Le vibrazioni rappresentano una delle forme di disturbo meno visibili e meno note, poiché rispetto al rumore che si propaga facilmente nell’aria raggiungendo molti recettori, sono in genere circoscritte nei pressi delle sorgenti che le generano. Per esempio, mezzi su rotaia, macchinari industriali, cantieri con macchine percussive o rotative. A differenza del rumore, che è immediatamente percepito dall’udito, le vibrazioni si manifestano attraverso oscillazioni delle superfici con cui il corpo viene in contatto, generalmente dal pavimento. Le vibrazioni possono incidere sia sul comfort degli occupanti sia, in presenza di livelli elevati, sull’integrità degli edifici stessi. Dal punto di vista del comfort abitativo, le vibrazioni sono percepite dal corpo umano attraverso il contatto diretto con le superfici dell’edificio. Anche livelli relativamente bassi possono risultare fastidiosi, soprattutto se persistenti o ripetitivi.

Fastidio psicologico

Il fastidio indotto dalle vibrazioni non è solo una questione fisica, ma anche psicologica. La percezione di un edificio che «si muove» può generare ansia, insicurezza e una riduzione della qualità della vita, anche in assenza di rischi strutturali reali. Per questo motivo, la valutazione delle vibrazioni deve tenere conto non solo degli aspetti tecnici, ma anche della risposta umana. Le vibrazioni possono avere origine sia esterna sia interna all’edificio. Tra le sorgenti esterne più comuni rientrano il traffico ferroviario, metropolitano e tramviario, il traffico stradale pesante, le attività di cantiere (scavi, compattatori, trivellazioni, infissione di pali e palancole) e alcune lavorazioni industriali (uso di presse, cesoie, telai di filatura, vibrovagli). Tra le sorgenti interne più comuni rientrano gli impianti tecnologici, macchinari, ascensori, gruppi frigoriferi, sistemi di ventilazione. Anche attività apparentemente innocue possono generare vibrazioni significative se non correttamente isolate o installate, anche perché, rispetto al rumore che si riduce allontanandosi dalla sorgente, quando le vibrazioni penetrano nell’edificio la struttura stessa dell’edificio e i suoi componenti possono amplificare l’oscillazione per un fenomeno definito risonanza.

Misura delle vibrazioni
Misura delle vibrazioni

Mitigazione

Ecco perché lo studio e la mitigazione delle vibrazioni è spesso più complesso di quello del rumore. Il primo problema che emerge è il disturbo agli occupanti. Tuttavia, vibrazioni di intensità elevata o prolungata nel tempo possono causare danni agli elementi non strutturali e, in casi estremi, anche alle strutture portanti. I danni architettonici più comuni includono fessurazioni, distacchi di intonaco, danneggiamenti a rivestimenti e finiture. Questi fenomeni possono manifestarsi anche a livelli di vibrazione inferiori a quelli che causerebbero un collasso strutturale, ma sufficienti a compromettere la funzionalità e il valore (anche solo estetico) dell’edificio. In Italia la valutazione delle vibrazioni è regolata principalmente da due norme tecniche: la Uni 9614 e la Uni 9916. La Uni 9614 si occupa del disturbo da vibrazioni alle persone. La norma fornisce criteri per la misurazione e la valutazione delle vibrazioni negli edifici, tenendo conto della percezione umana e delle diverse destinazioni d’uso. Vengono definiti parametri e limiti di riferimento per valutare il livello di disturbo e la compatibilità delle vibrazioni con il comfort abitativo. La Uni 9916, invece, è focalizzata sulla valutazione delle vibrazioni in relazione ai danni agli edifici. La norma stabilisce criteri per stimare il rischio di insorgenza di danni architettonici, considerando le caratteristiche dell’edificio, la tipologia delle vibrazioni e la loro durata.

Come si valutano

La valutazione delle vibrazioni richiede l’impiego di strumentazione specifica, come accelerometri, velocimetri e sistemi di acquisizione dati, in grado di misurare le grandezze dinamiche rilevanti, ovvero l’accelerazione per la valutazione del disturbo e la velocità per i danni architettonici. La valutazione delle vibrazioni non è cogente, ma in taluni casi, per esempio, quanto si realizzano interventi su manufatti in fascia di rispetto di 30 metri dalle infrastrutture ferroviarie, per ottenere il nulla osta da parte del gestore della rete ferroviaria viene richiesta sia la misurazione e sia valutazioni, anche previsionali in alcuni casi, dei livelli vibrazionali in relazione alle due norme anzidette.

Report dei valori di accelerazione
Report dei valori di accelerazione

Le strategie

Quando le vibrazioni risultano problematiche è possibile intervenire con diverse strategie. In molti casi la soluzione più efficace consiste nell’agire sulla sorgente, ad esempio attraverso l’installazione di sistemi antivibranti, supporti elastici o basamenti isolanti. Altre strategie prevedono l’interruzione del percorso di trasmissione delle vibrazioni, mediante giunti elastici, separazioni strutturali o interventi localizzati sugli elementi più sensibili. In fase di progetto, una corretta disposizione degli ambienti e delle sorgenti vibranti può prevenire gran parte delle criticità. Come per molti altri aspetti dell’acustica edilizia, la prevenzione gioca un ruolo chiave anche nella gestione delle vibrazioni. Valutazioni preventive, integrate nel progetto fin dalle prime fasi, consentono di individuare le criticità e di adottare soluzioni efficaci con costi contenuti. Intervenire a posteriori, quando il problema è già percepito dagli utenti o quando sono comparsi danni architettonici, è sempre più complesso e oneroso.

Approfondimenti collegati

Questo articolo fa parte del dossier dedicato alla correzione e all’isolamento acustico. Per completare il percorso di lettura, è utile approfondire anche:

Come eliminare il fastidio dei passi di troppo


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