Ad agosto segnali positivi per il mercato delle costruzioni, anche grazie agli ultimi ritocchi alle opere del Pnrr.
Fiducia delle imprese di costruzioni
L’indice nazionale di fiducia delle imprese di costruzioni registra ad agosto un netto miglioramento rispetto al mese di luglio, recuperando il gap momentaneo e salendo a 2,6 punti percentuali, riprendendo quel percorso di miglioramento iniziato a gennaio di quest’anno, primo mese in negativo dopo anni di valori sopra lo zero.
A livello di Area euro l’indice di fiducia delle imprese di costruzioni si attesta a -5,0 punti percentuali, mentre nei Paesi dell’Unione Europea a 27 il valore scende a -6,7 punti percentuali, confermando un quadro di rallentamento della fiducia per il settore delle costruzioni a livello continentale.
Si allarga pertanto ancora il differenziale tra il dato nazionale e quello europeo, che risulta rispettivamente di 7,6 e 9,3 punti percentuali superiore alle medie dell’Area euro e della Ue.

Fiducia delle imprese nei diversi settori economici
Analizzando l’andamento della fiducia delle imprese nei diversi settori economici a livello nazionale, oltre al miglioramento del comparto delle costruzioni emerge la crescita del settore servizi, che raggiunge i 7,3 punti percentuali, e si segnala la stabilità a valori elevati del settore del commercio, a 12,5 punti percentuali, che si riporta dunque vicino ai valori della fine del 2025.
Buone notizie, anche se non ancora ottime, dal settore industriale, dove dopo la lunga discesa in area negativa, gli ultimi mesi vedono un progressivo, pur lento ma costante, recupero che porta l’indicatore a -4,6 punti percentuali.
Sempre negativo invece l’indice di fiducia dei consumatori, che dopo i picchi molto negativi dei mesi precedenti recupera qualche punto percentuale, ma restando in area fortemente negativa, a -20 punti.

Indice globale di incertezza
A livello mondiale gli indicatori di incertezza dell’economia e del commercio internazionale mostrano una riduzione dei valori indice, pur rimanendo a valori molto elevati.
Dopo i picchi massimi dei mesi precedenti si assiste a una stabilizzazione che tuttavia, proprio per l’alto livello dell’indice, mostra ancora una situazione di forte incertezza economica e commerciale, acuita dallo stallo della situazione Usa-Iran e dalla ripresa del conflitto avviato dalla Russia verso l’Ucraina, i cui tentativi di pace sembrano ancora lontani dalla conclusione di un conflitto che ha portato, assieme alla politica statunitense sui dazi e sull’attacco all’Iran, gli indici a livelli quasi tripli rispetto a quelli massimi raggiunti durante il covid-19.

Produzione nel settore delle costruzioni
Dal punto di vista della produzione nel settore delle costruzioni, il dato relativo al mese di maggio, l’ultimo più aggiornato a disposizione, riporta un valore di 143,6 punti, ovvero 43,6% superiore al valore medio della produzione riferito al 2021.
La lettura di lungo periodo che proponiamo questo mese evidenzia tutto l’effetto degli incentivi legati al superbonus e poi al Pnrr per il settore, che andranno poi misurati e valutati sugli indicatori dei mesi successivi, visto che il superbonus ha esaurito il suo periodo di validità e il Pnrr si avvia alla fase conclusiva degli interventi ammessi a finanziamento.
Gli indicatori anticipatori (ordini e occupazione) evidenziano nel mese di agosto una dinamica di forte ripresa, attestandosi rispettivamente a 5,9 e 10 punti percentuali, tornando su livelli che indicano una dinamica del mercato del lavoro, degli ordini e dei piani di costruzione in rafforzamento, segnali positivi nel buon contesto economico complessivo del settore, valori che andranno attentamente monitorati nei prossimi mesi, quando la spinta della fase finale del Pnrr mostrerà i suoi effetti.


Inflazione
Sul fronte dell’inflazione, le stime preliminari per il mese di agosto evidenziano un incremento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), che si attesta a +3,3% su base annua, in aumento rispetto a +2,9% registrato nel mese di luglio.
Il livello dell’inflazione rimane dunque elevato e superiore a quello osservato nei primi mesi dell’anno, confermando la persistenza di pressioni sui prezzi data la situazione economica congiunturale nazionale e internazionale.
Come evidenziato dall’Istat, l’aumento dell’inflazione riflette principalmente l’andamento dei prezzi degli Energetici, sia non regolamentati (da +11,4% a +16,9%) sia regolamentati (da +14,8% a +18,8%); di contro, decelerano i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,6% a +0,9%).
Nel mese di agosto l’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta lievemente (da +1,6% a +1,5%) così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).
La variazione congiunturale dell’indice generale riflette soprattutto l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+3,2%) e non regolamentati (+2,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), degli Alimentari lavorati (+0,4%) e dei Beni durevoli (+0,3%). L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,9% per l’indice generale e a +1,9% per la componente di fondo.
In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +0,1% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il Nic non tiene conto, e a +3,2% su base annua (da +2,9% del mese precedente).

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