La legge di Bilancio 2021 ha cambiato i termini del superbonus. Non solo: ha introdotto anche altre novità, in alcuni casi con modifiche profonde. Occorre, quindi, ridisegnare la mappa degli incentivi fiscali (speriamo sia l’ultima volta). In ogni caso, necessario fare il punto sul sistema bonus.
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Superbonus
La novità introdotta negli ultimi giorni di discussione è la proroga fino al 31 dicembre 2022 per le case unifamiliari e le villette in genere. A una condizione: entro il prossimo giugno deve essere completato almeno il 30% dei lavori.
Proroga, invece, per i condomini, ma con progressivo calo del beneficio. Il superbonus 110% sarà utilizzabile per le spese sostenute fino a dicembre 2023. Poi, dal 2024, l’incentivo calerà al 70%, e l’anno successivo al 65%, il livello del normale ecobonus. E poi? Poi si vedrà.

Il superbonus, ricordiamolo, interessa le parti comuni condominiali e i diversi appartamenti, per gli ormai noti lavori trainanti. Una delle novità l’estensione del beneficio per le Onlus, le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps).
Superbonus anche nel caso di demolizione e ricostruzione di edifici compresa tra le ristrutturazioni dal Testo unico dell’edilizia. Il superbonus può riguardare anche l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Bonus Facciate
Gli edifici nelle zone A o B potranno ancora usufruire dell’incentivo, inclusa la sola pulitura o tinteggiatura esterna, ma dal 90% si passa al 60%. Non ci sono limiti di spesa e lo sconto è detratto in dieci rate annuali.

Il bonus vale solo per il 2022, non è prevista la proroga.
Se l’intervento interessa anche l’isolamento termico per più del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, si passa all’ecobonus ordinario, con le procedure burocratiche del caso (asseverazione, computo metrico, Ape finale, schede tecniche dei materiali, comunicazione all’Enea).
Sismabonus
I lavori per il consolidamento strutturale interessano le zone classificate 1, 2 e 3. Per gli edifici, secondo i lavori effettuati, spetta un incentivo del 50-70-75-80-85% fino al 31 dicembre 2024.
Ma non solo: c’è anche la proroga al 31 dicembre 2022 per il super sismabonus acquisti al 110%, che sarebbe invece terminato il 30 giugno 2022. Restano dubbi sulla necessità di aver completato i lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo, visto che non si parla di alcun intervento, ma solo dell’acquisto da parte di persone fisiche di abitazioni di edifici demoliti e ricostruiti da imprese con criteri sismici.
Fino al 31 dicembre 2024, invece, il sismabonus va ripartito in cinque quote annuali a detrazione. Si sale al 70% o 80% se gli interventi portano a una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi. Ma per le parti comuni di edifici condominiali si sale all’80% o 85%. Il sismabonus è previsto fino alla fine del 2024.
Bonus ristrutturazioni
Rimane sostanzialmente invariato al 50% fino alla fine del 2024. Riguarda le manutenzioni straordinarie, la ristrutturazione su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, (anche rurali) e sulle pertinenze.
Inoltre, lo sconto fiscale riguarda le manutenzioni ordinarie su parti comuni di edificio residenziale, condominiali o meno, il restauro e risanamento conservativo, nonché ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi naturali, lavori per l’insonorizzazione, la cablatura, la bonifica dall’amianto e lavori per il risparmio energetico che non rientrano nell’ecobonus.

Il limite rimane a 96 mila euro e detrazione di 48.000 euro, da ripartire in dieci quote annuali.
Dal 2025 la legge prevede la riduzione dell’incentivo al 36%, con limite di spesa di 48 mila euro e detrazione di 17.280 euro, sempre su dieci quote annuali costanti.
Bonus verde
Confermata la detrazione fino a 5 mila euro al 31 dicembre 2024 per unità immobiliare per progettazione e manutenzione che riguardano la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, oltre che la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Lo sconto riguarda solo il residenziale. Fino a dicembre 2025 lo sconto scenderà al 36%, poi stop.
Bonus mobili ed elettrodomestici
Confermata anche l’agevolazione per l’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica (fino al 2021, per tutti, classe energetica non inferiore alla A+ e A per i forni). Gli acquisti devono essere legati a lavori di ristrutturazione.

Il limite di spesa è di 16 mila euro, che scenderà progressivamente fino al 2024.
Bonus Box
È un’altra novità: con la legge di Bilancio la detrazione del 50% è prevista anche per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune.
L’agevolazione rientra tra quelle che possono essere cedute o utilizzate con sconto in fattura. Quindi, le possibilità di monetizzazione del bonus previste finora saranno applicabili anche alla detrazione disciplinata dalla lettera d) dell’articolo 16-bis del Tuir.

Finora, invece, la cessione del bonus del 50% era limitata ai soli interventi di recupero edilizio sulle abitazioni. L’agevolazione era invece già prevista per l’acquisto del box auto costruito da un’impresa.
Ecobonus
Il caro, vecchio ecobonus rimane in auge. Riguarda l’acquisto e la posa di impianti generatori di calore alimentati da biomasse combustibili al 50%, la sostituzione, anche parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaia a condensazione con incentivo al 50%, nonché la sostituzione, anche parziale, del vecchio impianto con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia con cui si sale invece al 65%.
L’elenco comprende anche la sostituzione, anche parziale, dello scalda acqua tradizionale con uno a pompa di calore (65%), di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione di classe A + sistemi di termoregolazione evoluti o con apparecchi ibridi (pompa di calore integrata a caldaia a condensazione), sempre al 65%.
Inoltre, l’ecobonus 65% riguarda l’acquisto e la posa di generatori d’aria calda a condensazione incentivati al 65%, l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, pareti isolanti o cappotti, coperture e pavimenti per il risparmio energetico.
Con la stessa percentuale di incentivo è compresa la riqualificazione energetica globale di edifici, la sostituzione di impianti esistenti con microcogeneratori, dispositivi multimediali per il controllo da remoto di riscaldamento o climatizzazione e, più in generale, gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni condominiali.
Per i condomini, però, per la riqualificazione energetica di parti comuni condominiali che riguarda oltre il 25% dell’involucro dell’edificio si sale al 70% e per interventi che migliorano la classe energetica si sale al 75%. Se, poi, la riqualificazione energetica agganciata a lavori di rafforzamento strutturale si può utilizzare il sismabonus (80%-85%).
L’ecobonus rimane invece al 50% per finestre comprensive di infissi e schermature solari. L’incentivo sarà utilizzabile fino al 31 dicembre 2024, con quote ripartite su dieci anni. Al momento una proroga dell’ecobonus oltre questa data non è prevista.
Controlli antifrode
La legge di Bilancio incorpora, insomma, il cosiddetto decreto Antifrode, introdotto per ridurre il numero (esorbitante) dei bonus edilizi indebitamente utilizzati, soprattutto in funzione della cessione del credito e dello sconto in fattura.
La buona notizia è che ora rientrano tra le spese agevolabili anche quelle sostenute per le asseverazioni e per ottenere il nuovo visto di conformità. Ma, attenzione: le attestazioni e il visto di conformità sono agevolate solo nella stessa proporzione prevista dai bonus a cui si riferiscono. In sostanza, chi utilizza un bonus 65% per lavori di riqualificazione energetica otterrà un’analoga detrazione sulle spese per asseverazioni e visto di conformità.
È cambiato, tra l’altro, il numero dei lavori ordinari che richiedono il visto di conformità e l’asseverazione di congruità delle spese. D’ora in avanti si può fare a meno dell’asseverazione e del visto per cedere (o utilizzare con lo sconto in fattura) le detrazioni ordinarie diverse dal bonus facciate in due casi: quando si tratta di lavori di edilizia libera e quando l’importo complessivo degli interventi, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni, non supera i 10 mila euro: in condominio questa soglia sembra riferita al costo totale delle opere e non alle singole quote millesimali.
Bisogna aggiungere però che, probabilmente, non mancheranno interpretazioni e precisazioni su questa parte normativa. D’altra parte, questa non è una novità.
Prezzari
E il costo dei materiali? Quando è necessaria l’asseverazione di congruità della spesa è possibile utilizzare i prezzari della casa editrice Dei, che erano stati inizialmente esclusi: saranno utilizzati anche per i lavori di ristrutturazione al 50%, bonus facciate e sisma bonus.
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