Piano Casa e patrimonio immobiliare pubblico sono al centro di una nuova fase di ricognizione. Oltre 3 milioni di immobili tra fabbricati e terreni fanno capo a circa 11 mila amministrazioni: il monitoraggio dovrà individuare le risorse da recuperare e destinare anche a progetti di edilizia sociale.
Piano Casa alla ricerca degli immobili dimenticati
Se il Piano Casa sarà un toccasana per l’edilizia si vedrà. Se riuscirà, almeno in parte, a sanare la fame di abitazioni a prezzo commisurato ai magri stipendi in circolazione è sperabile, ma dubbio. In ogni caso, è bello che si sia acceso un faro sul patrimonio immobiliare pubblico, in gran parte lasciato ad ammuffire. Perché per ristrutturare e rendere abitabili 60 mila unità immobiliari bisogna prima conoscere dove si trovano, a chi fanno capo e in quali situazione sono.
La prima riunione della Cabina di regia dedicata alla valorizzazione e per la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico tenuta al ministero dell’Economia ha per questo dato il via al monitoraggio degli edifici da recuperare e destinare al Piano Casa.
Secondo quanto è emerso, il patrimonio dello Stato, tra Demanio, Comuni, Regioni ed enti vari, è gigantesco: oltre 3 milioni di immobili pubblici di cui 1,3 milioni di fabbricati e 1,7 milioni di terreni. Di cui gran parte è inutilizzata: un’unità immobiliare su dieci è vuota.
Il problema è che questo enorme patrimonio pubblico non è di un solo soggetto, lo Stato. Al contrario, è frazionato in circa 11 mila amministrazioni, tra cui gli oltre 7 mila Comuni. Non solo: non tutti questi soggetti sono stati solerti nel comunicare alla banca dati quello che possiedono: il 17% non ha risposto. Ma sarebbe stato meglio che lo avessero fatto: gli enti locali possiedono il 69% dei fabbricati in termini di unità immobiliari e l’83% della superficie complessiva. E le amministrazioni comunali detengono il 64% degli immobili censiti, mentre quelle centrali si fermano al 3% per numerosità e al 9% per superficie.
In ogni caso, lo spazio per intervenire c’è: tre quarti dei fabbricati censiti sono immobili residenziali e commerciali e solo il 25% del patrimonio pubblico è costituito da scuole, ospedali, caserme e uffici. Un problema che, al di là degli annunci, è ben chiaro al governo. Tanto che la Cabina di regia dovrà occuparsi anche del Programma nazionale pluriennale di valorizzazione e dismissione degli immobili pubblici, che deve essere approvato dal Parlamento e varato entro ottobre.
Secondo quanto dichiarato, si tratta del primo documento strategico di medio-lungo periodo dedicato all’immobiliare pubblico, pensato per superare interventi frammentati e costruire una regia unitaria delle politiche di valorizzazione.
Peccato che già nel 2024, stesso governo, era stato annunciato un Piano di investimenti sugli immobili, che prevedeva nuove operazioni per 1 miliardo di euro, a cui si erano aggiunti sulla carta 1,2 miliardi da fondi di altre amministrazioni, per un totale di 4,7 miliardi. Chissà se questa iniziativa sarà più incisiva.
Abbonati ora alla nostra rivista! Scegli tra la versione cartacea o digitale.
Articoli correlati
Ottobre 16, 2026
Distribuzione edile: costi, consumi e marketplace, le pressioni sul commercio tradizionale
La distribuzione edile affronta una fase di trasformazione tra concentrazione del mercato, chiusure…
Ottobre 16, 2026
Intelligenza artificiale per la casa: come cambia la smart home
L’intelligenza artificiale per la casa sta trasformando la smart home: dalla domotica programmata ai sistemi…



