I dati dell’associazione non prevedono uno stop dopo due anni di crescita sostenuta. Ma la congiuntura internazionale ha rallentato bruscamente le vendite all’estero dell’arredo bagno. Per il comparto si apre però l’opportunità dei giochi olimpici Milano-Cortina 2026.

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Se il 2021, l’anno della ripartenza del dopo covid, per il comparto dell’arredo bagno è stato da record (rispetto al 2019 era cresciuto a due cifre), anche il 2022 ha registrato numeri molto interessanti. Sono 4,4 i miliardi di fatturato generati da 949 imprese del settore e oltre 23 mila gli addetti del comparto.

Un settore che genera una quota export rilevante, pari 1 miliardo e 879 milioni, mentre le vendite in Italia ammontano a 2,5 miliardi. E si tratta comunque di volumi al rialzo in relazione all’anno precedente, perché segnano un aumento del 9,1% sul totale del giro d’affari, del 7,8% sulle vendite all’estero e del 10% per le transazioni nel territorio nazionale.

I dati sono quelli elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo eventi e presentati in occasione del convegno sul tema Stanza da bagno e spazi del benessere nei luoghi dell’ospitalità: scenari e opportunità in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di MilanoCortina 2026. Il tema è centrale, perché le strutture alberghiere e di accoglienza che saranno messe alla prova con l’arrivo di migliaia di persone in occasione della competizione olimpica avranno, ovviamente, necessità di bagni confortevoli e per le aziende italiane è una occasione di business interessante.

bagno

Quote mercato arredo bagno

«La quota di mercato gestita, prodotta e fatturata dalle 145 aziende delle aziende di Assobagno è pari al 52%. Quindi, una dimensione di assoluta rilevanza», afferma Elia Vismara, presidente Assobagno di FederlegnoArredo, che proprio da questa posizione rivela però luci e ombre dell’intero settore.

«In realtà, questa performance di prim’ordine dell’anno passato se fosse stata valutata mese per mese avrebbe mostrato uno scenario meno roseo: a fronte di incrementi molto sostenuti nei primi sei mesi, la seconda parte dell’anno ha presentato un progressivo rallentamento. Una curva in discesa tale da presuppore una frenata brusca».

In compenso, gli studi di settore proiettati sul primo trimestre del 2023 indicano un incremento del 3%. Insomma, arrivando da un più 9% si può dire che finora il settore ha tenuto. «Certo, si tratta di fatturato che, quindi, include tutti gli aumenti di listino dovuti alla impennarsi dei prezzi delle materie prime e dei trasporti. Non si tratta di marginalità o di utili, ma possiamo dire che il mercato che doveva franare sta mantenendo una linea piatta in leggera crescita», ha aggiunto Vismara, illustrando le cifre con maggiore dettaglio

Rubinetti in testa

La composizione di fatturato per merceologia all’interno di Assobagno vede quattro segmenti di prodotto spartirsi i tre quarti del giro d’affari: la rubi-netteria rappresenta il 27,1%, i mobili da bagno sono a quota 18,6%, mentre le cabine doccia sono relative al 17,1% del fatturato. I sanitari arrivano al 12,1%, il resto invece è generato dagli accessori (10%) da cabine multifunzione 2%, da sedili wc (2,25%), da termoarredo (5,5%) e vasche (4,9%).

In questa composizione il settore dei rubinetti ha la propensione all’export maggiore con una quota del 37% in Italia contro il 63% dell’estero, all’opposto del termoarredo, che si riversa per l’84% all’interno dei confini nazionali.

E proprio esaminando i dazi doganali il Centro Studi di Federle-gnoArredo è riuscito a fornire una fotografia realistica dell’export, che segna -4,9% per il primo trimestre 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con Paesi come Germania e Francia, una volta trainanti e ora in stand-by, e gli Stati Uniti scivolati dal terzo al settimo posto con -25%. I motivi della flessione sono da mettere in relazione con la congiuntura economica: tassi più alti, inflazione, tensioni geopolitiche.

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