La progettazione degli spazi outdoor, siano essi pubblici o privati, volta alla creazione di luoghi che siano estensione degli spazi interni, coinvolge da sempre diversi fattori. Si parla sia di aspetti funzionali, estetici, ma anche e soprattutto tecnici, poiché devono tener presente di diverse tematiche: deterioramento da agenti atmosferici o esposizione al sole, gestione delle ombre e anche delle condizioni climatiche.

michele-pasculli-architettoPer cercare di comprendere meglio il mondo della progettazione di esterni ci siamo affidati all’esperienza dell’architetto paesaggista Michele Pasculli, che da anni lavora nel campo della progettazione di parchi, giardini, terrazzi per lo studio Ag&P greenscape, con sede a Milano.

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Lei è un architetto paesaggista: può spiegarci concretamente di che cosa si occupa e che cosa si intende con questa definizione?
Mi occupo della progettazione a partire dalla piccola scala. Parliamo, quindi, di terrazzi o balconi privati, fino a giungere alla grande scala, come i parchi. Per entrambe le categorie possiamo individuare utenze private o pubbliche, o anche semipubbliche: è molto frequente infatti trovarsi a progettare la terrazza per l’headquarters di un’azienda, oppure il grande parco di una villa privata. In generale un architetto paesaggista cerca di salvaguardare e valorizzare gli spazi aperti.

C’è una richiesta in particolare, da parte della clientela, che accomuna tutti questi progetti così diversi?
Tendenzialmente l’utenza chiede di dar vita ad uno spazio che come identità sia chiaramente la prosecuzione dello spazio interno. I due ambienti sono quindi pensati in chiave unitaria, parti non così diverse di un insieme più grande. Soprattutto dopo i primi lockdown, chiusi in casa per mesi, si è capita l’importanza di avere uno spazio esterno fruibile anche tutto l’anno e ben progettato perché dà una qualità in più alla casa. Ci sono poi varie declinazioni: più formale per ricevimenti per invitare amici, più racchiuso per tutelare la propria privacy, eccetera.

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Private House, Brianza, Architectural project act_romegialli Foto Marcello Mariana

Usufruire dello spazio esterno tutto l’anno comporterà un notevole impegno nella pianificazione di soluzioni tecnologiche con prestazioni idonee. Quali altri aspetti aggiungono complessità al progetto?
Sicuramente la richiesta di soluzioni che siano funzionali, ma abbiano una manutenzione non troppo onerosa, sia in termini economici sia in termini pratici. Ci si dirige verso una consapevolezza del progettare perché il cliente vuole sapere anche quanto spenderà in manutenzione, oltre che in costo di realizzazione.

 
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Vita tra i tetti giardino pensile privato a Milano Foto Alberto Ferrero

Dopo la presentazione del progetto al cliente ci sono problematiche che vi trovate spesso ad affrontare?
Una su tutte: il costo. Ma quello è un problema più facilmente comprensibile per il quale si riesce a trovare una soluzione. Non è sempre facile, invece, far conciliare i desideri del cliente con i pesi di quello che chiede. Banalmente, la terra pesa, soprattutto se bagnata. Laddove nelle nuove costruzioni si può collaborare con gli ingegneri strutturisti, quando si agisce invece sull’esistente non è sempre facile far capire certe problematiche al cliente. Un’altra incognita è quella delle luci, che non solo devono rispettare i parametri di inquinamento luminoso, ma anche essere parte di un impianto che non disturbi i vicini e anche il proprietario che è dentro la casa. Progettare troppa luce non solo non serve, ma dà fastidio.

Come risolvete queste situazioni?
Si cerca di adottare diversi escamotage: per esempio, per ovviare ai problemi di spessore del terreno si usano fioriere, rialzi. Sono tutte soluzioni per le quali ci si affida ad aziende con prodotti di serie, oppure si crea un progetto custom artigianale. Per il progetto illuminotecnico si cerca di usare sempre un tipo di illuminazione funzionale, quella che permette banalmente di vedere il cibo a tavola, e un’illuminazione scenografica, utile per dare atmosfera. Si cerca di affidarsi sempre ad aziende qualificate, che hanno al loro interno l’ufficio tecnico in grado di seguirti e supportarti nello sviluppo della soluzione migliore.

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Private roof garden a Milano Foto AG&P greenscape

Per esempio?
Mi vengono in mente Platec e Iguzzini. Hanno un’ampia varietà di prodotti con altrettanta potenzialità di applicazione, robusti e resistenti agli agenti atmosferici. Si parla di elementi integrati all’architettura, come incassi a pavimento o parete, ma anche faretti, picchetti, applique versatili. Cerchiamo sempre di collaborare con aziende con le quali poter instaurare una cooperazione in cui ci si aiuta vicendevolmente, tra paesaggisti e illuminotecnici, a raggiungere l’obiettivo richiesto sulla base di input reciproci.

A proposito di ampie gamme di prodotti per altrettante configurazioni, negli ultimi anni la progettazione si orienta verso proposte che offrono vasta scelta di utilizzo degli spazi: arredi componibili o ampliabili, integrabili tra loro o spostabili in modo da modificare lo spazio per un utilizzo anche completamente diverso dall’originale. È lo stesso anche per gli spazi esterni?
Sì, dato che l’idea di fondo è prolungare l’interno all’esterno, è normale che sia richiesta la possibilità di cambiarlo nel tempo,  con soluzioni non definitive e modulabili. Abbiamo tutti imparato che le nostre esigenze possono cambiare radicalmente per motivi indipendenti dalla nostra volontà e il tentativo è di rispondere a quante più variabili possibili come investimento per il futuro. Soprattutto nel pubblico, l’esempio è semplice: se ho un terrazzo all’ultimo piano della sede di un’azienda e voglio usarlo per eventi istituzionali o convegni, mi interessa che sia modificabile nel tempo, flessibile, che si adatti alle mie esigenze senza comportare un ulteriore dispendio economico e progettuale. Avrò quindi necessità di torrette per punti di ricarica in posti strategici, dovrò pensare a fioriere movibili, proiettori di luci intercambiabili, arredi fissi anch’essi comodamente dislocabili.

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Gucci Hub Milano Architectural project Piuarch Foto AG&P greenscape

Se si pensa a un progetto di esterni, uno degli arredi fissi più iconici che viene in mente è il gazebo. Ricorre spesso?
Il gazebo è una struttura intramontabile, assolve a una così grande varietà di esigenze ed è declinabile in così tante soluzioni che non si può farne a meno. Puoi farlo realizzare su misura da un fabbro, oppure anche in questo caso ci sono delle aziende che lo offrono prefabbricato. Talvolta possono trasformarsi in pergole bioclimatiche, si possono aggiungere lamelle orientabili per proteggersi dal sole con diverse gradazioni d’ombra. Possiamo trovare gazebo con i tendaggi e quelli coperti da rampicanti, di cui i più usati sono glicine o gelsomino. Ci sono così tante tipologie perché i clienti amano il fatto che il gazebo identifichi proprio uno spazio, coperto, caratterizzato in modo significativo e che si può usare stando all’ombra invece che sotto il sole cocente, ma anche solo al coperto con il brutto tempo. La tendenza degli ultimi anni è de-pavimentare anche sotto al gazebo mettendo il prato: la gente vuole sempre più stare a contatto con la natura.

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Ritrovo verde in città giardino pensile privato a Milano. Foto IndieVolpe

Quali sono, invece, le caratteristiche che devono avere gli arredi per esterni? Quali sono le aziende di riferimento?
Dal punto di vista estetico c’è una vasta scelta a disposizione delle esigenze di tutti i gusti. Tutti gli arredi per esterni devono avere però la caratteristica di resistenza alle intemperie e allo sporco. Per esempio, i tessuti e le strutture delle sedute hanno delle tecnologie apposite, per evitare che le poltrone marciscano ma, anzi, permette che si asciughino in fretta, in modo che il prodotto sia utilizzabile relativamente subito dopo l’evento meteorologico. Tutti i legni, d’altro canto, sono trattati in modo che siano resistenti all’acqua, oppure in un composito misto plastica. Il problema della durevolezza nel tempo per gli arredi d’esterno è molto più incidente che in quelli per gli interni, oltre a essere anche molto più facilmente verificabile nel breve periodo.

Quali sono le aziende leader nel settore e quali sono gli arredi più richiesti?
Le aziende più famose sono Roda, Dedon o Ethimo e sono scelte più spesso. Tra gli arredi più richiesti ci sono i divanetti per creare un angolo relax, magari accompagnati da un coffe table e una chaise longue, oppure una poltrona o una sedia. In generale, l’angolo conversazione/relax è quello più richiesto e lo sono altrettanto gli arredi dedicati.

Accennava della tendenza a de-pavimentare per utilizzare il prato come pavimento. Quali sono i trend per gli altri materiali di rivestimento?
Direi il legno decking: un materiale composito facile da pulire, con una buona resa, resistente agli agenti atmosferici e che non scolora, scelto perché è un materiale caldo e accogliente, che oltretutto non costa tanto. L’azienda di riferimento è la veneziana Greenwood. Come soluzione intramontabile, invece, c’è la pietra, perché volente o nolente dà nobiltà pur essendo un po’ più fredda rispetto a un legno. Di cave in questo caso ce ne sono moltissime sparse sul territorio italiano. In sostituzione della pietra, laddove gli spessori, le esigenze e il budget non consentono di avvalersene, si utilizza il gres: ha spessori contenuti, abbinati a un’ottima resistenza. Facile da pulire, al contrario della pietra che è porosa e assorbe lo sporco.

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