Il clima bellico, che segue i dazi introdotti da Donald Trump, sono un punto interrogativo sul settore del legno-arredo.

Ormai ci siamo quasi: a Milano torna il Salone del Mobile (21-26 aprile) e sarà interessante vedere come questo evento, che ha un impatto nazionale e internazionale, sarà contagiato dalla nuova guerra in Medio Oriente, che segue alla distruzione di Gaza e all’invasione dell’Ucraina. È un test importante per l’economia italiana, visto che l’arredo ha un peso notevole anche in chiave export, ma ancora di più per capire qual è il sentiment degli operatori. Il Salone del Mobile, e il Fuorisalone che coinvolge l’intera città, sono un punto di riferimento per designer, ma anche per architetti, rivenditori e, più in generale, per la filiera che ruota intorno all’immobiliare. Senza dimenticare l’utente finale.

Salone del Mobile 2025
Salone del Mobile 2025

Quanto sia importante per l’economia, inoltre, lo testimoniano i numeri: lo scorso anno, secondo il Centro Studi di Confcommercio Milano, Monza e Brianza e Lodi, su dati della Banca d’Italia, del Salone del Mobile, di Aefi, ed EuroFair Statistics, l’indotto del Salone è stato di 278 milioni di euro, in lieve crescita (+1,1%) rispetto al 2024, con un incremento dei visitatori (+1,1%) a quota 320.870, per il 64,1% italiani e per il 35,9% stranieri. Sempre a giudicare l’impatto partendo dal risultato dello scorso anno, i visitatori stranieri hanno portato una spesa per partecipare all’evento per 202 milioni, circa due terzi (73%) del totale, con un aumento del 5,8%. E se per l’economia locale questo significa una ripartizione per l’alloggio (41,4%), la ristorazione (30,4%) e lo shopping (23,6%), il vero business rimane quello relativo agli acquisti per l’arredo. E lo scorso anno l’edizione del Salone in Fiera ha registrato 302.786 presenze da 160 Paesi. Con un incremento del 25,7% delle iniziative a Milano città, per un totale di 1.667 eventi. Il Salone, insomma, è la punta di diamante di un comparto con un fatturato complessivo per gli espositori italiani che sfiora i 10 miliardi di euro. L’intera industria del legno-arredo italiana ha un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi, con una crescita dell’1,3%.

Ma questo eldorado dell’export italiano dovrà fare i conti con le conseguenze della guerra che, non dimentichiamolo, segue i dazi decisi da Donald Trump, che colpiscono anche il settore del legno-arredo: le tariffe aggiuntive gravano per il 15% su legname e mobili, e rischiano di alzare i prezzi al consumo del 6% e ridurre l’export del 5-8%. Incrociamo le dita.