«Secondo i dati 2025, il mercato italiano dei serramenti e delle facciate continue vale complessivamente 8,7 miliardi di euro», spiega a YouTrade Mauro Durazzi, presidente Unicmi.
«La domanda di serramenti e facciate entra ora in una fase di normalizzazione dopo il picco legato agli incentivi: dal 2023 si registrano -900 milioni di euro nel comparto del rinnovo residenziale e circa -2 milioni di finestre vendute nello stesso segmento. Il non residenziale, al contrario, continua a mostrare segnali robusti, con una crescita costante del fatturato in finestre e facciate.
Intervista a Mauro Durazzi, presidente Unicmi
Quali sono le prospettive per il settore, anche a fronte della riduzione degli incentivi fiscali?
Il ricorso ai bonus edilizi ha generato nel 2021– 2024 effetti eccezionali, raggiungendo fino a 3,4 miliardi di domanda annua aggiuntiva di serramenti.
Dal 2025, con la normalizzazione normativa e il ridimensionamento delle aliquote, la domanda incentivata si è avviata a un progressivo calo.
Va sottolineato come questa domanda eccezionale sia stata accompagnata da anni di crescita esplosiva delle importazioni di serramenti in Pvc: da 72 a oltre 1 miliardo di euro tra il 2020 e il 2023.
Nel 2025, parallelamente al minore appeal degli incentivi fiscali, le importazioni di serramenti in Pvc hanno mostrato un drastico ridimensionamento: -56% nel primo semestre rispetto al 2024.
Riguardo all’alluminio si registra una forte crescita, che attesterà la quota di mercato in valore attorno al 43% nel 2025–2026.
Avete indicato il 2026 come un anno di transizione: perché?
Per due ragioni: il riallineamento della domanda che riguarderà soprattutto il rinnovo residenziale, mentre il non residenziale, pubblico e privato, continuerà a sostenere il settore. La seconda ragione è l’affermazione dell’importanza della posa in opera. Queste due dinamiche rendono positive le prospettive per l’alluminio.
Qual è il contributo sul settore dei nuovi Cam Edilizia in vigore da febbraio?
Il percorso sui nuovi Cam Edilizia, in cui Unicmi è stata protagonista attraverso investimenti pluriennali su normazione Uni e progetti di qualificazione della posa, ha beneficiato della sensibilità del Mase nell’aggiornare specifiche sempre più incisive, introducendo concetti come la sostenibilità e la certificazione dell’installazione.
Un ruolo centrale hanno ora le certificazioni del contenuto percentuale di materia recuperata, riciclata o di sottoprodotti anche per il materiale alluminio applicato al settore serramentistico.
Tra tali certificazioni rientrano anche le Epd, opportunamente integrate con l’indicazione delle percentuali di contenuto di materiale riciclato, recuperato o sottoprodotto, determinate con un metodo di calcolo basato sulla tracciabilità dei flussi fisici di materia per lo specifico prodotto.
Rispetto alla precedente versione dei Cam è stato incluso anche il materiale alluminio nel criterio relativo al contenuto minimo di materia recuperato, riciclata o sottoprodotti dei telai di serramenti e chiusure oscuranti.
Di conseguenza, l’alluminio impiegato in serramenti, chiusure oscuranti o zanzariere, dovrà essere dotato di idonea certificazione del contenuto minimo del 40% di materia recuperata, riciclata o sottoprodotti.
Ma, soprattutto, i nuovi Cam danno grande importanza alla corretta progettazione ed esecuzione della posa in opera dei serramenti…
La conformità alla serie di norme Uni 11673 è infatti richiamata in diversi criteri obbligatori e premianti.
Il nuovo criterio Cam obbligatorio in ambito progettuale definito come 2.3.12 Giunti di raccordo tra serramenti esterni ed interni con l’involucro opaco, prevede che i nodi di posa dei serramenti esterni e interni siano conformi ai criteri della norma Uni 11673-1 oppure che nodi di posa di serramenti esterni e interni siano del tipo già qualificati, ai sensi della norma citata.
Il soddisfacimento di questo criterio può avvenire tramite il possesso del Marchio Progettazione Posa Qualità in corso di validità, quale evidenza della pre-verifica della conformità alla norma.
Inoltre, è stato inserito il criterio premiante 3.2.11 Capacità tecnica dell’operatore economico per la posa di serramenti esterni e interni, relativo alla certificazione delle conoscenze, abilità e competenze del posatore di serramenti, così come richiamate nella norma Uni 11673-2.
Il criterio premia l’operatore economico, da intendersi non come singolo soggetto ma come azienda, che realizza nodi di posa per l’installazione di serramenti esterni e interni, qualificati secondo la norma Uni 11673-1.
L’intelligenza artificiale tocca il settore?
Attualmente nei processi aziendali la principale barriera è la frammentazione del dato: listini, cataloghi, codici e documentazioni sono oggi in formati eterogenei, generando costi, errori e lentezza nei processi.
Da quest’anno il Digital Product Passport diventerà progressivamente obbligatorio per i prodotti da costruzione e dovrà contenere i dati completi sul ciclo di vita, tracciabilità, certificazioni, sostenibilità, informazioni per logistica, manutenzione e conformità.
L’Ai è un’enorme opportunità per la filiera delle costruzioni, ma il suo valore si manifesterà solo se l’intero settore investirà nella standardizzazione dei dati, condizione fondamentale per affrontare il futuro.
Come distinguere la qualità dei prodotti e la professionalità dei serramentisti?
Oggi la corretta posa in opera non è più una buona pratica, diventa un obbligo normativo per garantire qualità, efficienza energetica e durabilità.
Posso affermare che il Sistema Posa Qualità è il modo più efficace per distinguere la qualità dei prodotti e la professionalità dei serramentisti: è infatti la piattaforma ideale già pronta per rispondere ai Cam e al bisogno di certificazione, è riconosciuto da tutte le principali associazioni di categoria del serramento e offre una dotazione che rende il sistema uno strumento immediatamente operativo per garantire alle stazioni appaltanti, ai progettisti e alle imprese il rispetto dei nuovi obblighi introdotti dai Cam.
Come la sostenibilità ambientale trova riscontro nel settore?
I serramenti in alluminio e le facciate continue sono una scelta sostenibile grazie all’elevata riciclabilità dell’alluminio (100% all’infinito), che riduce l’impatto ambientale e supporta l’economia circolare.
In particolare, la sostenibilità dei nostri prodotti si evince dalla riciclabilità e ciclo vita: l’alluminio, infatti, può essere riutilizzato infinite volte e comporta un risparmio energetico del 95% rispetto alla produzione primaria.
L’utilizzo di leghe a bassa impronta di carbonio e alluminio riciclato riduce drasticamente l’impatto ambientale.
Facciate continue e infissi di ultima generazione, se di classe A o superiore, assicurano un elevato isolamento termico e acustico. La resistenza alla corrosione e la stabilità strutturale rendono i serramenti in alluminio durevoli, riducendo la necessità di sostituzione.
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