L’anno del covid ha confermato il momento negativo del settore dei laterizi. Eppure se si analizzano le dinamiche interne si scoprono nicchie di mercato capaci di andare in controtendenza. Un trend che, però, è stato colto solo dalle imprese più innovative.

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Il refrain (ormai consunto) di tutti gli articoli economici sugli andamenti di mercato di alcuni settori dell’edilizia è quanto la pandemia abbia bloccato i trend che erano in ripresa. Per il settore dei laterizi bisogna invece trovare un’altra chiave descrittiva, perché il settore è in calo da anni, con flessioni inarrestabili in alcuni comparti produttivi, a causa del cambiamento epocale dei sistemi costruttivi e della lenta riorganizzazione imprenditoriale.

Il calo del mercato del settore, dunque, non è solo causa del lockdown, ma è frutto di un combinato disposto dato da un trend che il settore sta vivendo da anni, associato in questo caso alla congiuntura sanitaria che ha bloccato per alcuni mesi l’attività produttiva. Ecco dunque che, in questa interpretazione, la pandemia ha certamente influito sulla dinamica negativa del settore della produzione di laterizi nel 2020, ma il dato vero e reale, che non va sottovalutato, è quello di un settore in calo strutturale da anni, come i dati raccontano con dovizia di particolari. 

L’industria italiana dei laterizi 2020

Secondo i dati pubblicati nella seconda indagine statistica nazionale sull’industria italiana dei laterizi, prodotta dalla nuova realtà costituitasi dalla fusione di Confindustria Ceramica e Andil nel corso del 2019 e che prosegue il lavoro di approfondimento annuale del comparto svolto in passato dall’Osservatorio Laterizi dell’associazione, nel 2020 erano presenti in Italia 68 aziende produttrici di laterizi, che occupavano circa 3 mila addetti, un valore ancora in flessione rispetto al dato del 2019, quando erano presenti 72 aziende con un’occupazione complessiva di 3.200 addetti. 

Produzione laterizi nel 2020

Nel 2020 il numero di siti produttivi è diminuito di tre unità rispetto al 2019, passando da 90 a 87, con un grado di utilizzo degli impianti del 43%, inferiore di 5 punti percentuali a quello del 2019, ma pari a quello del 2018. Prosegue dunque la riduzione del numero degli impianti, segno di una progressiva ridefinizione del mercato, sia dal punto di vista della produzione in quantità e della capacità produttiva complessiva, sia delle tipologie di prodotto. 

Dal punto di vista della dimensione della produzione, nel 2020 il settore ha prodotto 3,98 milioni di tonnellate di laterizi, con una flessione del 9,9% rispetto all’anno precedente, quando aveva prodotto 4,41 milioni di tonnellate.

In sostanza, i laterizi negli ultimi 13 anni hanno perso ben quattro quinti del mercato, in termini di volumi prodotti.

Dinamiche per tipologie di prodotto

In questa dinamica negativa non tutte le tipologie di prodotto tuttavia subiscono questa contrazione, in quanto i mattoni faccia a vista risultano in crescita del 2,4%.

Cala invece dell’11,8% la produzione di mattoni e blocchi normali per murature, del 6,7% la produzione di blocchi alleggeriti, del 5,8% la produzione di blocchi da solaio e del 29,8% quella relativa ai fondelli. In flessione anche la produzione di forati e tavelle (-11,6%) e coperture (-17,4%).

Ma se si analizzano bene i dati pubblicati dall’osservatorio Confindustria Ceramica-Andil, oltre ai dati negativi, in alcuni casi anche molto eclatanti, emerge una crescita della produzione dei Blocchi per murature in laterizio normale, di tamponamento (foratura > 55%), con un incremento del 4,5%, una crescita del 4,8% dei Blocchi per murature in laterizio alleggerito, di tamponamento (foratura > 55%), un notevole aumento della produzione dei Mattoni faccia a vista in pasta molle del 28,4% e una altrettanto rilevante crescita della produzione di Vasi e pezzi speciali del 26,8%.

La-produzione-di-laterizi-in-Italia-migliaia-di-tonnellate

Limitati e circoscritti segnali positivi in uno scenario che in alcuni casi tocca crolli non solo a due cifre, ma anche molto vicini al dimezzamento o quasi annullamento della produzione, come nel caso dei Blocchi per murature in laterizio alleggerito, di tamponamento, rettificato (foratura > 55%) in calo del 40% circa e dei Blocchi per murature in laterizio alleggerito, portante, rettificato (45% < foratura ≤ 55%) in calo ben dell’87%.

Dunque la dinamica negativa complessiva, pari a -9,9%, nasconde come sempre andamenti molto diversificati man mano che si analizzanoi singoli settori. La crescita di alcuni segmenti è certamente riconducibile alla richiesta del mercato, che punta molto sui sistemi antisismici e sugli elementi strutturali contenenti elementi di finitura, come i mattoni faccia a vista, per esempio. Sono segnali importanti da cogliere, anche in una condizione congiunturale eccezionale e decisamente molto difficile per il settore.

Produzione-per-tipologia-di-prodotto-migliaia-tonnellate-Anni-2018-2020

Riorganizzazione territoriale della produzione

Dal punto di vista territoriale, su 83 impianti attivi 45 operano al Nord, dove sono stati prodotti nel 2020 quasi 2 milioni di tonnellate di laterizio. I rimanenti 38 impianti, localizzati nel Centro e nel Sud hanno prodotto nel 2020 1,98 milioni di tonnellate. Prosegue dunque la riorganizzazione non solo aziendale, ma anche territoriale della produzione, che geograficamente presenta dinamiche molto diversificate.

Andamento-produzione-laterizi-numero-addetti-e-stabilimenti

Infatti, come riportato dall’osservatorio, la produzione di elementi da muro normale cala significativamente al Nordovest (-22,1%) e al Nordest (-20,6%), ma è invece stabile al Centro (+0,7%). In flessione più contenuta al Sud (-1,6%). Gli elementi da muro alleggeriti incrementano la produzione nella sola area Sud (+14,9%), mentre registrano una flessione al Nordovest (-17,8%), al Nordest (-12,3%) e al Centro (-1%). La produzione di forati e tavelle è in calo in tutte le zone del Paese e in particolare alNordovest (-22,4%), al Nordest (-14,8%) e al Sud (-11,2%). Meno significativa la flessione al Centro (-1,9%). Cresce la produzione di faccia a vista e pavimenti al Nordest (+36,4%), mentre è in calo nelle altre aree: Nordovest (-38,8%), Centro (-21,6%) e Sud (-51%). Solai e fondelli registrano un incremento al Sud (+2,9%), e subiscono una riduzione della produzione al Centro (-10,5%), al Nordest (-5,9%) e al Nordovest (-23,4%). Dinamiche negative anche per le coperture al Nordovest (-11,7%), al Nordest (-25,0%), al Centro (-12,3%) e al Sud (-36,6%). In termini di performance regionali, il Nordovest registra una flessione della produzione totale del -19,7%, mentre nel Nordest la flessione è del -12%. Più contenuto il calo della produzione al Centro (-4,8%) mentre la produzione totale al Sud conferma sostanzialmente i volumi del 2019 (-0,1%).

Laterizi: fatturato 2020 e analisi dei bilanci 2019 delle principali aziende del settore

Sempre secondo le stime dell’osservatorio, il comparto della produzione di laterizi nel 2020 ha fatturato circa 380 milioni di euro, un valore stabile rispetto a quello del 2019, segno che, nonostante la produzione sia rallentata di quasi il 10%, i prezzi in aumento hanno consentito di recuperare redditività.

L’analisi dei bilanci che YouTrade come sempre pubblicherà a fine anno in occasione del numero speciale sui bilanci delle costruzioni potrà confermare o modificare questa prima interpretazione.

Ma se si analizzano i conti 2019 delle 56 aziende con fatturato superiore al milione di euro iscritte al codice Ateco 23.32, ovvero Fabbricazione di mattoni, tegole ed altri prodotti per l’edilizia, emerge un quadro interessante, nel quale la dinamica complessiva presenta nel 2019 (anno comunque di calo della produzione) un incremento del fatturato rispetto al 2018 del 2,3%, passando da 369 a 378 milioni di euro, con andamenti ovviamente diversificati in base alle diverse realtà imprenditoriali, con trend positivi per Fornaci Briziarelli Marsciano, in crescita del 16,9%, e che si conferma la prima realtà produttiva nazionale, e Wienerberger, in aumento dell’1,2%.

Scendendo di scala, tra le imprese con fatturati compresi tra 5 e 10 milioni di euro emergono le performance molto positive di Fornaci D.C.B. – Pierino Branella, So.La.Va., Ibl, Mosconi, Degrea e Gruppo Ripa Bianca.

Per le imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di euro le crescite più significative sono quelle di Fornace Centrale, Manetti Gusmano e Figli, Esse Elle Laterizi, Laterizi Akragas, Fornace Torricella Laterizi e Sugaroni Vincenzo. 

Andamento-delle-principali-imprese-produttrici-di-mattoni-tegole-e-altri-prodotti-in-cotto-per-edilizia

Questa lettura evidenzia come nonostante il mercato dei laterizi abbia imboccato da anni una china discendente, derivata non solo dalle dinamiche negative del mercato nel settore della nuova costruzione, ma anche dal cambiamento quantitativo e qualitativo della domanda.

Nonostante, però, questa congiuntura negativa ha saputo ristrutturarsi non solo a livello di sistemi aziendali, ma anche di prodotti e soluzioni, come nel caso di alcune tipologie specifiche di prodotto che riescono, a discapito del rallentamento della domanda generale di laterizi anche in tempi di covid, ad avere trend positivi. Un segnale che potrebbe far ben sperare in tempi di superbonus e di ripresa molto consistente dell’edilizia in Italia.

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