I multipoint dell’edilizia stanno performando e sono reduci della crescita eccezionale del 2022. Le metà si attende un aumento anche per quest’anno. YouTrade pubblica un dossier con 22 multipoint da quattro e più punti vendita che vantano complessivamente un fatturato superiore a 2,2 miliardi

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Sempre più in alto», gridava Mike Bongiorno in una vecchia pubblicità e questo motto si potrebbe trasferire direttamente al settore dei multipoint della distribuzione edile.

L’analisi di 22 importanti player nazionali evidenzia dinamiche che raccontano da un lato una crescita consistente nella dimensione del giro d’affari, primo elemento di riflessione per qualsiasi analisi economica, e da un altro una focalizzazione molto rilevante sul consolidamento e sull’espansione territoriale, con alcune insegne che oggi iniziano a presentare profili, sia quantitativi che strategici, di rango non solo nazionale, ma anche europeo e internazionale.

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In base alle informazioni raccolte direttamente dalle aziende attraverso le interviste e integrate dalle informazioni raccolte dai siti web aziendali, i 22 multipoint con quattro e più punti vendita analizzati in questo dossier presentano complessivamente un fatturato nel 2022 superiore a 2,2 miliardi di euro.

In realtà il valore complessivo del giro d’affari mosso dai 469 punti vendita e dalle 241 show room rilevate è più elevato, in quanto non sono disponibili informazioni relative ai fatturati 2022 di Edil ’83, F.lli Anelli, Pio Macarra, Steldo e TopHaus: un aspetto che evidenzia come il volume d’affari complessivo di questi 22 player sia in realtà molto più ampio.

Multipoint edilizia: i primi tre distributori

Ovviamente per dimensione svetta su tutti Cambielli, che nel 2022 ha superato il miliardo di euro di fatturato, prima realtà italiana a raggiungere questo risultato, che permette di inserire questa importante realtà distributiva di materiali edili e idrotermosanitari tra le maggiori reti di vendita a livello europeo, con 214 punti vendita e 109 show room.

Per dimensione al secondo posto troviamo Zanutta, con 250 milioni di euro realizzati in 38 punti vendita e 30 show room.

Un secondo posto raggiunto grazie alle strategie di progressiva espansione del marchio friulano, che negli ultimi anni e in particolare nei passati 12 mesi, ha consolidato la sua presenza sul territorio mediante una forte strategia di acquisizioni.

showrooms

Al terzo posto Eternedile, con 195 milioni di euro di fatturato, 58 punti vendita e 18 show room. Sopra i 100 milioni ci sono altre tre importanti realtà: Orsolini Amedeo, con 151 milioni di euro distribuiti in 26 punti vendita e 21 room, Bauexpert con 145 milioni di euro realizzati in 16 punti vendita e sette show room, per chiudere con 4 Bild, che a livello di fatturato aggregato, compreso il franchising, ha realizzato 110 milioni di euro nel 2022 in 12 punti vendita e nove show room.

Modelli distributivi

Al di là delle dimensioni delle imprese, alcuni dati possono evidenziare in modo più specifico i modelli distributivi dei multipoint analizzati.

Un primo dato si riferisce al fatturato medio per punto vendita che, al netto delle imprese per le quali non si hanno indicazione del fatturato, risulta pari a 4,7 milioni di euro per store. Una prima differenza tra i modelli distributivi può essere individuata proprio a partire dal posizionamento al di sopra o al di sotto di questo valore medio.

Al di sopra, con valori quasi doppi, si posizionano Bauexpert e 4 Bild, con oltre 9 milioni di euro a filiale, mentre leggermente sotto si posiziona Sardares con 8,2 milioni di euro.

Vi sono, poi, tre aziende che presentano un valore medio di 6,6 milioni di euro, Zanutta, Vida e Comarte, mentre un valore ancora superiore alla media è quello relativo a Orsolini, con 5,8 milioni, e F.lli Pizziolocon 5,5 milioni.

Perfettamente nella media invece Cambielli, Silla e quasi vicino alla media Intofer, mentre le altre realtà si presentano al di sotto del valore medio, con Uni-Edil a chiudere la classifica con 2,5 milioni di euro.

Punti vendita/showroom

Altro dato molto interessante, rispetto ai modelli di offerta, riguarda il numero di showroom in relazione al numero di punti vendita.

La media complessiva è pari a una showroom ogni due punti vendita (rapporto showroom/punti vendita pari a 0,51), media che si alza al valore massimo di 1 show room per ciascun punto vendita per Silla e Sardares, mentre scende a valori compresi tra uno e due punti vendita per Edilklima Group, Orsolini, Zanutta, 4 Bild, F.lli Anelli e F.lli Pizziolo.

Cambielli rappresenta perfettamente la media (un valore atteso, date le dimensioni aziendali che incidono fortemente sul valore complessivo, mentre al di sotto del valore medio si posizionano le altre realtà, con alcuni casi nei quali lo show room è presente in valori pari o inferiori ad un rapporto di uno show room ogni cinque punti vendita, come nel caso di Vida, Gde ed E Più.

Multipoint edilizia: dinamiche economiche e reddituali

In attesa dei dati definitivi ed ufficiali di bilancio relativi al 2022, un’altra analisi in ogni caso molto interessante riguarda le dinamiche economiche e reddituali che le insegne hanno presentato nel 2021 rispetto al 2020.

La ripartenza post pandemica è stata molto rilevante per queste realtà (sono ovviamente escluse da questa analisi F.lli Anelli che è una Snc e Silla che è una Sas, oltre a TopHaus, il cui bilancio non risulta disponibile nel portale camerale dal 2019 in poi), con un incremento del fatturato complessivo delle 19 società di capitali monitorate pari a +37,3%, con una variabilità che va da +5,4% di Pio Macarra a +68,8% di Edil ’83. Ben 12 aziende hanno presentato incrementi superiori alla media del campione: cinque aziende con aumenti di fatturato superiori al 50% (Eternedile, 4 Bild, Vida, Edilklima Group, oltre alla già citata Edil ’83).

Oltre a queste forti dinamiche di crescita, il dato forte più significativo è individuabile nella dinamica della redditività, che valutata sulla quota di utili realizzati, presenta un incremento molto consistente, pari a una crescita complessiva degli utili cumulati del 143,3% per un valore pari a oltre 113 milioni di euro, con nove aziende che hanno fatto registrare incrementi superiori al valore medio e in cinque casi con crescite superiori al 200%.

In termini relativi, la percentuale di utili sul fatturato ha avuto tra il 2020 e il 2021 un forte incremento, passando nella media dal 4% del fatturato al 7,1%. Rispetto a questo valore medio vi sono alcune aziende che hanno fatto registrare percentuali ancora più elevate, mostrando dunque ottime redditività, capaci di essere poi tradotte in nuove azioni di investimento per lo sviluppo delle strategie, come nel caso di Eternedile e Raminelli che hanno fatto registrare gli utili più elevati, pari al 10,8% sul fatturato, seguite da Intofer con il 9,3%, Gde con il 9,2%, Cambielli con l’8,6% e Steldo con il 7,9%.

Da sottolineare, inoltre, che nel caso di Eternedile il valore degli utili sul fatturato era superiore al 10% anche nel 2020, 10,3% per l’esattezza, segno che anche nel difficile anno pandemico l’azienda ha saputo mettere a frutto notevoli capacità di gestione.

In relazione agli andamenti recenti e a quelli pre-visti per l’anno in corso, l’opinione generale delle 22 aziende multipoint intervistate è che il 2022 sia stato un anno non solo fortemente positivo, con 18 intervistati che hanno dichiarato di aver avuto performance molto positive e quattro che hanno dichiarato performance positive, ma in alcuni casi eccezionalmente positivo al punto che l’opinione generale è che sia un anno irripetibile.

La crescita in tutti i casi è imputata ad aumenti della domanda dovuti al superbonus, associati anche all’aumento dei prezzi che, inevitabilmente, alza i fatturati. In relazione alle previsioni per il 2023, il giudizio complessivo si articola tra aziende che vedono positivamente la dinamica attuale, 13 su 22, con gli estremi di Orsolini che vede il 2023 molto positivo e all’opposto F.lli Anelli che giudica il 2023 per ora nelle aspettative debolmente positivo. In mezzo, 4 Bild, Bauexpert, Edil ’83, Eternedile, Intofer, Pio Macarra, Raminelli, Sardares, Silla, Steldo e Tophaus con aspettative positive. Dal lato opposto vi sono alcune aziende che si aspettano un 2023 in rallentamento, con previsioni di flessione nel mercato per Comarte, Epiu’, Flli Pizziolo, Gde, Uni-Edil e Vida, mentre Edilklima ha dichiarato di non potersi ancora esprimere e di attendere lo sviluppo degli eventi.

Molto interessanti le strategie di Cambielli e Zanutta, i due leader del panel per giro d’affari, che teorizzano un 2023 in consolidamento, dunque un anno che non avrà le dinamiche dei due ani precedenti, ma che consentirà alle aziende di rafforzarsi e consolidarsi nei mercati di riferimento.

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Multipoint edilizia: gli scenari

Complessivamente lo scenario dei 22 multipoint analizzati è positivo, che consente anche in un anno meno performante come quello in corso, di mettere a frutto scelte e strategie che perseguono e proseguono le politiche messe in atto dalle diverse aziende nel corso di questi anni. In linea generale, la progressiva espansione sui mercati, grazie all’acquisizione o all’apertura di punti vendita, è un tratto dominante e irrinunciabile delle attuali strategie delle aziende, sia per quanto riguarda i multipoint con minori punti vendita, sia soprattutto per chi ha di fatto attuato ormai da alcuni anni una politica espansiva del marchio, basato soprattutto sulle acquisizioni.

La presenza nel mercato italiano di moltissimi punti vendita che oggi soffrono a causa dei problemi di cambio generazionale è peraltro un’opportunità in più per chi oggi sta attuando politiche di espansione territoriale, al fine di raggiungere una dimensione aziendale che consente di mettere a punto sistemi e strumenti di gestione interni e di relazione con il mercato che nella dimensione trovano non solo ottime opportunità per economie di scala, ma soprattutto per mettere in atto azioni legate anche allo sviluppo di economie di scopo, sfruttando le sinergie distributive e finanziarie che possono essere messe in atto e puntando sulla presenza territoriale capillare, vero atout nel sistema distributivo dei materiali edili in Italia.

 

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