Kerakoll presenta il suo nuovo video manifesto firmato dal regista Virgilio Villoresi. Un omaggio al colore in un viaggio tra sperimentazione, creatività e bellezza.
Sulle note de Il Barbiere di Siviglia, i nuovi 1.500 colori sviluppati da Kerakoll per la decorazione di interni ed esterni prendono vita. Attraverso miniature 3D realizzate a mano e animazioni in stop motion, pennellate e macchie di colore animano gli spazi, celebrando anche le persone che, ogni giorno interpretano, valorizzano e applicano i prodotti.
La collaborazione tra Kerakoll e Virgilio Villoresi
«In un mondo in cui immagini e contenuti vengono prodotti a una velocità sempre maggiore, abbiamo scelto di raccontare il valore di ciò che viene realizzato con il giusto tempo, attraverso l’esperienza e la conoscenza della materia. Da questa visione nasce la collaborazione con Virgilio Villoresi, autore capace di trasformare una materia concreta in una narrazione poetica ed emozionale», commenta Alessandro Dondi, Brand Marketing & Communications Director di Kerakoll Group. «Il suo linguaggio analogico, fatto di sperimentazione, lavoro manuale e gesto creativo, introduce una dimensione onirica nel racconto dei 1.500 colori della collezione Kerakoll Colors: perché ogni ambiente, prima di essere realizzato, deve essere immaginato. Dietro ogni spazio che emoziona e genera benessere esiste un lavoro spesso invisibile ma fondamentale, il lavoro di tutti i professionisti che collaborano con noi. Questo manifesto è un omaggio alla capacità tutta umana di immaginare, progettare e creare. A quella cultura del bello e del fatto bene che guida la visione di Kerakoll».
Il video manifesto Kerakoll
Dopo il primo manifesto dedicato alla nascita del progetto Color Collection nel 2021 (pitture e resine decorative in 150 colori), il nuovo video di Villoresi esplora il percorso del colore dalla ricerca alla produzione, dal trasporto fino alle case delle persone.
Nel film il colore nasce dal Kerakoll GreenLab, Centro Ricerca e Sviluppo del Gruppo, poi attraversa il mondo su container e arriva fino alle abitazioni delle persone. I secchi di colore bussano alla porta di casa, entrano negli spazi bianchi anonimi e danno vita a nuove atmosfere.
Il lavoro di Virgilio Villoresi
Dietro poco più di un minuto di video, si nascondono settimane di lavoro manuale e sperimentazione.
Villoresi e il suo team hanno lavorato per oltre un mese tra progettazione, costruzione delle scenografie e riprese, utilizzando plastilina, carta, legno, resine, forex, luce e le stesse finiture Kerakoll impiegate per ottenere la resa cromatica desiderata.
Ogni elemento è stato costruito, dipinto, modellato e animato manualmente, dando vita a un universo che dal bianco si apre a un mondo ricco di colore e movimento.
La sfida tecnica più impegnativa è stata rappresentare la trasformazione cromatica delle scenografie: un universo inizialmente neutro che, scena dopo scena, si colora progressivamente fino a cambiare completamentevolto. Un processo realizzato attraverso una combinazione di animazioni stop motion, interventi manuali e post-produzione.

«Per me il colore possiede una dimensione fortemente ritmica: non è mai soltanto una scelta estetica, ma un elemento che contribuisce a costruire il respiro stesso dell’immagine. Attraverso i colori, le trasformazioni e le invenzioni visive, mi piace pensare che il pubblico possa lasciarsi attraversare dallo stupore e ritrovare quel senso di meraviglia fanciullesca di fronte alla magia dell’animazione artigianale fatta a mano»Virgilio Villoresi

Chi è Virgilio Villoresi
Virgilio Villoresi è nato il 10 novembre 1980 a Fiesole (Firenze, Italia). Regista e artista visivo, è noto per la sua capacità di trasformare materiali e oggetti quotidiani in mondi immaginifici e sorprendenti. Vive e lavora a Milano
Scrive sul suo sito:
Ha appreso la sintesi alchemica da Harry Smith, l’ontologia strutturale da Jonas Mekas, l’arte di trasformare i rifiuti in opere d’arte da Jack Smith e la magia rituale da Kenneth Anger. Tra le sue prime ispirazioni figurano gli animatori polacchi (Jan Lenica, Zbigniew Rybczynski, Walerian Borowczyk, Daniel Schezcura, Jerzy Zitzmann), il cinema sperimentale europeo (Patrick Bokanowski, Chris Marker, Straub e Huillet), l’underground americano (Maya Deren, Stan Brakhage, i fratelli Kuchar), l’avanguardia europea (Jean Cocteau, Luis Buñuel, Man Ray, Oskar Fischinger) e quella italiana (Paolo Gioli, Alberto Grifi), oltre al teatro, all’arte e alla letteratura d’avanguardia.
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