I vari bonus fiscali hanno messo il turbo ai lavori di efficientamento energetico del patrimonio abitativo. Solo nel 2019, prima del superbonus, l’Enea ha calcolato che gli interventi per ridurre i consumi degli edifici siano stati circa 600 mila
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Il retrofit, questo conosciuto, potremmo dire. Da quando sono stati introdotti i bonus energetici, in particolare quelli legati all’ecobonus, Enea ha iniziato a produrre una serie di report annuali che fotografano e raccontano, con dovizia di particolari statistici, gli interventi di riqualificazione edilizia finalizzati al potenziamento delle prestazioni energetiche degli edifici, prestazioni migliorate tramite applicazione di tecnologie e soluzioni innovative e con la realizzazione di nuovi elementi e assetti architettonici e impiantistici.
Come noto, il retrofit energetico e bioclimatico ha come obiettivo l’aumento delle prestazioni degli edifici tramite la riduzione degli input energetici necessari a determinare adeguate condizioni di comfort e a migliorare l’efficienza complessiva dei fabbisogni dell’edificio.
I rapporti Enea sull’efficienza energetica sono giunti quest’anno alla loro decima edizione, un traguardo che evidenzia la progressiva, costante e importante attenzione, non solo degli operatori, verso un tema che è sempre più strategico per le politiche di settore che di fatto rappresenta oggi uno strumento guida per l’analisi e l’informazione sullo stato dell’efficienza energetica nel nostro Paese e un punto di riferimento importante sia per le politiche pubbliche di settore che per le attività dei diversi soggetti coinvolti a livello nazionale, dalle associazioni di categoria ai vari player interessati al tema.
Transizione energetica: decisivi i prossimi 10 anni
Il percorso di transizione energetica avviato in Italia negli ultimi dieci anni, che oggi si avvale anche di un ministero specifico, ha avuto un’accelerazione senza precedenti, con una crescente velocità di penetrazione delle energie rinnovabili.
Come ha sottolineato Gilberto Dialuce, presidente dell’Enea nella sua prefazione all’ultimo report Raee (Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica), sebbene le diverse misure introdotte fino a oggi abbiano di fatto contribuito alla riduzione dell’intensità di utilizzo dell’energia, nel corso degli anni il consumo è comunque in aumento e, prima della crisi covid, l’Europa era ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi previsti per il 2030.
I prossimi dieci anni saranno decisivi per rispettare il limite di 1,5 gradi entro il 2030 e richiederanno scelte e azioni impegnative e rilevanti. Peraltro, molte di queste azioni sono sostenute anche dai fondi Pnrr, in tutti i settori. In particolare, si tratta di triplicare il tasso di riqualificazione energetica degli edifici associandolo a un utilizzo di elettrodomestici più efficienti ed eliminando gradualmente i sistemi di riscaldamento basati su combustibili fossili.
Ma non è solo nel campo edilizio che si deve intervenire. L’industria dovrà ridurre significativamente l’uso delle risorse con un approccio basato sull’economia circolare, avviando processi di produzione sempre più automatizzati e migliorando quelli esistenti, evitando sfridi e produzione di rifiuti, recuperando mediante l’efficientamento del sistema produttivo anche i consumi energetici. Nel campo dei trasporti le città dovranno prevedere un rapido passaggio ai veicoli elettrici combinato con sistemi di sempre maggiore integrazione tra mezzo privato e trasporto pubblico.
Transizione energetica ed edilizia
La transizione energetica, dunque, è una delle sfide più grandi che il nostro Paese ha di fronte e che stiamo affrontando anche mettendo a sistema risorse e strategie come forse mai l’Italia ha fatto nel suo passato.
In questa sfida, che è anche una grande opportunità, si inserisce l’edilizia e il patrimonio costruito, un patrimonio fortemente energivoro sul quale si sta intervenendo grazie agli incentivi e ai bonus fiscali, che stanno avendo anche grazie al superbonus 110% una forte accelerazione.
Rapporto mensile sul superbonus 110%
Partiamo da questi, allora. Secondo i dati presentati dall’Enea nel suo Rapporto mensile sul superbonus 110%, al 30 aprile 2022 erano in corso 155.543 interventi edilizi incentivati, per circa 27,4 miliardi di investimenti ammessi a detrazione che porteranno a detrazioni per oltre 30 miliardi di euro, dei quali oltre 19 miliardi già spesi, ovvero contabilizzati con attività di cantiere realizzate e concluse.
Sono 24.263 i lavori condominiali avviati (64,8% già ultimati), che rappresentano il 48,9 % del totale degli investimenti, mentre i lavori negli edifici unifamiliari e nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono rispettivamente 81.973 (74,1% già realizzati che rappresentano il 33,5% del totale investimenti) e 49.303 (76,6% realizzati che rappresentano il 17,5% degli investimenti).
La regione con più lavori avviati è la Lombardia (23.733 edifici per un totale di oltre 4,5 miliardi di euro di investimenti ammessi a detrazione), seguita dal Veneto (19.720 interventi e 2,7 miliardi di euro d’investimenti) e dal Lazio (13.902 avviati e 2,5 miliardi di euro di investimenti). Ma la regione che presenta il maggiore tasso di intensità d’uso è il Veneto, con 9,4 interventi ogni mille famiglie (quasi l’1% del totale), contro la media nazionale di 5,9.
Nel 2019, ultimo anno prepandemico e ancora non dotato di quell’effetto straordinario dato dall’accelerazione degli interventi dovuti al superbonus 110%, secondo i dati pubblicati sul rapporto annuale sugli incentivi fiscali promosso dalla Camera dei deputati, su un totale di 53,4 miliardi di euro destinati a investimenti in recupero e ristrutturazioni 28,8 miliardi si riferivano a interventi incentivati, ma solo 3,5 miliardi a efficientamento energetico. Con riferimento al periodo 2014-2018, secondo dati Enea, sono stati incentivati tramite l’ecobonus più di un 1,7 milioni di interventi, ai quali vanno aggiunti gli oltre 395 mila del 2019, dei quali oltre 145 mila sia di sostituzione dei serramenti, sia dell’impianto di climatizzazione invernale.
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I risparmi energetici ottenuti grazie agli interventi effettuati nel 2019, secondo le diverse tipologie di intervento previste, sommano un totale di 1.254 GWh/anno. Complessivamente nel periodo 2014- 2019 il risparmio energetico è stato pari a circa 7.100 GWh/anno e con riferimento al solo 2019 i risparmi ottenuti sono associabili in particolare a interventi finalizzati alla coibentazione dell’involucro, che sommano il 4,4% degli interventi, il 19,1% degli investimenti e producono il 33,8% dei risparmi, alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio e alla sostituzione dei serramenti.
Secondo dati Enea, il numero di interventi incentivati tramite ecobonus risulta inferiore rispetto a quanto rilevato dai dati di vendita sul mercato nazionale, perché molti lavori sono incentivati attraverso le detrazioni fiscali per il recupero edilizio (50%) e non tramite ecobonus (65%).
Dunque, nell’ambito di lavori di ristrutturazione più ampi, solo in parte collegati alla performance energetica dell’immobile. In base a queste rilevazioni Enea stima che nel 2019 gli interventi che effettivamente hanno interessato l’efficienza energetica degli edifici siano stati circa 600 mila, per lo più relativi alle pompe di calore e alle caldaie a condensazione, che insieme hanno contribuito a circa i due terzi del risparmio complessivo. Infatti, i dati di vendita osservati nel 2019 sul mercato nazionale per le caldaie a condensazione (716 mila), le pompe di calore destinate a impianto primario di riscaldamento (150 mila) e i serramenti (4,27 milioni destinati al rinnovo), mostrano come le richieste di incentivazione monitorate attraverso i meccanismi di detrazione fiscale riguardano mediamente il 15% del mercato.
Inoltre, sempre con riferimento al 2019, gli interventi di efficienza energetica e rinnovabili termiche incentivati tramite conto termico sono stati 113.658, con interventi dedicati all’istallazione di impianti termici rinnovabili a elevate performance energetico e ambientali (biomasse, solare e pompe di calore) a cui possono accedere privati e pubblica amministrazione, mentre per la restante parte rivolta più specificatamente a efficienza energetica su edifici pubblici prevalgono isolamento involucri, sostituzione finestre e caldaie a condensazione.
Retrofit e Pnrr: in arrivo 27,9 miliardi
In attesa di conoscere i numeri del 2021, per il mercato del retrofit si apre una nuova e interessante stagione basata sugli effetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in particolare per quanto contenuto nella Componente 3 della Missione 2, che destina complessivamente 13,95 miliardi di euro alla misura del superbonus 110% e 15,36 miliardi di euro per l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici.
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Complessivamente le misure del Pnrr prevedono 27,9 miliardi destinati a interventi di retrofit o, comunque, attinenti al miglioramento dell’efficienza degli edifici, con ulteriori risorse nazionali a carico Fondo complementare per un ammontare complessivo di 6,56 miliardi di euro e 0,32 miliardi dal programma React dell’Unione Europea.
Gli interventi finanziati dal Pnrr evidenziano come il retrofit sia una delle leve più virtuose per la riduzione delle emissioni nel nostro Paese che, vale la pena ricordarlo, dispone di un parco edifici con oltre il 60% superiore a 45 anni, sia in quelli pubblici (scuole, carceri), sia negli edifici privati.
Gli incentivi, dunque, sono un’arma formidabile per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico, obiettivi posti sia a livello mondiale dall’Agenda 2030, sia a livello europeo con la nuova programmazione 2021-2027, che punta ancora in modo strategico sulla sostenibilità e sulla riduzione dell’uso dell’energia, che rende il retrofit dunque non solo una opportunità, ma una vera e propria strategia inevitabile per ridurre il climate change, vera sfida alla quale tutti dobbiamo contribuire per il futuro.
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