Trend immobiliari per il 2025, cosa dice il report Ubs

Nuovi trend immobiliari
Rendering degli edifici residenziali del Waterfront di Levante

ll 2025 viaggia già a pieni giri. Ma, se è difficile fare previsioni all’inizio di ogni anno (ci provano, regolarmente smentiti, solo gli astrologi), non è impossibile distinguere i nuovi trend immobiliari.

Si possono, insomma, cogliere quei segni che caratterizzano un periodo e che, inevitabilmente, condizionano il business. Un macrotrend, che di riflesso interessa il settore dell’edilizia, per esempio, è quello immobiliare, che non per forza deve essere condizionato dai bonus ormai ridotti dalla legge di Bilancio: occorre voltare pagina.

Uno sguardo più ampio, per esempio, lo propone il colosso bancario svizzero Ubs, in un report riservato che YouTrade è in grado di consultare.

Il report analizza lo scenario del real estate. Non è uno studio focalizzato solo sull’Italia, ma individua delle dinamiche che sono presenti in tutta Europa e non solo.

Secondo gli esperti dell’istituto, insomma, il mercato immobiliare globale ha davanti a sé un promettente 2025, trainato da diversi fattori macroeconomici.

Un fattore positivo riguarda i tassi di interesse in calo, che abbasseranno i costi di finanziamento all’acquisto di immobili, rendendo gli investimenti più facili.

Anche per questo l’offerta di case di nuova costruzione, negli anni precedenti limitata anche a causa delle sfide normative e di costo, dovrebbe confrontarsi con una domanda robusta.

Si costruiranno nuovi edifici, in particolare di edilizia residenziale multifamiliare, in particolare nelle grandi città, dove la richiesta è maggiore e l’offerta è insoddisfacente.

Ma non solo: il report indica anche la necessità di realizzare un altro tipo di edilizia, per esempio, data center sempre più grandi (anche per gestire lo sviluppo dell’intelligenza artificiale) e spazi per logistica, come peraltro è avvenuto in Italia negli ultimi due anni.

Il settore immobiliare, inoltre, aumenterà i volumi delle transazioni, spinte dal calo dei tassi.

Un esempio è quanto si prospetta con il Piano Casa di Milano (che non c’entra nulla con il caso dei cantieri bloccati nei mesi scorsi dalla magistratura), destinato alla realizzazione di abitazioni non di lusso.

È già stato pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse nelle prime quattro aree della città. Il Piano prevede la partenza in quattro quartieri, per un totale di 174 mila metri quadrati da edificare.

In seguito, saranno interessate altre 17 aree, con un programma di dieci anni. In città saranno realizzate 10 mila case da mettere sul mercato con affitto calmierato, per una cifra indicata di 80 euro a metro quadrato.

Le aree saranno rese disponibili per 90 anni ai privati che costruiscono, poi torneranno in mano pubblica.

Le previsioni sono, giusto per i primi quattro quartieri, di circa 2 mila appartamenti, per un investimento che complessivamente è compreso tra i 300 e i 400 milioni. E questi sono affari veri, non previsioni astrologiche.

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