi di troppo
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