L’educazione ambientale sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella scuola italiana. Il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto un argomento di educazione civica o scientifica, ma una realtà che coinvolge emozioni, salute, comportamenti quotidiani e partecipazione attiva. Sempre più insegnanti ritengono necessario aiutare bambine e bambini a comprendere ciò che sta accadendo al Pianeta, fornendo loro strumenti per affrontare queste sfide senza sviluppare un senso di impotenza.
È quanto emerge dai nuovi risultati del progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS con la supervisione scientifica dell’Università di Pavia, che approfondisce il rapporto tra sostenibilità, educazione emotiva e benessere nelle scuole primarie.
Dall’eco-ansia dei bambini alla risposta educativa della scuola
La prima ricerca dedicata all’eco-ansia nei bambini, realizzata nel 2024 dall’Università di Pavia nell’ambito del progetto “A Scuola di Acqua”, aveva già evidenziato una forte sensibilità delle nuove generazioni verso le questioni ambientali.
L’indagine aveva rilevato che:
- il 95% degli alunni manifesta preoccupazione per il futuro dell’ambiente;
- il 40% mostra segnali di impatto emotivo legati alla crisi climatica;
- il 95,6% dichiara un forte senso di responsabilità personale;
- il 97,2% ritiene di poter contribuire concretamente al cambiamento.
La nuova ricerca, svolta durante l’anno scolastico appena concluso, amplia il punto di vista concentrandosi sugli insegnanti. Attraverso un corso di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e la sperimentazione di un toolkit didattico dedicato a natura, sostenibilità, emozioni e cura dell’ambiente, lo studio analizza come il mondo della scuola stia affrontando questi temi.
Come sottolinea Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino, il progetto mira ad aiutare le nuove generazioni a sviluppare una maggiore consapevolezza sul valore dell’acqua, dell’ambiente e delle risorse naturali. La nuova indagine conferma quanto sia importante fornire strumenti educativi capaci di trasformare la preoccupazione per il futuro del Pianeta in conoscenza, partecipazione e capacità di azione, attraverso percorsi fondati su solide basi scientifiche.
Educazione ambientale e benessere diventano parte della didattica
I dati del report preliminare “A Scuola di Acqua 2026” mostrano come gli insegnanti considerino ormai la sostenibilità un elemento strutturale del percorso educativo. Secondo l’indagine:
- l’89% dei docenti considera prioritario aiutare i bambini a comprendere il legame tra ambiente e benessere personale;
- il 78% ritiene che le attività pratiche dedicate alla natura e alla cura dell’ambiente debbano entrare stabilmente nella routine scolastica.
Per molti insegnanti l’educazione ambientale non rappresenta più un contenuto aggiuntivo, ma un ambito in cui convergono conoscenze scientifiche, competenze emotive, cittadinanza attiva e comportamenti quotidiani.
Secondo Simona Frassone, Direttrice Generale e Presidentessa del Comitato Educational di ScuolAttiva ETS, oggi non basta parlare di sostenibilità. È necessario adottare nuovi linguaggi e strumenti capaci di affrontare il cambiamento climatico senza generare paura o senso di impotenza. Il progetto ha quindi scelto un approccio narrativo positivo, orientato a trasformare la consapevolezza in azione, dimostrando che gli insegnanti sono pronti a integrare educazione ambientale ed educazione emotiva per aiutare i bambini ad affrontare le sfide del presente con fiducia.
Formare gli insegnanti per parlare di cambiamento climatico senza catastrofismo
Un elemento significativo della ricerca riguarda il profilo del campione coinvolto. Circa tre insegnanti su quattro dichiarano infatti oltre dieci anni di esperienza professionale, conferendo particolare autorevolezza alle valutazioni espresse.
All’interno del progetto sono stati organizzati webinar formativi dedicati all’educazione ambientale. I risultati evidenziano che:
- quasi l’85% dei partecipanti valuta i webinar “positivi” o “molto positivi”;
- i docenti apprezzano soprattutto gli strumenti concreti proposti per integrare natura e sostenibilità nella didattica quotidiana;
- la motivazione a promuovere pratiche di educazione ambientale raggiunge una media di 6,18 su 7;
- cresce la capacità di affrontare il tema del clima utilizzando un linguaggio positivo e costruttivo.
Livio Provenzi, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pavia, evidenzia come parlare di eco-ansia non significhi patologizzare la preoccupazione dei bambini. Al contrario, significa riconoscere che le informazioni sul cambiamento climatico possono avere un impatto emotivo e che gli adulti svolgono un ruolo fondamentale nell’accompagnare tale processo. Il passaggio dall’eco-ansia all’eco-care richiede infatti un’azione condivisa che coinvolga scuola, famiglie, istituzioni e comunità.
Il toolkit didattico favorisce partecipazione, empatia e collaborazione
Un altro elemento centrale della ricerca riguarda la sperimentazione del toolkit didattico sviluppato nell’ambito del progetto. Secondo gli insegnanti, gli effetti più evidenti riguardano il coinvolgimento diretto degli alunni.In particolare:
- l’84,9% rileva un elevato entusiasmo nelle attività dedicate alla consapevolezza ambientale;
- il 78,8% osserva una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi;
- il 75,8% segnala una crescita della collaborazione nei lavori di gruppo dedicati ai temi ambientali;
- il 72,8% evidenzia un aumento della curiosità verso la natura e una maggiore attenzione al rapporto tra ambiente e salute personale.
Questi risultati mostrano che il percorso educativo non produce soltanto un incremento delle conoscenze, ma favorisce cambiamenti concreti nei comportamenti, nella partecipazione, nella collaborazione e nella capacità dei bambini di osservare e interpretare il mondo naturale.
La sostenibilità viene quindi vissuta come un’esperienza concreta e quotidiana, anziché come un semplice contenuto teorico.
Anche il livello di soddisfazione risulta particolarmente elevato: il 97% degli insegnanti consiglierebbe infatti il progetto e il toolkit ai propri colleghi.
La nuova sfida è rendere l’educazione alla sostenibilità parte della routine scolastica
I risultati della ricerca indicano che la scuola italiana è pronta ad affrontare in modo sempre più strutturato il tema della crisi climatica.
Se la prima indagine aveva evidenziato quanto fosse diffusa la preoccupazione dei bambini per il futuro dell’ambiente, il nuovo studio dimostra che questa sensibilità può essere accompagnata attraverso percorsi educativi capaci di trasformare la paura in partecipazione, responsabilità e fiducia.
Gli insegnanti riconoscono sempre più chiaramente il legame tra sostenibilità, benessere e sviluppo dei bambini e chiedono strumenti pratici da utilizzare nella quotidianità scolastica. Un orientamento che rafforza il percorso condiviso promosso da Sanpellegrino, ScuolAttiva ETS e Università di Pavia a sostegno delle nuove generazioni.
Educazione ambientale: una sfida educativa che guarda al futuro
L’esperienza del progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro” conferma che l’educazione ambientale rappresenta oggi molto più di una disciplina scolastica. È uno strumento per aiutare bambini e insegnanti a comprendere il cambiamento climatico, sviluppare competenze emotive e costruire una cittadinanza più consapevole.
Il percorso dall’eco-ansia all’eco-care emerge come uno dei risultati più significativi della ricerca: accompagnare i bambini significa offrire loro gli strumenti per trasformare la preoccupazione in responsabilità, partecipazione e capacità di immaginare il futuro.
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