Il Center Design Research della Kansas University a Lawrence è un edificio di architettura modernista e allo stesso tempo una casa passiva certificata Leed Platinum. Il merito è di una progettazione che usa granaglie di calcare e vetro per realizzare un muro di Trombe, ossia un muro passivo collocato a sud ad alta inerzia termica, dipinto di colore scuro per assorbire la maggiore quantità possibile di calore, e da una parete vetrata esterna sviluppata da SageGlass e separata dal muro di accumulo. La caratteristica principale di questa struttura in legno super isolata è l’assenza di dispositivi di ombreggiatura sulla parete divisoria a vetro, sebbene il protocollo di costruzione di una casa passiva lo preveda.
È il materiale SageGlass di Saint Gobain con la sua tecnologia elettromagnetica, che consente di modificare il vetro e personalizzare il grado e la porzione di trasparenza di ciascuna lastra. In pratica, la superficie si scurisce per bloccare il sole in estate e rimane chiaro d’inverno per permettere al muro di Trombe a circa 50 centimetri di immagazzinare il calore dei raggi il sole. Come funziona? Il vetro elettrocromico ha un doppio o triplo strato isolante con un rivestimento di metallo ossido a carica elettronica applicato al lato interno del pannello esterno. Quando viene attivato da una corrente a bassa tensione, il rivestimento da chiaro diventa scuro con quattro livelli di gradazione, grazie anche a dei sensori che monitorano le condizioni del cielo esistenti e si regolano in funzione dei raggi ultravioletti, quindi della radiazione. In commercio esistono anche dei vetri termocromici, che variano in base alla temperatura e sono efficaci per proteggersi dal calore del sole mentre in inverno però non è possibile avere un controllo altrettanto puntuale proprio per le basse temperature. La capacità di semplificare la progettazione architettonica e al contempo soddisfare i requisiti di una casa passiva è stata la motivazione della scelta del vetro elettrocromico.



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