Mancano ancora i dettagli attuativi. Ma il provvedimento può essere un’occasione. Se saranno superati alcuni punti oscuri.

Dacci oggi il nostro Piano Casa: è la preghiera salmodiata da cittadini in cerca di alloggio, imprese di costruzione, distributori di materiali e, in generale, da tutta la filiera delle costruzioni. Il Piano Casa era annunciato da quasi quattro anni e ora è arrivato. È sufficiente? È una delusione?

È presto per un giudizio definitivo, perché, in effetti, del Piano Casa, presentato ufficialmente dal governo, si conoscono solo le linee guida. È già qualcosa, comunque. Anche se dal mondo delle imprese non si sono levate urla di gioia, ma qualche mugugno, tutto sommato è un passo in avanti. Certo, non bisogna attendersi un effetto superbonus. Inoltre, come sempre, molto dipenderà da come il provvedimento sarà tradotto in pratica.

Decreti attuativi, approvazione ed eventuali modifiche del Parlamento, nonché la ricerca dei fondi necessari, sembrano spingere una vera partenza del Piano Casa verso il prossimo anno. Che, forse è malizioso ricordarlo, sarà un anno elettorale.

Ma quali sono aspetti positivi e incognite del Piano Casa? Il governo ha descritto il provvedimento innanzitutto con la volontà di introdurre semplificazioni amministrative per velocizzare i passaggi urbanistici necessari a realizzare i progetti. Un’idea encomiabile, nella speranza che non si areni come tante altre semplificazioni del passato, che nella pratica sono passate prima dall’Ufficio Complicazioni. Il secondo obiettivo è la manutenzione delle oltre 60 mila abitazioni attualmente inagibili nelle case popolari. Per questo traguardo sono disponibili 960 milioni, contando sulla stima di un costo medio del singolo intervento a 20 mila euro, forse ottimistica visto lo stato di degrado di molti stabili (in)gestiti dagli enti autonomi pubblici.

Anni Settanta, condominio popolare
Anni Settanta, condominio popolare

Il terzo punto del Piano Casa riguarda interventi per l’edilizia sociale e la realizzazione di studentati e residenze per anziani. Più facile a dirsi che a farsi. Il quarto e più interessante punto del provvedimento contempla, invece, il piano di affordable housing, con la realizzazione di immobili a prezzi accessibili per chi è troppo povero per affittare o acquistare, ma non rientra nelle graduatorie degli alloggi popolari. L’obiettivo è la costruzione di 100 mila alloggi, anche se spalmati su dieci anni. Se si procedesse alla costruzione di 10 mila condomini l’anno, con una media ipotetica di 20 appartamenti ciascuno, significherebbe realizzare 500 edifici ogni anno. Non ci sono dati definitivi, ma la stima per tutte le  nuove costruzioni di immobili residenziali all’anno è stimata tra 316 mila e 459 mila unità abitative. Se il Piano Casa riuscisse ad arrivare a 10 mila alloggi, insomma, la percentuale sarebbe tra 3,5 e 1,5% del totale.