Davide Imperiali, 30 anni, responsabile magazzino, e Johanna Dissegna, 29 anni, vice responsabile showroom di Dissegna a Romano D’Ezzelino (Vicenza), testimoniano l’attenzione per il rinnovamento generazionale di Made. «Sono entrato ufficialmente in Dissegna a ottobre 2025, ma collaboro già da quattro anni con l’azienda. Ho iniziato dando una mano nell’ufficio acquisti e progressivamente sono cresciuto fino a diventare responsabile di magazzino», racconta Imperiali. Dopo un percorso di studi come interior designer all’università Iuav di Venezia, «da inizio anno lavoro a tempo pieno nell’attività di famiglia all’interno dello showroom», spiega invece Dissegna.
In tre parole, come descriverebbe l’evoluzione dell’azienda da quando siete entrati rispetto alla gestione precedente?
Davide Imperiali. Proattività, rinnovamento, affidabilità.
Che cosa significa per un giovane imprenditore fare rete oggi all’interno di una realtà come il Gruppo Made?
Davide Imperiali. Made è una realtà molto stimolante. Crediamo molto nel confronto come strumento di crescita e sviluppo, non solo per l’azienda ma anche a livello personale.
Johanna Dissegna. Capire e imparare altri punti di vista, idee e modalità di lavoro è molto importante e Gruppo Made offre molti strumenti in questo senso. Per questo siamo felici di farne parte e di usufruire delle preziose iniziative che propone.
Qual è la sfida numero uno che la vostra generazione deve vincere nel mondo della distribuzione edile?
Davide Imperiali. La sfida più grande sarà adeguarsi a tecnologie in continua evoluzione, selezionando quelle più efficaci per trasformare la rivendita in un servizio completo per l’edilizia. In questo contesto, la rivendita dovrà diventare sempre più un luogo di aggregazione per i diversi partner del settore, capaci, grazie a competenza e preparazione, di guidare il cliente.
Johanna Dissegna. Fondamentale sarà anche il ruolo educativo: il cliente, infatti, è costantemente esposto a una grande quantità di stimoli e informazioni provenienti dal web, e per questo diventa essenziale accompagnarlo verso scelte consapevoli, chiarendo dubbi e orientandolo tra i contenuti disponibili. Le aziende producono sempre di più, ma credo sia importante tornare a puntare più sulla qualità e l’innovazione che sui volumi. Oggi sul mercato ci sono moltissimi prodotti, spesso molto simili tra loro. Sarebbe bello recuperare un po’ il concetto di less is more.
Che cosa significa concretamente rendere green un magazzino edile?
Davide Imperiali. Per noi significa selezionare e commercializzare prodotti provenienti da aziende che garantiscono il minor impatto ambientale e sociale, sia nei processi produttivi sia nella logistica. Questo si traduce, ad esempio, nella scelta di fornitori locali o comunque geograficamente vicini, evitando materiali che percorrono lunghe distanze. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale privilegiare aziende che impiegano materie prime naturali o riciclate, contribuendo così a un modello più sostenibile e responsabile.

Qual è lo strumento digitale che ha cambiato di più il vostro modo di lavorare?
Johanna Dissegna. I software, per progettare e disegnare e automatizzare processi aziendali.
Come riuscite a rendere attrattivo il lavoro in rivendita per i vostri coetanei o per i ragazzi ancora più giovani?
Davide Imperiali. Rendiamo il lavoro in rivendita più attrattivo introducendo innovazione e valorizzando competenze acquisite in percorsi professionali diversi dal mondo edile. Crediamo sia fondamentale restare costantemente aggiornati e adottare un approccio proattivo. Noi giovani cerchiamo stimoli continui, opportunità di crescita e un ambiente di lavoro positivo: per questo, anche nella selezione del personale, puntiamo su orari flessibili, formazione continua e un clima sereno.
Che tipo di capi cercate di essere? Qual è il valore umano che non deve mai mancare in azienda?
Davide Imperiali. Cerchiamo di mettere sempre al centro le persone, creando un ambiente in cui lavorare sia anche un piacere. Credo fortemente che solo un gruppo affiatato e compatto possa raggiungere risultati importanti. L’ascolto, il confronto e la condivisione dei valori aziendali sono per noi fondamentali.

Se aveste la bacchetta magica, quale cambiamento strutturale vorreste vedere nel settore edile italiano nei prossimi cinque anni?
Johanna Dissegna. Sempre più giovani che si appassionano al settore, animati dal desiderio di sperimentare e di orientarsi verso scelte più consapevoli nell’utilizzo dei materiali.
Che cosa direste a un giovane che oggi eredita l’azienda di famiglia e si sente schiacciato dalle responsabilità?
Davide Imperiali. Consiglierei di affrontare una cosa alla volta e di chiedere consiglio e aiuto a chi ha più esperienza. In questo, Gruppo Made offre un grande supporto.
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