Il settore delle costruzioni edili e rivenditori del Canton Ticino nel 2021 ha visto inoltrare quasi 3.900 domande, per un totale di circa 2,62 miliardi di franchi. E il mese di gennaio 2023 evidenzia ancora una crescita del 15,1%, sostenuta soprattutto dai lavori di installazione
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L’edilizia ticinese sta vivendo una stagione di indubbia vivacità. La ripresa 2021, dopo l’andamento lento e a tratti negativo del triennio precedente, dimostra una rinnovata spinta agli interventi, sia nei progetti di nuova realizzazione che nelle ristrutturazioni, con un incremento consistente dei valori in gioco, soprattutto quelli riferiti ai costi e dunque agli investimenti relativi ai progetti presentati e autorizzati nel corso degli ultimi due anni.
Ricordiamo che l’edilizia è uno dei settori trainanti dell’economia ticinese, basti considerare che coinvolge circa l’11% dei lavoratori a tempo pieno (circa 19 mila addetti) in 3.300 imprese, un settore fortemente concentrato su aziende di media e piccola dimensione, dato che l’89,4% di quelle attive nel settore edile ha meno di dieci dipendenti. È anche un settore nel quale sono attivi oltre 150 rivenditori di materiali edili, che sommano oltre 1.100 addetti, secondo i dati più recenti delle fonti statistiche ufficiali.
La vivacità del mercato ticinese negli ultimi due anni è rappresentata dall’andamento delle domande di costruzione, sia relativamente a quelle inoltrate sia a quelle approvate. Il settore delle costruzioni in Canton Ticino nel 2021 ha visto inoltrare quasi 3.900 domande per un totale di circa 2,62 miliardi di franchi svizzeri (pari a 2,64 miliardi di euro), con una crescita del 32,1% in termini di richieste e del 29,2% per investimenti, ovvero di costi riferiti agli interventi, con una dinamica dunque in fortissima crescita.
Nei primi nove mesi del 2022 l’indicatore relativo alle domande di costruzione inoltrate è salito, rispetto ai primi nove mesi del 2021, di un ulteriore 8,9% come numero di domande e del 6,4% in termini di investimenti. Per quanto riguarda i progetti approvati, la crescita dei primi nove mesi del 2022 sul 2021 è dell’11,0% in termini di numero di progetti e del 34,4% in termini di investimenti.

Andamento mercato canton ticino: diverse velocità
Analizzando l’andamento del mercato, emerge in modo molto evidente come la dinamica degli ultimi due anni abbia avviato un periodo positivo, con crescite complessive degli investimenti in costruzioni molto rilevanti, come emerge dai dati dell’Ufficio statistica del Canton Ticino, che vede in particolare forti crescite a livello complessivo che, analizzate per singolo comparto, mettono in evidenza le diverse velocità dei diversi sottocomparti.
È interessante notare come il mese di gennaio 2023 evidenzi ancora una crescita del 15,1%, sostenuta soprattutto dai lavori di installazione, che giungono a un valore di +66% dopo una crescita molto consistente nei due anni precedenti, segno da un lato
dell’importanza dell’impiantistica, e da un altro della crescita del mercato delle ristrutturazioni.
Molto interessanti le prospettive a sei mesi: al di là di una tendenza al ribasso per l’edilizia, si evidenziano aspettative molto positive per le imprese del settore del genio civile e un consolidamento per i lavori di installazione, con una sostanziale stabilità del mercato, che dopo anni di segni negativi, è di per sé una buona notizia.
Progetti di costruzione: polarizzazione
A livello cantonale, come riportato nell’ultimo notiziario dell’Ufficio statistica del Canton Ticino, secondo i dati raccolti dal centro di ricerca congiunturale Kof di Zurigo in ottobre tratteggiano complessivamente una situazione positiva nelle costruzioni, anche se occorre essere prudenti rispetto ai risultati per sottocomparto, sempre più eterogenei e che mostrano una crescente polarizzazione delle posizioni.
I dati relativi alle domande di costruzione confermano questa situazione, dietro a +25,6% su base annua si osserva infatti un’estrema eterogeneità tra +114,5% dell’edilizia non abitativa e –13,4% di quella abitativa.
Sul fronte delle transazioni immobiliari il bilancio su base annua, pari a -5,7%, torna negativo, ma va segnalato che i risultati trimestrali del 2022 sono stati piuttosto altalenanti rispetto al 2021, dunque l’estrema variabilità indica una situazione ancora in divenire e fortemente associata anche alle dinamiche che i prezzi hanno avuto nell’ultimo anno.
Come ha dichiarato Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori (Ssic-Ti), «il 2022 è stato un anno complicato per il settore della costruzione. Ricordo la problematica riguardante l’aumento repentino e inaspettato dei prezzi di molti materiali per la costruzione, il forte rincaro dei carburanti con conseguenze dirette su tutti i trasporti, l’aumento significativo dei tassi d’interesse, l’esplosione dei costi dell’energia elettrica (con scenari per noi inimmaginabili che hanno messo in dubbio l’approvvigionamento energetico nel nostro Paese) e, per finire in bellezza l’anno, una forte inflazione che ha avuto conseguenze dirette sui costi a carico delle aziende (in primis per gli adeguamenti salariali)».
Ma molto interessanti sono anche le considerazioni relative al futuro del settore che, sempre per voce di Bagnovini, vedrà un inevitabile successo dei lavori di installazione, in quanto continueranno «sulla via dell’entusiasmo dettato dalla svolta epocale che stiamo vivendo a livello di risparmio energetico e di sfruttamento del rinnovabile. Conosciamo tutti il grande margine presente negli edifici di vecchia concezione.
La spinta che abbiamo nell’edilizia grazie al risanamento degli stabili la possiamo trovare, nel genio civile, nella manutenzione e nel potenziamento delle vie di comunicazione, con gli incentivi della posa di pavimentazioni stradali fonoassorbenti e protezioni foniche. La costruzione sarà sempre più indirizzata allo sviluppo sostenibile e questo processo irreversibile non può che essere positivo per l’uomo, l’ambiente, il territorio e dunque per l’economia circolare».
Residenziale King
L’importanza dell’edilizia nell’economia del Canton Ticino è anche rappresentata dai numeri. Nel Canton Ticino sono presenti 113.368 edifici abitativi per il 93,1% a uso residenziale esclusivo e per il 72,4% monofamiliari, per un totale di 251.215 residenze, delle quali solo il 30,4% sono relative a case unifamiliari. La quota di abitazioni in proprietà è pari al 39,2% (in aumento dal 38% dell’anno precedente) con un tasso di abitazioni vuote stabile e a livelli molto contenuti, pari al 2,83% del totale.
Ogni anno si costruiscono in Ticino mediamente 670 edifici che si inseriscono in un mercato immobiliare che nel 2021 ha mosso transazioni per oltre 5 miliardi di franchi. Gli investimenti nel 2020 (ultimo dato disponibile) sono stati pari a 3,1 miliardi di euro, dei quali il 52,3% da parti di privati e il restante 47,7% da lavori nel settore pubblico, una ripartizione che vede diminuire progressivamente negli ultimi anni gli investimenti nel settore privato a fronte di un aumento di quelli del settore pubblico.
Il mercato delle costruzioni ticinese è un mercato dunque in crescita ma segnato da forti variabilità al suo interno, in particolare tra i subcomparti, alcuni dei quali trainati fortemente dalle esigenze di rigenerazione energetica e ristrutturazione edilizia che, in futuro, avranno sempre un maggior peso negli investimenti privati, che oggi rimangono il motore trainante del settore.
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