Cinquant’anni di esperienza nel mondo dell’isolamento acustico: un bagaglio di studi e know-how che ha permesso a Tecnasfalti di diventare una delle aziende di riferimento del settore con il marchio Isolmant. Negli anni il portfolio di prodotti è cresciuto fino a comprendere soluzioni per combattere rumori impattivi, aerei o provenienti dall’esterno, oltre che quelli degli impianti. Le competenze sviluppate negli anni sono state messe a frutto anche nel campo della correzione acustica, con prodotti in grado di coniugare prestazioni tecniche ed estetica. Con il marchio Isolspace, oggi diventato una vera e propria divisione, l’azienda ha saputo farsi strada anche nel mondo dell’interior design e dell’arredamento funzionale, creando un business in continua crescita. YouTrade ha incontrato l’amministratore delegato Eugenio Canni Ferrari, che ha raccontato le tappe miliari della storia aziendale e le strategie per il futuro, che vedrà già dal prossimo anno la trasformazione della società in un gruppo.
Domanda. Tecnasfalti compie 50 anni e diventa Gruppo. Che cosa è cambiato da allora?
Risposta. Tutto. L’azienda si è evoluta, lasciando però sempre al centro un denominatore comune: l’acustica. All’interno di questo filo conduttore, Tecnasfalti si è trasformata in un’azienda moderna, che sa interpretare l’evoluzione del mercato e che sa veicolare queste tendenze verso applicazioni concrete, progettando soluzioni innovative e coerenti con le richieste del mercato stesso. In questi cinquant’anni abbiamo attraversato diverse epoche e varie crisi, da quella del petrolio del 1976 alle recessioni cicliche dell’edilizia, al default globale del 2008. Abbiamo passato molte bufere, navigando anche in acque difficili, ma abbiamo sempre saputo reinterpretarci e imparare dal mercato, guardando avanti per migliorarci.
D. Quali sono state le tappe più importanti del vostro cammino?
R. Me ne vengono in mente tre. La prima, a metà anni Ottanta, quando ci siamo impegnati per creare un mercato per l’isolamento acustico, un settore abbandonato un po’ a sé stesso, senza legislazione, in cui all’e¬poca operavano due-tre aziende in totale. Ricordo che all’inizio degli anni Ottanta con la Montepolimeri abbiamo iniziato a fare degli studi approfonditi sull’isolamento acustico sotto massetto e a offrire ai tecnici dei manuali per indagare l’argomento, pur in assenza di una legge che ne regolamentasse l’applicazione. La seconda tappa importante nella storia di Tecnasfalti è arrivata agli inizi degli anni Novanta, quando assieme all’ingegnere Sergio Mammi, fondatore dell’associazio¬ne Anit, è nata l’idea di mettere a punto anche in Italia una normativa sull’acustica, sulla falsariga di quanto avveniva in altri Paesi, per imporre ai costruttori il rispetto di determinati requisiti. Da questo incontro è scaturita la legge 447/95, che ancora adesso definisce i requisiti acustici passivi. Dunque, se negli anni Ottanta l’acustica è stata riconosciuta come sistema di costruzione, negli anni Novanta lo è diventata anche a livello normativo.

D. E la terza tappa?
R. Il terzo passaggio miliare per Tecnasfalti è avvenuto a cavallo degli anni Duemila, quando abbiamo cominciato a ragionare sui prodotti. Dato che esistono tanti tipi di rumore, che comportano diverse esigenze di isolamento, diventava necessario andare a creare prodotti idonei per i vari tipi di applicazione. Assieme a vari laboratori e Università, abbiamo iniziato a studiare le frequenze ed evolvere i materiali, andando oltre il polietilene Isolmant. Con alcuni grandi produttori abbiamo lavorato per creare fibre di poliestere applicabili al mondo dell’acustica e da lì è stato sviluppato Perfetto. Dalla sua evoluzione sono poi nati prodotti per applicazioni verticali e per gli accoppiamenti con il cartongesso come i prodotti della linea 4You, così innovativi da aver apportato una piccola rivoluzione nel settore.
D. Da dove è nata la passione per l’isolamento acustico?
R. Tecnasfalti è stata catapultata nel settore dell’isolamento acustico per puro caso. Quando è stato studiato il polimero della famiglia dei polietileni, che è poi diventato Isolmant, il materiale era stato inizial¬mente pensato per altre applicazioni, come quelle in campo aerospaziale, grazie al suo basso spessore. Quando l’azienda si è confrontata con la Montepolimeri e la Csi dell’ingegner Villa, ha scoperto che il materiale aveva caratteristiche eccezionali dal punto di vista elasto-meccanico, tanto che ci è stato suggerito l’impiego in applicazioni sotto massetto e sotto pavimento, come già si usava all’estero. Da lì ci siamo appassionati all’argomento e una concatenazione di eventi ci ha portato a fine anni Settanta all’applicazione della mescola Isolmant nel campo dell’acustica.
D. Quindi, in Italia i vostri prodotti hanno fatto davvero la storia dell’edilizia per l’acustica?
R. Credo che i nostri prodotti abbiano fatto la storia dell’acustica perché sono stati i primi studiati esattamente per questo tipo di applicazione. Mi fa molto piacere quando anche dall’estero ci chiamano per consulenze importanti, pure da Paesi in cui non siamo presenti direttamente, perché vuol dire che ci riconoscono questo know-how.
D. Quanto tempo c’è voluto perché dall’uscita della legge 447/95 si passasse a ottenere qualche risultato sul mercato?
R. La legge 447 è uscita nel 1995, ma è diventata esecutiva nel gennaio 1997. Nel Duemila tenevamo ancora dei corsi dedicati alla normativa in ambito universitario e con gli ordini professionali. C’è voluto tanto tempo: purtroppo l’edilizia si porta sempre dietro questo rimorchio delle abitudini consolidate, che sono difficili da scardinare e rendono difficoltosa qualsiasi innovazione. Ancora nel 2005 alcuni progettisti non sapevano neanche che c’era una legge dedicata all’inquinamento acustico.
D. Quando si è reso conto che la normativa iniziava a essere recepita?

R. Tra il 2009 e il 2012 l’edilizia ha vissuto un periodo di crisi che ha ridotto gli addetti ai lavori di quasi il 40%. I tecnici, a fronte di questa importante flessione della domanda, hanno iniziato a ragionare su come migliorarsi e, partendo da alcune regioni più illuminate come l’Alto Adige e la Puglia, diversi studi professionali hanno cominciato ad avvicinarsi al mondo della consulenza acustica. Questo ha inevitabilmente portato molti professionisti ad approfondire la legge 447 e le sue implicazioni, soprattutto nel campo della ristrutturazione. Non a caso, proprio nel 2014 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha affrontato il tema dell’acustica sottolineando la necessità di rispettare i requisiti acustici passivi specialmente per le ristrutturazioni edilizie, richiedendo un progetto redatto da un tecnico competente. In quel momento mi sono reso conto che la legge aveva fatto breccia: ci sono voluti 15 anni, e ci sono ancora tante lacune da colmare, ma finalmente l’acustica è diventata un tema importante tra i progettisti.
D. Nel 2026 tornate al Klimahouse di Bolzano. Per comunicare che cosa?
R. Torniamo a Klimahouse per ringraziare tutta la filiera, dai clienti ai partner, fino ai competitor. Da cinquant’anni lavoriamo per il mercato e per offrire prodotti pertinenti. Lo stand che realizzeremo, oltre a riconoscere da dove siamo partiti e dove siamo arrivati, vuole mostrare quanto stiamo mettendo a punto per il futuro ed essere un omaggio ai progettisti, costruttori e distributori che hanno lavorato insieme a noi. È insieme a loro che abbiamo sviluppato tutto questo.
D. Una buona progettazione ha bisogno di una buona esecuzione, e viceversa, ma tante volte non c’è comunicazione tra chi progetta e chi installa. Com’è la situazione per voi che realizzate prodotti molto tecnici?

R. In acustica giocano un ruolo importante tre fattori: scegliere bene i prodotti che compongono il sistema di isolamento, avere un progettista in grado di metterli insieme e avere un applicatore capace di applicarli. Se uno dei tre fattori non funziona, non è possibile raggiungere il risultato desiderato. Quindi il dialogo tra chi progetta i sistemi, chi li vende e chi li mette in opera è fondamentale. In questi anni i progettisti si sono aggiornati sul tema dell’isolamento acustico, in tanti hanno anche partecipato alle nostre riunioni tecniche, ma spesso fanno fatica a trovare applicatori istruiti per mettere in opera i prodotti, rischiando di vanificare i risultati attesi dal progetto. Questo è un problema che attraversa tutta la filiera. Tra aziende ci stiamo sforzando di capire come colmare questo gap, cercando di arrivare sempre di più all’applicatore. Tecnasfalti, per esempio, assieme ad altre aziende ha cercato di rispondere a questa lacuna, creando Sistema Pavimento.
D. Da sempre il vostro core business è nell’isolamento orizzontale. Com’è nato il Sistema Pavimento e come si svilupperà in futuro?
R. Sistema Pavimento è nato nel 2015 quando alcune tra le maggiori aziende produttrici di massetti ci hanno chiesto di studiare come le nostre soluzioni agissero insieme ai loro prodotti, nell’ambito di applicazioni in sistemi orizzontali a medio-basso spessore. Al centro della questione però c’era molto più che la sola acustica. Così, per offrire ai progettisti qualcosa di concreto, abbiamo deciso di agire più approfonditamente e collaudare veri e propri pacchetti, un sistema coerente che funzionasse a tutti i livelli. A quel punto abbiamo sviluppato un laboratorio interno e abbiamo iniziato a testare le soluzioni. La sperimentazione è stata lunga, abbiamo eseguito tantissimi test e collaudi, e pian piano abbiamo creato Sistema Pavimento, che adesso include circa 100 pacchetti testati, in continuo aumento, sviluppati in collaborazione con oltre una dozzina di aziende della filiera. Veniamo costantemente contattati da altre aziende della filiera che ci chiedono di testare pacchetti nuovi con i loro prodotti, proprio perché si tratta di un sistema in continua evoluzione.
R. Qual è il rapporto che vi lega a queste aziende?
D. Siamo partner. C’è una sorta di gentleman agreement tra le aziende basato sul rispetto assoluto. Isolmant è un po’ la capofila di questo patto, non per meriti particolari, ma perché lo strato resiliente dedicato all’isolamento acustico è quello che può allo stesso tempo creare e risolvere la maggior parte delle problematiche di funzionamento del sistema. Tutte le aziende hanno collaborato seriamente al progetto. Abbiamo fatto massa critica e oggi in tanti ci chiamano per conoscere Sistema Pavimento e renderlo produttivo. Mi auguro che in futuro diventi un’iniziativa indipendente.
D. Quale sarà l’evoluzione dei sistemi di isolamento?
R. Negli ultimi cinque-sei anni mi sono posto molti interrogativi in tal senso e, insieme ad altri protagonisti della filiera e progettisti, mi sono convinto che il futuro sarà quello di ragionare sempre più in ottica di sistema, e non più di singoli prodotti. L’evoluzione dell’edilizia punta alla ristrutturazione di ambienti già esistenti, perché costruire nuovi edifici non solo è poco fattibile, ma anche poco sostenibile. Come possiamo operare su strutture già esistenti? Attraverso sistemi molto più complessi, che devono essere testati e collaudati per offrire prestazioni certificate. Sistema Pavimento si occupa proprio di questo, nell’ambito delle applicazioni orizzontali.
D. La ristrutturazione deve essere sostenibile sia a livello di costi che di materiali?
R. Esatto. Sostenibilità non è solo utilizzare materiali a basso impatto ambientale, ma anche costruire per dare futuro all’ambiente, offrendo materiali pertinenti al giusto prezzo. Questa è la vera qualità, che ci porta a lavorare in maniera differente. Isolmant da oltre dieci anni ha adottato il Protocollo Green Planet per concentrare tutte le attività volte alla sostenibilità.
D. La sostenibilità rimane una costante anche nel mondo dell’edilizia. Per voi che cosa rappresenta?
R. Per noi essere sostenibili significa realizzare il miglior prodotto isolante possibile, dando un futuro anche all’ambiente. Per fare questo, con il Protocollo Green Planet, abbiamo preso diverse strade. La prima è rispettare il nostro territorio, aiutando e sostenendo il luogo in cui la nostra azienda ha messo le radici; la seconda è realizzare prodotti il più possibile performanti, affinché siano meno invasivi e abbiano una durabilità maggiore; la terza strada è quella della coerenza con il futuro del nostro campo applicativo, in modo da interpretare il mercato senza cercare di deciderne le sorti.

D. A livello di business, il mercato riconosce il vostro impegno nella sostenibilità?
R. C’è ancora tanta strada da fare. Siamo ancora agli inizi, ma questo non vanifica la responsabilità di impegnarci in tal senso. Al momento, comunque, il mercato fa fatica a riconoscere i nostri sforzi per la sostenibilità. Abbiamo, ad esempio, realizzato un polietilene a base naturale, utilizzando scarti vegetali, che, nonostante sia proposto a parità di prezzo del prodotto tradizionale e abbia le stesse prestazioni certificate, sta facendo molta fatica a emergere.
D. Come si è evoluta la domanda nel mercato degli isolanti?
R, Gli isolanti vanno divisi in due grandi famiglie. Gli isolanti termici con il superbonus hanno conosciuto un’esplosione folle, focalizzata soltanto sulla quantità. Adesso si sta iniziando a ragionare anche sulla qualità, sempre in ottica di una maggiore sostenibilità. Il discorso degli isolanti acustici è invece molto più complesso. Con l’abbassamento degli spessori e la nascita dei sistemi radianti evoluti, è diventato necessario trovare sistemi elasto-dinamici in grado di offrire comfort acustico, ma anche di funzionare in ottica di sistema. Comportandosi come dissipatore di vibrazioni, l’isolamento acustico dà un contributo anche alla staticità dei sistemi. Questa evoluzione ha comportato la necessità di ristudiare i prodotti che già realizzavamo per testarne la compatibilità, e in caso negativo riprogettarli per renderli idonei alle nuove applicazioni. Il settore ha dunque conosciuto un’evoluzione pazzesca, che purtroppo non tutti hanno percepito, continuando a parlare di isolamento acustico in maniera universale.
D. È giusto investire anche in un momento in cui l’edilizia sconta un rallentamento post-superbonus?
R. Sì, anzi forse il momento non è mai stato così opportuno. Siamo di fronte a una crisi che non è dettata da una mancanza di richiesta, ma da un cambiamento radicale del mercato. Si è parlato per anni di sostenibilità, questa è la fase critica di passaggio che porterà al tanto agognato miglioramento.
D. È sufficiente la conferma dei bonus 50% per un anno?
R. No. Già in tempi non sospetti ho dichiarato che i bonus sono un’ottima soluzione se tarata sul medio-lungo periodo e programmata con l’andamento economico. Il bonus al 110% non è mai stato sostenibile; inserirlo in una scadenza di due anni è stato folle e ha comportato una forte speculazione. Ci sono tantissimi edifici da ristrutturare per adeguarsi alla normativa europea entro il 2050, quindi è il momento giusto per ragionare sugli incentivi fiscali.
D. Quanto investite in ricerca e sviluppo?
R. Sempre di più. Siamo arrivati a investire anche il 10-12% del nostro fatturato in ricerca e sviluppo e certificazioni. Abbiamo investito tantissime risorse per l’allestimento del laboratorio e del personale per fare ricerca e sviluppo sui prodotti. Il nostro settore ha bisogno di questo: finché ci sarà l’uomo, ci saranno case da costruire o ristrutturare. È un mercato che non avrà fine, ma deve necessariamente evolvere.
D. L’inquinamento non è solo un pericolo per i polmoni, ma anche per le orecchie: che cosa provoca quello acustico?
R. L’inquinamento acustico è cresciuto esponenzialmente, soprattutto a causa di due fattori. Il primo è che viviamo e lavoriamo in agglomerati tormentati da ogni tipo di rumore, impossibili da eliminare; per questo motivo è importante andare a lavorare all’interno degli ambienti, per abbattere questi rumori e creare il massimo comfort. Il secondo motivo è l’aumentata sensibilità dell’uomo. Siamo talmente bombardati da input di tutti i tipi, che facciamo fatica a rilassarci e drenare i rumori che sentiamo. L’acustica ha il dovere di consegnare strutture confortevoli e studiare prodotti in grado di eliminare determinate frequenze dalla percezione dell’orecchio umano. Il vero segreto dell’acustica non è abbattere il rumore in maniera universale, ma risolvere problemi specifici.

D. Di recente il gruppo ha creato la nuova divisione Isolspace. Con quali obiettivi?
R. La divisione Isolspace è nata quasi 15 anni fa quando, insieme ad altre aziende, sviluppammo la fibra in poliestere, che assunse poi il nome di Perfetto. Quando ci trasferimmo nella sede attuale di Tecnasfalti, abbiamo provato ad appendere pannelli di Perfetto TR, un prodotto che si inseriva nelle intercapedini dei muri, per abbattere la risonanza all’interno della zona mensa e ci accorgemmo subito che l’ambiente risultava riqualificato, una sensazione confermata anche dalle misurazioni strumentali. All’epoca si parlava di correzione acustica ma in maniera ancora poco professionale, mentre all’estero c’erano già applicazioni importanti in Paesi come Francia e Canada. Così mi sono messo a studiare l’argomento e ho capito che la correzione acustica poteva diventare un mercato rilevante. Per dieci anni siamo rimasti confinati nel mondo dell’edilizia, senza mai pensare di allargarci all’arredamento, fino a quando abbiamo deciso di fondare la linea Isolspace. Cominciammo a presenziare al Fuorisalone e al Salone del Mobile e a realizzare prodotti dedicati, fino ad accorgerci che questo business stava prendendo una piega molto importante per l’azienda. A quel punto si rendeva necessario un altro passaggio: separare questo settore dall’edilizia e creare un marchio dedicato, differente da Isolmant. Infine, due anni fa, con l’acquisto di una nuova struttura vicino alla sede aziendale, ho pensato di far diventare Isolspace una divisione a parte.
D. Che cosa propone questa divisione?
R. La divisione Isolspace è specializzata nella correzione acustica in contesti di vario tipo, dagli alberghi e ristoranti ai teatri, alle palestre fino alle residenze private. L’obiettivo è quello di creare ambienti non solo confortevoli, ma anche belli. Non è stato facile per un’azienda, abituata a creare prodotti tecnici, da inserire in intercapedine o sotto pavimento, creare una proposta di questo tipo. Abbiamo rinnovato l’offerta Isolspace e creato pannelli fonoassorbenti in grado di coniugare estetica e comfort acustico, mantenendo così la nostra specializzazione.
D. Che cosa cambia per i distributori con la nascita della nuova di¬visione?
R. Con Isolspace siamo entrati in un mercato totalmente differente, quello dell’arredamento, che funziona secondo dinamiche di distribuzione diverse dall’edilizia. Anche questo ha rappresentato per noi un grosso scoglio da superare: inizialmente abbiamo fatto molta fatica proprio perché ragionavamo in un’ottica diversa. Abbiamo dovuto reimparare tutto e ora siamo dotati di una rete di agenti che lavora solo per la di¬visione Isolspace. Non abbiamo però dimenticato la distribuzione edile che spesso ci richiede prodotti per la correzione acustica. Credo che questa contaminazione diventerà sempre più importante, poiché anche i distributori edili hanno capito di doversi evolvere, e alcuni più illuminati lo stanno già facendo.
D. Avete previsto attività pre e post-vendita?
R. Con Isolspace realizziamo tante attività di prevendita perché siamo abituati così anche con Isolmant. Dai convegni tecnici alle presentazioni marketing, dalla pubblicazione di manuali tecnici alle presentazioni di prodotto, alla comunicazione web e social, da sempre organizziamo attività di prevendita. Per quanto riguarda l’edilizia, con Isolmant abbiamo poi sempre dedicato tempo anche al post-vendita, andando a visitare i cantieri finiti e studiando come si comporta l’isolamento acustico negli anni, per ricevere un feedback anche a distanza di tempo. Anche nel campo della correzione acustica stiamo portando avanti numerose attività di post-vendita. Mi interessa visitare gli ambienti in cui sono stati installati i nostri prodotti e cogliere i suggerimenti degli addetti ai lavori, per cercare di migliorare costantemente la nostra proposta.
D. I vostri prodotti sono immediatamente riconoscibili?
R. Negli ultimi sei-sette anni abbiamo cercato di personalizzare sempre di più i nostri prodotti, anche quelli che vanno sotto massetto. Non è edonismo, ma volontà di far trasparire un messaggio di autenticità. I prodotti Isolmant sono unici e ben riconoscibili sul mercato. Per quanto riguarda l’ambito della correzione acustica, invece, è una questione di stile. Cerchiamo di dare a ogni pannello un design esclusivo che permetta al cliente di identificare il prodotto con il marchio Isolspace, anche con caratteristiche estetiche ben riconoscibili. Spero che in futuro i pannelli Isolspace diventino immediatamente identificabili.

D. Com’è organizzata la rete vendita dedicata alla correzione acustica?
R. Non è stato facile creare una rete vendita dedicata alla correzione acustica perché il settore era per noi completamente nuovo. Nelle riunioni con i primi agenti parlavamo proprio un linguaggio diverso: noi quello puro dell’edilizia, fatto di capitolati e prescrizioni tecniche, loro quello degli architetti d’interni, fatto di design e sensibilità estetica. Abbiamo dunque dovuto imparare un nuovo approccio, che è poi lo stesso che vige nel settore del design d’interni e dell’arredo.
D. Quali sono gli aspetti tecnici più interessanti nel campo della correzione acustica?
R. Sono tantissimi. L’aspetto estetico conta tantissimo, ma altrettanto importanti sono gli aspetti tecnici e di progettazione del prodotto. Il fatto di dover coniugare l’estetica con la qualità acustica ci ha imposto lo studio delle varie tipologie di pannelli, dei materiali con cui sono realizzati, di come tali materiali rifrangono le onde sonore. Non è stato facile.
D. L’intelligenza artificiale può aiutare nello studio di queste soluzioni?
R. Sì, per la risoluzione dei calcoli matematici che sottendono lo studio di questi prodotti, ma all’intelligenza artificiale mancherà sempre l’esperienza sul campo di cui l’acustica ha bisogno. L’acustica non è mero calcolo, ma necessita di una sensibilità che si matura solo con il tempo e con l’esperienza diretta. L’intelligenza artificiale può essere un utile strumento, ma non potrà mai sostituire l’intelligenza emotiva e il know-how tipici dell’uomo.
D. Parliamo di accoppiamenti: isolamento acustico e cartongesso funzionano bene insieme?
R. Siamo partiti con questo tipo di accoppiamenti nel lontano 1988. Una decina di distributori veneti compravano il pannello adesivo Isolmant da 10 millimetri per accoppiarlo a lastre di cartongesso, con ottimi riscontri. Una quindicina di anni fa abbiamo deciso di cambiare strada. Poiché il 90% delle lastre accoppiate viene utilizzato in ambito di ristrutturazioni per risolvere problemi derivanti da diverse tipologie di rumore, era sbagliato ragionare in maniera universale. Applicare lo stesso prodotto senza conoscere il tipo di rumore e le frequenze da trattare diventava fuorviante. Con il nostro ufficio tecnico abbiamo iniziato a ragionare sulle diverse tipologie di rumore, e così è nata la linea Isolmant 4You.
D. Ci sono allo studio altri accoppiamenti?
R. Stiamo studiando diversi tipi di mescole elasto-dinamiche massive e pseudo massive, che si sposano anche con l’espansione, che possono catturare determinate tipologie di rumore. Non prediligiamo la creazione di tantissimi materiali, ma offrire una gamma completa con quattro-cinque prodotti sposati a tre-quattro tipologie di lastre. Abbiamo ancora qualche lacuna che stiamo cercando di coprire con lo studio di nuovi prodotti, che dovrebbero essere pronti entro la fine dell’anno prossimo. Abbiamo investito molto anche nel laboratorio e nella produzione per realizzare gli accoppiamenti, creando uno spazio apposito in una nuova struttura. Anche la gamma IsolGypsum diventerà una divisione autonoma.
D. I vostri prodotti sono certificati?
R. Assolutamente. Tutti i nostri prodotti sono certificati, anzi stiamo facendo un passo in più, lavorando di concerto con gli enti certificatori per far sì che tutte le caratteristiche dei nostri prodotti possano essere comprovate. Stiamo collaborando con vari laboratori, italiani e non, per studiare la maniera migliore per garantire l’esatto risultato di abbattimento acustico in laboratorio e comunicare il giusto risultato per ogni tipo di frequenza. L’acustica non è universale, la forza di un prodotto elasto-dinamico va cablata in base al tipo di rumore che deve essere trattato.
D. Come sarà delineata la vostra campagna pubblicitaria?

R. Sono molto contento del nostro ufficio marketing. Ci viene riconosciuta la capacità di comunicare in maniera molto chiara ed efficiente. Non mi piace fare pubblicità ai prodotti, ma dare valore aggiunto al mercato e fare cultura sui sistemi.
D. Qual è stato il bilancio 2025 e che cosa prevedete nel 2026?
R. Il 2025 è stato un anno molto positivo. Avevo programmato una crescita intorno al 5-6%, invece abbiamo chiuso con un incremento a doppia cifra, un risultato che ha premiato molto il lavoro dell’azienda sia all’estero che in Italia. Ogni anno realizziamo un business plan quinquennale, quello attuale arriva fino al 2030. Per i prossimi anni prevediamo di crescere ancora grazie all’introduzione di nuovi mercati, tecnologie e prodotti, e per il 2026 abbiamo previsto un ulteriore incremento del 6-7%. Dal 2015 abbiamo raddoppiato il fatturato senza creare scompensi. Da due anni l’azienda è di proprietà esclusiva della famiglia Canni Ferrari e ha raggiunto un rating molto alto. È dunque arrivato il momento di spingere per crescere ancora, anche all’estero.
D. Quali sono le prossime novità che avete in serbo?
R. A partire dal 2026 la società si trasformerà in Gruppo Tecnasfalti. Questo traguardo rappresenta il frutto dell’ottimo lavoro portato avanti negli ultimi quindici anni. C’è ancora tanto da fare e ci stiamo impegnando per espanderci in Paesi esteri quali Marocco, Balcani ed Europa mediterranea. Per scelta abbiamo deciso di non investire troppo in Paesi complessi come la Germania, cercando invece di intuire i mercati con il maggiore trend di sviluppo futuro. Per questo abbiamo in progetto la nascita di una filiale Isolmant in Africa.
di Veronica Monaco
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