Dopo i continui cambiamenti che hanno costellato il superbonus c’è attesa per il nuovo provvedimento del governo.

Se tutto va bene, il provvedimento con il record di annunci (quasi quattro anni), cioè il Piano Casa, sta per venire alla luce. Secondo le bozze circolate nelle scorse settimane, il governo starebbe per presentare un Piano Casa da oltre 100 mila abitazioni, ma nei prossimi dieci anni: dovrebbe contenere diverse misure di stimolo, con un mix di pubblico-privato, per tamponare l’emergenza abitativa e incrementare il patrimonio immobiliare disponibile, sia con nuove costruzioni sia con la rigenerazione di quelle esistenti. Le risorse previste sarebbero di 950 milioni. Sempre che qualche balzana iniziativa sul fronte geopolitico non intervenga a peggiorare una situazione già difficile.

Case a Milano
Case a Milano

Anche se il Piano Casa dovrebbe avere un arco di attuazione di un decennio, si tratta pur sempre di un incentivo per il mercato dell’edilizia e una opportunità per allentare almeno un po’ la crisi abitativa nelle grandi città: un fenomeno che, peraltro, non è limitato all’Italia. Ma dietro l’angolo ci sono due grandi pericoli: la burocrazia e i ripensamenti del governo (o, se preferite, dei governi). Basta pensare a quello che è avvenuto con il superbonus, che in tre anni ha subito oltre una ventina di interventi normativi tra decreti-legge e leggi di Bilancio, che ne hanno costantemente rimodulato aliquote, scadenze e platea di beneficiari. Se è vero che l’incentivo ha spinto un boom dell’edilizia e del commercio edile, è altrettanto pacifico che i continui cambiamenti, in media sei-sette all’anno, hanno complicato la vita delle imprese, dei cittadini e anche di chi, come l’Agenzia delle Entrate e l’Enea, hanno avuto il compito di dirigere il traffico degli incentivi. Insomma, dopo gli annunci, è necessario più che mai che il testo legislativo sia studiato attentamente, onde evitare continue correzioni di rotta.

D’altra parte, il mondo dell’edilizia è da sempre alle prese con uno stillicidio di leggi, norme e regolamenti che ostacolano il business. Tempo fa l’Ance aveva calcolato che partendo dalla legge Merloni del 1994 a oggi si contano oltre 500 provvedimenti in materia di costruzioni, cioè una ventina all’anno. Chi ha condotto lo studio citato si è preso la briga anche di contare il numero di pagine della Gazzetta Ufficiale: 45.520. Per rendere ancora meglio l’idea, messi in fila questi fogli sarebbero pari a una strada di 136 chilometri, che richiederebbe 158 giorni per essere letta. E questo senza contare i rimandi legislativi e normativi ad altre fonti contenuti nei provvedimenti. Non solo: forse a causa della crisi delle costruzioni, della recessione dopo il 2008, alla quale si è aggiunta poi l’emergenza covid, il numero di provvedimenti dedicati al settore di edilizia e costruzioni ha registrato un’accelerata con i vari bonus fiscali, il nuovo Codice dell’edilizia e il Salvacasa. Motivi in più per essere sulle spine in vista del Piano Casa.