Fondata nel 1836, Jewson è passata di mano più volte fino ad approdare al gruppo Saint-Gobain. E ora è una delle più grandi catene di rivenditori di materiali edili del Regno Unito grazie a spazi per pick & collect, libero servizio, noleggio, showroom, consulenza e shopping online
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Tra i vari pianeti che costituiscono la costellazione Saint-Gobain ve ne sono alcuni che rappresentano mondi utili e necessari per consolidare il ruolo sempre più globale, competitivo e sempre più focalizzato sul sistema di fornitura di prodotti e servizi per l’edilizia della casa francese.
Uno di questi mondi, da alcuni anni entrato con la sua orbita nella galassia Saint-Gobain, è Jewson, una delle più grandi catene di rivenditori edili generalisti presenti sia in Gran Bretagna, sia in Scozia e Irlanda, che ha il suo punto forte nella capillarità della rete dei propri magazzini di vendita e nella focalizzazione sui piccoli e medi imprenditori edili.
Per dare una dimensione dell’universo distributivo di Saint-Gobain in Uk e Irlanda basta citare il numero di insegne controllate, nei settori della distribuzione edile generalista (che comprende Jewson), nel settore idro-termo-sanitario, in quello dei pavimenti e rivestimenti, nell’ambito del legname e della ferramenta e dei servizi, per un totale di 34 insegne.

distributivo di Saint
Gobain in UK e Irlanda
Ma la storia di Jewson non è legata solo all’acquisizione da parte del grande gruppo francese, perché parte da lontano e da lontano mantiene e conserva il suo marchio, con il quale continua a svolgere le proprie attività di vendita, nonostante vari cambi di natura proprietaria della società.
Il caso è interessante sia per la tipologia di offerta, ma anche proprio per comprendere come in alcuni Paesi il cambio della proprietà rimane legato ai sistemi finanziari e agli asset societari, ma non significa nuova insegna. Anzi, spesso è proprio un rafforzamento dell’insegna, che continua a operare e trova, nel nuovo assetto, altra linfa per lo sviluppo dei propri business.


La storia di Jewson: dalla fondazione all’acquisizione da parte di Saint-Gobain Building Distribution
La storia di Jewson nasce nel 1836, quando il fondatore, George Jewson, acquistò un’attività e iniziò a commerciare nell’Huntingdonshire, un distretto del Cambridgeshire nell’East Anglia. Ma lo sviluppo dell’attività si deve al nipote, figlio del suo primogenito John Wilson, che portava il suo stesso nome, George, che aveva avuto esperienza di lavoro con un commerciante di legname a Norwich. George suggerì di espandere l’attività, allargando il commercio a legname, carbone e materiali da costruzione.
La progressiva e costante crescita delle attività commerciali, basate anche su una rete di negozi nel tempo è aumentata, posizionandosi sempre come punto di riferimento per le piccole e medie imprese di costruzioni, e ha rappresentato il modello vincente dell’insegna che nel 1939, mantenendo sempre il proprio nome, è stata acquisita dalla Gabriel Wade (Western), società che la controllerà fino al 1976, quando la proprietà è passata di mano alla Crundall Payne, trasformatasi poi in holding nel 1978, e che l’ha controllata fino al 1983, anno in cui gli eredi Jewson hanno ripreso in mano la proprietà della società, costituendo una holding finanziaria, acquisita poi nel 1984 da Meyer International Merchants, che l’ha controllata fino alla fine degli anni Novanta.


In quel periodo è stata quindi acquisita da Saint-Gobain Building Distribution, con una analisi del caso da parte della Commissione Europea in materia di Antitrust. Caso chiuso con una «non opposizione» alla acquisizione.
La storia di Jewson sembra quasi una storia da Fiera dell’Est di Branduardi, dove qualcuno mangia qualcun altro che a sua volta aveva mangiato quello di prima, eccetera, eccetera. Eppure il primo qualcuno in tutti questi anni è rimasto sempre se stesso.
Infatti, il marchio Jewson è rimasto immutato anche nella nuova compagine proprietaria, con propri bilanci separati dalla casa madre, almeno fino al 2020, anno in cui le attività economiche e finanziarie della società sono state inserite stabilmente nel bilancio consolidato di Saint-Gobain Building Distribution.
Jewson: 600 punti vendita e fatturato da 2 miliardi di sterline
L’interesse per il ruolo strategico di Jewson da parte della controllata inglese della casa francese è sia per la dimensione di mercato, (quasi 2 miliardi di sterline di fatturato nel 2019, pari a 2,2 miliardi di euro, sia per l’organizzazione territoriale dei punti vendita, oltre 600, dei quali 476 propri del marchio con un fatturato medio annuo per punto vendita pari a 4 milioni di sterline, ovvero 4,7 milioni di euro, e gli altri relativi al marchio Build Center acquisiti da Wolseley Uk), che conta circa 300 punti di riferimento per le imprese edili, sia per i risultati economici che, nel 2019, hanno portato a produrre un margine lordo di 172 milioni di sterline, pari all’8,9% del fatturato, sia per la capillarità della presenza territoriale che vede sedi anche in piccole isole scozzesi, dunque in territori difficili da seguire dal punto di vista logistico.

Logistica e servizi
Uno dei motti di successo di Jewson è «ciò che ordini oggi entro le 10 di domani mattina ti viene consegnato»: elemento strategico per il successo del brand, che punta su una forte azione logistica, tale da garantire alle imprese efficienza in cantiere e tempi di lavorazione certi.

come servizio primario
al cliente
A questo primo e fondamentale servizio, Jewson affianca una serie di altri servizi legati ai settori nei quali il sistema di rivendite si è nel tempo specializzato, dai materiali da costruzione al legname, dalle coperture ai materiali di finitura, dalle attrezzature da cantiere alle soluzioni per l’arredo, compresi bagni e cucine, fino ai componenti per la realizzazione degli elementi legati al verde e al paesaggio.

Le rivendite di Jewson sono tutte dotate di spazi dedicati al pick & collect, a libero servizio, oltre al noleggio di utensili specialistici e a showroom dedicati agli utenti finali, con ampie proposte legate a cucine e bagni.

Grande cura, nel modello attuale di business, è dedicata alle vendite online, attive 24/24 e 7/7, fattore che nel marketing aziendale è proposto come un sistema di servizio «a tua disposizione sempre e ovunque».

Altra caratteristica principale, sulla quale punta molto il modello di offerta, è l’accoglienza e il servizio alle vendite, per i quali il motto è «non importa per noi se sei un apprendista appena agli inizi o se la tua famiglia è nel mestiere da generazioni: i nostri servizi sono per tutti».
Molta attenzione è dedicata alla logica di team: Jewson nei servizi alla clientela propone team di esperti in grado di supportare i clienti nelle scelte e nelle realizzazioni edilizie. Un fattore, quello del servizio, che è matrice comune delle diverse insegne del marchio Saint Gobain, e che si traduce anche in una costante ricerca di miglioramento nei servizi alla clientela, che per la casa madre significa essere presenti in 67 Paesi con oltre 180 mila dipendenti, un fatturato superiore a 42 miliardi di euro (con margini del 4,9% e utili all’1,9% nel 2019 )e in Uk e Irlanda complessivamente con 34 brand, 1.100 punti vendita, 17 mila addetti e un catalogo di oltre 400 mila prodotti.

Sostenibilità e sinergie
Negli ultimi anni una forte attenzione è posta sui temi della sostenibilità non solo dei prodotti, ma anche dei processi produttivi e anche distributivi, con obiettivi rilevanti da raggiungere entro il 2025, ovvero la riduzione del 50% dei rifiuti prodotti, la diminuzione del 15% dell’energia utilizzata, la riduzione del 20% delle emissioni di Co2 e la riduzione dell’80% delle acque reflue, obiettivi ambiziosi che la casa madre pone alla base delle attività dei vari brand di proprietà, tra i quali Jewson, dettagliati nel lungo elenco di policy aziendali che vanno dalla Carta Ambiente, Salute e Sicurezza alla Politica ambientale, dalla riduzione del divario retributivo di genere ai principi di condotta e azione, dai diritti dei clienti sanciti dalla Carta degli acquirenti alle politiche di approvvigionamento responsabile, in particolare del legname. Ancora: dalla politica sulla biodiversità al rapporto con i fornitori sancito dalla Carta dei fornitori.

Far parte di un grande gruppo come Saint-Gobain pone obiettivi importanti non solo dal punto di vista del mercato, ma anche delle azioni in linea con gli obiettivi di sostenibilità e di ricadute sociali e non solo economiche delle attività. Non a caso tra le dichiarazioni di Jewson riportate nel loro sito web si legge quanto il modello di business globale punti sull’innovazione e sulla costruzione comune di un futuro sostenibile.
I temi utilizzati come leve di marketing si riferiscono non solo alla capacità di fornitura di materiali per i diversi lavori legati all’edilizia civile, residenziale e non, e infrastrutturale, ma anche alla ricerca delle soluzioni in grado di fornire comfort, prestazioni e sicurezza, con una forte attenzione alla «sfida dell’edilizia sostenibile, dell’efficienza delle risorse e del cambiamento climatico».
Tutte queste sfide fanno riferimento a un gruppo che, con l’1,9% di utili su un fatturato di oltre 42 miliardi di euro, è in grado di reinvestire potenzialmente utili annui per quasi 800 milioni di euro, fondi che ovviamente vengono investiti non solo in queste attività, ma anche nella acquisizione di reti di vendita, produttori e altre imprese specializzate in servizi per le costruzioni, ampliando dunque costantemente la rete capillare di vendita.

Acquisizione
È in questa logica che va letta, dunque, l’acquisizione, già citata, della rete di vendita un tempo di proprietà di Wolseley Uk da parte di Jewson (ovvero comunque di Saint-Gobain), composta da 148 filiali nelle quali lavorano 1.600 dipendenti con un fatturato complessivo di 316 milioni di sterline (circa 373 milioni di euro), pari ad un fatturato medio per punto vendita di 2,6 milioni di euro e un fatturato medio per addetto di 233 mila euro.
Obiettivo di questa acquisizione è consentire a Jewson di rafforzare la propria posizione nel settore della distribuzione edilizia nel Regno Unito e di migliorare la propria offerta per i clienti, portando anche vantaggi e sinergie significativi per Saint-Gobain Building Distribution nel Regno Unito e in Irlanda, in particolare nel mercato degli appalti e nella logistica.

Questa logica espansiva della casa madre si traduce a livello locale attraverso una rete distributiva di materiali edili che oggi nel Regno Unito e in Irlanda conta dunque oltre 600 punti vendita e una capillarità che la pone, dopo Travis Perkins, comunque come uno dei leader nella distribuzione edile nel Regno Unito, in particolare con una leadership molto rilevante verso le imprese di piccola e media dimensione, una focalizzazione attenta e perseguita da sempre da Jewson, che continua a seguire la strada tracciata dal fondatore nel 1836, nonostante tutti i cambi di proprietà avvenuti nel corso del tempo, segno che un modello di business vincente non si cambia, al massimo si migliora.
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