JCB accelera sugli investimenti, puntando su un piano industriale che coinvolge produzione, tecnologia, idrogeno e sviluppo delle competenze. Il Gruppo britannico sta infatti portando avanti un programma di trasformazione delle proprie linee produttive nello Staffordshire, mentre negli Stati Uniti si prepara ad avviare il più grande stabilimento mai realizzato dall’azienda. A questo si aggiungono 120 milioni di euro destinati al motore a combustione interna a idrogeno, il record di velocità raggiunto da JCB Hydromax e un cambio ai vertici che segna una nuova fase nella storia dell’azienda.


JCB investe 120 milioni di euro nello stabilimento storico nel Regno Unito

Il piano di investimenti JCB parte dalla Gran Bretagna, dove l’azienda sta portando avanti un importante progetto di trasformazione delle linee produttive della propria sede storica nello Staffordshire, nel Regno Unito. L’intervento ha un valore complessivo di 120 milioni di euro e punta a rafforzare la competitività degli stabilimenti britannici, contribuendo anche a garantire il futuro dell’occupazione.

Il progetto comprende in particolare un nuovo impianto di verniciatura a polvere completamente automatizzato, per un valore di 65 milioni di euro, insieme alla completa modernizzazione delle aree produttive dedicate ai movimentatori telescopici e alle terne.

L’investimento rappresenta quindi un intervento strutturale sulla capacità industriale di JCB e riguarda direttamente una parte significativa della produzione del Gruppo nel Regno Unito. L’obiettivo è rafforzare la competitività degli stabilimenti britannici e contribuire a garantire il futuro di oltre 8.000 posti di lavoro nel Paese.

La trasformazione delle linee produttive si inserisce in una strategia più ampia che lega investimenti industriali, innovazione tecnologica e sviluppo della presenza internazionale, mantenendo allo stesso tempo un forte radicamento produttivo in Gran Bretagna.

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Stabilimento JCB di Rocester, nello Staffordshire

Il nuovo stabilimento JCB in Texas vale 1 miliardo di dollari

Parallelamente al programma britannico, JCB amplia la propria capacità produttiva negli Stati Uniti. L’azienda si prepara infatti ad avviare il nuovo stabilimento di San Antonio, in Texas, con un investimento da 1 miliardo di dollari.

Si tratta del più grande stabilimento mai realizzato da JCB e di un progetto destinato a modificare ulteriormente la presenza industriale del Gruppo nel mercato nordamericano. Il nuovo sito creerà 1.500 nuovi posti di lavoro nei prossimi cinque anni.

Con una superficie di circa 93.000 metri quadrati, lo stabilimento di San Antonio sarà il più grande sito produttivo JCB al mondo. La struttura produrrà sollevatori telescopici e altri modelli destinati specificamente al mercato nordamericano.

Il progetto risponde quindi anche a una precisa logica di prossimità industriale: il Nord America rappresenta infatti il più grande mercato mondiale per le macchine da costruzione e l’investimento permetterà a JCB di avvicinare la produzione a uno dei mercati strategicamente più importanti per il Gruppo.

L’espansione negli Stati Uniti affianca così la trasformazione degli stabilimenti britannici, costruendo una rete produttiva maggiormente orientata alle caratteristiche e alla domanda dei diversi mercati internazionali.

JCB punta sull'idrogeno con un motore a combustione interna

Agli investimenti industriali si affianca un forte impegno nello sviluppo tecnologico. JCB ha destinato 120 milioni di euro allo sviluppo di un proprio motore con combustione interna ad idrogeno, portando oggi le macchine alimentate con questa tecnologia alla fase produttiva.

L’investimento rappresenta uno dei principali assi della strategia di innovazione del Gruppo e punta sull’utilizzo dell’idrogeno attraverso una tecnologia basata sul motore a combustione interna.

JCB è diventata così, secondo quanto comunicato dall’azienda, la prima società al mondo nel settore delle macchine da costruzione a portare sul mercato un motore alimentato a idrogeno omologato secondo gli attuali standard di emissioni.

La tecnologia non è rimasta confinata allo sviluppo industriale, ma è stata utilizzata anche in un progetto particolarmente significativo sul piano della sperimentazione e delle prestazioni. La tecnologia a idrogeno sviluppata da JCB ha infatti permesso all’azienda di entrare nuovamente nella storia della velocità alle Bonneville Salt Flats, nello Utah, negli Stati Uniti.

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Il veicolo speciale JCB Hydromax, guidato dal pilota di aerei Tornado Wing Commander Andy Green OBE, ha raggiunto una velocità di 406,320 mph, pari a 653,909 km/h, diventando il veicolo alimentato a idrogeno più veloce di sempre.

Il risultato ha più che raddoppiato il precedente record mondiale di velocità per un veicolo a idrogeno e, a vent’anni di distanza, ha superato anche il primato stabilito dalla stessa JCB con JCB Dieselmax, il veicolo dotato di due motori JCB alimentati a gasolio.

Hydromax era equipaggiato con due motori a idrogeno di serie, prodotti nello stabilimento JCB di Foston, nel Derbyshire. Particolarmente significativo anche il tempo necessario allo sviluppo del progetto: dall’idea iniziale al conseguimento del record mondiale sono trascorsi appena 18 mesi.

Il progetto dimostra quindi come la tecnologia sviluppata per le macchine da costruzione possa essere trasferita anche a un programma sperimentale ad alte prestazioni, mettendo alla prova i motori a idrogeno in condizioni estreme.

George Bamford: «L’innovazione e gli investimenti in Gran Bretagna sono stati al centro di tutto ciò che facciamo»

A sottolineare il legame tra innovazione, investimenti e radicamento britannico è George Bamford:

«Dal giorno in cui mio nonno fondò JCB nel 1945, l’innovazione e gli investimenti in Gran Bretagna sono stati al centro di tutto ciò che facciamo. JCB Hydromax ha mostrato al mondo ciò che l’ingegneria britannica è in grado di realizzare. Quello stesso spirito è presente in ogni macchina che costruiamo. Sebbene JCB si sia espansa a livello globale nel corso degli anni, la nostra casa è sempre stata qui, e l’investimento record che stiamo effettuando nei nostri stabilimenti e nei nuovi prodotti è una buona notizia per la Gran Bretagna e una buona notizia per JCB».

JCB cambia governance dopo oltre 50 anni

Parallelamente agli investimenti industriali, JCB introduce una novità nella governance. Si tratta del primo cambiamento ai vertici del Gruppo in oltre 50 anni.

Da ottobre 2026 George Bamford diventa co-presidente dell’azienda di famiglia, affiancando il padre Lord Bamford.

Il passaggio avviene in un momento caratterizzato da importanti investimenti sul fronte produttivo e tecnologico e si inserisce nella storia familiare dell’azienda, fondata nel 1945.

Lord Bamford, presidente di JCB, ha collegato il cambiamento ai vertici alla nuova fase di sviluppo del Gruppo:

«L’anno scorso JCB ha festeggiato il suo 80° anniversario e, guardando al futuro, stiamo investendo massicciamente nell’azienda: dalla trasformazione della nostra sede centrale nello Staffordshire e dalla tecnologia all’avanguardia basata sull’idrogeno, fino al nostro nuovo stabilimento in Texas. Nell’ambito di questo nuovo capitolo, sono lieto che mio figlio George diventi co-presidente di JCB. Non siamo mai stati un’azienda che resta ferma, e questi investimenti garantiranno a JCB di essere ben posizionata per cogliere le opportunità che ci attendono».

Il cambio di governance accompagna dunque una fase di forte trasformazione industriale, con interventi che coinvolgono contemporaneamente gli stabilimenti storici britannici, il nuovo polo produttivo americano e lo sviluppo di nuove tecnologie.

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Lord Bamford e George Bamford – JCB

JCB: 6,7 miliardi di euro di fatturato nel 2025

La strategia di investimento si inserisce in un quadro economico che, nel 2025, ha visto JCB raggiungere 6,7 miliardi di euro di fatturato e 113.498 macchine vendute.

Il Gruppo conta 23 stabilimenti e oltre 20.000 dipendenti nel mondo. L’azienda ha inoltre chiuso l’esercizio senza indebitamento netto e ha incrementato la propria quota di mercato globale, nonostante una domanda stagnante in Nord America e una contrazione del mercato del 12% in India.

Il 2025 ha quindi presentato condizioni differenti nei principali mercati geografici, ma JCB ha mantenuto una performance complessivamente solida.

Graeme Macdonald, amministratore delegato di JCB

«Sebbene il 2025 sia stato un anno impegnativo, caratterizzato da condizioni di mercato contrastate in tutto il mondo, JCB ha registrato nel complesso una performance solida. Le vendite di macchine hanno subito un calo di circa il 5%, ma il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile grazie a un mix favorevole di mercato e di prodotti. Nonostante una crescita pari a zero in Nord America e una contrazione del 12% in India, entrambi mercati importanti per JCB, nel 2025 abbiamo aumentato la nostra quota di mercato globale il che rappresenta un risultato incoraggiante».

Per il 2026, le prospettive indicate dall’amministratore delegato sono di crescita moderata, pur in presenza di un quadro geopolitico ancora incerto.

«Le prospettive per il 2026 indicano una crescita moderata, nonostante il perdurare dell’incertezza geopolitica. Con l’entrata in funzione dei nuovi impianti in Texas ed in Inghilterra, siamo nella posizione ideale per cogliere le opportunità offerte dal mercato».

I nuovi impianti rappresentano quindi, nella strategia illustrata dal Gruppo, uno degli elementi attraverso cui sostenere lo sviluppo futuro, aumentando la capacità produttiva e avvicinandola ai principali mercati di riferimento.

JCB Academy: 708 candidature per 314 posti

La strategia di JCB non riguarda soltanto stabilimenti, macchinari e tecnologie. Il Gruppo continua infatti a investire anche nello sviluppo delle competenze attraverso la JCB Academy, progetto promosso da Anthony Bamford con l’obiettivo di contribuire a colmare il divario di competenze ingegneristiche nel Regno Unito.

Anche questo progetto registra una forte crescita. Quest’anno 708 studenti hanno presentato domanda per i 314 posti disponibili, confermando l’elevato interesse nei confronti dell’Academy.

Dalla sua apertura nel 2010, la struttura ha formato circa 3.750 giovani, raggiungendo un tasso del 100% di inserimento lavorativo o prosecuzione degli studi tra i diplomati.

Il percorso di sviluppo delle competenze è affiancato direttamente dall’ingresso di nuove risorse nel Gruppo. Nello stesso periodo sono infatti entrati in JCB 116 nuovi apprendisti, studenti universitari e laureati, selezionati tra oltre 6.300 candidati.

La formazione diventa così un ulteriore elemento della strategia industriale, in un settore nel quale innovazione tecnologica, automazione e nuove motorizzazioni richiedono competenze ingegneristiche sempre più specializzate.

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