L’analisi dei bilanci di quasi 200 distributori edili del sud mette in luce risultati eccezionali e, soprattutto, l’aggancio alle medie nazionali, anche se va ancora migliorata la redditività. Ai primi posti le imprese con fatturati tra 5 e 20 milioni di euro. Con qualche sorpresa.
[ihc-hide-content ihc_mb_type=”show” ihc_mb_who=”2,4,5″ ihc_mb_template=”1″ ]
La dinamica positiva che in questi anni ha interessato il mercato delle costruzioni in Italia ha avuto anche al Sud risultati che mettono le aziende della distribuzione edile di fronte alla gestione di crescite dimensionali molto rilevanti.
È quanto emerge dai dati delle analisi di bilancio di circa 200 aziende del settore monitorate quest’anno, delle quali 175 con fatturati superiori al milione di euro. La dinamica 2021-2022 vede complessivamente il campione crescere in fatturato del 27,0%, contro una media nazionale di poco superiore.
Aumenta con incremento simile anche il valore della produzione, pari a +27,1%, questa di poco maggiore alla media nazionale e cresce, soprattutto, dato molto positivo, il valore aggiunto del 31,6% contro una media nazionale di +29,3%.
In forte incremento sia i margini operativi lordi sia gli utili, con il Mol (Margine operativo lordo) in linea al valore medio di crescita a livello nazionale e gli utili netti, invece, in aumento del 63,9% rispetto al 2021, con uno scarto positivo di 1,5 punti percentuali rispetto alla media regionale.
Queste crescite, tuttavia, non hanno ancora colmato il gap già evidenziato lo scorso anno riferito agli indici di redditività economica dell’impresa, misurati con il valore del Mol in percentuale sul valore della produzione e degli utili netti in percentuale sul fatturato.
Il miglioramento netto nell’indicatore del Mol, che nel 2022 raggiunge l’8,5% sul valore della produzione rispetto al 7,2% dell’anno precedente è comunque ancora distante dal 10,3% della media nazionale, mentre anche nel caso degli utili la crescita dal 3,7% al 4,8% tra il 2021 e il 2022 non colma il gap con i valori medi nazionali che nel 2022 sono arrivati al valore del 6,1%.
Crescita significativa dei distributori edili del sud
Dunque, le imprese di distribuzione di materiali edili del Sud Italia hanno fatto registrare crescite molto significative in termini economici, ma indicatori di performance che presentano ancora ampi margini di miglioramento, se confrontati con la media nazionale e con le imprese più performanti del Nord e del Centro Italia.
Gli indicatori finanziari, in questo senso, sono molto significativi e presentano valori molto positivi se confrontati con quelli dello scorso anno, ma sono ancora distanti dalle performance medie nazionali. Per esempio, a livello di Roe (Return on equity, ovvero il rendimento del capitale proprio) il valore di 16,4% delle imprese del Sud è molto positivo, ma inferiore alla media nazionale del 18,9%.
Andamenti simili li abbiamo anche per il Roa (Return on asset, che misura la redditività dell’interno investimento aziendale), pari a 7,9% contro il 10,4% medio nazionale, e per il Ros (il ritorno sulle vendite), pari al 7,3% contro l’8,8% a livello nazionale.
Un indicatore critico è anche quello del Roa-Rod, ovvero della capacità di utilizzare le leve finanziarie, con uno scarto significativo tra il valore di 2,7 delle imprese del Sud contro il 6,0 a livello medio nazionale.
Migliora anche il rapporto tra cash flow e fatturato, in crescita dal 5,4% al 6,2%, ma anche in questo caso lontano dalle medie nazionali, mentre un valore molto positivo, che esprime anche la capacità operativa e organizzativa delle aziende, è il rendimento del personale misurato sul fatturato medio per addetto, passato dai 406 mila euro del 2021 ai 480 mila del 2022, valori in linea co quelli medi nazionali.
Boom di Ricavi
Analizzando le dinamiche delle aziende per classi di fatturato, emerge una forte crescita delle imprese tra 5 e 20 milioni di euro, quelle più performanti per incrementi di mercato tra il 2021 e il 2022, con aumenti del 33,6% per quelle tra 5 e 10 milioni di euro e del 32,9% per quelle tra 10 e 20 milioni di euro.
Seguono, poi, le aziende con fatturati compresi tra 2,5 e 5 milioni di euro, con aumenti del 28,5%, mentre crescite più contenute, nell’ordine di +21,7%, si registrano per le imprese di maggiore dimensione.
Dove il mercato cresce, ma con dinamiche inferiori al 20% è nelle imprese di medio-piccola e piccola dimensione, con quelle tra 1 e 2,5 milioni di euro in incremento del 19,8% e quelle con meno di 1 milione di euro di fatturato, in crescita solo del 19,2%.
Molto diversificate le dinamiche regionali, con le aziende abruzzesi a segnare la dinamica migliore, 34,1%, seguite da quelle pugliesi, in crescita del 31,9%. Sotto il 30% crescono tutte le altre regioni, con l’eccezione della Calabria che presenta una parcellizzazione aziendale che mostra un numero molto elevato di imprese nel campione analizzato, ma con crescite «solo» del 19,3%.
Chi è al top
Con riferimento alle 175 aziende con oltre 1 milione di euro di fatturato, complessivamente rappresentano 1,27 miliardi di ricavi e 1,29 miliardi di valore della produzione. Molto significativa al riguardo la crescita biennale del mercato dei queste aziende, che sono cresciute tra il 2020 e il 2022 dell’83,1% in fatturato.
Dal punto di vista delle classifiche le prime tre aziende per dimensione di fatturato, con valori superiori a 35 milioni di euro, sono Raffaele, Sardares E Iter Di Ruggeri, ma analizzando le dinamiche di mercato sia rispetto all’andamento 2021-2022 sia al biennio 2020-2022 emergono quadri competitivi molto interessanti, con imprese con performance di crescita eccezionali.
Per quanto riguarda la dinamica 2021-2022 sono quattro le aziende con crescite di fatturato superiori al 100%. Nello specifico, Bfep, con +188,4%, passata da 391.024 euro a 1.127.871 euro, Someca con +182,7%, passata da 1.238.881 euro a 3.502.353 euro, D’Amore, con +111,8%, passata da 881.880 euro a 1.719.605 euro, e Palumbo & Quaranta con +104,3%, passata da 3.118.585 euro a 6.372.096 euro.
Nel biennio 2020-2022 ci sono ben quattro aziende che hanno avuto crescite di fatturato superiori al 300%: D’Amore con la migliore crescita complessiva pari a +421,0%, passata da 330.061 euro a 1.719.605 euro, con Bfep al secondo posto con +382,7%, passata da 233.659 euro a 1.127.871 euro.
In terza posizione c’è Tecnova Group, con +367,6%, passata da 925.969 euro a 4.329.675 euro e in quarta Edilflagiello Due, con +320,0%, passata da 3.062.820 euro a 12.865.170 euro.
I margini
Dal punto di vista economico finanziario, il miglior risultato in termini di utili in percentuale sul fatturato anche nel 2022 è Edilvitale, +19,1%, che si assicura anche il primo posto per migliore redditività complessiva (Roa) pari al 39,2% e migliore ritorno sulle vendite (Ros) al 26,7%.
Sky.Edilagro presenta il migliore risultato dal punto di vista del ritorno sul capitale proprio investito (62,4%), mentre il miglior indice di rotazione del capitale investito (2,4) lo ha fatto segnare Altomare.
Ottima la performance in termini di rendimento del personale per Edil Prodotti, mentre a livello di miglior cash flow in rapporto al fatturato il primo posto è di CoPreM con il 25%.
Chiudono le classifiche dal punto di vista finanziario e di capacità del management Edil Piras con la migliore leva finanziaria, Ettore Maglio con il migliore indice di indipendenza finanziaria e i F.Lli Costantino, con il best credit management.
Le prospettive dei distributori edili del sud
In linea generale, emerge una forte capacità delle imprese di distribuzione del Sud Italia di rispondere alle sfide che in questi anni il mercato ha offerto, soprattutto dal punto di vista della crescita degli investimenti dovuti al superbonus 110%.
Il passaggio a una fase dove scenderà l’investimento privato a favore di quello pubblico legato al Pnrr potrà essere un’ulteriore fase di rafforzamento delle imprese di maggiore dimensione, sicuramente quelle potenzialmente più adatte a supportare le richieste legate ai lavori finanziati dal Pnrr.
Ma non è detto che anche imprese di minori dimensioni non possano trovare, nella prossima fase di mercato, opportunità per una ulteriore crescita e consolidamento. Segno di queste potenzialità è che nel 2022 le imprese con fatturato superiore ai 10 milioni di euro erano 33, mentre nel 2020 erano 16, a parità di campo di analisi.
Mentre le imprese del campione analizzato con fatturato superiore a 5 milioni di euro erano 71 nel 2022, ma appena 34 nel 2020. Dunque, le potenzialità e le capacità ci sono, la sfida è aperta.
a cura del Centro Studi YouTrade
[/ihc-hide-content]
Articoli correlati
Agosto 3, 2026
Il settore costruzioni torna a mostrare segnali positivi
Il settore costruzioni torna a mostrare segnali positivi: cresce la fiducia delle imprese, migliora la…
Giugno 10, 2026
Settore costruzioni: rallenta la crescita, ma la fiducia delle imprese tiene
Il settore costruzioni rallenta ma continua a mostrare una buona capacità di tenuta. Ecco cosa indicano i…
Maggio 10, 2026
Fiducia imprese di costruzione in frenata: guerra Iran e caro energia rallentano le aspettative
La fiducia delle imprese di costruzioni torna negativa ad aprile 2026. Inflazione, prezzi energetici e…
















