Con il 94,5% dei comuni italiani a rischio per frane, alluvioni, valanghe e/o erosione costiera, il nostro Paese non può certo dormire sonni tranquilli.

Alle naturali caratteristiche morfologiche, geologiche, idrologiche e sismiche del territorio, si sommano gli effetti dell’incremento delle aree urbanizzate (passate dal 2,7% degli anni Cinquanta al 7,16% del 2023 secondo i dati del Sistema nazionale protezione ambiente 2024) e quelli dei cambiamenti climatici, che stanno determinando l’aumento dei fenomeni meteorici estremi, con conseguenti frane superficiali, colate detritiche, alluvioni e piene rapide e improvvise (flash flood).

Del resto, basta aprire i giornali per rendersi conto della portata del dissesto: dalla frana di Niscemi al ciclone Harry che ha distrutto vaste aree della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, fino al caso di Isola Farnese che ha determinato l’isolamento di un’intera comunità alle porte di Roma, la fragilità del territorio italiano è ormai cronaca quotidiana.

Per questo motivo, una corretta ed efficace gestione dell’acqua è ormai un elemento imprescindibile per arginare il fenomeno, grazie anche all’innovazione e all’impegno messi in campo da aziende come Starplast, specializzata in soluzioni innovative per la depurazione, il trattamento e il recupero idrico in ambito civile e industriale.

YouTrade ha incontrato il ceo, Stefano Grandicelli, insieme ad Antonio Forastiere, responsabile commerciale per infrastrutture e imprese, e Fabio Dominici, responsabile rivendite ed export.


Più business con la gestione sostenibile delle acque

Puntualmente le cronache riportano le storie di allagamenti e frane. Tutte fatalità?

Stefano Grandicelli. Non abbiamo strumenti per intervenire sul meteo. Tuttavia, quando queste fatalità si ripetono in maniera sempre più frequente, è necessario prevedere e agire affinché, nel momento in cui avvengono queste inondazioni, non creino danni. È dunque indispensabile strutturarsi sempre meglio per gestire le grosse alluvioni.

Un altro elemento che incide in maniera significativa è il cambiamento climatico. Ha modificato la tipologia dei vostri prodotti?

Stefano Grandicelli. Sì, certo. Da quando è partita, Starplast ha sempre avuto l’idea di realizzare prodotti per il trattamento delle acque, dal recupero alla gestione dell’invarianza idraulica, dove si sono concentrate nel tempo le maggiori richieste. Fino ad arrivare a oggi a ideare il sistema inPluvio a celle drenanti proprio come risposta ai cambiamenti climatici.

È cambiata anche la modalità di progettazione per lo smaltimento delle acque?

Stefano Grandicelli. I sistemi si evolvono, anche se il sistema biologico che c’è alla base è rimasto sempre lo stesso. Attualmente stiamo cercando di semplificare gli impianti con l’inserimento di sistemi SBR (Sequencing Batch Reactor – Reattore a Sequenza Temporale, una tecnologia avanzata per il trattamento biologico delle acque reflue fognarie o industriali, ndr) che consentono di velocizzare il trattamento e ridurre i volumi. Quindi il processo di progettazione cambia anche in funzione di quelle che sono le richieste del mercato.

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I fondi del Pnrr sono serviti almeno in parte a ridurre il rischio idrogeologico?

Antonio Forastiere. Sicuramente l’impatto dei fondi ha creato molto lavoro nell’ambito della gestione delle acque, soprattutto al Nord. Si stanno realizzando tante infrastrutture e in molti cantieri c’è stato bisogno di impianti di trattamento delle acque meteoriche, vasche di laminazione e invarianza idraulica.

Quali sono le soluzioni più richieste?

Antonio Forastiere. Quelle di invarianza idraulica. Oggi il problema più grosso riguarda la gestione delle piogge intense: la grande quantità di acqua che si riversa in pochissimo tempo crea allagamenti, frane e altri problemi ambientali e idrogeologici. Avere sistemi come inPluvio rende possibile un adeguamento del sistema idrogeologico per evitare questo tipo di problemi.

Starplast è una delle prime aziende che ha ottenuto la certificazione Ce: quanto è importante?

Fabio Dominici. Sicuramente la certificazione è un passo importante ed è ciò che marca la differenza da un prodotto che non ha contenuto tecnico. Quindi è fondamentale sia per il mercato italiano che per i mercati stranieri. La certificazione CE riporta il livello qualitativo di Starplast ai requisiti della Comunità europea.

La certificazione di prodotto è una discriminante importante?

Fabio Dominici. Certamente. Sul mercato ci sono prodotti che basano la loro esistenza prevalentemente sul prezzo, più che sulla performance qualitativa. Avere una certificazione garantisce all’utente che la performance del prodotto che si sta acquistando sia effettivamente rispondente alle normative e alle sue aspettative.

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Il mondo della distribuzione sta cambiando, a partire dalla logistica. Questo che cosa comporta?

Stefano Grandicelli. Dal punto di vista commerciale il mondo si è trasformato. Se pensiamo al settore alimentare, in vent’anni sono spariti i piccoli negozi e tutto è stato concentrato nella grande distribuzione. Lo stesso processo è avvenuto nel settore del materiale elettrico e idrotermosanitario. Il settore della distribuzione edile è un po’ in ritardo, forse a causa dei costi. Il rapporto tra volume di prodotto e prezzo del materiale è infatti decisamente sproporzionato in edilizia, rispetto agli altri settori citati pocanzi. Tuttavia, il mondo della logistica è in grande sviluppo, si stanno costruendo hub su tutto il territorio e questo processo sta trasformando anche la distribuzione. Ci dobbiamo aspettare forti cambiamenti anche nel settore edile.

Nell’edilizia, anche nel mondo del lavoro, ci sono cambiamenti strutturali: non si trova personale per i lavori manuali, mancano autisti per le consegne e le imprese subappaltano sempre di più le lavorazioni specialistiche. Che cosa significa per un’azienda come la vostra?

Stefano Grandicelli. È una domanda che ho posto io stesso agli agenti nel corso di una recente riunione. Il mondo sta cambiando, non si trova più manovalanza, autisti, personale specializzato. Siamo costretti a trovare soluzioni innovative e offrire prodotti che non siano solo manufatti da collocare, ma veri e propri sistemi in grado di colmare queste lacune, puntando sempre più sulla semplificazione e il buon rapporto qualità-prezzo.

È necessaria una svolta nel rapporto tra produttore e rivenditore?

Stefano Grandicelli. Lo ritengo alla base. Il produttore deve investire in efficienza, qualità e sviluppare continuamente la ricerca per innovare e rispondere ai cambiamenti del mercato. Il rivenditore deve avere una perfetta conoscenza del proprio territorio, saper collocare il prodotto giusto, fare informazione attraverso i tecnici sulle innovazioni e saperle portare al mercato.

Nella distribuzione il trend è quello delle aggregazioni in gruppi d’acquisto e accorpamenti tra rivenditori. Che cosa comporta?

Fabio Dominici. Comporta la necessità di interfacciarsi sempre più frequentemente con realtà più strutturate e complesse, che però al contempo manifestino anche la volontà di coprire settori non tradizionalmente riconducibili alla rivendita edile, come ad esempio il settore del trattamento delle acque. Questa volontà di strutturarsi anche in mercati diversi è ciò che cerchiamo di agevolare, incoraggiare e supportare.

Come deve essere un rivenditore strutturato?

Fabio Dominici. Avere personale dedicato e fare corsi di formazione. Stiamo collaborando con diversi multipoint e consorzi: alcuni hanno una vocazione più tecnica e la volontà di formare le rivendite aderenti; altri sono ancora ancorati al discorso del miglior prezzo e del premio a fine anno. In ogni caso, sempre di più intercettiamo rivenditori che vogliono venire in azienda per formare il proprio personale o che ci chiedono di fare formazione presso i loro punti vendita.

Per esempio, in Lombardia, che è la regione più avanzata sul tema del trattamento delle acque, siamo spesso chiamati a fare formazione con i gruppi con cui collaboriamo. Il consiglio che vogliamo dare ai rivenditori edili è quello di accelerare il loro approccio verso questo mercato.

In che modo?

Fabio Dominici. Oggi chi entra in cantiere cerca di fornire tutto. Nell’Its, che annovera gruppi molto importanti, la distribuzione si sta strutturando con persone che visitano i cantieri per proporre prodotti e soluzioni.

Siccome molti rivenditori edili sono strutturati anche come termoidraulica, sarebbe opportuno che non si limitassero solo alla rubinetteria e all’ambiente bagno, ma che cominciassero a prevedere anche il mondo della gestione e del trattamento delle acque. Probabilmente c’è poca conoscenza tecnica del prodotto e delle soluzioni disponibili: per questo andiamo ad approcciare gruppi e rivendite edili puntando sulle grandi potenzialità di questo mercato.

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Come si può strutturare la collaborazione tra rivendita e produttore?

Fabio Dominici. Proprio facendo capire alla rivendita che c’è un mercato da andarsi a prendere e che altri hanno già iniziato a prendere d’assalto. Inoltre, in termini di efficientamento energetico, anche il settore della gestione e del trattamento delle acque ha un ruolo considerevole, al pari delle pompe di calore e dei serramenti, pertanto è assolutamente da prendere in considerazione, dalla fase progettuale a quella realizzativa.

Starplast si propone come partner del rivenditore. In che modo?

Fabio Dominici. Sicuramente andando a colmare quel gap di conoscenza tecnica che il rivenditore edile non può avere. All’interno di una rivendita troviamo migliaia di prodotti e non è pensabile che il personale commerciale o i banconisti possano conoscere tutto. Starplast si propone come partner delle rivendite proprio perché si impegna a svolgere parte del lavoro, lasciando i distributori liberi di approcciare con tranquillità cantieri e progettisti.

Siete partner soprattutto per quale tipologia di soluzioni?

Fabio Dominici. Siamo partner per tutte le soluzioni che servono a migliorare l’efficienza degli edifici, in ambito residenziale, pubblico e commerciale, dai sistemi per l’invarianza idraulica a quelli per il recupero delle acque, sempre più importanti, tanto è vero che all’interno della Comunità europea si sta valutando di renderli obbligatori. La Spagna, per esempio, da gennaio 2026, ha reso obbligatorio il recupero delle acque grigie, mercato in cui noi siamo già presenti da anni. Quindi, Starplast può supportare le rivendite nel proporre questo tipo di soluzioni, che vanno incontro ad esigenze sia di carattere normativo che ambientale.

La rivendita deve avere un rapporto più stretto con il proprio territorio, o lo ha già?

Fabio Dominici. Mi sembra che il sistema rivendite in Italia sia piuttosto capillare. Sicuramente il rapporto è già avanzato, credo che non ci sia molto altro da suggerire.

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Starplast è chiamata a svolgere un ruolo anche in cantiere?

Antonio Forastiere. Sì. In qualità di responsabile di cantieri e infrastrutture, mi occupo proprio di questo specifico settore. In questo ambito Starplast è protagonista perché offre soluzioni tecniche che permettono di migliorare le condizioni di cantiere e adeguare gli impianti alle esigenze del progetto.

Quali sono le domande che vi rivolgono più spesso?

Antonio Forastiere. Ci rivolgono spesso domande su come gestire l’impianto successivamente alla fornitura. Oggi vendere un impianto è abbastanza semplice, ma vendere anche una soluzione di gestione e manutenzione dell’impianto fa la differenza. In questo Starplast vuole essere protagonista.

Ricevete richieste per supportare tecnicamente il cliente?

Antonio Forastiere. Assolutamente sì. Tramite il nostro ufficio tecnico siamo studiare soluzioni specifiche per ogni tipo di cantiere, affiancando il rivenditore che ci fa pervenire le richieste e ci mette in contatto con i progettisti. Noi troviamo la soluzione, poi diamo al rivenditore la possibilità di fornire la soluzione tecnica.

In che modo fornite questo servizio di supporto?

Antonio Forastiere. Tramite il nostro ufficio tecnico che si interfaccia con il professionista e fornisce supporto telefonico, disegni e schede tecniche.

Che cosa deve fare il produttore per migliorare il lavoro delle imprese di costruzione?

Fabio Dominici. Fornire strumenti e istruzioni per la corretta posa al fine di massimizzare le prestazioni dell’impianto, oltre alla formazione e al supporto in cantiere in caso di necessità. Per i casi di invarianza idraulica Starplast è anche strutturata con squadre di posa interne, al fine di assicurare il risultato finale dell’installazione.

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Qual è la situazione della gestione delle acque al Sud?

Antonio Forastiere. Ormai gli enti che gestiscono le acque non realizzano più sistemi di fognatura e dal punto di vista della depurazione delle acque c’è ancora tanto da fare. Per quanto riguarda la gestione delle acque meteoriche i Comuni si stanno attrezzando e prevediamo un aumento notevole di richieste nei prossimi dieci anni.

Quali sono le soluzioni Starplast più richieste oggi?

Antonio Forastiere. Di sicuro il sistema di invarianza idraulica con il nostro inPluvio, il più richiesto in assoluto. Fino a qualche anno fa era richiesto solo al Nord, oggi è venduto in tutte le regioni d’Italia. Avere sistemi efficienti e marcati Ce salvaguardano sia il cliente che il rivenditore, sicuro di offrire un prodotto certificato, ad alte prestazioni, che non darà problemi garantendo un’efficienza depurativa prossima al 100%.

C’è una zona d’Italia più sensibile al discorso dell’invarianza idraulica?

Antonio Forastiere. Sicuramente il Nord, che ha cominciato per primo a legiferare su questo aspetto. Il territorio italiano è molto complesso a livello idrogeologico e, in alcune zone, c’è addirittura differenza tra i vari Comuni rispetto alle esigenze di invarianza idraulica. Al Nord sono stati fatti grossi passi avanti a livello legislativo che fanno un po’ da traino per le altre Regioni: com’è successo per la normativa della Regione Lombardia sui reflui civili, sta succedendo la stessa cosa per l’invarianza idraulica.

Il commerciale crea anche cultura tra i rivenditori in questo campo. Come siamo messi nel Sud Italia?

Antonio Forastiere. Io opero nel Sud Italia da circa 23 anni e ho visto un cambiamento notevole della cultura e della sensibilità su questi argomenti. C’è comunque ancora tanto da fare, perché nonostante i passi avanti in alcuni settori deve cambiare la mentalità generale. Il problema dell’acqua al Sud è molto sentito, ma è visto ancora come un costo e non come un investimento per il futuro.

Quali riscontri avete avuto dal vostro secondo stabilimento a Lamezia Terme?

Stefano Grandicelli. L’impianto sta funzionando bene e siamo contenti. Il Sud Italia è sempre stato famoso per la grande richiesta di serbatoi da esterno, per far fronte alla scarsità della risorsa idrica e gestire al meglio l’acqua potabile. Oltre a produrre questa tipologia di prodotti, la nostra vocazione resta indirizzata principalmente agli impianti di depurazione, la cui domanda sta crescendo anche nel Mezzogiorno. Avere un’unità produttiva al Sud ci permette di essere molto più coinvolti a livello territoriale e far passare in maniera più adeguata il messaggio dell’importanza della depurazione delle acque.

Quali obiettivi vi siete dati al Sud?

Stefano Grandicelli. Crescere dal punto di vista della produzione e del servizio inerente alla fornitura di impianti di depurazione, che sta crescendo proporzionalmente all’espansione del mercato del Sud Italia. La risposta è positiva e ci sono zone in cui addirittura per legge è diventato obbligatorio l’utilizzo di impianti di trattamento delle acque grigie, un settore in cui la nostra azienda vanta una forte propensione all’innovazione. A breve, proprio in questo settore, uscirà il nuovo impianto Biogrigio Home.

Com’è andato il business del 2025 e cosa prevedete nel 2026?

Fabio Dominici. Molto bene per quello che riguarda il settore del trattamento delle acque. Abbiamo avuto un incremento superiore alle previsioni, intorno al 30%, quindi siamo molto soddisfatti. Quello che stiamo osservando ci fa ipotizzare che anche il 2026 possa essere un anno di ottimi risultati. Sicuramente il sistema inPluvio ha dato il suo contributo per il raggiungimento di questo risultato, e nel corso del 2026 lo farà ancora di più. Abbiamo anche altre novità di prodotto in arrivo per cui ci aspettiamo che il trend possa continuare in maniera positiva. Siamo molto ottimisti.

Così le alluvioni si possono imbrigliare

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Pierluigi Dell’Onte

«La prima legge sull’invarianza idraulica è uscita nel 1983, a seguito dell’alluvione di Firenze. Ora quasi tutte le regioni in Italia hanno il loro regolamento. Dal punto di vista normativo ci siamo mossi un po’ in ritardo, ma tanta strada è stata fatta. D’ora in avanti dovremmo far in modo che il discorso della gestione idrica diventi parte fondamentale della progettazione degli edifici e delle città», ha commentato a YouTrade Pierluigi Dell’Onte, responsabile dell’ufficio tecnico Starplast.

Come si arriva a gestire grandi volumi di pioggia?

Dal punto di vista residenziale e urbanistico si gestiscono con le vasche di laminazione e di invarianza idraulica che possono essere realizzate in tanti modi. Considerando invece il tema delle esondazioni, si gestiscono creando delle grandi casse di espansione in cui viene fatta defluire l’acqua, in modo da evitare problematiche di alluvioni e quant’altro.

Quanto incide il drenaggio sulla cura del territorio?

Il drenaggio delle acque è un elemento indispensabile per la corretta gestione della risorsa idrica, evitando anche che le strade diventino fiumi. Proprio in questo consiste il concetto di invarianza idraulica: far in modo che quando piove il corpo recettore abbia sempre e comunque la stessa portata, che l’acqua non fuoriesca dal suo alveo e non si creino appunto alluvioni.

Quanto conta la manutenzione nel contenimento del rischio idrogeologico?

Direi che è fondamentale. Se pensiamo agli ultimi eventi in Italia, come le alluvioni in Emilia-Romagna o la frana di Niscemi, tutto riporta al tema della manutenzione del territorio.

Quali sono le innovazioni di prodotto Starplast più interessanti?

Il nuovo sistema inPluvio formato da celle drenanti è utilizzato sia per il drenaggio che per la raccolta delle acque. È un sistema presente da poco nel mercato: partito dal Nord Europa, è arrivato pian piano nel Nord Italia e ora lo stiamo sviluppando in maniera coerente per rispondere alle diverse necessità del mercato nazionale.

Quali sono i vantaggi per chi progetta?

Oltre ai vantaggi del prodotto in sé, Starplast affianca i progettisti con tutta una serie di informazioni normative e metodi progettuali.

Quali tipo di impianti sono importanti per ridurre l’impatto ambientale?

Tutti i sistemi Starplast lavorano in sinergia: dalla depurazione delle acque, con benefici ambientali dal punto di vista chimico, fisico e biologico, fino al drenaggio con benefici ambientali dal punto di vista dell’invarianza idraulica e idrogeologica.

Quali elementi deve considerare un progettista, per esempio nell’edilizia residenziale?

Anche un semplice impianto di recupero delle acque piovane ha più funzioni: ad esempio, al risparmio idrico  si può sommare il beneficio ambientale dal punto di vista idrogeologico. Le vasche di laminazione funzionano molto bene. Nel momento in cui un progettista va a progettare un edificio, una scuola, un ospedale, il tema della gestione dell’acqua va preso in massima considerazione, insieme a tutti gli altri aspetti per massimizzarne la resilienza e ridurne l’impatto ambientale.

C’è abbastanza cultura su questa materia?

In materia di drenaggio le normative sono ragionevolmente giovani, quindi è necessaria un’intensa attività di formazione, anche da parte dei produttori che possono portare la loro esperienza ai progettisti. Molti professionisti si appoggiano a noi proprio per ricevere maggiori informazioni e formazione continua. C’è ancora un gap da colmare, ma noi siamo qui per questo.

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