Nel panorama dell’edilizia contemporanea, la sostenibilità non è più un’opzione, ma un requisito normativo e di mercato. In questo contesto il legno si conferma il materiale protagonista della transizione ecologica, ma la sua efficacia dipende radicalmente dalla qualità progettuale e costruttiva.
Il Protocollo Arca (Architettura Comfort Ambiente), nato in Trentino e gestito da Habitech, rappresenta oggi il primo sistema di certificazione dedicato esclusivamente alle costruzioni in legno. Non si tratta solo di un bollino di qualità, ma di un ecosistema che garantisce durabilità, sicurezza e salubrità, trasformando l’edificio in un asset di valore superiore per il mercato immobiliare e finanziario.
Mauro Carlino, responsabile di Arca, spiega come il protocollo stia alzando l’asticella del settore e perché la rivendita edile sia destinata a diventare il nuovo anello di congiunzione tra l’eccellenza tecnica e il cliente finale.
Il protocollo Arca è nato con l’obiettivo preciso di offrire qualcosa in più rispetto alle certificazioni obbligatorie e ai minimi di legge, focalizzandosi sulle specificità delle costruzioni in legno e l’obiettivo è fornire a progettisti, costruttori e rivenditori criteri prestazionali oggettivi che aiutino a costruire bene, garantendo che ogni edificio sia sicuro, duraturo e sostenibile, andando oltre i semplici obblighi strutturali ed energetici.
Quali sono i pilastri tecnici che un rivenditore deve conoscere per spiegare a un cliente perché una casa Arca vale di più sul mercato?

Il primo pilastro fondamentale è la durabilità, un aspetto spesso non esplicitato chiaramente nelle normative. Affrontare un edificio in legno significa conoscere profondamente il materiale per far sì che la costruzione duri nel tempo. Non ci si può comportare come se si costruisse in cemento armato cambiando solo il materiale. Un punto d’attenzione cruciale è, per esempio, l’attacco a terra.
Il secondo pilastro riguarda la corretta scelta dei materiali e la creazione delle stratigrafie. Qui il rivenditore gioca un ruolo chiave nel suggerire i prodotti giusti per prevenire problemi di condensa interstiziale o superficiale, che nel legno assumono un valore critico per la salute delle strutture.
Infine, il terzo pilastro è la sostenibilità intesa a 360 gradi. Parliamo di conformità ai Cam e alla tassonomia europea, ma anche di salubrità e benessere indoor, con un controllo rigoroso sui composti organici volatili (Voc) e sull’origine del legno tramite certificazioni Pefc o Fsc.
L’acqua è spesso vista come il nemico numero uno del legno. In che modo i vostri test garantiscono prestazioni strutturali a lungo termine?
La strategia per assicurare una durabilità quasi eterna parte dalla corretta progettazione ed esecuzione del dettaglio dell’attacco a terra e delle stratigrafie.
Le verifiche che effettuiamo, sia in fase di progetto che in cantiere attraverso controlli sulla scelta dei materiali e sulla posa, garantiscono che le prestazioni strutturali, progettate per durare dai 50 ai cento anni, non risentano minimamente degli agenti esterni, continuando a performare nel tempo senza sorprese.
Un test finale sulla tenuta all’aria dell’involucro (Blower Door Test) conferma la bontà di processo, posa e materiali scelti con una prestazione numerica e oggettiva.
Spesso si associa il legno al pericolo incendio. Qual è la realtà tecnica su questo fronte?
Progettare un edificio in legno resistente al fuoco è un processo codificato e sicuro. Sebbene il legno sia combustibile, la causa dell’innesco non è mai la struttura in legno, ed anche qualora partisse un incendio la sua combustione è estremamente lenta e prevedibile, senza picchi improvvisi di criticità.
Oltre alle proprietà naturali del materiale, utilizziamo strategie passive analoghe a quelle dell’edilizia tradizionale: così come si protegge l’acciaio controplaccandolo con il cartongesso, lo stesso approccio garantisce standard di sicurezza elevatissimi anche per le strutture in legno.
Arca accredita progettisti e costruttori. Quali sono i vantaggi nel coinvolgere direttamente le rivendite edili in questo network?
Questo è uno spunto estremamente interessante. Il nostro network comprende progettisti, costruttori e produttori di componenti, ma non ancora la figura della rivendita accreditata.
È una sfida che vogliamo raccogliere: la rivendita edile è il luogo fisico dove professionisti e imprese cercano consigli tecnici. L’idea è quella di formare dei responsabili tecnici all’interno delle rivendite che sappiano guidare l’acquisto verso prodotti già validati dal protocollo Arca, come pitture a bassa emissione o legnami con catena di custodia certificata.
Diventare un punto di riferimento Arca sul territorio permetterebbe alla rivendita di offrire una consulenza di alto livello che facilita enormemente il lavoro di chi deve costruire e certificare.
Quali criteri deve superare un componente per essere certificato Arca?
Certifichiamo singoli componenti come serramenti, pannelli Xlam e portoncini valutando quanto contribuiscano alla prestazione globale dell’edificio. Per un serramento, per esempio, verifichiamo la trasmittanza termica, ma esigiamo anche test di laboratorio sull’isolamento acustico, che pur non essendo sempre obbligatorio per legge, è fondamentale per il comfort. Ogni componente deve inoltre rispettare rigorosi standard di sostenibilità e salubrità per essere accettato all’interno dei nostri parametri.
Come assicurate che la prestazione energetica reale corrisponda a quella promessa su carta?
Operiamo su più livelli di controllo. Iniziamo con la verifica della coerenza tra il disegno architettonico e i calcoli del termotecnico, per poi passare alle verifiche in cantiere. Controlliamo che gli isolanti siano quelli previsti e che siano posati senza interstizi o ponti termici, avvalendoci anche di documentazione fotografica.
Infine, eseguiamo test strumentali sull’edificio finito, come il già citato Blower Door Test effettuato da organismi terzi indipendenti per verificare la tenuta all’aria. Questo approccio riduce drasticamente il rischio di performance gap, garantendo all’utente finale bollette coerenti con quanto dichiarato in fase di vendita.
Arca è riconosciuta dagli istituti di credito. Quanto pesa questo bollino nell’erogazione di un mutuo?
La certificazione Arca facilita l’accesso ai cosiddetti mutui green, che sono in costante proliferazione. Se oggi molte banche si limitano alla classe energetica, prevediamo che nel prossimo futuro sarà richiesta una garanzia di sostenibilità più ampia e certificata. Arca rappresenta la risposta pronta per gli istituti di credito che cercano la certezza che l’investimento immobiliare sia sicuro, durevole e costruito secondo criteri di eccellenza, riducendo il rischio finanziario dell’operazione.
Guardando al futuro, quali sono le prossime sfide tecnologiche che Arca si prepara a certificare?
Le sfide principali sono due: l’evoluzione della prefabbricazione e la circolarità. Dobbiamo spingere verso una prefabbricazione sempre più evoluta ma consapevole, che includa il concetto di smontabilità per il futuro recupero dei materiali. Inoltre, puntiamo sull’utilizzo diffuso di materiali biobased e biocompositi derivanti da scarti riassemblati.
L’obiettivo è prolungare il più possibile la vita utile dei componenti per massimizzare il beneficio della sottrazione di CO2 dall’atmosfera. Se un prodotto in legno viene riutilizzato o riciclato dopo 50 o cento anni, l’effetto positivo sul pianeta viene preservato e moltiplicato.
In sintesi, come può Arca facilitare il lavoro quotidiano dei professionisti che si riforniscono in rivendita?
Avere uno strumento che mette sotto un unico cappello prestazioni tecniche, salubrità e sostenibilità è un vantaggio enorme. Se un rivenditore sa consigliare un prodotto validato Arca, sta offrendo una soluzione che ha già superato test rigorosi. Questo approccio semplifica la vita al progettista e al costruttore, garantendo che i materiali acquistati non siano solo di qualità, ma perfettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi di certificazione dell’intero edificio.
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